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Chi sa fa, chi non sa insegna [Lao Tsu]
| Chi sa fa, chi non sa insegna [Lao Tsu] | di Roberto Chiappi |
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Interessante un pensiero del Tao Te Ching che, se separato dal suo contesto, potrebbe essere il manifesto del cattivo manager: "Nel governo del saggio, egli tiene vuoti i loro cuori, riempie loro il ventre, indebolisce le loro ambizioni, e rafforza le loro ossa. Fa sempre sì che il suo popolo sia senza astuzia o desideri, e che gli abili abbiano paura ad agire." Un pensiero del Tao Te Ching che mi è sempre piaciuto è "Chi sa non parla, chi parla non sa" perché si contrapponeva alla cultura (fortemente pratica e operativa) della azienda in cui lavoravo piuttosto ostile alla teoria, lo studio e la formazione. Ricordo un collega ed amico che mi chiamava con simpatia, ma anche con una punta di ironia "lo scienziato" e ricordo l'ostilità verso i consulenti della Bocconi sintetizzata nella esclamazione: "basta con i professori!". La cultura aziendale, pratica e di successo, era racchiusa nel motto (forse dovuto a Lao-tzu?!): "Chi sa fa, chi non sa insegna, e chi non sa insegnare, insegna ai formatori".
Scritto da , il 04-08-2009 17:46 Sottopongo un pensiero di Lao Tse, recentemente letto, che mi piace condividere: "Quando i tempi sono tranquilli è facile agire: prima che compaiano le ombre minacciose di PROBLEMI INCOMBENTI, è facile tracciare piani d'azione. Ciò che è fragile si rompe facilmente, ciò che è minuscolo si disperde facilmente. Prendete le vostre precauzioni prima che compaiano i guai, regolate le cose prima che inizi il disordine. L'albero più gigantesco è nato da un piccolo germoglio. La torre più alta è sorta da una manciata di terra. Un viaggio di mille miglia è iniziato da un singolo passo. Un grande principio non può essere suddiviso, perciò non può essere contenuto da molti recipienti" TAO TE CHING. Scritto da , il 27-10-2008 11:40 Volevo mettere in luce che in molte organizzazioni (in particolare in quelle d'ingegneria e costruzione che hanno cantieri on-shore e off-shore sparsi per il mondo) è molto forte la polemica tra la cultura del sapere (Es. progettazione)e la cultura del fare (Es. realizzazione in cantiere). Non vi è però dubbio che se si vogliono risolvere i problemi e realizzare i progetti le due culture debbono procedere in sinergia: spesso dietro la precauzione del non fare (magari per paura dei rischi) si cela proprio il non sapere. Scritto da , il 21-10-2008 20:03 E un insegnante professionista? Forse sa e quindi fa e insegna Scrivi Commento
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