Messaggioda TomSawyer » 07/03/2007, 11:26

Mi pare di capire, comunque, che la tua 'teoria' e' un'estensione di quanto si pensa sia successo, non un'alternativa. Oppure vuoi andare a parare da altre parti?

A me sembra piu' che plausibile che un eventuale ILS nelle Torri fosse stato posizionato da un altro terrorista. E, dopo, il crollo, sfido chiunque ad identificare un qualsiasi dispositivo elettronico.
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Messaggioda lupo grigio » 07/03/2007, 12:23

Chi vuole saperne di più sull’ILS può andare su

http://en.wikipedia.org/wiki/Instrument_Landing_System

… dove si trova l’immagine seguente, che riproduce l’array di antenne di un localizer

Immagine

Come si può vedere, l’antenna è un oggetto un poco ‘ingombrante’ e ciò è giustificato dal fatto che è necessario trasmettere segnali fortemente ‘direttivi’, vale a dire un fascio di onde radio simile a quello che in ottica è un ‘fascio laser’. E’ ovvio che l’ipotetico localizer usato dai ‘terroristi’ l’11 settembre doveva necessariamente avere dimensioni più ‘compatte’ ma ciò che è importante è che fosse un dispositivo in grado di trasmettere un segnale radio di caratteristiche idonee ad essere interpretato dal ricevitore ILS dell’areo ‘suicida’ in maniera corretta. Certo l’ipotesi che alla fine sia andato distrutto è del tutto verosimile. Questo però non impedisce di trovare delle ‘prove’ che dimostrino il fatto che sia ‘esistito’. A questo punto poi una ‘riflessione’ mi pare doverosa. In precedenza si è visto come la ‘Organizzazione Y’ [continuo a chiamarla così dal momento che essa è ancora ‘incognita’…] sia stata [forse] in grado di ‘manomettere’ i sistemi di navigazione degli aerei di linea dirottati in modo da farli arrivare ai loro bersagli. Ora vien fuori che la stessa ha predisposto un sistema di radioguida assai sofisticato che ha permesso agli ‘aerei suicidi’ di centrare i bersagli con precisione assoluta. Mi pare che codesta ‘Organizzazione Y’ stia dando prova di possedere risorse tecnologiche davvero ‘impensabili’ per gente che fino a ieri sapeva solo andare sul cammello… :roll: ... non trovate?…

cordiali saluti

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Ultima modifica di lupo grigio il 07/03/2007, 14:28, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda desko » 07/03/2007, 13:57

Tutte cose molto interessanti, che meriterebbero molto più tempo di quello che ora riesco a dedicargli.
Nella versione ufficiale esistono sicuramente un sacco di lacune, se non vere e proprie incoerenze; le tesi complottiste sono estremamente affascinanti, hanno tendenzialmente molte meno incoerenze, ma anche più buchi e meno riscontri oggettivi.
Credo che sia impossivbile per noi comuni mortali farci un'idea vagamente precisa di come sono andate veramente le cose, perché ci mancano troppe informazioni importantissime; è come crcare di riconoscere il soggetto di un puzzle avendo a disposizione pochi pezzi e marginali.
Quindi ben vengano indagini e calcoli vari, per estrapolare il maggior numero di informazioni dai pochi pezzi a nostra disposizione.
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Messaggioda lupo grigio » 08/03/2007, 11:15

molto bene ragazzi
incoraggiato dalle parole di desko e dal fatto che nessuno ha mosso sostanziali ‘obiezioni’ al ‘lavoro’ da me fatto fin qui quanto da me, direi che possiamo procedere nella nostra ‘analisi’. Per prima cosa torniamo ancora al ‘quadro riassuntivo’ di quanto è accaduto in aria quel giorno, immagine che proietterò ancora poiché sono convinto che in essa stia la ‘verità’… a parte il solo e poco significativo problema di ‘tirarla fuori dal guscio’ :roll:

