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Falsificare e corroborare le teorie [Karl Popper] di Roberto Chiappi   

popper.pngIo ammetterò certamente come empirico, o scientifico, soltanto un sistema che possa essere controllato dall'esperienza. Queste considerazioni suggeriscono che come criterio di demarcazione (tra scienza e non-scienza) non si deve prendere la 'verificabilità' ma la 'falsificabilità' di un sistema.

In altre parole: da un sistema scientifico non esigerò che sia capace di esser scelto, in senso positivo, una volta per tutte; ma esigerò che la sua forma logica sia tale che possa essere messo in evidenza, per mezzo di controlli empirici, in senso negativo: un sistema empirico deve poter essere confutato dalla esperienza". Popper,K.R. (1902 - 1994), Logica della scoperta scientifica.

"Il mio problema è: come cresce la nostra conoscenza? La mia soluzione è uno schema tetradico molto semplificato del metodo di eliminazione per prove ed errori:
                                                              P1--->TP--->EE--->P2
P1 denota qui il problema dal quale partiamo e può trattarsi di un problema pratico o teorico;

  • TP è una teoria provvisoria che proponiamo per risolvere il problema;
  • EE denota un processo di eliminazione degli errori, attraverso controlli critici, o un processo di discussione critica;
  • P2 denota infine i problemi coi quali concludiamo: i problemi che emergono dalle discussioni e dai controlli.

L'intero schema indica che partiamo da un problema pratico o teorico. Tentiamo di risolverlo creando una teoria provvisoria come nostra soluzione: questa è la nostra prova. Sottoponiamo poi la nostra teoria al controllo, tentando di falsificarla: questo è il metodo critico di eliminazione degli errori. Il risultato di tutto questo è l'emergere di un nuovo problema P2 (o magari di svariati nuovi problemi). Il progresso compiuto, o la crescita della nostra conoscenza, può normalmente essere stimato in base alla distanza tra P1 e P2, e sapremo allora se abbiamo fatto qualche progresso. In breve il nostro schema dice che la conoscenza parte da problemi si conclude con problemi (se mai si conclude)." La conoscenza e il problema corpo mente.

"Questa ... è la via più sicura per la perdizione intellettuale: abbandonare i problemi reali per i problemi verbali ... La degenerazione delle scuole filosofiche è a sua volta la conseguenza della credenza erronea che si possa filosofare senza esservi spinti da problemi che sorgono al di fuori della filosofia ... I problemi filosofici genuini sono sempre radicati in urgenti problemi esterni alla filosofia, e scompaiono se tali radici deperiscono ... Tali radici vengono facilmente dimenticate dai filosofi che studiano la filosofia invece di essere costretti a ricorrere ad essa dalla pressione dei problemi non filosofici " La ricerca non ha fine.

“Quel che conta non sono i metodi o le tecniche, ma una certa sensibilità ai problemi e un’ardente passione per essi; o, come dicevano i Greci, la dote naturale di provare meraviglia ... Possiamo dire che la nostra conoscenza si accresce man mano che procediamo da vecchi problemi a nuovi problemi per mezzo di congetture e di confutazioni, per mezzo della confutazione delle nostre teorie, o più in generale, delle nostre previsioni e attese”. Congetture e Confutazioni: la crescita del sapere scientifico.

Il primo pensiero di Popper, tratto dalla Logica della scoperta scientifica, è una presa di posizione in favore della falsificazione e discende dalla sua critica all'induzione, al principio di causa ed effetto e al principio di verificabilità dei positivisti logici (a favore dell'induzione vedi Bacone; contro Hume ).

Anche nelle organizzazioni quando si vuole sottoporre a controllo una ipotesi, candidata a spiegare certi eventi, si tenta di verificarne la validità effettuando degli esperimenti (ad esempio simulazioni, test di mercato, sondaggi, uso di prototipi ecc.); se un certo numero di esperimenti dà risultati concordi con quelli della ipotetica teoria questa viene accettata come valida: "... una teoria è la rete che noi gettiamo per catturare il mondo".

