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Problem Solving
Problem solving e decision making [John Adair]
| Problem solving e decision making [John Adair] | di Roberto Chiappi |
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La parola 'analisi' deriva da un verbo greco che significa 'sciogliere' e indica l'atto di scomporre un intero nelle sue parti costituenti... Il pensiero analitico è strettamente correlato al ragionamento logico o passo passo... La logica ha due componenti principali: la deduzione e l'induzione (vedi Peirce). Deduzione significa letteralmente sottrarre o togliere. E' il processo di ricavare una conclusione da ciò che si conosce o si presuppone. Nello specifico, si tratta di una inferenza dal generale al particolare. L'induzione funziona nell'altra direzione. E' il processo di inferire o verificare una legge o un principio generale dall'osservazione di casi particolari: il nucleo del pensiero scientifico" (da Bacone e Galilei in poi). "Non è facile dare un'unica definizione della seconda funzione. Sintetizzare (un altro termine che deriva dal greco) significa comporre diverse cose per creare un intero. E' il processo opposto dell'analizzare. Potete sintetizzare cose con le vostre mani: è ciò che fate ogni volta che assemblate o create qualcosa. Tutti i prodotti o servizi sono il risultato di una sintesi. Tuttavia, potete anche farlo mentalmente. Questo succede quando entra in gioco un'altra facoltà: l'immaginazione. Ora l'immaginazione lavora per immagini e un'immagine è un intero che rappresenta più della somma delle parti... Il collegamento tra la creatività e il processo di sintesi diventa evidente quando si considera il modo in cui funziona la natura. Un bambino nasce completo e cresce. La natura è olistica." "La terza funzione entra in gioco in attività mentali come definire criteri di successo, valutare, stimare le prestazioni e giudicare le persone, ad esempio nel corso di un colloquio di selezione. La critica che (dal termine greco che indica un giudizio) è una forma di valutazione. Per inciso il termine 'critica', nel suo senso comune, molto spesso suggerisce disapprovazione: una qualche sorta di giudizio negativo. Tuttavia nel suo utilizzo più formale, può suggerire un'analisi di tipo neutrale o perfino una valutazione che implica approvazione. il giudizio non è sempre sfavorevole. In tutte le valutazioni vi è un elemento oggettivo (al di fuori di noi) e uno soggettivo. Tutti noi nasciamo con la capacità di valutare. Ciò che effettivamente apprezziamo (i nostri valori) dipendono in larga misura dal nostro ambiente e dalla sua cultura". John Adair (1934), Decision making & Problem solving, Franco Angeli 2008.
Secondo Adair i tre passi principali per prendere una decisione o per risolvere un problema sono fondamentalmente gli stessi: Egli sostiene che non vi è niente di più soddisfacente che affrontare una sfida mentale e superarla. Più difficile è il problema, più euforia proverà la persona o il gruppo di lavoro che lo ha risolto. E' importante divertirsi con il decision making e il problem solving: come in ogni attività umana più ci si diverte, più la si vuole fare e più la si fa, più si diventa bravi a svolgerla. All'interno delle organizzazioni i problemi da risolvere appartengono a due famiglie: quelli relativi al funzionamento dei sistemi e quelli relativi ai progetti e alle decisioni innovative. Un sistema è formato da un insieme di parti che interagiscono tra loro, di solito allo scopo di raggiungere un determinato obiettivo (sistema di marketing, sistema produttivo, sistema logistico, sistema amministrativo, ecc.). Un problema dei sistemi è essenzialmente una deviazione rispetto alla norma o allo standard che può essere rilevato da allarmi, procedure di verifica, carte di controllo, uffici della qualità ecc. Maggiore è lo scostamento tra le prestazioni normali (come ci si aspetta che il sistema funzioni) e le prestazioni effettive (ciò che sta accadendo realmente), più grande è il problema. Gli ostacoli che insorgono alla realizzazione di un progetto o alla attuazione di una decisione costituiscono lo 80% delle difficoltà che i manager debbono affrontare, ma è necessario tener presente anche i problemi relativi ai sistemi sono l'altro 20%. Naturalmente se non si è generalisti, ma specialisti (professional) in ambito tecnico, amministrativo ecc., queste proporzioni sono invertite e la maggior parte del tempo lavorativo verrà dedicato a problemi relativi ai sistemi.
