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| Seconda legge del moto di Newton | di Carlo Elce |
Scritto da , il 08-03-2010 20:27 Cos'è la "forza della caduta di quell'ipotetico macigno?" Diciamo: la "forza-peso" applicata al macigno durante la caduta! E' ovvio che la forza non ha niente a che fare con la distanza (distanza da cosa?). Perchè non dire anche che la forza non ha niente a che fare con la pressione, con la temperatura, con l'energia associata alle onde elettromagnetiche...? Perchè parlare di piedi? Usiamo il sistema internazionale! Parliamo di metri! Che necessità c'è di affermare "Se il masso cade da un piede o da 1000 piedi arriverebbe a terra con la stessa forza"? Lo studente, nell'impostare il problema, deve sapare che "al masso è applicata una forza costante". Con le nozioni acquisite dal discente al momento, potrebbe essere più interessante stimolarlo a calcolare la velocità raggiunta dal macigno al suolo, o esaminare la legge del moto.... Emblematica è la comprensione del termine "combinazione" di due accelerazioni. In matematica il termine "combinazione" ha un significato ben preciso! Fantasiosa è inoltre la frase "...l'accelerazione data dal gesto di scagliarla". Quando un corpo viene "scagliato", esso è sottoposto ad una forza impulsiva (che varia nel tempo), quindi sarebbe più idoneo, allo stato attuale delle conoscenze dell'allievo, parlare di velocità iniziale (ovvero quella assunta dal corpo a seguito dell'impulso a cui è stato sottoposto), e della quota, che rappresentano le condizioni iniziali del problema. In sostanza, nelle condizioni descritte, il corpo avrà una velocità iniziale, il moto sarà uniformemente accelerato (accelerazione costante pari a g) e la velocità, durante la caduta, varierà linearmente in funzione del tempo. Scrivi Commento
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