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Antonio Ambrosetti, La matematica e l’esistenza di Dio di Antonio Bernardo   

ambrosetti.jpgAntonio Ambrosetti, già docente di Analisi matematica alla Scuola Normale di Pisa, attualmente insegna alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, è socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, autore di oltre 130 lavori scientifici: insomma un matematico a tutti gli effetti. Nell’argomentazione della sua tesi questa circostanza è significativa. Il prof. Ambrosetti sostiene di aver intrapreso la stesura di questo libro per contrastare una serie di libri, di tipo filosofico-divulgativo, che pretendono di dare una dimostrazione matematica alla non esistenza di Dio. L’autore si propone insomma di manifestare il suo dissenso contro la presenza dominante di una cultura pseudo-matematica per la quale l’ateismo è il risultato inevitabile e incontrovertibile della razionalità matematica.

Il caso nazionale più eclatante è sicuramente quello di P. Odifreddi, che su questo tema ha scritto e detto tantissimo; Ambrosetti, tuttavia lo cita raramente, se la prende invece apertamente con J. A. Paulos, il cui ultimo libro La prova matematica dell’inesistenza di Dio (Rizzoli, 2008), con una Prefazione di Odifreddi, deve averlo irritato particolarmente. Così come lo hanno irritato le varie domande del tipo “Ma come fa, uno scienziato, anzi un matematico come lei, a credere in Dio?” E allora si è proposto di scrivere qualcosa controcorrente e anticonformista, per rispondere alla domanda: cosa può fare la matematica per verificare qualcosa sul mistero di Dio?

Dimostrerò, scrive Ambrosetti, che Matematica e Dio riguardano due campi distinti e non ci sono prove matematiche né a favore né contro la Sua esistenza. L’attacco parte proprio dall’uso improprio del termine matematico: chi può definirsi matematico? Paulos, sostiene Ambrosetti, non può essere definito matematico in quanto ha pubblicato pochissimi lavori di Logica che non sembrano aver avuto riscontro nella comunità matematica, pur insegnando matematica non può essere ritenuto un matematico. E allora chi può essere definito matematico? “Mi piace pensare alla Matematica come a una materia in cui si dimostrano teoremi e si sviluppano teorie”, scrive Ambrosetti, “La Matematica che si occupa di Algebra, Geometria, Analisi, Calcolo Numerico, Fisica Matematica, Teoria dei Numeri eccetera. Invece devo ammettere di avere personalmente delle difficoltà a considerare come un vero matematico chi si è occupato solo di Logica di tipo, diciamo, filosofico.”

Contro gli pseudo-matematici che divulgano l’ateismo Ambrosetti ricorda due grandi matematici italiani, Giovanni Prodi e Ennio De Giorgi, nei quali pensiero matematico e fede in Dio si coniugavano senza dare luogo a contraddizioni. Insomma, se su un piatto della bilancia ci sono Odifreddi e Paulos l’autore mette sull’altro braccio due matematici italiani meno noti al grande pubblico ma sicuramente di grande spessore scientifico.

Per un credente, scrive Ambrosetti c’è una ragione profonda per rendersi conto di quanto siano illusorie queste ‘dimostrazioni matematiche’ della non esistenza di Dio. Se, per assurdo, fosse possibile provare matematicamente che Dio esiste o non esiste, tutti non potremmo che uniformarci all’una o all’altra verità. Saremmo o tutti credenti o tutti atei e sarebbe un mondo monotono e noioso, dove sarebbe inutile scrivere saggi sull’esistenza di Dio.

Nella seconda parte del libro l’autore dà un’idea del perché la matematica può avvicinare a Dio. Il libro si chiude con piccole testimonianze dell’autore.

Insomma Ambrosetti, senza insistere sul perché un matematico dovrebbe essere un credente ci tiene a restituire, a matematici e non, la libertà di poter essere un credente.




