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Il principio di precauzione e i costi della non scienza [C. Cattaneo] di Roberto Chiappi   
ogm.jpg“Tutte le più alte prove della scienza e della virtù si svolgono negli accordi e disaccordi degli uomini posti tra loro in intima relazione. Rimase ad indagarsi per quali altri modi, oltre al linguaggio, le menti associate nelle famiglie, nelle classi, nei popoli, nel genere umano, potessero collaborare alla comune intelligenza, ovvero contrariarla. Ciò che caratterizza una idea nuova è ch’ella nasce dal conflitto di più menti …”

"Non ha senso l'accusa fatta ad Adam Smith che la sua dottrina della libera concorrenza non sia nazionale e politica, ma umanitaria e cosmopolitica, come quella che s'indirizza a tutte le nazioni. Anche la chimica e la meccanica s'indirizzano a tutte le nazioni. La scienza è una sola. Il diviso lavoro è in economia ciò che in meccanica è il braccio di leva o la macchina a vapore; e chi lo annuncia a tutte le nazioni come verità, non è che si divaghi in prematura contemplazione dei secoli futuri, ma addita una condizione suprema della vita dei popoli presenti... Solo in seno alla libera concorrenza crediamo potersi pareggiare le sorti delle minori nazioni e delle maggiori; e raccomandarsi a imperiosa necessità d'interessi la perpetua emulazione dell'industria e dell'ingegno." Carlo Cattaneo (1801,1869) giurista, filosofo e storico.

Il primo pensiero riportato rammenta che spesso l'innovazione (ed in particolare quella tecnologica) nasce dall'incontro/scontro di più menti diversamente da quello che, secondo Freud, accade per la creatività. Il secondo mostra come Cattaneo, uomo di profonda cultura umanistica, avesse ben compreso l'importanza della scienza, della tecnologia e dell'efficienza. In Italia, a partire dal secondo dopo guerra, pochi lo seguirono in queste sue convinzioni.

Croce (1866-1952) scriveva: "Le scienze naturali e le discipline matematiche, di buona grazia hanno ceduto alla filosofia il privilegio della verità ed esse rassegnatamente o addirittura sorridendo, confessano che i loro concetti sono solo di comodo e di pratica utilità, che non hanno niente da vedere con la meditazione del vero".

Negli anni sessanta dello scorso secolo alcuni scienziati e manager della ricerca tra cui G. Bernardini, E. Amaldi, D. Marotta, A. Buzzati-Traverso e F. Ippolito tentarono di introdurre in Italia criteri più liberali nel governo politico della scienza, basati su autonomia e valutazione di merito delle capacità e dei risultati. Si trattava di concorrere alla realizzazione di politiche in grado di governare le scelte concrete, in modo di arrivare ad efficaci soluzioni dei problemi. In pratica, prendendo ad esempio le esperienze in corso nel mondo anglosassone e sopratutto negli Stati Uniti, cercarono di creare le condizioni per sottrarre il sistema della ricerca, della scienza e della tecnologia alle logiche clientelari della politica. La loro azione venne repressa, anche attraverso un uso politico della giustizia, che portò in carcere Ippolito e Marotta con accuse strumentali.

Il risultato è stato un'asfissiante politicizzazione della scienza italiana di cui tutt'ora son ben presenti i segni:

* No alle centrali nucleari: sull'ondata emotiva del disastro di Cernobyl è passato un referendum che rendeva impossibile il finanziamento a queste centrali. Si è fatto credere che le energie rinnovabili potessero da sole sostituirsi ai combustibili fossili che generano CO2.

* No ai campi elettromagnetici: si è fatto credere che un'antenna o un ripetitore installato sul tetto di casa potesse generare il cancro ed altre terribili malattie senza neanche considerare che gli effetti dei campi elettromagnetici diminuiscono con il quadrato della distanza.

* No ai rigassificatori: si è dimenticato che questi impianti consentono di rendere gassoso il prodotto liquido di qualunque nave metaniera indipendentemente dal paese di provenienza. Grazie ad essi si può ridurre la dipendenza dai singoli paesi collegati con pipeline (in Italia prevalentemente Russia e Algeria).

* No ai temovalorizzatori: questi impianti inquinano meno di 2 autocarri, e sono il miglior completamento della strategia di riduzione dei rifiuti (meno imballaggi ecc.) e della raccolta differenziata. Essi inoltre consentono di fornire elettricità e teleriscaldamento evitando di bruciare inutilmente ulteriori quantità di gas, petrolio o carbone (in Europa vedi gli esempi virtuosi di Brescia, Parigi, Londra, Vienna, Copenaghen, Losanna, ecc.).

