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Storia della matematica
Creatività: la definizione di Poincaré
| Creatività: la definizione di Poincaré | di Annamaria Testa |
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Sono cenni brevi che però riescono a dare un'idea precisa del tema, fino a configurare la definizione di creatività forse più soddisfacente fra le moltissime formulate fino a oggi:
«Un risultato
nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui stabilendo un legame tra
elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza
estranei gli uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove
sembrava regnare il disordine [...] Inventare consiste proprio nel non
costruire le combinazioni inutili e nel costruire unicamente quelle
utili, che sono un'esigua minoranza. Inventare è discernere, è
scegliere [...] fra tutte le combinazioni che si potranno scegliere, le
più feconde saranno quelle formate da elementi tratti da settori molto
distanti. Non intendo dire che per inventare sia sufficiente mettere
insieme oggetti quanto più possibile disparati: la maggior parte delle
combinazioni che si formerebbero in tal modo sarebbero del tutto
sterili. Ma alcune di queste, assai rare, sono le più feconde di tutte. In sintesi, Poincaré parla di creatività come della capacità di unire elementi preesistenti in combinazioni nuove, che siano utili, e dice che il criterio intuitivo per riconoscere l'utilità della combinazione nuova è "che sia bella". Ovviamente non sta parlando di bellezza in senso strettamente estetico, ma di qualcosa che ha a che fare con l'eleganza così come la intendono i matematici: armonia, economia dei segni, rispondenza funzionale allo scopo. La definizione di Poincaré è valida per le scienze, le arti, la tecnologia. Individua il fenomeno-creatività, dice in che cosa consiste (una "produzione di nuove combinazioni utili") e come lo si ottiene (attraverso un processo che prevede l'"unione di elementi preesistenti"). Indica anche presupposti, condizioni e risultati del processo.
• Presupposti: niente si crea dal niente (si parte da "elementi preesistenti": qualcosa che c'è già)
Le
categorie di nuovo e utile spiegano l'essenza dell'atto creativo:
superare le regole (il nuovo) per istituire una migliore regola
condivisa (l'utile). C = n u
In
sostanza la creatività è il prodotto di una quantità di "nuovo" e di
una quantità di "utile". Le quantità possono variare da "moltissimo" a
"poco". Questo, fra l'altro, dà conto del motivo per cui alcune forme o
espressioni di creatività ci appaiono intuitivamente più rilevanti di
altre: la loro novità o la loro utilità, o entrambe le caratteristiche,
sono davvero alte.
Scritto da , il 04-06-2008 18:28 Dato che siamo in tema di creatività voglio lasciarvi il pensiero più creativo e geniale che io abbia mai letto: "le donne belle lasciamole agli uomini senza fantasia..." la trovo molto acuta, anche se non penso di fare parte della categoria! ciao a tutti! Scrivi Commento
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