Leggi l'articolo e i commenti (16)
Scritto da Carlo Ast, il 15-03-2012 21:19
E se Dio fosse un matematico?
Scritto da Paolo Magrassi, il 02-12-2011 14:09
Non ho letto il libro in questione ma mi sembra che a questo nostro dibattito sfugga il senso ironico dei discorsi sulla dimostrazione ontologica. 
C'è tutta una tradizione al riguardo, che passa per Anselmo, Cartesio, Leibniz, Goedel e intorno alla quale i matematici colti si divertono da sempre. 
Immagino (e spero) che in quella tradizione, da non prendere troppo sul serio, si inserisse anche il "mangiapreti" Odifreddi col lavoro citato qui. 
Io vi suggerisco di leggere "La prova matematica dell'esistenza di Dio" (Bollati Boringhieri 2007), dove Lolli, Odifreddi e altri discutono il famoso lavoro di Kurt Goedel. 
Paolo Magrassi
Scritto da GIOVANNI TOMASELLO DEI TOMACEL, il 17-11-2011 19:11
Condivido in Pienezza la Filosofia del Prof. Antonio Ambrosetti, e consiglio di leggere anche il libro del Prof. Antonino Zichichi (ECCO PERCHE' CREDO IN COLUI CHE HA FATTO IL MONDO). 
Sono stato Allievo del Grande Matematico Francesco De Maria dell'Universita' di Messina, nato nel 1930 il 18 Marzo, e morto l'8 luglio del 2000.
Scritto da fiorenzo, il 30-01-2011 11:54
Una personale opinione. Trovo i libri di odifreddi orrendi, infantili e di una noia mortale.
Scritto da Lunesius, il 25-08-2010 08:40
L\'autore si avvicina a una mia teoria, che prevede l\'esistenza di due limiti: il \"non limite\" ovvero la possibilità intrinseca in un limite di poter essere superato, e il \"super-limite\" ovvero la possibilità intrinseca in un limite di \"non poter essere superato\": la nostra conoscenza si colloca paradossalmente all\'interno di questi due tipi di limite. 
La conoscenza umana in generale si pone in uno spazio di illimitato superabile. 
La nostra idea di Dio si pone si pone in un non spazio illimitato e insuperabile.
Scritto da Alessandro, il 23-08-2010 09:31
Non conoscevo Ambrosetti prima di leggere questo libro. Nel libro Ambrosetti descrive la sua posizione di conciliazione fra fede e matematica, rispondendo, a suo modo di vedere, alle accuse fatte da altri (es: Paulos) nei rispettivi saggi. La posizione di Ambrosetti, tuttavia, non mi sembra condivisibile, nemmeno in base alle motivazioni riportate nel testo, in quanto lo ho trovato davvero poco scientifico. Ad esempio, nel capitolo 3 Ambrosetti fornisce la \"definizione\" di Matematico: è vero che sotto una tale etichetta vengono spesso inclusi soggetti che poco hanno a che fare con la matematica, ma il discorso sul quale si dibatte non è una questione di \"etichetta\"! Posso concordare con lui per quello che riguarda il libro di Paulos, ovvero sul fatto che in lingua italiana è stato rinominato (passando da \"Irreligion\" a \"La prova matematica dell\'inesistenza di Dio), forse al solo scopo di aumentare le vendite, ma, comunque, ciò non toglie che il saggio in sè non possa dare spunti di riflessione per credenti e non. Inoltre, trovo difficile condividere la posizione di Ambrosetti per quanto riguarda la creazione dell\'universo e del mondo: data la caratura del personaggio, non posso credere che le sue motivazioni siano le sole contenute nel libro, in quanto, a mio avviso, risultano del tutto povere di qualsiasi riflessione critica (es: \"Per il credente, al tempo 0 c\'era Dio che ha dato il via a tutta la creazione\", affermazione non accompagnata dalle domande forse banali: \"chi ha creato il creatore? cosa c\'era prima del creatore?\"). Queste sono solo alcune delle riflessioni che ho fatto dopo aver letto questo libro che, secondo me, non è all\'altezza del matematico che lo ha scritto.
Scritto da Andrea, il 06-08-2010 00:40
Io penso che l\'uomo non dovrebbe mai fare un \"atto di fede\" su Dio. L\'adesione ad una religione influenza la vita di un uomo nella sue scelte quotidiane. La prospettiva di un\'eventuale ascesa in paradiso o condanna alla dannazione eterna o temporanea che la religione rivela nelle Sacre Scritture e di cui l\'uomo terreno è l\'interessato, non fa altro che accentuare il suo desiderio di conoscere le cose così come stanno in realtà. Sappiamo che i vangeli canonici siano discordanti sulla vita e morte del Cristo. è perciò del tutto naturale per l\'uomo investigare su quella materia, senza però pretendere di avere la verità in tasca. Perché persino Platone dovette, ad un certo punto, fare autocritica. In ogni caso questa è solo una mia opinione. Per la cronaca, io su questo argomento non so più a chi credere..
Scritto da Nicola Chiriano, il 10-09-2009 20:54
Odifreddi l'ho letto, l'ho ascoltato, ci ho pure mangiato assieme... l'impressione è di una persona indubbiamente geniale: ha scoperto come fare (tanti) soldi con la Matematica e con l'anticlericalismo. Molti suoi libri poi li ho regalati. 
Il libro di Ambrosetti l'ho comprato, lo leggerò con curiosità. E lo conserverò.
Scritto da stepper, il 29-08-2009 17:45
Un credente non dovrebbe mai valutare una persona dalla sua sapienza. In questo caso mi sembra di capire che un matematico valuta il prossimo sul piano dell'appartenenza o meno alla schiera dei veri matematici, ma questa valutazione non dovrebbe minimamente influenzare il giudizio sulla persona. Se poi due "logici" recentemente si sono cimentati nel tentare di dimostrare la non esistenza di Dio, forse è stato anche per rispondere a un loro illustre collega, che invece ha tentato di dimostrarne l'esistenza, a differenza di Ambrosetti: Godel.
Scritto da zorn, il 28-08-2009 16:30
Vergognatevi il clero è nemico della scienza non ve lo dimenticate mai ed è tristissimo vivere in un mondo così irrazionale, di questo passo gli scienziati saranno definitivamente annientati! 
 
