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Problem Solving
Ogni conoscenza della realtà ha origine dall'esperienza e in essa si conclude [Einstein]
| Ogni conoscenza della realtà ha origine dall'esperienza e in essa si conclude [Einstein] | di Roberto Chiappi |
"Sono convinto che Dio non giochi a dadi."; "Dio è sottile, non malizioso."; "Voglio conoscere i pensieri di Dio, il resto è un dettaglio."; "Dio non s'interessa delle nostre difficoltà matematiche. Lui integra empiricamente."
La Fisica e l'Universo
La Matematica
La Conoscenza
Il Problem Solving (Albert Einstein 1879 -1955)
Gli ultimi sei pensieri riportati sopra sono ben rappresentati in uno schema allegato ad una lettera che Einstein scrisse all'amico Solowin. Questo schema (vedi figura) rappresenta il processo della conoscenza scientifica. La retta in basso (E) è la base empirica osservabile, la linea curva, che da E porta ad (A = teorie ed assiomi) rappresenta il processo induttivo. Questo processo, ed in questo Einstein sposa la critica di Hume all'induzione, non è logico, ma intuitivo o psicologico. Le Teorie e gli Assiomi sono i concetti più importanti, le visioni del mondo o delle situazioni problematiche; esse nel tempo possono cambiare (la fisica di Aristotele, la fisica di Galilei e Newton, la fisica di Einstein, ecc.). Dagli Assiomi, con processi deduttivi basati questa volta sulla logica e sulla matematica, si giunge alle conseguenze (C1, C2, ..., Cn) delle teorie. A questo punto per avere una conferma o una corroborazione delle teorie stesse non resta che effettuare i confronti delle conseguenze (C) con la base empirica (E). L'ultimo pensiero riportato è stato forse di ispirazione per Popper per la sua teoria della falsificazione: Einstein sapeva benissimo che, se l'esperimento svolto da Eddington al largo dell'Africa durante l'eclissi solare del 1919 non avesse confermato la curvatura dei raggi luminosi provenienti dalle stelle in vicinanza del sole, la sua teoria della relatività generale sarebbe stata falsificata. Il primo pensiero: "Dio non gioca a dadi" merita una riflessione conclusiva sul ruolo della probabilità, dell'incertezza e del determinismo nel mondo fisico. Si deve partire dalla visione di Dio che aveva Einstein. Non si trattava del Dio personalistico delle grandi religioni monoteiste o di quelle politeiste. Si trattava piuttosto di una visione immanentista, forse vicina al Dio di Giordano Bruno e Spinoza, che faceva coincidere la divinità, con l'armonia, la regolarità e la bellezza dell'Universo: per Einstein non c'era grande differenza tra Dio e le forze intrinseche della natura. La celebre frase nacque in opposizione alla visione di Copenaghen (N. Bohr, W. Heisenberg e la maggior parte dei fisici dell'epoca) che vedevano l'incertezza come insita nel comportamento delle particelle elementari costituenti l'universo. Per Einstein non era possibile che le leggi della natura fossero intrinsecamente governate dall'incertezza: questa doveva derivare dalla nostra ignoranza dei veri processi deterministi sottostanti. Si racconta che Niels Bohr rispondesse ad Einstein: "Non dire a Dio come deve giocare". Successivamente in una discussione sul comportamento dei positroni con Feynman e Wheeler Einstein riprese, ed in parte corresse, le sue posizioni: "Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi ... ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori".
