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Daniele Funaro, Clara e l’Aeroplano. Divagazioni sulla Matematica e le altre Scienze, Pitagora, 2007.
Avevamo lasciato Clara qualche anno fa (Clara e il baricentro, Pitagora, 2003) in vacanza in Umbria con un gruppo di amici a discutere, in una calda estate, di baricentro e questioni affini. Clara ora è cresciuta, così come la sua passione per la fisica e la matematica.
La incontriamo mentre tenta di sfuggire da Franco, giocatore incallito di Lotto, Superenalotto e Roulette. Per ciascuno di questi giochi Franco ha trovato dei ‘sistemi’ infallibili per vincere, sistemi dei quali ogni volta Clara ne mette a nudo l’inutilità e l’infondatezza con argomentazioni semplici da poter sconvolgere ogni volta le false certezze di Franco.
Ma la partita più difficile è quella da giocare durante un viaggio negli Stati Uniti. Un viaggio offerto dal suo datore di lavoro occasionale, Hans, verso il quale Clara ha un certo interesse affettivo o di amicizia non ancora ben definito, fino ad allora limitato a qualche film visto insieme, qualche sortita in pizzeria.
La proposta di Hans è veramente allettante: un viaggio in America, per motivi di lavoro, tutto gratuito. Ma tra i due c’è una segretaria di troppo, Irene, truccata in maniera provocante, che passa la maggior parte del tempo a curare il suo aspetto fisico: ciglia, unghia, trucco e abiti da sfilate di moda. Clara invece è una ragazza semplice: un maglione, un jeans sdrucito, scarpe da tennis e l’immancabile blocco di carta per gli appunti, il tutto in un borsone rappezzato.
Già in aeroporto, in attesa dell’imbarco, la conversazione tra Hans e Clara è dedicata ai misteri affascinanti della fisica e della tecnologia. Ogni volta che prendo un aereo mi domando come fa a volare, dice Hans; se non ci fosse l’aria a fare da resistenza si potrebbe andare anche più veloci, continua. Clara non può trattenersi di fronte a una simile idiozia e gli spiega il ruolo che l’aria gioca nel volo dell’aereo: il lift e il drag, l’angolo di attacco tra ala dell’aereo e l’aria, fino a penetrare i segreti della dinamica dei fluidi.
Durante il lungo volo Clara si addentra sempre di più nei misteri dei modelli matematici, delle cosiddette ‘formule’ ed ‘equazioni’. Hans sembra interessato e Clara continua vorticosamente nel suo viaggio matematico tra equazioni differenziali, matrici, autovalori, distribuzioni di probabilità.
All’arrivo a New Haven Clara deve occuparsi ancora di modelli matematici: la fabbrica del loro ospite produce detersivi di tre tipi, quello plain, quello medio e quello extra, come decidere quale e in quale quantità produrre i diversi tipi di detersivo?
Per Clara è tutto semplice, non è più la ragazzina di qualche anno fa, è in grado di dominare e di spiegare con semplicità tecniche sofisticate di modellistica matematica, è ormai una matematica esperta, … ma per affrontare le delusioni non si è mai esperti abbastanza.
Un libro dalla lettura piacevole che tratta questioni anche complesse di fluidodinamica e calcolo matriciale in modo semplice indicandone i concetti chiave, può essere particolarmente utile per chi vuole avventurarsi negli studi universitari di matematica, fisica o ingegneria.
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