* No agli OGM: questi prodotti possono alleviare e forse risolvere il problema della fame nel mondo, possono ridurre i consumi di acqua e la diffusione di malattie come la malaria. Non sono rischiosi per la salute, non sono pericolosi per le colture tradizionali, non rendono onnipotenti le multinazionali e spesso sono più sicuri delle colture biologiche.

* No alla Tav: per un pendolare risparmiare 30 minuti di sonno non è indifferente. Queste nuove linee ad alta capacità permettono di far viaggiare i Tir la notte su ferro invece che su strada, di ridurre le emissioni di CO2, di decongestionare le autostrade e le linee ferroviarie normali. Si integrano bene con le autostrade del mare realizzando quel trasporto intermodale (treno, mare, gomma) naturale per la struttura geografica dell'Italia. Consentono l'integrazione con la rete A.V. europea funzionante da diversi anni in Spagna, Francia e Germania.

* No alla ricerca scientifica: le cellule staminali embrionali e adulte possono aiutare a capire e forse curare malattie degenerative come l' Alzheimer e il Parkinson. La fecondazione assistita può risolvere i drammi di molte coppie. Le cure palliative possono alleviare il dolore dei malati più gravi. Idratazione e nutrizione artificiale, come qualunque cura, non dovrebbero essere imposte per legge.

* No all'onestà intellettuale: i profilattici, oltre che efficaci contraccettivi, sono uno strumento potente per combattere la diffusione del virus HIV e di altre malattie. La pillola RU486 non rende l'aborto facile, semmai lo rende meno invasivo. La teoria dell' intelligent design non è sino ad oggi scientificamente accreditata come si voleva far credere, da parte di alcuni, nella scuola.

Nel 1998 la Commissione Europea ha dato la seguente definizione: "Il Principio di precauzione (Pdp) è un approccio alla gestione del rischio che si applica in circostanze d'incertezza scientifica e che riflette l'esigenza d'intraprendere delle azioni a fronte di un rischio potenzialmente serio senza attendere i risultati della ricerca scientifica". Come è noto però la certezza scientifica non è mai ottenibile al 100%. La scienza, a differenza delle parascienze, della cartomanzia, dell'astrologia, non offre certezze. Un uso incauto del Pdp può portare a riempire lo spazio di dubbio lasciato dalla scienza con affermazioni arbitrarie, dando voce solo alle emozioni della gente o comunque a persone non competenti che, consapevolmente o no, finiscono con lo sfruttare questi sentimenti generando una strumentalizzazione in aperto contrasto con gli interessi della collettività e con l'analisi critica delle acquisizioni scientifiche.

Se viene interpretato e utilizzato come strumento ideologico il Pdp determina la messa in atto di modalità perverse e irrazionali di affrontare i problemi connessi con il governo delle innovazioni tecnologiche, generando gli alti costi economici, sociali e ambientali della non scienza ("I Costi della non-scienza: il principio di precauzione", a cura di Battaglia e Rosati, Editrice 21mo Secolo, Milano 2004).




Leggi l'articolo e i commenti (25)
Scritto da Carlo Cattaneo, il 15-01-2012 08:55
Potenza delle menti associate: le idee degli altri si intrecciano sin dall’origine alle nostre: le destano, le guidano, le precedono, le impongono …
Scritto da Roberto, il 25-04-2011 13:13
Il Sole 24 Ore, 24 Aprile 2011. Estratto da “Contro il cibo naturale” di Paolo Rossi. 
Anche relativamente al cibo e all'alimentazione sono emerse con forza posizioni di tipo primitivistico. Si sente spesso ripetere che un tempo si mangiava «naturale», che per i nostri nonni e bisnonni il cibo era «genuino» e «gustoso». I luoghi comuni dovrebbero crollare di fronte ai dati e alle serie ricerche. Invece resistono impavidamente. A forza di essere ripetuti diventano verità. … Il discutibile presupposto che sta alla base del primitivismo... identifica il naturale con il bene e l'artificiale con il male…. Il rischio zero, come ha di recente ribadito Francesco Sala in un limpido libretto che ha scritto contro gli avversari della modificazione genetica delle piante, non esiste in alcuna attività umana. Per questo non ha alcun senso chiedere se si è assolutamente sicuri che non esiste rischio alcuno in una qualche impresa progettata da uomini o da donne. In tutto ciò che l'uomo pensa e costruisce, non ci sono – dopo la cacciata dal Paradiso – sicurezze assolute. Va infine aggiunto: tutto ciò che chiamiamo civiltà e cultura ebbe inizio perché i nostri più lontani progenitori scelsero di non adottare il cosiddetto, oggi di continuo invocato, principio di precauzione. Se lo avessero adottato saremmo ancora simili alle «scimmie» delle prime inquadrature di 2001 Odissea nello spazio.
Scritto da Roberto, il 31-03-2011 16:33
Su Sette del Corsera di oggi Margherita Hack rispondendo a Vittorio Zucconi dice tra l’altro: 
 
