Riflessioni sull’insegnamento della matematica e in particolare della geometria

canterbury-cathedral-by-bortescristian.jpgSono un insegnante di matematica in pensione dal 1999 e, all’inizio di quest’anno scolastico, desidero sottoporre ai colleghi docenti di questa disciplina nelle scuole medie superiori alcune considerazioni che, mi auguro, possano favorire un dibattito sull’aspetto metodologico-diattico dell’insegnamento della nostra materia. Per ciò ho ritenuto possa essere interessante prendere le mosse dal Resoconto del professore Vinicio Villani, del Convegno internazionale di Cagliari del 31-10-1981, sul tema: “Metodiche attuali nell’insegnamento della Geometria nell’arco di studi pre-universitari”.

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  1. carissimo alfio grasso.
    sono una docente di matematica di una certa età ma avendo cominciato ad insegnare tardi resterò nella scuola ancora per molti anni.
    ho letto oggi questo articolo, mi piace e lo stampo per portarlo con me nella cartella.
    purtroppo non sono cambiate molte cose dal 2011. gli errori che sottolinei sono ancora presenti in molti testi.
    gli studenti devono essere guidati nella scoperta della matematica e non bisogna dare loro le regole preconfezionate questa dovrebbe essere la metodologia di lavoro, anche se molti colleghi sono concordi nel dire che in questo modo si perde troppo tempo e non si riesce a svolgere tutto il programma, disattendendo quelle che sono le nuove indicazioni: fare pochi argomenti ma farli molto bene evitando inutili esercitazioni farraginose.
    ma gli errori nelle informazioni non provengono solo dai libri ( e talvolta da noi stessi)purtroppo; i ragazzi prima di arrivare al liceo passano 5 anni in altra scuola che talvolta crea danni nella loro capacità di saper ragionare.
    racconto un episodio che ho vissuto poche settimane fa in una classe seconda.
    per affrontare l’argomento delle equazioni di secondo grado parto dal problema dei rettangoli isoperimetrici scegliendo opportunamente un numero intero e invito i ragazzi a disegnare tutti i possibili rettangoli, a ricavare le aree e quindi a riportare in grafico i dati delle basi e delle rispettive aree.
    dopo aver tracciato il grafico si ricavano la formula generale, quindi dico loro che quella è la parabola e la formula è la sua equazione cioè una equazione di secondo grado.
    a quel punto una allieva, quasi sconsolata per aver perso un’ora a disegnare, dice: questa è? ma prof. non potevate dirci la pagina del libro? l’avremmo copiata e avremmo fatto prima……