Immagine

Proviamo a fare qualche ‘riflessione’ sulla rotta tenuta dai due velivoli [Flight 11 e Flight 175…] che secondo la ‘relazione ufficiale’ si sono schiantati contro le Twin Towers. Proviamo inoltre [anche se la cosa a qualcuno non piace…] a ‘indovinare’ quello che deve essere passato nella mente del ‘Gran Mullah’ che ha ideato tutto questo. E’ evidente anche a chi di ‘strategia’ non capisce un fico secco che per massimizzare la probabilità di riuscita dell’impresa [vale a dire colpire con due aerei di linea entrambe le Twin Towers…] è necessario ridurre al minimo i tempi a disposizione della difesa per neutralizzare l’attacco o quanto meno limitarne i danni. Nel caso specifico una scelta ‘ovvia’ volta a questo fine sembrerebbe quella di fare in modo che gli aerei arrivino sui rispettivi bersagli in tempi il più possibile ravvicinati tra loro. Alla luce di ciò pertanto all’aereo che partiva per primo [cioè il Flight 11…] avrebbe dovuto essere assegnato il bersaglio che comportava il percorrere la rotta più lunga [cioè la ‘Torre sud’…] e viceversa. Di fatto è stata fatta però la scelta opposta e questa non è che la prima di tante ‘anomalie’ che in qualche modo devono essere spiegate. Altra evidente ‘stranezza’ è data dal fatto che, a partire dagli istanti dei rispettivi dirottamenti, nessuno dei due velivoli ha seguito il percorso più breve e diretto per raggiungere il proprio obiettivo, concedendo così [in teoria…] tempo prezioso all’organizzazione di difesa di intervenire. Esaminiamo da prima il Flight 11. Nel preciso istante del presunto ‘dirottamento’ [ore 8.13…] l’aereo vira in direzione nord-ovest, allontanandosi quindi dall’obiettivo e mantiene questa rotta fino alle ore 8.20, allorché compie una brusca virata verso sud, in pratica ‘tornando indietro’. Anche nei minuti successivi tuttavia il, velivolo non segue la rotta più breve verso l’obiettivo, ma compie un giro piuttosto lungo in modo da arrivare sopra Manhattan provenendo da nord-est. La cosa è tanto più rimarchevole in quanto se avesse seguito la rotta più breve e fosse arrivato su Manhattan provenendo da nord il ‘terrorista pilota’ avrebbe potuto identificare in modo agevole ‘a vista’ il suo obiettivo, come si può desumere dalla bella foto che qui vedete che inquadra le Towers da nord…

Immagine

Anche i movimenti del Flight 175 sono alquanto ‘misteriosi’. Dopo il presunto ‘dirottamento’ [ore 8.42…] anziché puntare subito sull’obiettivo [si tenga presente che la difesa aerea si trovava già ‘in allarme’ in conseguenza di quanto era accaduto a bordo del Flight 11…] e raggiungerlo provenendo da nord, nord ovest [stesse considerazioni fatte prima…] il Flight 175 imbocca una rotta in direzione sud ovest e la mantiene per un buon centinaio di miglia prima di ‘ravvedersi’, compiere una completa inversione di rotta e dirigersi verso New York in modo da arrivare questa volta da sud-ovest. La domanda ovvia a questo punto è: perché entrambi gli aerei hanno fatto ‘tutto quel giro’ allungando di molto la strada?…