Popper mette però in guardia contro conclusioni affrettate: per quanto grande il numero delle verifiche fatte non si può mai essere certi della bontà di una congettura. Meglio sarebbe tentare di falsificare l'ipotesi, basterebbe infatti un solo caso negativo per confutarla definitivamente, d'altro canto quanti più test essa dovesse superare tanto più risulterà corroborata e potrà così ritenersi valida almeno sino a prova contraria. Albert Einstein, che aveva ben compreso l’importanza della falsificazione, scriveva: ’Nessuna sperimentazione potrà mai provare che ho ragione. Un singolo esperimento può da solo dimostrare che ho torto’.

Il secondo pensiero di Popper è specificatamente rivolto al problem-solving; l'importanza di questo tema è da lui ribadita nel seguente passo anch'esso tratto da La Conoscenza e il problema corpo mente: "... asserisco che tutti gli organismi affrontano problemi, e sono sempre problem-solving - anche quando si dorme si è problem-solving. Quando sto tranquillamente seduto come adesso, ci sono centinaia di muscoli attivi nel mio corpo che, attraverso una sorta di metodo per prova ed errore e retroazione (vedi Wiener), mi impediscono di andare troppo a destra e troppo a sinistra e così mi tengo dritto".

L'importanza del problem solving e dello schema tetradico (P1--->TP--->EE--->P2) per le organizzazioni è ben descritto dallo stesso Popper: "Il problema originario di Henry Ford era 'come possiamo fornire trasporti adeguati ai vasti spazi degli Stati Uniti?' . Questo era il suo P1. Egli propose la teoria: 'costruendo un auto economica'. Questo portò attraverso variate prove ed errori a un nuovo problema: 'come possiamo fornire le strade e i parcheggi necessari per le nostre automobili ?'. Il problema originario P1 era il problema del trasporto. Il nuovo problema P2 è il problema del traffico".

Il terzo pensiero, tratto dalla raccolta La ricerca non ha fine è anch'esso centrale per una pratica del problem solving. In polemica con Wittgenstein, che pensava di poter ridurre tutti i problemi ad aspetti o giochi linguistici, Popper ha sostenuto che esistono problemi reali alla cui soluzione la filosofia può dare contributo concreto. Forse questo può spiegare il successo di Popper al di fuori della filosofia, in particolare tra gli scienziati, i trader e coloro che prendono decisioni.

Nella vita delle organizzazioni le trappole dei problemi verbali, del linguaggio e della cattiva comunicazione non saranno mai sufficientemente considerate. Pensare però di ridurre tutti i problemi ai pur importanti problemi linguistici appare a chi scrive estremamente riduttivo. Nelle imprese e nei loro progetti esistono, oltre ai problemi di comunicazione, quelli connessi con lo scopo del lavoro, i relativi rischi, i tempi di realizzazione, i costi da sostenere, gli standard di qualità desiderati, gli approvvigionamenti e i contratti da gestire, le risorse umane e la valorizzazione del capitale intellettuale e in generale la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle strategie di lungo periodo. Tutto questo va ben oltre i problemi di linguaggio e di comunicazione.