Lei ha ha detto: voterei si al referendum. 
“Votai si al nucleare anche nel 1987. E come me, fecero allora molti altri scienziati di sinistra. Allora c’era Chernobyl, ora c’è Fukushima. Gli incidenti devono far riflettere, far pensare a nuove precauzioni, ma non si può rinunciare al nucleare sull’onda emotiva degli incidenti”. …. 
E’ favorevole o contraria ai termovalorizzatori? 
“Favorevole se non inquinano” 
C’è un dibattito feroce anche su questo. 
“Nel frattempo in Germania, producono calore con i nostri rifiuti. E noi paghiamo. Bei bischeri, ahaha. Che senso ha temere il nucleare e i termovalorizzatori se poi si corrono rischi ben più gravi?” 
Quali rischi? 
“Intorno al Vesuvio abita più di un milione di persone. E’ un vulcano vivo, che accumula energia”. …
Scritto da Roberto, il 31-03-2011 09:51
Massimo Mucchetti, Sul Corriere del 31 marzo 2011, scrive: 
La bolletta della luce aumenta del 3.9 per cento. … Colpa della guerra in Libia, della catastrofe naturale in Giappone? Macchè … tre punti tondi di aumento vengono dal costo dei sussidi (sbagliati) alle imprese che producono energia elettrica da fonti rinnovabili. …
Scritto da Roberto, il 13-03-2011 15:40
Sul Fatto Quotidiano, inserto Saturno, del 11 Marzo 2011 viene recensito, con due articoli, il libro di David JC Mac Kay, Sustainable Energy – Without the Hot Air, UIT, Cambridge 2008. Che si può scaricare liberamente all’indirizzo www.withouthotair.com 
Dall’articolo di Dario Bressanini (Vento sole o aria fritta; le energie rinnovabili fuori dal mito) : 
“… Raramente discorsi quantitativi e ricchi di numeri arrivano sui media, che spesso danno più risalto a intellettuali e filosofi come Serge Latouche, il teorico della decrescita (Come si esce dalla società dei consumi, Bollati Boringhieri). Discutendo di energia e di consumi è invece necessario partire dai numeri e dai dati accertati… Implacabili, i numeri mostrano come al livello attuale di consumi anche sommando eolico, solare, biocarburanti, idroelettrico e altre fonti rinnovabili non è possibile purtroppo sostituire i combustibili fossili… Le alternative, puramente numeriche, sono quelle di ridurre notevolmente i consumi oppure di utilizzare fonti energetiche con alta densità di energia per metro quadro, come le centrali nucleari… L’elettrificazione di tutti i trasporti ridurrebbe le emissioni di CO2 aumentando l’efficienza. Le auto elettriche moderne consumano 15 kWh per 100 km, mentre le auto a benzina dai 70 ai 90 kWh. Un treno ad alta velocità invece è efficientissimo consuma solo 3 kWh per passeggero… A chi lo accusa di essere pro nucleare Mac Kay risponde che è solo pro aritmetica, e che i numeri parlano da soli… “Numeri non aggettivi. Qualsiasi discussione sensata sull’energia richiede dei numeri”. In Italia avremmo gran bisogno di un approccio così. C’è qualche fisico che voglia adattare il libro di Mac Kay alla situazione italiana?”.  
Dall’articolo di Antonio Pascale (Scrittori bocciati in Scienza) : 
“… Dacia Maraini sul Corsera: “la Germania produce più del 30% del proprio fabbisogno energetico grazie al solare” (1 marzo 2009)… Quel dato fa opinione, perché è facile (in verità è da irresponsabili), e per questo passa di bocca in bocca. Naturalmente la Germania non produce il 30% con il solare: sarebbe meraviglioso, ma la triste realtà dei numeri ci dice un’altra cosa. La Germania, che pure è il paese che ha installato più pannelli solari pari 3800 MW, produce con il solare solo il 2% dell’energia elettrica. Dove ha sbagliato la Maraini? Molto probabilmente ha confuso la potenza (kW) con l’energia erogata (kWh). L’amara realtà dei numeri e i principi della fisica stabiliscono