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La scuola nel periodo fascista di Administrator   
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: La scuola nel periodo fascista
Autore: Francesca Nonnis
Descrizione: Analisi della fascistizzazione delle masse operata dal regime fascista in Italia nel periodo fra le due guerre mondiali attraverso l'istituzione scolastica.
Materie trattate: ho preferito fare un discorso unico sull'argomeno che ho scelto piuttosto che cercare di fare colleg
Area: umanistica
Sommario: Ho scelto di parlare della scuola nel periodo del fascismo perché diversi documenti che appartengono alla mia famiglia hanno suscitato in me interesse e curiosità. Mi sono subito resa conto che per capire come funzionava la scuola durante il fascismo non si può prescindere dal contesto politico e sociale di quel periodo. Ecco quindi, in estrema sintesi, gli aspetti fondamentali che hanno determinato la storia italiana nel cosiddetto "ventennio". Negli anni venti Benito Mussolini diede inizio in Italia ad un sistema politico di genere nuovo "il fascismo". Fu un fenomeno originariamente italiano anche se in tutto il continente europeo, nella situazione di grave crisi economica, politica e sociale provocata dal conflitto, vi fu una diffusa tendenza verso l'affermazione di regimi autoritari che presentava tratti comuni e che aveva cause analoghe con il fascismo. In Italia, con il suo discorso alla camera, il 3 gennaio 1925, Benito Mussolini annunciò la riforma dello Stato: inizia la dittatura fascista. Lo stato italiano fascista ha come elementi costitutivi: · Unica ideologia: il fascismo; · Unico partito: il Partito Nazionale Fascista; · Il duce: guida infallibile a cui si deve obbedienza cieca; · La fascistizzazione delle masse: per fare degli italiani una nazione animata da un'unica fede. L'arte, la letteratura, il cinema, la radio, l'architettura e la scuola operano in vista di questo fine. La società tutta e ciascun individuo sono inquadrati dal regime fin dalla nascita. Per meglio coinvolgere e controllare le masse, nel 1926 fu soppressa la libertà di stampa e venne istituita la censura; i mezzi di comunicazione quali la radio e il cinema furono utilizzati per esaltare la figura del duce ed il fascismo. Tornando quindi al tema da noi proposto e considerando il fatto che la pedagogia (e quindi il sistema educativo) non può prescindere da una visione del mondo che solo la filosofia può offrire, ci sembra opportuno soffermarci sulla figura che tanta parte ebbe nella politica culturale del regime e che affidò allo stesso la riforma della scuola che da lui prese il nome: Giovanni Gentile.



Leggi l'articolo e i commenti (6)
Scritto da Enzo Saldutti, il 21-03-2011 16:43
Era una scuola che si ispirava all'idealismo gentiliano. 
Il Ministro della Pubblica Istruzione era appunto Giovanni Gentile: non uno qualunque. 
Era una scuola molto severa che anteponeva lo studio rigoroso delle materie classiche. 
Una scuola in cui era importantissimo il senso della disciplina e del dovere. 
Non era la scuola delle rivendicazioni studentesche.
Scritto da Enzo Saldutti, il 21-03-2011 16:17
Magari tornasse la scuola fascista! 
Vorrei proprio vedere quanti riescono a raggiungere almeno la quinta elementare.
Scritto da Enzo Saldutti, il 22-08-2010 01:04
La tesina è quasi perfetta e per esserlo completamente basta mutare le parole \"fascista\" e \"fascistizzazione\" in \"comunista\" e \"comunistizzazione\" con la differenza che nel secondo caso occorre aggiungere \"ignoranza assoluta di cultura classica\", \"18 politico\", \"prostituire la propria identità storico-nazionale intesa come patrimonio culturale ineguaglibile\" e relativo \"degrado dell\'uomo a pura entità economicistica\".
Scritto da michele strangio, il 11-02-2010 18:44
E Vito Volterra, eminente matematico italiano, chi lo ha cacciato dall'Università? La mia nonna?
Scritto da luisa prodi, il 30-12-2009 06:57
Questa tesina è fatta veramente bene. Complimenti!
Scritto da Enzo Saldutti, il 30-09-2009 08:13
Si dice solo che la scuola fascista tendeva a "fascistizzare" le masse o gli studenti, a formarli di un'unica fede, a boicottare i professori antiregime e tanto altro ancora. Falsità: a scuola si studiava, non si faceva politica. Falsità: un docente insegnava solo e soltanto se prepararato e non se fascista. A parte che docenti impreparati non potevano esistere perché la scuola e le università erano "fasciste": non si scherzava. Non si dice mai la cosa più importante: severità, ordine, educazione, massimo rispetto per la scuola, cultura classica insegnata e appresa al grado massimo: alunni preparatissimi che traducevano Tacito senza vocabolario già al terzo anno di studio. Il latino si studiava anche negli istituti tecnici previa un'ottima preparazione dell'analisi logica (della proposizione e del periodo). Chi conseguiva la licenza liceale al classico aveva una tale preparazione che il migliore laureato in Lettere di oggi se la può solo sognare. Perché tutto questo: perché il Fascismo fu dottrina che s'ispirava all'antica Roma, alla sua cultura, alla sua storia. Altrimenti perché: FASCIO LITTORIO?

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