Leggi l'articolo e i commenti (4)
Scritto da Karl R. Popper, il 13-01-2011 15:44
“Tutta la vita è risolvere problemi. Tutti gli organismi sono inventori e tecnici, buoni e meno e che hanno più o meno successo nella soluzione di problemi tecnici. E’ quanto capita presso gli animali, come nel caso dei ragni. La tecnica umana risolve problemi umani, quali una canalizzazione, procacciamento e immagazzinamento di acqua o di cibo, cosa che per altro fanno già le api. 
Da ciò consegue che l’avversione per la tecnica, così come la troviamo presso i Verdi, è insensata, giacché essa è esattamente avversione alla vita – cosa che purtroppo i Verdi non hanno notato. …. Tutto ciò che i Verdi rimproverano alla tecnica è da ricondurre quasi completamente all’esplosione demografica. I Verdi, però, parlano troppo poco di questo grande problema – ovviamente per la ragione che il loro attacco nei confronti della tecnica verrebbe spazzato via, se loro fossero disposti a riflettere seriamente su questo problema. …. 
Che si richiami l’attenzione su errori da noi commessi e ai quali si bada troppo poco, è importante. Che questi errori vengano sbandierati è comprensibile e forse perfino necessario, al fine di venire ascoltati. Che si attacchino nel loro insieme la scienza e la tecnica, sebbene le necessarie correzioni degli errori possano venir effettuate soltanto attraverso di esse, è stata una cosa non solo stupida ma anche chiassosa e del tutto irresponsabile. ….  
Nel 1913, cominciò molto lentamente la liberazione degli uomini, o più esattamente la liberazione delle donne, con il fornello a gas, e nel 1922 il gas da cucina divenne un serio concorrente del carbone da cucina. Il riscaldamento centrale funzionò ancora a lungo con carbone o con carbon coke. 
Il terribile lavoro domestico deve aver accorciato di molto la durata della vita; non si parla più di quel penoso lavoro oggi sostituito dalla gioia di vivere. E questo le donne lo devono alla tecnica, anche quelle donne che predicano l’inimicizia nei confronti della tecnica”. 
Tutta la vita è risolvere problemi, RCS Libri, Milano 2004. 
 
“La degenerazione delle scuole filosofiche è la conseguenza della credenza erronea che si possa filosofare, senza esservi spinti da problemi che sorgono al di fuori della filosofia – per esempio nella matematica, nella cosmologia, nella politica, nella religione o nella vita sociale. La mia tesi in altre parole è questa. I problemi filosofici genuini sono sempre radicati in urgenti problemi esterni alla filosofia, e scompaiono se tali radici deperiscono”. 
Congetture e Confutazioni, Il Mulino, Bologna 1972. 
 
“Ogni teoria razionale, non importa se scientifica o metafisica, è tale solo perché è in rapporto con qualcos’altro – perché è un tentativo di risolvere certi problemi, e si può discutere razionalmente solo in rapporto alla situazione problematica con cui è collegata. Ogni discussione critica di essa consisterà , soprattutto nell’esaminare in che misura lo faccia meglio di altre teorie rivali; se non crei difficoltà maggiori di quelle che intende dissipare; se la soluzione sia semplice, quanto feconda nel suggerire nuovi problemi e nuove soluzioni, e se non sarebbe eventualmente possibile confutarla mediante controlli empirici. Quest’ultimo metodo no è, beninteso, applicabile se la teoria è metafisica. ….” 
Poscritto alla logica della scoperta scientifica, Il Saggiatore, Milano 1984.
Scritto da Roberto, il 07-01-2011 22:20
Un Project Director esponeva (in business english), una criticità al suo consulente di fiducia. 
Questi continuava a dirgli "no problem!", ma la criticità esplose.  
 
Non mi avevi detto che non c'erano problemi e che avresti provveduto tu, chiese il Project Director. 
 
No io ti ho detto "no problem", cioè che non era un problema mio, rispose il consulente!! 
 
I problemi linguistici e di comunicazione sono importanti, ma mi sembra che Wittgenstein sbagli a ridurre tutto ad essi. 
 
Lo ammetto sono un fan di Popper!!
Scritto da Emilio, il 06-01-2011 13:58
Interessante l'osservazione secondo cui oggi il pensiero di Popper sarebbe in declino presso i filosofi, ma in grande cosiderazione presso scienziati e decision maker: 
 
* i primi usano correntemente la fasificazione per demarcare la scienza dalla non scienza; 
 
* i secondi usano lo schema tetradico per far evolvere le proprie situazioni problematiche.
Scritto da Luigi, il 06-01-2011 10:12
Il problema linguistico è importante perchè quello che sappiamo o crediamo di sapere lo possiamo trasmettere solo attraverso il linguaggio, ma il rischio è che un problema fisico o concettuale si riduca ad un problema linguistico.Quindi,secondo me,il problema è :discernere tra ciò che contiene dei concetti e delle idee e ciò che sono solo "chiacchiere" vuote di contenuti.Io classificherei le esposizioni in "Vuote","semivuote","confuse" e "pregnanti".

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