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Serendipity, la scoperta della penicillina e degli antibiotici [A. Fleming] di Roberto Chiappi   

ewan-alexander_fleming.jpgMentre lavoravo con stafilococchi di diversi ceppi, alcune piastre di coltura furono collocate da una parte sul banco del laboratorio e di tanto in tanto venivano esaminate. Nel corso di tali esami queste piastre si trovavano necessariamente esposte all'aria e vennero contaminate da vari microrganismi. Si è rilevato che, intorno a una grande colonia di muffa contaminatrice, le colonie di stafilococchi diventavano trasparenti ed erano evidentemente soggette a lisi (dissoluzione). Fleming, A., British Journal of Experimental Pathology, 1929.

Un bel sorso di Whisky caldo prima di andare a dormire. Non è molto scientifico, ma aiuta. Alexander Fleming, (1881 - 1955).

Se non fosse stato per la mia precedente esperienza, avrei subito buttato via la piastra perché contaminata, come molti batteriologi devono aver fatto prima di me. E' molto probabile che altri ricercatori abbiano visto in una coltura gli stessi cambiamenti che ho osservato io, ma, in assenza di un interesse particolare per le sostanze antibatteriche naturali, le colture andate a male siano state immediatamente gettate. Invece di eliminare la coltura contaminata, io feci alcuni esperimenti.

E' il lavoratore solitario a fare il primo passo in un dato campo; i particolari possono essere messi a punto da una equipe, ma l'idea iniziale è dovuta all'intraprendenza, al pensiero, all'intuizione dell'individuo. Sir Alexander Fleming, Discorso del 1951.

Il merito di Fleming (fisiologo scozzese, premio Nobel nel 1945) fu di riconoscere ed interpretare adeguatamente osservazioni frutto di circostanze fortuite, aprendo in questo modo le porte allo sviluppo della moderna terapia antibiotica, permettendo di iniziare ad affrontare malattie che per lungo tempo erano risultate molto gravi ed in alcuni casi mortali: la tubercolosi, le broncopolmoniti e le infezioni suppurative postoperatorie. Fleming identificò in un secondo momento la muffa come appartenente al genere Penicillium. Se nei punti in cui la muffa era accidentalmente caduta sul terreno di coltura i batteri scomparivano, significava che questa conteneva qualche sostanza in grado di distruggerli. Quando riuscì ad isolare ed estrarre, anche se non totalmente, questo nuovo composto, lo chiamò penicillina: ne descrisse la stabilità a pH neutro ed acido, l'attività selettiva sui Gram positivi e su alcuni Gram negativi ed iniziò a studiarne la tossicità in animali da esperimento.

Egli fu sempre conscio del ruolo avuto dalla casualità nella sua scoperta e riconobbe alla sorte parte del merito, sostenendo che: "ci sono migliaia di muffe differenti e ci sono migliaia di batteri differenti, e che la sorte abbia messo la muffa giusta nel punto giusto è stato come vincere alla Irish Sweep (ovvero la grande lotteria irlandese abbinata alle corse dei cavalli)".

Serendipità, neologismo poco usato nella lingua italiana, è assai più diffuso nel mondo anglosassone che proviene da serendipity, parola coniata nel 1754 dal letterato Horace Walpole il quale, rimanendo colpito dal racconto dei "Tre principi di Serendippo" di Cristoforo Armeno, ne estrasse un personalissimo principio. Serendipità significa scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Non si tratta solo di fortuna perché per cogliere l'indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative.

Nel caso di Fleming la preparazione e la conoscenza giocarono un ruolo fondamentale per l'avanzamento delle ricerche, ponendo in giusta luce l'evento e la sua interpretazione. E' opinione diffusa che la creatività consista nel riuscire a scorgere una relazione fino a quel momento insospettata tra due ambiti di ricerca o due situazioni problematiche apparentemente differenti. E questo fu esattamente quello che riuscì a Fleming quando comprese il significato della piastra di penicillina. Invece di considerare la piastra contaminata come un fallimento della sua attuale ricerca sul cambiamento di colore degli stafilococchi, egli comprese che forse la piastra poteva essergli d'aiuto per la soluzione della situazione problematica dell'antisepsi sorta nel corso delle sue precedenti ricerche. E' probabile infatti che Fleming abbia congetturato che la muffa potesse produrre proprio quell'antisettico perfetto in grado di distruggere i batteri patogeni senza danneggiare le difese immunitarie umane (fagociti, leucociti). L'ipotesi che Fleming abbia fatto questa congettura è avvalorata dalla sua condotta successiva. Egli coltivò la muffa sulla superficie di un brodo di carne, per poi filtrarla al fine di produrre quello che chiamò succo di muffa. Provò poi gli effetti di questo succo su alcuni batteri patogeni e i risultati furono incoraggianti: gli streptococchi, gli stafilococchi, i pneumococchi, i gonococchi, i meningicocchi virulenti e i bacilli della difterite furono tutti energicamente inibiti. Il succo di muffa si era di fatto rivelato un germicida più efficace dell'acido fenico, senza comportare alcun effetto nocivo per i fagociti. Tutto lasciava supporre che si trattasse proprio dello antisettico perfetto. (Cfr. Gillies, Giorello, La filosofia della scienza nel XX secolo, Laterza 1995).