Vediamo se, alla luce delle considerazioni fatte in precedenza sulle ‘tecniche di atterraggio radioassistito’, è possibile fornire una spiegazione 'accettabile' a ciò. Ad una osservazione neppure troppo attenta delle rotte tenute dai due aerei qualche utile ‘indizio’ salta fuori. Se si osservano le traiettorie finali di entrambi gli aerei, si nota che esse sono esattamente una il prolungamento dell’altra, vale a dire i due aerei hanno percorso la medesima rotta ma in direzione opposta. In altre parole il primo ha impattato contro la ‘Torre nord’ provenendo da nord-est, il secondo contro la ‘Torre sud’ provenendo da sud-ovest, cioè proprio dalla direzione opposta, quasi come se avessero seguito le procedure per atterrare su una stessa ipotetica ‘pista’ provenendo però da opposte direzioni. Bene… a questo punto non mi resta che invitare il gentile lettore a ricordarsi la tecnica degli atterraggi ‘guidati’ con l’ausilio di un sistema ILS [Instrument Landing System…] descritta in precedenza, in particolare le due modalità in cui un aeromobile può eseguire un atterraggio radioassistito: front corse e back corse. Nel primo caso [quello solitamente usato…] il localizer è situato all’estremità della pista opposta rispetto alla direzione di provenienza dell’aereo e le indicazioni che giungono al pilota sono dette ‘istintive’. Nel secondo caso [usato solamente in circostanze ‘particolari’…] il localizer è situato all’estremità della pista corrispondente alla direzione di provenienza dell’aereo [il quale in pratica sorvola il localizer…] e le indicazioni che giungono al pilota sono dette ‘antiistintive’. In entrambi i casi l’aereo per ‘atterrare’ non deve far altro che ‘tenersi allineato’ [in modo ‘istintivo’ o no a seconda dei casi…] in direzione con il segnale del localizer e in angolo di discesa col segnale del glide slope. Dire a questo punto che l’ipotesi che un solo trasmettitore ILS, purchè opportunamente collocato, sia stato usato per guidare entrambi gli aerei che si sono schiantati sulle Twin Towers l’11 settembre 2001 è, mi pare, una tesi che comincia ad acquistare ‘consistenza’… o no?…

Va bene, dirà qualcuno… collocato opportunamente sì… ma dove?… Ebbene, di tutte le foto dell’11 settembre che ho potuto trovare in rete, questa mi pare possa aiutare più di altre a trovare la soluzione di questo ’enigma’…

Immagine

L’immagine è stata scattata nel preciso istante in cui il [presunto…] Flight 175 si è schiantato sulla ‘Torre sud’ da un operatore che si trovava a nord est rispetto alle Towers. Sulla facciata della ‘Torre nord’ [che sta bruciando…] è ben visibile il ‘buco’ prodotto dall’impatto del [presunto…] Flight 11 e da esso si deduce che al momento dell’impatto l’aereo stava scendendo e virando verso sinistra. Bene… ora proviamo ad immaginare che da qualche parte vi sia un trasmettitore ILS in qualche modo ‘orientabile’. Immaginiamo poi che da prima questo sia stato ‘orientato’ in direzione della ‘Torre nord’ ed abbia guidato la traiettoria del primo aereo in modalità back corse, e poi, orientato in direzione della ‘Torre sud’, abbia guidato la traiettoria del secondo aereo in modalità front corse. E’ possibile questo?… Ecco una immagine presa dalla rete che illustra schematicamente l’impatto dei due aerei sulle Towers

Immagine

Un dettaglio importante e significativo per noi è il seguente: entrambi gli aerei hanno impattato con i rispettivi bersagli non procedendo in modo rettilineo, bensì virando a sinistra. E allora proviamo ad osservare quest’altra foto, che riporta la traiettoria finale percorsa dal primo aereo e la traiettoria che il secondo aereo avrebbe percorso… se la ‘Torre sud’ non fosse stata dove invece stava…

Immagine

Le due traiettorie, quella reale del Flight 11 e quella ‘virtuale’ del Flight 175 si incrociano in un ben definito punto, localizzato in corrispondenza di un edificio che sulla mappa è indicato con il numero ‘7’. Si tratta del Building seven, un grattacielo di 47 piani posto a un centinaio di metro dalle Twin Towers che nel pomeriggio dell’11 settembre è ‘collassato’ per motivi ‘sconosciuti’… Beh, il prossimo step della nostra ‘indagine’ sarà quello di rendere i motivi del ‘crollo misterioso’ del Building seven un poco meno ‘misteriosi’ per cui… non perdete le prossime puntate!… :smt077

cordiali saluti

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Messaggioda Cheguevilla » 08/03/2007, 11:26

