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A dieci anni dalla morte di Ennio De Giorgi, il Dipartimento di Matematica dell’Università del Salento, ha organizzato un seminario per ricordare il ruolo scientifico e umano del noto matematico salentino che ha contribuito in maniera decisiva alla nascita della Facoltà di Scienze a Lecce. Gli atti del seminario sono stati raccolti e curati in un volume da Diego Pallara e Mario Spedicato.
Gli interventi si snodano sul doppio ruolo che De Giorgi ha avuto sui suoi allievi e su tutti quelli che si sono ispirati alla sua opera: da una parte la sua attività di ricerca nell’ambito della matematica e dall’altra la sua riflessione sull’uomo.
La storia di De Giorgi matematico viene raccontata da Mario Miranda, suo allievo alla Scuola Normale di Pisa. Nel 1955 De Giorgi risolveva il XIX problema di Hilbert relativo alla regolarità delle soluzioni di equazioni differenziali ellittiche, problema che Hilbert aveva formulato nel 1900, in uno storico congresso internazionale di matematici. Attualmente il risultato è noto come Teorema di De Giorgi-Nash poiché i due matematici arrivarono alla soluzione in modo indipendente e praticamente nello stesso periodo. J. Nash vi giunse dopo De Giorgi, ma al prestigioso Courant Institute of Matematical Sciences di New York, dove Nash aveva intrapreso l’attività di ricercatore, non erano a conoscenza dei risultati ottenuti dal matematico italiano.
Marco Forti presenta alcuni sviluppi delle idee fondazionali di De Giorgi, le cosiddette teorie “alla De Giorgi” che si caratterizzano per non riduzionismo, apertura, autodescrizione, assiomatizzazione semi-formale, e costituiscono un tentativo di svincolare il problema dei fondamenti delle teorie scientifiche dalle sue origini logico-matematiche, un tentativo nella direzione della ricerca delle basi generali interdisciplinari della scienza. Più strettamente connessi agli studi di analisi sono quelli legati alla moderna teoria geometrica della misura, un programma di ricerca avviato dal matematico napoletano Caccioppoli e poi da De Giorgi, del quale Luigi Ambrosio traccia sinteticamente la storia.
L’impegno del matematico salentino nel campo della ricerca più umanistica è stato messo in evidenza da Maria Letizia Rosato che presenta alcuni interventi di De Giorgi alla Pontificia Accademia delle Scienze, dove svolse un ruolo attivo fino agli ultimi anni della sua vita, nell’intento di sostenere un ponte tra la cultura scientifica e la fede cristiana.
Diego Pallara ha raccontato l’impegno civile di De Giorgi, del suo approccio ‘fondazionale’ alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, delle sue proposte sui Diritti e Doveri del Ricercatore e sulla Dichiarazione dei Doveri dell’Uomo. Giuseppe De Cecco ha descritto la visione del mondo di De Giorgi, il suo punto di vista sulla matematica come scoperta e come invenzione, sul significato della conoscenza e della categoria ad essa superiore che è quella della sapienza. Sul ruolo dell’unità della conoscenza, del legame tra discipline scientifiche come la biologia, la fisica, la matematica e discipline umanistiche come la filosofia, tra la scienza e la fede, ha discusso Ferruccio De Stefano.
Impreziosiscono il volumetto alcuni inediti di De Giorgi: Ennio De Giorgi a Trento il 6.3.1996, discorso tenuto nel corso della riunione presieduta da Mario Miranda, direttore del Centro Internazionale per la Ricerca Matematica, con la partecipazione di J. Nash; I giovani e la matematica, articolo scritto per la rivista “Angolo acuto” rimasto inedito probabilmente perché la rivista cessò le pubblicazioni proprio nell’anno in cui veniva scritto l’articolo, probabilmente il 1979. I giovani e la matematica è riproposto in questo fascicolo.
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