Leggi l'articolo e i commenti (5)
Scritto da roberto, il 18-07-2011 11:46
Tratto da un articolo di Giulio Giorello comparso sul Corriere della Sera di oggi. 
Colombo era partito alla caccia delle Indie, e aveva trovato l’America. Colombo è anche la capitale di Ceylon. L’antico nome di Ceylon, oggi Sri Lanka è Serendip. Da qui viene il termine “Serendipity” che significa fortuna strepitosa nel trovare cose di valore senza cercarle. Il termine era stato introdotto ufficialmente da Horace Walpole. Lo scrittore si era ispirato al titolo di una favola persiana che era stata diffusa in Italia da Cristoforo Armeno (Venezia 1557) ed era stata tempo dopo tradotta in inglese. E’ la storia di tre principi che “compiono continuamente scoperte, aiutati dalla fortuna e dall’intelligenza”. Cristoforo Colombo, nella sua impresa di cercar l’Oriente passando per Occidente (dato che la terra era rotonda) aveva sottovalutato il diametro terrestre e per di più ignorava che sulla sua rotta si frapponeva un intero continente sconosciuto. Ma l’ignoranza compensò l’errore. Lui temeva che magari si sarebbe imbattuto (come l’Ulisse di Dante) nella montagna del Purgatorio. Trovò invece l’America. 
Certamente anche Tiberio e Fleming ebbero fortuna, ma senza la loro intelligenza difficilmente si sarebbe scoperto qualcosa di prezioso, utile ed interessante come gli antibiotici.
Scritto da roberto, il 13-02-2011 16:34
Ciao jacopo,  
non dispongo dell'articolo originale di V. Tiberio. 
 
Sull'argomento dovrebbe essere pubblicato un documentario sul sito: 
almanacco.rm.cnr.it 
 
Sul Corriere della Sera del 6 Feb 2011 l'intera pagina 56 è dedicata a Tiberio ed al suo articolo.
Scritto da Jacopo, il 09-02-2011 11:29
Redazione, avete il testo integrale di "Vincenzo Tiberio, “Sugli estratti di alcune muffe”, Annali D’Igiene Sperimentale, 1895"? potreste contattarmi? la mia mail è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo GRAZIE
Scritto da Jacopo, il 09-02-2011 11:27
Buongiorno Roberto, 
tu hai lo scritto integrale di "Vincenzo Tiberio, “Sugli estratti di alcune muffe”, Annali D’Igiene Sperimentale, 1895"? 
potresti inviarmelo? se si, riscrivi su questo sito e ti fornirò il mio mail address. è importante! grazie, Jacopo
Scritto da Roberto, il 06-02-2011 13:44
Circa 35 anni prima della scoperta di Fleming un giovane molisano, Vincenzo Tiberio, viveva ad Arzano per studiare medicina all’università di Napoli. Il pozzo della casa di Arzano che forniva l’acqua per le necessità domestiche, svolse per lui il ruolo dei vetri di Fleming. Tiberio notò che gli inquilini della casa soffrivano di disturbi intestinali ogni volta che il pozzo veniva ripulito dalle muffe. I disturbi, invece cessavano quando le muffe ricomparivano. 
 
“Ho studiato il potere microbicida dei liquidi ottenuti nel modo innanzi detto, per i bacteri patogeni più importanti …. Risulta chiaro …che nella sostanza cellulare delle muffe esaminate sono contenuti principi solubili in acqua, forniti di azione bactericida. Per queste proprietà le muffe sarebbero di forte ostacolo alla vita ed alla propagazione dei bacteri patogeni”. 
Vincenzo Tiberio, “Sugli estratti di alcune muffe”, Annali D’Igiene Sperimentale, 1895.

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