La cosa interessante è sapere cosa conteneva questo Building Seven.
Suggerimento: non era la sede di "Medici senza frontiere"...
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Messaggioda TomSawyer » 08/03/2007, 11:34

Interessante il tuo 'lavoro'. Quindi tu dici che se, l'ILS fosse stato sul Building Seven, il 175 ha seguito appositamente una traiettoria 'deviata'?
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Messaggioda lupo grigio » 08/03/2007, 11:53

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Il motivo per il quale ho asserito che l'immagine che vedete qui sopra è 'assai significativa' è dato dal fatto che l'edificio di colore azzurro scuro che sta 'sotto le Torri' è proprio il Building seven. Immaginate che l'antenna del localizer si trovi all'interno e che possa essere in qualche modo 'orientata'. Puntata verso la 'Torre nord' ha indicato al [presunto...] Flight 11 la 'pista di atterraggio'. Puntata poi verso la 'Torre sud' ha reso lo stesso servizio al [presunto...] Flight 175. Terminata la sua utilità, questo 'marchingegno' diveniva evidentemente un 'oggetto bollente' che occorreva far sparire senza lasciare nè tracce nè sospetti per cui... :shock: :?

cordiali saluti

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Messaggioda lupo grigio » 08/03/2007, 15:10

cari amici
il discorso intrapreso sulla attività della ‘Organizzazione Y’ non può prescindere a questo punto dallo spendere due parole su un ‘singolare’ episodio accaduto l’11 settembre 2001 che suscita ancor oggi interrogativi mai risolti. Si tratta del ‘mistero’ del Building seven, il grattacielo alto 47 piani posto ad un centinaio di metri dalle Twin Towers ‘collassato’ nel pomeriggio dello stesso 11 settembre per motivi che non sono mai stati spiegati. Dal momento che nel crollo del Building seven non si è avuta perdita di vite umane, l’episodio ha sempre avuto rilevanza trascurabile nel complesso di avvenimenti di quel giorno, al punto da essere in pratica ignorato dalla stragrande maggioranza delle persone. Viceversa un attento esame di quanto accaduto al Building seven è fondamentale per comprendere l’intero scenario dell’11 settembre. Per inquadrare il discorso cominciamo a riportare parte di un articolo scritto tempo fa nel quale si parla di questo argomento…

L'edificio 7 è il grattacielo di 47 piani in cui si era sviluppato un piccolo incendio, e che è crollato, in perfetta verticale, l'11 settembre. Senza essere stato colpito da alcun aereo. In una intervista radiofonica a caldo Larry Silverstein [il finanziere presidente della Silverstein Properties il quale nell’aprile del 2001 aveva preso in affitto per 99 anni il grande complesso del World Trade Center…] si è lasciato scappare di aver detto ai pompieri di ‘tirarlo giù’, usando il termine tecnico [pull it down…] per l'implosione controllata. Poiché una demolizione controllata richiede settimane di preparazione da parte degli artificieri, evidentemente almeno per l'edificio 7 la demolizione era stata predisposta. Più che probabile, perché l'edificio 7 non era una struttura come le altre. Benchè all'esterno apparisse come un comune palazzo da uffici, i suoi primi cinque piani erano occupati [in un'unica cavità…] da una delle due sotto-stazioni che forniscono l'elettricità a Manhattan, con dieci grandi trasformatori alti 12 metri. Sul posto c'erano anche enormi quantità di gasolio per i generatori elettrici. Quanto ai piani superiori, gli uffici erano occupati da ‘servizi’ molto speciali: la CIA, il Dipartimento della Difesa e il Secret Service. Eric Hufschmid, nella sua autorevole inchiesta tecnica ipotizza che dall'edificio 7 sia emanato lo homing signal, un qualche segnale-radio o radiofaro che guidò gli aerei sui bersagli…

In poche righe ecco una massa enorme di elementi che gettano altri inquietanti interrogativi su quello che è veramente accaduto quel giorno. Andiamo per gradi però e cominciamo a vedere dove si trovava [ora non c’è più…] il Building seven