incontrovertibilmente che noi purtroppo consumiamo energia e non potenza. Possiamo installare pannelli solari e centrali eoliche potenti, ma se il sole non c’è o il vento non soffia, l’energia ricavata è minima… Ancora un esempio. Giovanni Valentini si spinse ad affermare che “la Puglia di Niki Vendola, è la prima in Italia per la produzione di energia solare ed eolica, in grado di coprire il 180% del proprio fabbisogno” (Repubblica del 5 febbraio 2010). A leggere i dati Terna del 2008 si scopre che la Puglia produce meno del 4%. Nel 2009 la situazione è migliorata , forse si arriva al 5%, ma la Puglia produce energia con il solito (e insostenibile) carbone e gas. Favorevole, naturalmente, alle così dette energie alternative, però come lettore mi sarei ritenuto soddisfatto se Valentini avesse detto: nonostante la Puglia produca solo il 4%, dobbiamo ancora investire sulle rinnovabili…”.
Scritto da Roberto, il 05-03-2011 20:45
Scrive Umberto Veronesi sul C.Sera del 27 Feb. 2011. 
“… Buona parte degli Stati civilmente avanzati si è cautelata contro questa minaccia (la crisi energetica) assicurandosi un approvvigionamento energetico attraverso l’energia nucleare e anche quelli emergenti si stanno dirigendo in quella direzione. L’Italia rimane quindi il paese più vulnerabile . La Francia ha 61 reattori nucleari, la Gran Bretagna 21, La Germania 17, la Spagna 8, la Repubblica Ceca 6, il Belgio 7, la Svezia 10. Tutti questi paesi hanno almeno una sicurezza di sopravvivenza. I cittadini (italiani) non si rendono conto, credo, che la mancanza di energia oggi metterebbe qualsiasi Paese in ginocchio. Senza energia elettrica sarebbe una catastrofe. Niente conservazione del cibo, niente trasporti, niente produzione, niente comunicazione. La sicurezza energetica è oggi importante al pari di quella alimentare. Per questo motivo non solo i giganti come gli Stati Uniti, la Cina e l’India si costruiscono centinaia di centrali nucleari, ma anche i più piccoli e senza grandi risorse economiche come l’Armenia e il Bangladesh.
Scritto da Emilio, il 25-01-2011 13:30
Ciao Maria. Secondo me hanno ragione gli europei (e anche i bresciani): 
si può ragionevolmente supporre che su 100 kg. di plastica recuperata solo il 60% possa essere riciclata. I restanti 40 kg dovrebbero andare in un termovalorizzatore che ne sfrutta il valore energetico (la plastica è assimilabile a un petrolio solido). Semplificando il processo: i rifiuti bruciati nell’inceneritore, fanno bollire l’acqua contenuta in una caldaia, il vapore aziona turbine e generatori che producono energia elettrica messa in rete risparmiando parte del petrolio bruciato nelle centrali. L’acqua calda residua viene, attraverso condotte, destinata al riscaldamento delle abitazioni permettendo di eliminare decine di migliaia di caldaiette (individuali o condominiali) che immettono in atmosfera importanti volumi di inquinanti. I Grandi termovalorizzatori sono dotati di molteplici e sicuri sistemi di filtraggio che rendono questi impianti molto meno inquinanti di tre o quattro motorini, camion o caldaie condominiali. (Cfr. Sara Gandolfi, Sette-C.Sera, 20 Gen 2011).
Scritto da Maria, il 29-12-2010 12:35
Oggi ho ascoltato a radiotre scienza il Prof. Pasquon del PoliMi dire che nei paesi europei la plastica dei rifiuti,con i dovuti accorgimento, può essere bruciata nei termovalorizzatori, cosa impossibile in Italia. 
Da un punto di vista ambientale, economico, energetico chi fa meglio Italia o Europa? Gli europei hanno legislazioni troppo permissive o abbiamo noi pregiudizi ideologici?
Scritto da Roberto, il 04-12-2010 12:53
Il 3 Dic 2010 Paola D’Amico ha scritto sul Corriere della Sera (riassunto): 
 