Il problema non è Dio ma il clero... W Odifreddi 
 
Vi consiglio vivamente un'occhiata al sito 
www.uaar.it
Scritto da Gabriele, il 27-08-2009 23:20
Ho letto questo libro. Mi ha colpito perchè, in libreria, era circondato da quelli di Odifreddi. Vale la pena di leggerlo perchè, a mio modo di vedere, è l'onesta "confessione" di un uomo, di un matematico (vero), che senza doppi fini dà la propria testimonianza e afferma una sacrosanta verità: fede e ragione non sono inconciliabili.
Scritto da massimo, il 26-08-2009 17:35
leggendo odifreddi si nota un atteggiamento anticlericale e di fondamentalismo laico tanto di moda anche negli ambienti politici pseudo cattolici. altri, come lo stesso angela, chiarissimo divulgatore scientifico, assumono atteggiementi informati alla diplomazia ed al rispetto delle idee e dei convincimenti altrui. non ci risulta che gli stessi personaggi tanto severi verso il cattolicesimo, facciano considerazioni simili sule altre confessioni religiose, e questo ci apre al sospetto che abbiano interessi politici romani piuttosto che ideali illuministici
Scritto da moheb, il 23-08-2009 16:40
Io ci credo in Dio ma non nei seguaci di Dio e ce ne sono tanti e vari per il mondo. 
Dio Esiste se esisto IO è un equazione con una sola unica soluzione UOMO = DIO
Scritto da Aldo, il 22-08-2009 14:38
Io piuttosto mi chiederei in modo più razionale: Odifreddi e Paulos sono veramente dei matematici? Cosa hanno scoperto? Quale formula? Quale principio? Quale teorema porta il loro nome?...E' ovvio che si occupino di tutto meno quello che sarebbero chiamati a fare.
Scritto da Silvia, il 18-08-2009 08:38
il credere in Dio è un fatto soggettivo: dipende da quale essenza lo riteniamo composto: c'è chi lo ritiene creatore, chi un sostegno morale. Sicuramente la matematica può aiutare insieme alla filosofia della nostra vita a costruirci la nostra personale forma di Essere trascendentale o immerso nell'essenza umana. Mi sembra questo un libro interessante e oggettivo.
Scritto da francesca, il 17-08-2009 18:02
ho trovato molti libri su questo argomento in un negozio... però negavano l' esistenza di Dio ... non so più a cosa credere .... anche se mi fido + della matematica!!!!!!!

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