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Come si deduce dal quadro prospettico, il Building seven era l’edificio più a nord del complesso di sette che formavano il World Trade Center. Tra di esso e la ‘Torre Nord’, distante un centinaio di metri in linea d’aria, si trovavano due altri fabbricati, il Building five e il Building six, rispettivamente di ‘soli’ 9 e 8 piani. L’11 settembre 2001 il Building seven non è stato colpito da alcun aereo, nè ha riportato danni in seguito al disastroso crollo di entrambe le Twin Towers. Piccoli focolai d’incendio sono stati osservati il alcune parti dell’edificio poco prima del ‘collasso’, come si vede dalla foto qui sotto…

Immagine

La foto è stata eseguita da Tom Franklin, lo stesso che ha scattato anche l’altra foto, assai più famosa, che ritrae i vigili del fuoco che innalzano la bandiera americana. Franklin ha poi testimoniato di aver fatto appena in tempo a scattare la foto che vedete sopra, prima che i vigili del fuoco iniziassero lo sgombero dell’area. L’incendio non pare particolarmente vasto e se ve ne fossero stati altri di deve supporre che Franklin, fotografo professionista, li avrebbe sicuramente documentati…

Il Building seven ha subito un totale collasso strutturale alle ore 5.28 pomeridiane, alcune ore dopo il crollo della ‘Torre sud’ prima [ore 9.59…] e della ‘Torre nord’ poi [ore 10.28…]. Perché non vi siano dubbi di sorta mostreremo ora un video che ha ‘catturato’ l’evento…

http://www.infowars.com/Video/911/WTC7COLLAPSE2.WMV

Ancor più che non nel caso delle Twin Towers, qui si è in presenza di un cedimento simultaneo delle strutture portanti che ha causato un istantaneo crollo dell’intero complesso in senso verticale, esattamente come succede delle demolizioni controllate. La ‘relazione ufficiale’ stilata successivamente dalla ‘Commissione indipendente’ non fornisce una ‘spiegazione’ soddisfacente né del principio di incendio, né del crollo verificatosi sul Building seven e accenna solo vagamente ad una ‘combinazione di cause’ quale responsabile dell’accaduto…

Il Building seven, edificio di 47 piani, era situato a nord rispetto al resto del complesso, a ridosso della Versey Street. A differenza degli altri sei edifici, tutti completati negli anni ’70, la costruzione era stata iniziata nell’anno 1985. Dal punto di vista ‘architettonico’ inoltre la sua struttura era completamente differente. Caratteristiche peculiari erano le seguenti…

a) finestre in vetro a prova di proiettile e bombe convenzionali
b) sistemi di aerazione e distribuzione dell’acqua isolati dall’esterno
c) capacità di resistere a venti di 200 miglia orarie

Al 23-esimo piano dell’edificio si trovava il ‘centro di comando di emergenza’, una sorta di bunker fornito di tutti i dispositivi di sicurezza fatto allestire dal sindaco di New York Rudolf Giuliani. La struttura portante dell’edificio era inoltre interamente in acciaio, formata da un core interno di 25 colonne e un perimeter esterno di 58 colonne. Per capire la consistenza di una simile struttura è sufficiente osservare la foto seguente, risalente al tempo della costruzione del complesso…

Immagine

Da escludere in definitiva come cosa contraria al più elementare buon senso la tesi, sostenuta dalla ‘versione ufficiale’, secondo la quale la causa del collasso del Bulding seven sia da addebitare a ‘danni collaterali subiti per effetto del crollo del WTC1 e WTC2’. Vi è poi la ‘confessione involontaria’ di Larry Silverstein, il quale ‘si è lasciato scappare di aver detto ai pompieri di ‘tirarlo giù’ [pull it down…]. Per finire facciamo nostra una delle domande che si pone Eric Hufschmid [citato nell’articolo sopra riportato…], autore di Painful Questions: An Analysis Of The September 11th Attack