Al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano FederAmbiente ha presentato il primo studio eseguito in Europa sulle emissioni di polveri sottili dei termovalorizzatori mostrando che ne emettono meno di diesel con filtro antiparticolato e sono superati ampiamente (100 o 1000 volte) da caminetti alimentati a pellet e caldaie a gasolio…. Inquina di più un centro commerciale che attrae ogni giorno centinaia di veicoli oppure un termovalorizzatore? …. Tutti i sindaci vogliono i centri commerciali che svuotano i centri storici dei paesini, ma fanno le barricate contro i termovalorizzatori ….. L’energia elettrica e termica (teleriscaldamento) degli impianti tipo Silla2 di Milano è energia pulita. …. Si è aperto un nuovo libro per lo studio delle polveri sottili. Ma anche chiuso quello che associava ai termovalorizzatori “paure catastrofiche poco razionali”.
Scritto da Roberto, il 03-11-2010 13:34
Intervistato sul Corriere del 3/11/2010 l’economista francese Fitoussi, 
celebre anche per i suoi studi sulla sostenibilità,scrive tra l’altro: 
 
L’energia nucleare ha i suoi problemi, ma offre due vantaggi fondamentali: 
non emette CO2 e, se si organizza tutto in modo efficiente, è molto meno  
costosa delle altre fonti. L’industria italiana è penalizzata da un prezzo  
dell’energia molto alto, che ne diminuisce la competitività. Se l’Italia 
facesse davvero questo passo sarebbe una buona notizia.
Scritto da Roberto., il 01-11-2010 14:27
Due notizie relative ai treni veloci. 
1) La Svizzera sta completando il tunnel del Gottardo (circa 57 Km) che collega i cantoni italiani con quelli tedeschi. 
2) L’Italia, a causa di lungaggini burocratiche, rischia di perdere i finanziamenti europei per la Torino Lione (parte del corridoio europeo 5 che dovrebbe collegare Lisbona e Kiev). 
Il tunnel del Gottardo (il più lungo al mondo) fa parte di un corridoio ferroviario che dovrebbe congiungere Rotterdam a Genova collegando Italia ed Europa centrale, Atlantico e Mediterraneo, trasporto su ferro e autostrade del mare. Purtroppo in Italia i lavori sotto l’Appennino ligure debbono ancora iniziare. 
Sembra quasi ci sia una convergenza di intenti tra ecologisti no-Tav, pubblica amministrazione ed enti locali per tagliar fuori il Bel Paese dall’Europa e condannarlo al trasporto su gomma e al conseguente inquinamento.
Scritto da Roberto, il 31-10-2010 14:17
Gilberto Corbellini sul Domenicale del Sole di oggi scrive: 
 
“….Qualcuno mi sa spiegare perché devo far correre a mio figlio, o devo correre io il rischio di mangiarmi delle tossine contenute nei mais coltivati in Italia, per il fatto che vengono aggrediti da parassiti, che sarebbero neutralizzati se il mais coltivato fosse ogm? Perché chiunque può comprare i più svariati prodotti cosiddetti “biologici” pagandoli il 30% in più di quelli tradizionali, e può correre liberamente il rischio di contrarre qualche intossicazione, mentre io non posso trovare sugli scaffali di un supermercato prodotti che soddisfano i miei criteri di qualità e sicurezza? Senza che per questo nessuno abbia qualche danno? ….”
Scritto da Roberto, il 05-10-2010 14:21
Commentando l'assegnazione del nobel per la medicina a Robert Edwards, pioniere della fecondazione in vitro, Boncinelli scrive sul Corriere di oggi: 
 
" ...Chi oggi si scandalizza mette sullo stesso piano un potenziale individuo con un individuo vero e proprio, ignorando che Edwards ha curato un difetto, aiutando e non danneggiando, milioni di persone. ... 
In questa maniera l'uomo si è affrancato sempre più dai vincoli naturali che concedono salute e fertilità a qualcuno e malattia o infertilità ad altri. La tecnica insomma ci ha reso più liberi".
Scritto da Roberto, il 28-09-2010 17:01
Dobbiamo sconfiggere le bufale degli oppositori al nucleare. Una delle preferite accanto alla contrapposizione con le fonti rinnovabili, consiste nell'affermazione che l'attuazione del piano italiano comporterà l'impiego di denaro pubblico. Questo è totalmente falso, non un centesimo di euro è richiesto per sviluppare la tecnologia nucleare. Al contrario, purtroppo, non si deve ignorare che lo sviluppo delle rinnovabili richiederà ancora per molti anni un sostegno economico da parte dei consumatori di energia elettrica e che questo nel 2020 sarà dell'ordine di 6 o 8 miliardi .... 
 
