Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: La simbologia dello specchio
Autore: Benedetta Bertoli
Descrizione: la mia tesina riguarda il tema dello specchio.
partendo dal primo libro della saga ââ¬Åharry potterââ¬Â, ho collegato le varie materie scolastiche ad argomenti che si riferissero a tale oggetto, basandomi soprattutto su libri e film da me esaminati
Materie trattate: letteratura inglese, letteratura italiana, pedagogia, metodologia, storia, storia dellââ¬â¢arte e
Area: umanistica
Sommario: Avevo solo otto anni quando mi regalarono i primi due libri sulla vita e le avventure di un timido e dolce ragazzino di nome Harry Potter. Harry, da tenero bambino orfano desideroso e bisognoso di amore, si trasformò pian piano, con l'avanzare della saga, in un coraggioso e maturo ragazzo, che affronta problemi molto più grandi di lui, allegorie delle difficoltà che una persona normale deve superare ogni giorno. Io diventai grande con lui, leggendo e interessandomi agli sviluppi della sua storia: i sette libri di Joanne, infatti, non sono semplicemente un racconto per bambini, direi piuttosto che, a partire dalla terza puntata, essi diventano gradualmente una storia drammatica irta di pericoli e gravi difficoltà da contrastare, ma anche colma di sentimenti leali e sinceri come l'amicizia, che può legare anche tre ragazzi normali. Una delle cose che più affascina ed intenerisce dell'intera saga, è il fatto che il protagonista ha perso entrambi i genitori e perciò è dovuto crescere troppo in fretta. La scena che colpisce maggiormente, infatti, anche al di là della persecuzione del protagonista da parte di Voldemort, suo malvagio nemico, è il momento in cui Harry, specchiandosi nello Specchio delle Brame, vede i suoi genitori accanto a lui e pensa che essi possano essere ancora vivi, da qualche parte. E' da questa toccante parte del primo libro, che ho preso l'ispirazione riguardo la mia tesina, svolgendo un elaborato che toccasse le argomentazioni da me ritenute illuminanti e principali circa l'argomento.
Riferendomi a vari romanzi da me letti e ragionati, ho improntato il mio lavoro in larga parte riguardo al tema dello specchio come oggetto di vanità, come per la malvagia matrigna della bella Biancaneve. Grazie all'interpretazione dell'omonima fiaba da parte dello psicoanalista e psichiatra Bruno Bettelheim, ho colto l'occasione per interessarmi di varie complicazioni nella crescita del bambino, le quali possono essere arginate grazie anche ai numerosi consigli simbolici presenti da sempre nelle fiabe più classiche. In queste storie, curiosità molto interessante, ricorre spesso il numero tre che, secondo lo studioso citato, è quello maggiormente associato al sesso: amando molto la "Divina Commedia" dantesca, ho eseguito così un percorso nell'opera, per ricercare gli infiniti cenni dell'autore a quel numero, dietro al quale si celano moltissimi simboli.
Essendo venuta a conoscenza, grazie ad un libro sulla vera storia della matrigna di Biancaneve, che la propaganda nazista aveva assunto come icona di bellezza ariana, fra le altre, anche la statua di Uta di Namburg, la musa ispiratrice di Disney che portò all'ideazione della figura della perfida Grimhilde, nel film di animazione su Biancaneve, mi sono interessata molto all'efficacia della propaganda nazista del tempo; in seguito, ho analizzato anche il comportamento del regime del