Che cosa è accaduto al Building seven?…

Il collasso del Building seven è la più ovvia dimostrazione del fatto che il governo [degli Stati Uniti] è coinvolto nella vicenda. Si trattava di un complesso di 47 piani con struttura portante interamente in acciaio. Non era stato investito da alcun aereo ed era separato dalle Twin Towers da un intero isolato. Alle 5.25 pm l’edificio è collassato come si trattasse di un relitto arrugginito. Foto e riprese video mostrano che l’edificio è ‘andato giù’ come se fosse stato demolito con esplosivi. Il governo, il quale doveva investigare sull’accaduto, è giunto alla conclusione che il collasso dell’edificio non ha ragionevole spiegazione. Pochi mesi più tardi Larry Silverstein ha dichiarato in televisione che sono stati i vigili del fuoco a demolire il Building seven. Se veramente il governo ha intenzione di appurare che cosa è accaduto l’11 settembre, dovrebbe chiedere a Larry Silverstein e al comando dei vigili del fuoco di spiegare che cosa è accaduto del Building seven. Invece ufficiali governativi, professori di università e quasi tutti media sembrano ignorare tutto ciò che riguarda il Building seven. Questa è una esplicita ammissione da parte del governo di essere implicato nell’attacco condotto l’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti…


Questo da Eric Hufschmid… da parte mia non posso far altro che parafrasare Sherlock Holmes…

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Messaggioda Stephen » 08/03/2007, 17:14

è appassionante questa vicenda... non avevo mai approfondito l'argomento, ma ora seguirò tutte le "prossime puntate"!
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Messaggioda lupo grigio » 09/03/2007, 12:18

Ragazzi
inutile dire quanto mi faccia piacere constatare il fatto che qualcuno si sta ‘appassionando’ alla questione da me posta in questo thread… se non altro il risultato che otterrò sarà quello di aver introdotto una discussione ‘meno noiosa del solito’…

Prima di proseguire però ricordo a tutti che non siamo ‘su un forum qualsiasi’ bensì su un forum matematico è necessario procedere con ‘rigore’ e rivedere ogni tanto i risultati ottenuti per sottoporli ad ‘esame critico’. Spero non dispiaccia quindi se ritorniamo un attimo indietro alle ipotesi fatte a suo tempo sul ‘modo’ in cui i ‘terroristi islamici’ abbiano potuto ‘sostituire’ i piloti degli aerei, prendere la rotta che li ha portati sull’obiettivo, identificarlo e alla fine ‘centrarlo’ con precisione [date le circostanze…] veramente ‘eccezionale’. Come ‘ipotesi possibili’ sono state formulate le seguenti...

a) i ‘terroristi islamici’ hanno guidato gli aerei sui loro obiettivi come si faceva ai primordi dell’aviazione, vale a dire ‘volando ad instinto’, confidando magari nel Profeta Maometto…
b) i ‘terroristi islamici’ si sono portati dietro un ‘esperto navigatore’ fornito di cartine, riga, compasso e calcolatrice manuale…
c) i ‘terroristi islamici’ hanno avuto dei complici a terra i quali hanno ‘manipolato’ i sistemi di guida degli aerei a terra prima della partenza oppure trovato la maniera di far arrivare ai computer degli aerei la ‘nuova rotta’ che li avrebbe portati a schiantarsi sulle Towers e sul Pentagono
d) i ‘terroristi islamici’ non si sono affatto ‘immolati in nome di Allah’ e gli aerei che hanno impattato sulle Twin Towers, sul Pentagono e in Pennsylvania non erano i quattro voli Flight 11, Flight 175, Flight 77 e Flight 93