Rischiamo di perdere un'irripetibile occasione di rilancio della filiera industriale che avrebbe ricadute per centinaia di imprese sul versante dell'occupazione e della ricerca scientifica. 
 
(Cfr. Enzo Gatta: "Nucleare, basta con i pregiudizi", Affari e Finanza, Repubblica 27 Sett. 2010).
Scritto da Roberto, il 28-07-2010 10:21
Sul Corriere del 28/07/10 Vittorio Messori scrive un articolo sullo "elettrosmog" di cui si riporta qualche brano: 
 
... Molti oncologi, a cominciare dal più illustre, Umberto Veronesi, negano che esista un legame tra il cancro e le infinite onde (radio, televisioni, linee ad alta tensione, cellulari, telecomandi) che attraversano il nostro corpo. ... Come ha detto il professore: " l'onestà scientifica deve contrastare ideologie, ossessioni, superstizioni, leggende metropolitane". ... Gli ulteriori luminari, convocati da varie nazioni presentarono un rapporto che così concludeva: "I dati da noi raccolti non confermano un'associazione tra gli impianti radio e le leucemie infantili. Anzi non v'è alcuna base biologica né consistenza epidemiologica su una eventuale relazione tra esposizione a radiofrequenze rischio tumori".
Scritto da Roberto, il 26-07-2010 09:57
In una lettera al direttore del Corriere della Sera pubblicata oggi, Umberto Veronesi scrive tra l'altro: 
 
...Gli Stati Uniti e, proprio ai nostri confini, la Francia e la Svizzera (modello di qualità di vita per noi italiani)hanno da anni investito nel nucleare e continuano a sviluppare strategicamente la loro scelta. Come fonte di energia, il nucleare è al momento la meno tossica per l'uomo: il rischio collegato al suo utilizzo è quello di incidente alle centrali di produzione, ed oggi nel mondo è calcolato vicino allo zero. E' dunque l'alternativa più valida al petrolio, che è altamente inquinante ed è causa di conflitti sanguinosi, oltre che di episodi disastrosi per l'ambiente e la salute, come abbiamo vissuto di recente con la vicenda americana della Bp. ...
Scritto da Roberto, il 12-07-2010 13:35
... Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l'agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell'Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un'alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l'articolo 9 della Costituzione: " La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". ... In Italia abbiamo un numero impressionante di edifici orrendi su cui si possono installare i pannelli. ... 
 
Vittorio Sgarbi, Corriere della Sera 12/6/2010.
Scritto da Roberto, il 27-06-2010 09:22
Sul Corriere della Sera di oggi Massimo Mucchetti scrive: 
 
.... L'atomo è il male. Come no? Ma un reattore nucleare EPR da 1600 MW costa, largheggiando,5 miliardi, dura 60 anni e occupa 100 ettari. Per eguagliarne la produzione servono 10 mila MW solari che ai prezzi odierni costerebbero 35 miliardi, durerebbero solo 20-25 anni, e dunque il costo equivalente vero sarebbe 80-85 miliardi. I pannelli fotovoltaici, infine, mangerebbero 20 mila ettari di territorio. Meglio il nucleare dunque? Meglio. ....
Scritto da Roberto., il 15-05-2010 16:21
In occasione del Festival dell'energia che si svolge a Lecce Giovanni Caprara scrive sul Corriere della Sera di oggi un articolo titolato: 
 
I conflitti tra scienza e ideologia 
"C'era una volta..." Dietro i falsi miti il buio della ragione. 
 
L'elenco dei falsi miti energetici sarebbe lungo e ce ne sono di tutti i tipi, anche paradossali. Eccone alcuni: le energie alternative sono la panacea per tutte le necessità,la centrale di Cernobyl è uguale a quelle occidentali, il combustibile nucleare è uguale a quello che serve per costruire la bomba, le pale eoliche riducono la produzione di latte delle mucche, i reattori nucleari sono un obiettivo primario dei terroristi, non esiste tecnologia adeguata per mettere in sicurezza le scorie nucleari, i rigassificatori sono delle bombe, vivere vicino a una centrale a carbone o ad un elettrodotto aumenta il rischio di tumori, i biocombustibili sono ecosostenibili, il riscaldamento globale è un fenomeno ben conosciuto e possiamo prevederlo...
Scritto da Roberto, il 29-03-2010 14:07
Non bisogna temere una disumanizzazione della società ridotta a puro calcolo. 
La matematica, piuttosto, ci aiuta a conoscere la complessità delle cose. 
 