Scritto da , il 23-02-2012 14:30 Delle tre possibilità riportate in un commento da me fatto a novembre dello scorso anno sembra si stia concretizzando la prima. Pare ci sia un errore nelle misure dell’esperimento “Opera” che dichiarava di aver misurato nei neutrini velocità superiori a quelle della luce. L’errore sarebbe dovuto ad un cavo di collegamento tra fibre ottiche ed un computer. La differenza nelle misure sarebbe solo di 60 nanosecondi, ma sufficiente a riportare la velocità dei neutrini sotto quei 300.000 km/sec stabiliti da Einstein come limite superiore invalicabile da qualunque velocità. Qualcuno ha colto la palla al balzo per rimarcare l’arroganza, l’inaffidabilità e il pressappochismo delle scienze e delle tecnologie che sarebbero fallaci ancor più di altre attività umane. In realtà la falsificazione della misura, e per converso la corroborazione della teoria della relatività, sono un esempio della validità del metodo scientifico. Popper (vedi) sosteneva che, mentre dottrine come la psicoanalisi o il marxismo non potevano essere falsificate da alcun esperimento (perché non controllabili empiricamente), le teorie di Einstein (facilmente soggette a controllo empirico) potevano essere falsificate da un solo esperimento contrario: ecco la demarcazione tra scienza e non scienza. La relatività è stata corroborata da questo esperimento, ma, come riporta Popper non è mai detta l’ultima parola, nuovi esperimenti e nuove misure potranno essere fatti perché le verità della scienza sono sempre e solo provvisorie in quanto la ricerca, che procede per tentativi ed errori, non ha mai fine. Scritto da , il 19-12-2011 15:31 Attraverso la storia sono molti i personaggi di spicco portatrici della sindrome di Asperger, una forma più o meno leggera di autismo che porta ad essere molto sistematici e ad applicarsi in maniera focalizzata sui propri compiti: ad esempio Charles Darwin, Isaac Newton, Lewis Carrol, Vincent van Gogh e soprattutto Albert Einstein. Quest’ultimo fu spesso considerato una persona incapace di affetti profondi, ebbe relazioni familiari difficili, perse il contatto con alcuni dei suoi figli (uno dei quali Eduard, trascorse molti anni in ospedale psichiatrico). Però riuscì a pensare l’impensabile, a scardinare le basi della fisica del suo tempo, utilizzando come strumento di lavoro esclusivamente le sue capacità mentali e teorizzando che “l’immaginazione è più importante della conoscenza”. Con la sua immaginazione creativa, attraverso esperimenti condotti esclusivamente nella sua mente (secondo alcuni fu invece determinante il contributo della moglie), nel 1905 arrivò a una serie di idee e modelli rivoluzionari, come il concetto di relatività del tempo e dello spazio, ognuno dei quali avrebbe da solo meritato il premio Nobel. Scritto da , il 21-11-2011 10:52 Enrico Fermi diceva: "Se il risultato conferma le ipotesi, hai fatto una misura. Se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta". Scritto da , il 18-11-2011 16:40 E’ stata data oggi (esperimento Opera, effettuato dallo IFN del Gran Sasso in collaborazione con il CERN di Ginevra) una corroborazione alla misurazione della velocità dei neutrini, che sarebbe superiore alla velocità della luce. Einstein scriveva: Secondo la teoria della relatività, l’energia cinetica di un punto materiale (e oggi si sa che i neutrini hanno massa, sebbene piccolissima) di massa “m” non viene più data dalla ben nota espressione: m*(v^2)/2, bensì da quest’altra: m*c^2/sqrt(1- v^2/c^2) Tale espressione tende all’infinito quando la velocità della luce “v” si avvicina alla velocità “c” della luce. La velocità “v” deve perciò rimanere sempre inferiore a “c”, comunque grandi possano essere le energie usate per produrre l’accelerazione. A seguito dell’esperimento Opera le possibilità sono tre. 1) C’è qualche vizio nelle misure di “Opera” la Relatività di Einstein resta valida. 2) Le misure di “Opera” sono confermate (v>c), i neutrini hanno energia cinetica immaginaria (!?), la relatività di Einstein vacilla. 3) Il mio ragionamento è sbagliato. Mi sembra l’ipotesi più probabile, ma mi aiutate a capire perché? Scritto da , il 03-07-2011 17:14 I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L'insieme dei due costituisce una forza incalcolabile. Scritto da , il 06-01-2011 10:20 Concordo con Einstein che la Teoria probabilistica è solo una necessità imposta dalla nostra ignoranza dei processi deterministici in gioco.Quando a vremo una piena conoscenza,cosa della quale dubito molto,dei processi deterministici allora anche la teoria della probabilità sparirà. Scritto da , il 01-12-2010 15:56 Segnalo che la prossima settimana uscirà (1 Eur.) con il Corriere della sera "Come io vedo il mondo" di Einstein, prefazione di G. Giorello. Scritto da , il 29-10-2010 13:48 molto bello ! Scritto da , il 19-10-2010 16:39 molto difficile da capire Scritto da , il 17-10-2010 16:02 Articolo molto interessante ed originale Complimenti all'autore! Scrivi Commento
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