Tenendo sempre presenti le ipotesi a) e b) [non si sa mai…], proviamo un poco ad approfondire le altre due. L’ipotesi c) in sostanza presuppone che la ‘Organizzazione Y’ si sia valsa per portare a termine il suo piano di ‘complici’ all’interno del personale addetto alla sicurezza dei voli o più in generale dell’organizzazione ‘a terra’. Sebbene questa ipotesi a prima vista possa sembrare ‘ragionevole’, essa è da accettare con estrema cautela per motivi squisitamente ‘matematici’. Non a caso una delle regole fondamentali di ogni ‘organizzazione cospirativa’ è fare in modo che le persone estranee all’organizzazione al corrente del ‘segreti’ di una determinata ‘operazione’ siano il minor numero possibile. La ragione di ciò è estremamente semplice: nel caso quelle persone non diano sufficienti ‘garanzie’ di affidabilità sarebbe necessario provvedere alla loro ‘eliminazione’ e questo aumenterebbe di molto i ‘rischi’ connessi. Un episodio ‘tipico’ di uno scenario del genere è avvenuto ad esempio nel novembre del 1963 a Dallas, allorché il [presunto…] ‘killer’ del presidente John Fitzgerald Kennedy, Francis Lee Oswald, è stato a sua volta assassinato perché a conoscenza di molti dei ‘segreti’ della ‘Organizzazione X’, la vera ‘regista’ dell’attentato che, pur avvenuto 38 anni prima, ha molti punti in comune con l’11 settembre 2001. In alcune organizzazioni di intelligence [Cia ed ex-Kgb ad esempio…] è nota una ‘formula matematica’ che recita: la sicurezza di un segreto è inversamente proporzionale al quadrato delle persone estranee all’organizzazione che ne sono a conoscenza. Tradotto in ‘linguaggio matematico’, detta \( \displaystyle {P} \) la probabilità di riuscita di una certa operazione e \( \displaystyle {n} \) il numero di persone estranee all’organizzazione a conoscenza di particolari top secret, la formula è la seguente…

\( \displaystyle {P}=\frac{{1}}{{{1}+{{n}}^{{k}}}} \) (1)

… ove \( \displaystyle {k} \) è un parametro che per ora lasciamo indefinito. Se Cia ed ex-Kgb sono nel vero \( \displaystyle {k}={2} \). Ciò significa che se \( \displaystyle {n}={0} \) la probabilità è il 100 per 100, se \( \displaystyle {n}={1} \) il 50 per 100, se \( \displaystyle {n}={2} \) il 20 per cento e così via… Porre \( \displaystyle {k}={2} \) è certo una scelta ‘esagerata’ e motivata da ragioni di ‘prudenza mai troppa’ e personalmente riterrei più ‘realistico’ porre \( \displaystyle {k}={1} \). Anche così tuttavia è chiaro che l’ipotesi c) è possibile, ma in pratica da accettare con estrema cautela…

Dopo l’ipotesi c) che ipotesi viene?… l’ipotesi d) naturalmente!… A questo proposito già pochi giorni dopo l’evento su alcuni giornali americani cominciavano a trapelare alcune ‘domande inquietanti’ poste da cronisti non convinti al cento per cento del quadro che si andava delineando. Secondo la ricostruzione del Christian Science Monitor

http://billstclair.com/911timeline/2...tor091301.html

… confermata due giorni dopo dall’MSNBC…

http://billstclair.com/911timeline/2...nbc091501.html

… si doveva concludere che almeno fino alle 8.38 a.m [otto minuti prima cioè dell’impatto finale contro la ‘Torre nord’ del World Trade Center…] il comandante John Ogonowski era rimasto ai comandi del Flight 11

Nei mesi successivi una sorta di ‘strano e inconfessabile dubbio’ cominciava ad affacciarsi nella comunità di Internet riguardo al fatto che gli aerei che avevano colpito il World Trade Center fossero veramente quelli partiti dall’aeroporto di Boston. Tale ‘dubbio’ si andava intensificando sempre di più nel periodo precedente l’invasione americana dell’Iraq, soprattutto alla luce di alcune ‘riflessioni’ fatte sulle immagini che riprendevano lo schianto dei due aerei. Nel caso del Flight 11 esiste un solo filmato, di qualità assai scadente, ripreso per caso da un cineoperatore francese che per caso si è trovato ‘ al posto giusto nel momento giusto’. Pochi fotogrammi del filmato in questione si possono vedere [tra i siti che li riportano…] in

http://www.geocities.com/aa11analysis/

Di tutti i fotogrammi quello riuscito meglio è stato scattato un decimo di secondo prima dell’impatto e qui sotto ne potete vedere un dettaglio ingrandito…