P. Odifreddi scrive su Repubblica del 27/03/10: 
 
"...sarà veramente possibile ridurre tutto a numeri e algoritmi? ... Chi si preoccupa, avanza in genere due tipi di obiezioni. Primo che la complessità del reale non si può comprimere all'interno di una formula o di un algoritmo. Secondo, che se anche si potesse, le descrizioni tecniche toglierebbero la poesia al creato. Benché entrambe le obbiezioni si applichino alle problematiche sollevate dall'informatica esse riguardano in realtà l'intera impresa scientifica, e codificano sostanzialmente i sentimenti dei filosofi e dei letterati.... La prima obiezione è più interessante ma anacronistica. A priori è infatti difficile sapere se sia più proficuo, per la conoscenza procedere dal basso, per accrescimento e mediante piccole formule precise, come fa la scienza. O pretendere di arrivare subito in alto come ha fatto la filosofia. A posteriori però, i fatti hanno dimostrato che la scienza va in una direzione precisa, per approssimazioni successive, mentre i sistemi filosofici si sono limitati a scalzarsi l'uno con l'altro... 
R. Feynaman rispose all'obiezione poetica dicendo che semmai la descrizione scientifica aggiunge consapevolezza alla descrizione letteraria, ma non le toglie nulla: a meno che si pensi che la letteratura sia incompatibile con la conoscenza essendo soltanto invenzione e illusione. In fondo non si vede perchè dovremmo apprezzare meno un fiore o una persona, solo perché li conosciamo meglio!..".
Scritto da Roberto, il 25-03-2010 10:15
In lode dei "Vili Meccanici" che scelgono l'istruzione tecnica. 
da G. Giorello, C. Sera 25-Mar-2010. 
 
"Vili meccanici" erano nei Promessi Sposi coloro che sceglievano una formazione tecnica come base del loro progetto di vita. Il pregiudizio è duro a morire: Confindustria stima che lo scarto tra la domanda e offerta di professionalità si aggiri, su tutto il territorio nazionale, intorno alle 80.000 unità. .... Galileo esortava i "signori filosofi" a frequentare gli opifici più avanzati ove le idee prendevano corpo nella tecnica. ... 
E' necessaria una rivoluzione culturale che sappia far propria la migliore tradizione della scienza e la progettualità dell'industria come la voleva Cattaneo: uno stimolo incessante per la ricerca "pura", perché questa sul lungo periodo può portare a innovazioni di maggior respiro di quelle che si otterrebbero se ci si lascia dominare dall'ossesione per le applicazioni a breve. 
Non temano però gli umanisti: la "rude meccanica" renderà anche loro più liberi.
Scritto da Roberto, il 09-03-2010 10:27
L'ambientalista statunitense Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace,approva il piano Obama per lo sviluppo del nucleare. Intervistato dal Coriere Economia del 08/03/10 ha detto tra l'altro: 
 
Ma non è meglio puntare su eolico e fotovoltaico? 
" Non scherziamo. Gli impianti eolici e fotovoltaici forniscono meno del 1% dell' energia elettrica mondiale, sono costosissimi e offrono una erogazione intermittente e scarsamente prevedibile. Non possono essere considerati un' alternativa alle fonti fossili. Il 99% dell'elettricità pulita nel mondo viene da centrali nucleari e idroelettriche". 
 
