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Data base relazionale per gestire efficamentente i dati [E. F. Codd]
| Data base relazionale per gestire efficamentente i dati [E. F. Codd] | di Roberto Chiappi |
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Non sorprende che i tentativi fatti dagli enti di standardizzazione, quali il CODASYL a lo ANSI, di sviluppare separatamente il linguaggio di strutturazione dei dati (DDL, Data Definition Language) e quello di manipolazione degli stessi (DML, Data Management Language) hanno portato a molti fraintendimenti e incompatibilità. L'approccio relazionale tende a considerare tutte le relazioni come operatori logici. Il suo scopo principale è quello di evitare dei loop (stallo circolare del computer), un requisito fondamentale per gli utenti finali e un evidente modo per incrementare la produttività di chi scrive programmi applicativi. Edgar F. "Ted" Codd (1923 – 2003), informatico britannico: Relational Database: A Practical Foundation for Productivity (1982)
Edgar Codd scrisse le dodici regole dell'esecuzione analitica online (OLAP: OnLine Analytical Processing) di programmi su data base relazionali. Se ne riassumono alcune tra le più significative: Quando iniziai a lavorare a metà degli anni 70 si usavano ancora, per archiviare i dati, i files tradizionali (sequenziali o indicizzati) ed ogni programma gestionale (generalmente scritto in linguaggio COBOL) necessitava in input un nuovo file organizzato secondo le esigenze della specifica applicazione; i dati venivano quindi continuamente duplicati. Con l'introduzione dei Data Base questa esigenza venne a cessare, i dati erano archiviati una sola volta nel D.B. e gli applicativi accedevano direttamente ad essi. Vi poteva essere un unico referente responsabile che amminstrava i dati per tutti (Data Base Administrator). I Data Base erano organizzati in tabelle (vedi figura)
chiamate data set strutturate in righe e colonne. Le ricerche e le selezioni dei dati venivano fatte sulla base di campi chiave che servivano anche come collegamento tra i diversi set. Le due strutture principali per collegare i set di dati erano quella gerarchica (set padri, set figli, ecc.) o quella reticolare (adottata dallo IMS della IBM). Il nostro gruppo aziendale, che allora disponeva di uno dei più grandi e moderni centri di elaborazione dati in europa, scelse di adottare come DBMS il System 2000, potente, snello e, sebbene gerarchico, con alcune caratteristiche dei sistemi relazionali che ancora non erano sviluppati e diffusi commercialmente. System 2000 era dotato di un linguaggio d'interrogazione (NL Natural Language) e aggiornamento assai semplice che risolveva molti problemi che gli utenti finali avevano nell'interagire con le basi di dati. Si potevano digitare semplici frasi in Inglese del tipo: List C1,C2, C3, C6; Ordered By C1,C7; Where (C3 > 100 AND C1 = Null) OR C2 = "Castoro Sei". Cioè: listami il contenuto dei campi C1,C2,C3,C6; ordinandoli come prima chiave per C1 e come seconda per C7; Selezionami solo i record che abbiano, o C3 > 100 e C1 mancante, o C2 uguale a "Castoro Sei". La società passò negli anni successivi ad ARTEMIS (data base relazionale che disponeva anche di una banca metodi orientata alla gestione dei progetti) e poi a SAP, ma non ho mai più trovato un linguaggio per interagire con il DB semplice, ed orientato all'utente finale, come quello di System 2000. Codd alla fine degli anni 60, mentre lavorava per l'IBM, creò il modello relazionale per la gestione delle basi di dati, pubblicando "A Relational Model of Data for Large Shared Data Banks" (un modello relazionale di dati per gestire grandi banche dati condivise). Con suo grande disappunto l'IBM, che voleva continuare a commercializzare il suo prodotto reticolare (IMS), tardò a sfruttare le sue idee innovative fino a quando la concorrenza cominciò ad implementarle. Ad esempio, Larry Ellison costruì, sulla base delle idee di Codd, il database Oracle che fu il primo DB commerciale basato sul modello relazionale. La principale forza di questo modello fu e rimase quella di poter stabilire dinamicamente i legami tra i set di dati (purchè avessero un campo comune) al momento della ricerca, senza dover sottostare a strutture rigide progettate a priori come accadeva nei sistemi gerarchici e in quelli a rete.
Scritto da , il 06-08-2011 14:18 Bell\'articolo. Riassume le tappe principale del Rational Database e del suo creatore. Codd è una di quelle persone del campo Informatico che hanno innovato con delle idee \"semplici\" ma innovative. Non vorrei, ma mi pare che ora un po\' tutti utilizzano lo standard razionale, tranne qualche zoccolo duro che usa sistemi proprietari. Scrivi Commento
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