Il processo del pensiero creativo:
Blocchi mentali:
Scritto da , il 04-04-2012 11:21 Propongo i seguenti ingredienti per misurare l’attitudine a risolvere i problemi complessi: Ingrediente Peso % Tenacia 6 25.0 Visione 4 16.6 Competenze 4 16.6 Fantasia 3 12.5 Passione 3 12.5 Fortuna 3 12.5 Denaro 1 4.3 Totale 24 100 Scritto da , il 18-02-2012 15:51 Vi segnalo un interessante articolo scritto da Deirdre Barrett Su Mente & cervello del febbraio 2012 in cui si spiega che chi si addormenta, come suggeriscono le neuroscienze, entra in uno stato di coscienza alternativa, perfetto per essere folgorati da geniali intuizioni. L’attività onirica potrebbe essere legata in qualche modo alla capacità di risolvere creativamente i problemi. Ecco come allenare praticamente i propri sogni: L’incubazione dei sogni consiste nel cercare intenzionalmente di fare si che i propri sogni trattino di uno specifico problema in modo di aumentare la probabilità di svegliarsi con la soluzione. Il termine incubazione viene da antiche pratiche greche in cui, nel tempio di Esculapio, i malati cercavano di fare sogni che dicessero loro come curare le proprie malattie. La psicologia occidentale, per controllare i propri sogni, propone i seguenti suggerimenti: 1) Scrivere il proprio problema, sintetizzandolo in una breve espressione o in una frase, sistemare il biglietto vicino al letto. Tenere a portata di mano anche carta e penna. 2) Riesaminare il problema qualche minuto prima di andare a letto. 3) Una volta a letto, visualizzare il problema con una immagine per quanto possibile concreta. 4) Dire a se stessi, al momento di addormentarsi, che si desidera fare un sogno legato al problema. 5) Al risveglio, restare fermi e tranquilli per qualche istante prima di alzarsi. Notare se si riesce a ritrovare qualche traccia di un sogno e cercare di invitarne altri aspetti a ripresentarsi. Infine prenderne nota per iscritto. Scritto da , il 01-01-2012 16:21 Marion> Secondo Adair tutti sappiamo (dopo Freud e Jung) di avere menti subconscie o inconsce, ma non siamo altrettanto consapevoli della parte vitale che nel nostro pensiero (problem solving) svolge quella che lui ha chiamato: “Mente Profonda”. Possiamo, per così dire, analizzare, sintetizzare e valutare mentre dormiamo o quando consciamente stiamo facendo qualcosa di completamente diverso (curare il giardino, lavare i piatti, fare la doccia, salire su un autobus (vedi Poincaré) o risvegliarsi dopo un sogno). Tutt’altro che caotica e poco pratica, la Mente Profonda svolge un ruolo di primo piano nella scoperta scientifica/tecnologica e nelle arti creative. E’ anche la fonte dell’intuizione, un sesto senso di fondamentale importanza. Molte persone sono ancora inconsapevoli del fatto che la loro Mente Profonda può svolgere importanti funzioni per loro, come sintetizzare parti in nuovi interi o stabilire nuove connessioni, mentre il cervello è impegnato, apparentemente, solo in altre attività. Anche a me è capitato di lasciar perdere la sera un problema a cui avevo lavorato per diverse ore senza venirne a capo. Poi, svegliandomi la notte o al mattino sotto la doccia, la via per la soluzione mi è apparsa improvvisamente chiara, con la traccia di tutte le verifiche necessarie che avrei poi dovuto, ma con tutta calma, fare al computer. Scritto da , il 28-12-2011 19:06 Davvero ben scritto, credo che sia fondamentale conoscere tali concetti per far crescere una squadra di scienziati. Non mi è ben chiara la parte della mente subconscia ecc... ma l'eureka si... Scritto da , il 18-12-2011 16:22 L'uomo ragionevole si adatta al mondo. L'uomo irragionevole cerca di adattare il mondo a sé. quindi tutto il progresso dipende dall'uomo irragionevole. Scritto da , il 14-12-2011 10:45 Linkedin, il social network dedicato al mondo del lavoro e dei professionisti, ha fatto una ricerca statistica sui termini e le espressioni più ricorrenti nei profili e nei curricula dei suoi 135 milioni di membri. E’ emerso che le espressioni più usate fanno riferimento alle capacità creative e a quelle di problem solving. Interessante osservare che mentre nei profili degli italiani prevale il termine “problem solving” all’estero prevale il termine “creatività”. Una possibile interpretazione, che è stata avanzata, per spiegare questa differenza è che all’estero si guarda di più agli orizzonti di lungo periodo (creatività), mentre in Italia si guarda di più alla gestione del giorno per giorno affrontando i problemi man mano che si presentano (problem solving). Scrivi Commento
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