E lo smaltimento delle scorie radioattive? 
"Se tutta la elettricità che serve per l'intera esistenza di una persona venisse dall'energia nucleare, le temute scorie starebbero dentro una lattina di Coca-Cola e solo una loro traccia avrebbe lunga vita radioattiva. Le scorie sono in realtà, per gran parte, combustibili nucleari che possono essere riciclati e riutilizzati".
Scritto da Roberto, il 07-03-2010 16:38
Riassumo un interessante articolo di Antonio Pascale comparso Sul Sole 24 Ore di oggi: Il Belpaese antimoderno: " L'italia è fermamente contraria ". A cosa? Agli OGM, al nucleare, alla Tav, ai termovalorizzatori, ai rigassificatori, alle staminali, al testamento biologico, ecc. L 'Italia è contraria a tutto ciò che riguarda l 'evoluzione e il miglioramento economico, sociale e culturale e di contro è fermamente convinta del valore della tradizione del made in Italy e dei bei tempi andati. Ovvero il paese è contrario al futuro è ama molto il passato. 
Esempio agronomico ricorrente. Esistevano una volta i contadini che reimpiantavano i semi: ora questi contadini sono schiavi delle multinazionali che li obbligano ogni anno a riacquistare le sementi. E ' mai possibile che in un paese moderno i contadini prendano una parte dei semi, li conservino all 'asciutto avendo cura di non farli germinare e poi, prima della semina si industrino a separare i semi buoni da quelli cattivi? Ma nemmeno nel Neolitico! I contadini comprano i semi dall 'industria sementiera. Sono migliori, selezionati, esenti da virus e produttivi. E li comprano perché sono costretti? Ma no li comprano semplicemente perché sono più sicuri e perché conviene! 
Un esempio: il pomodoro pachino è un prodotto tradizionale made in Italy? Ma no, è un incrocio fatto in un laboratorio israeliano e approdato in Sicilia negli anni 80 ........
Scritto da Roberto., il 25-02-2010 10:43
Sul Corriere della Sera di oggi, Edoardo Boncinelli, recensendo un libro di Margherita Hack (Libera Scienza in libero Stato, Rizzoli, pp 168, 16,50 Euro)scrive: "Se da una parte i politici e gli industriali affermano nelle sedi deputate che la scienza è fondamentale per il progresso, per l'innovazione, per l'espansione dell'economia e per la competitività dall'altra pensatori e guru mediatici tuonano ogni giorno contro i guasti della scienza e della sua capziosa compagna, la tecnica. .... 
La ricerca scientifica non gode in Italia di grande considerazione, per usare un eufemismo e non viene finanziata e programmata. Mancano i soldi, mancano le strutture, manca la tranquillità necessaria per fare questo meraviglioso ma impegnativo mestiere, e manca soprattutto la valutazione del merito. 
Appestata dalle pressioni politiche, cioè partitiche, sbattuta a destra e a sinistra dalle ideologie, ma in realtà trascurata in egual misura da tutti, spesso umiliata e vilipesa, la scienza prospera perché ci sono sempre menti geniali genuinamente attratte dalla sfida dell'ignoto. .... 
Non sta scritto da nessuna parte che in Italia la scienza debba soffrire, ma certo occorre aver intenzione di fare qualcosa. Chi poi pensasse che tenere indietro la scienza in Italia ne ostacoli il cammino e ne riduca il nefasto impatto è meglio che rifletta che comunque nel mondo le cose si fanno e si faranno. Ormai il mondo è un'unica piazza e se anche noi rimaniamo indietro, gli altri non si fermano. Anzi sono più liberi di fare quello che vogliono.
Scritto da Gagio61, il 31-01-2010 14:48
Sono daccordo che l'ideologia procura molteplici danni economici e anche sociali perchè distrugge risorse e impedisce un benessere che sarebbe alla portata. 
ma la possibilità di realizzazione tecnica e l'economicità di pratiche possibili, non sono gli unici critteri per dire se una pratica sia da mettere in atto o meno. Ci sono infatti delleraltà come la vita dell'uomo che non hanno un puro valore tecnico, ma più complesso. E così se acconsento a sacrificare anche una sola vita per il bene di molte altre, non ho fatto un passo avanti, ma aperto la strada al dominio del più forte che può decidere chi deve essere sacrichificato e chi no, e per quali obiettivi. 
Quanto al pricipio di precauzione, sono daccordo che a volte viene usato in modo ideologico e perfino falso, tuttavia è un valido aiuto per non trovarsi a piangere dopo che si è versato il latte e non si può più rimediare. L'attenzione all'oggettività e alla reale consistenza delle scoperte scientifiche e una loro valutazione con criteri complessivi e non solo economici o solo tecnici, così pure la capacità degli scienziati di resistere a strumentalizzazioni e pressioni politico-economiche, o di pura ambizione personale, sono le maggiori garanzie di un agire davvero razionale in cui gli importannti risultati di scoperte che si fanno portano benessere attuale e anche futuro e tendenzialemnte per tutti

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