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Tesi di laurea
Trasformazioni geometriche e proprietà invarianti: i “punti di vista” di Klein e di von Staudt
| Trasformazioni geometriche e proprietà invarianti: i “punti di vista” di Klein e di von Staudt | di Mattia Paganini |
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Laurea in matematica
Anche se si tratta di un argomento ben noto, ricordiamo l’idea centrale del “programma di Erlangen” di Felix Klein. Un tipo di geometria è assegnato quando sono dati un insieme X (non vuoto) e un gruppo G di trasformazioni su X. Anche assegnato uno spazio ambiente, ci si può porre, però, oltre al problema indicato sopra, anche un problema leggermente diverso. Assegnamo ancora uno spazio topologico X; consideriamo tutti i suoi sottoinsiemi (non vuoti) e tutti i possibili omeomorfismi tra tali sottoinsiemi (non soltanto le restrizioni degli omeomorfismi dell’intero spazio X). Gli omeomorfismi che consideriamo ora non formano più gruppo; si può parlare di un gruppoide di trasformazioni. 1) invarianza rispetto ai soli omeomorfismi di X; 2) invarianza rispetto a tutti gli omeomorfismi tra sottoinsiemi di X. La seconda invarianza implica la prima (tra gli omeomorfismi tra sottoinsiemi di X ci sono, in particolare, le restrizioni degli omeomorfismi di X), ma non viceversa. Per esempio, si può considerare come X lo spazio euclideo tridimensionale e come proprietà quella di una curva chiusa semplice di essere annodata (con linguaggio più tecnico: la proprietà di un nodo di essere intrecciato). Si tratta di una proprietà invariante nel primo senso, ma non nel secondo. Chiameremo “punto di vista di Klein” lo studio dell’invarianza nel primo caso, “punto di vista di von Staudt” lo studio dell’invarianza nel secondo. L’uso di questo secondo termine è forse un po’ arbitrario: conviene precisare in quale senso sia stato adottato da alcuni autori, nell’ambito della geometria proiettiva. a) in un qualunque piano proiettivo P, esiste almeno una proiettività tra due rette che trasforma una terna ordinata di punti distinti della prima in una terna ordinata di punti distinti della seconda; b) si ha l’unicità se e solo se P è il piano proiettivo su un campo. Per “punto di vista di von Staudt” si intende, propriamente, lo studio dei legami tra le proprietà di un piano proiettivo P e le proprietà del gruppo delle proiettività su una retta di P. In modo esteso, il termine è stato usato per strutture di incidenza diverse dai piani proiettivi. Con un’estensione ulteriore, e forse eccessiva, nella tesi useremo il termine anche nel senso indicato nel capoverso precedente. Più in particolare, il contenuto della tesi è il seguente. I primi due capitoli riguardano il “programma di Erlangen” del Klein. Si
Scarica la tesi http://www.matematicamente.it/tesi/Paganini-Trasfromazione_geometriche.pdf
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