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Siamo tutti d’accordo sul fatto che non è granchè, ma altro non abbiamo. Sembra di primo acchito non dica molto ma provate ad osservare la seguente ‘ricostruzione’ di quello che si sarebbe dovuto vedere se l’aereo riprodotto nel fotogramma fosse stato un Boeing 767

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Tutto chiaro dunque?… Mah!... Lasciando che ognuno mediti di suo passiamo al Flight 175. Mentre l’impatto del Flight 11 sulla ‘Torre nord’ era arrivato del tutto inatteso e solo il caso ha voluto che un cineoperatore riuscisse quasi involontariamente a riprenderlo, l’impatto del Flight 175 sulla ‘Torre sud’ è stato osservato 'in diretta' da milioni di persone. Ed è proprio l’esame attento di foto e filmati ripresi in quella circostanza a sollevare alcuni ‘strani interrogativi’. Proviamo ad osservare la celebre foto scattata dalla cronista del New York Times Carmen Taylor…

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Secondo voi è ‘tutto ok’?… Se la risposta è ‘sì’ non c’è alcun problema… in questo caso però inviterei ad osservare un particolare della foto con accanto un suo ingrandimento eseguito dallo scrivente…

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Che cosa sarà mai l’oggetto [evidenziato con un cerchio rosso nell’immagine a destra…] che si vede sotto l’ala destra del Boeing 767, vicino alla fusoliera?… qualcuno dirà che ‘è solo un gioco di ombre’… un gioco di ombre?… già… però lo stesso aereo è stato ripreso in fase di avvicinamento da altre angolazioni. Qui si vedono, ad esempio tre fotogrammi, scattati in sequenza, dell’aereo ripreso dal basso…

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… e qui un fotogramma preso da un filmato girato da un’altra posizione…

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Qui infine si può vedere per intero un pezzo di un altro filmato…

http://webfairy.911review.org/video/ghostplane2.wmv

In tutti queste immagini si notano alcuni strani ‘oggetti di forma cilindrica allungata’ disposti sui fianchi del velivolo, oggetti che non fanno parte della normale dotazione degli aerei di linea. Nell’ultimo filmato inoltre è possibile osservare [sia pure di sfuggita…] un interessante dettaglio: un attimo prima dell’impatto è visibile un’esplosione sul ‘muso’ del velivolo…

Tutte queste ‘anomalie’ erano poste a conoscenza del pubblico nel giugno 2003 per iniziativa del quotidiano catalano La Vanguardia

http://www.amics21.com/911/misteriosos.pdf

… la quale corredava il proprio articolo con una ‘perizia tecnica’ eseguita dall’Università di Barcellona…

http://www.amics21.com/911/report.html

E’ rimarchevole il fatto che nel report stilato dai ricercatori dell’università spagnola sono comparate le immagini del [presunto…] Flight 175 con immagini di ‘normali Boeing 767’ e il raffronto mostra chiaramente che gli ‘strani oggetti’ in questione sono reali, non ‘illusioni ottiche’…

Penso sia inutile dire che l’articolo di cui sopra è stato oggetto di una accanita e rabbiosa ‘campagna di delegittimazione’ arrivata col tempo a vera e propria ‘sistematica ridicolarizzazione’ e i motivi di ciò sono talmente evidenti che non occorre certo spendervi parola. Qui ragazzi ricorderò che siamo su un forum di matematica, non su un forum di ‘appassionati al Grande Fratello’ per cui è lecito aspettarsi, di fronte agli elementi da me ora portati, obiezioni in qualche modo ‘motivate’…

cordiali saluti

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