Marco83 ha scritto:
A questo punto però sorge anche a me un dubbio: secondo la tua (molto convincente) versione, gli aerei erano pilotati da militari-kamikaze, da sistemi elettronici o da che altro?...
Per fornire adeguata risposta alla domanda di Marco83 è necessario per prima cosa che cosa si intende per ‘
kamikaze’ e le circostanze nelle quali sono stati impiegati nel passato e lo sono tuttora. La parola stessa
kamikaze è di origine giapponese e il suo significato letterale è ‘vento divino’. In sostanza erano denominati così i piloti di mezzi aerei, navali o anche terrestri destinati ad ‘attacchi suicidi’. Innanzitutto occorre dire che tali forme di attacco [nelle quali le
probabilità di sopravvivenza dell’esecutore sono assai ridotte per non dire inesistenti…] non furono prerogativa dei giapponesi nel corso del secondo conflitto mondiale. In secondo luogo i giapponesi [come pure i tedeschi e, sia pure in misura assai più ‘soft’, gli italiani…] ricorsero a tale ‘tattica’ solo nella parte finale della guerra, allorché i piloti di aerei con elevato esperienza e addestramento rimasti erano in numero veramente esiguo. La tattica
kamikaze, al di là del ‘mito’ del quale ancora oggi è circondata, è stata dunque una sorta di ‘espediente’ per ovviare in qualche modo alle emergenze della guerra. Per addestrare infatti un ‘pilota suicida’ sono necessarie molto meno ore rispetto ad un ‘pilota ordinario’ proprio per il fatto che la ‘missione’ a lui affidata è ‘senza ritorno’. Che poi tale tattica messa alla prova non si sia dimostrata ‘efficace’ in rapporto al costo in vite umane e anche al costo materiale da essa richiesti è comprovato ampiamente ieri come oggi. Dal punto di vista ‘pratico’ circa 5000 ‘combattenti suicidi’ produssero meno danni agli americani che non poche dozzine di combattenti ‘ordinari’, ai quali va attribuita la maggior parte delle perdite registrate dalla flotta americana negli ultimi mesi di guerra. A pensarci bene gli stessi criteri di sessant’anni fa sono validi ancora oggi. Salire su un autobus carichi di esplosivo e farsi esplodere tirando una funicella è un atto che non ha nulla di ‘professionale’ e a questo si può benissimo destinare un ‘dilettante’ ancorchè assai ‘idealista’. Un ‘professionista’ è chiaro che non è ‘spendibile’ in un attacco suicida, soprattutto perché è essenziale poterlo impiegare ancora… tutto qui…
Da quanto abbiamo visto finora [e ancor di più da quanto vedremo in seguito…] gli ‘attacchi’ dell’11 settembre hanno tutte le caratteristiche di azioni che possono essere condotte a termine
unicamente da personale altamente qualificato. In base a questa semplice considerazione
si deve escludere l’impiego di ‘combattenti suicidi’. Rimangono quindi da esaminare altre
ipotesi, per esempio quella che [come anche per il Pentagono…]
entrambi gli aeromobili che hanno impattato sugli edifici del World Trade Center erano privi di equipaggio e radioguidati. Per sondare la fondatezza di questa ipotesi facciamo alcune semplici considerazioni preliminari. Come abbiamo visto in precedenza la guida di un moderno aereo di
linea è
di tipo strumentale. La necessità inderogabile di avere lo stesso
grado di sicurezza sia in condizioni di perfetta visibilità sia [come di notte o con condizioni climatiche ‘sfavorevoli’…] con visibilità praticamente nulla comporta che ogni fase del volo sia possibile con il solo ausilio della strumentazione di bordo. In altre parole potreste anche coprire di vernice il
cockpit della cabina di guida e questo non pregiudicherebbe la sicurezza del volo in quanto l’aereo è perfettamente manovrabile con l’esclusiva osservazione della
consolle di volo. Se ciò è vero significa che, disponendo di un idoneo
data link bidirezionale, è possibile riprodurre la
consolle di un aereo in volo sullo schermo di un
computer e inviare all’aereo stesso i comandi appropriati proprio come farebbe un pilota seduto in cabina di pilotaggio. La possibilità di telecomandare un aereo in volo è dunque esclusivamente legata alla disponibilità di un canale di comunicazione, che nella realtà è di tipo satellitare. Per convincerci di questo esaminiamo un momento le caratteristiche di quello che è certamente il più sofisticato modello di aeromobile senza equipaggio esistente al mondo: il
Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk…
Concepito con il ruolo primario di ricognitore, il
Global Hawk è l’erede del ‘mitico’ e ‘venerabile’
Lockeed U-2, l’aereo-spia realizzato negli anni ’50. Per espletare al meglio il proprio ruolo, vale a dire la sorveglianza del campo di battaglia 'in senso
lato', esso è dotato ovviamente dei più recenti tipi di radar ad apertura sintetica e dispositivi di scansione optoelettronici. Quello però che ci interessa in questa sede è dare un’occhiata al suo
sistema di navigazione e di guida. Rispetto ai sistemi operanti sugli aerei di linea moderni che abbiamo a suo tempo esaminato questo aeromobile, avanzatissimo dal punto di vista prettamente militare, non si differenza in modo significativo ed utilizza in pratica le stessa sistemistica. In particolare nelle fasi di decollo, volo e atterraggio si vale delle stessi sistemi utilizzati dagli aerei del tipo prima esaminato. Unica differenza, dato che l’aeromobile è privo di equipaggio, è data dal sistema di radioguida satellitare, che di fatto consente il pilotaggio dell’aereo ad un operatore situato anche a migliaia di chilometri di distanza nello stesso modo che se fosse seduto in cabina di pilotaggio. Il sistema di radioguida [come si vede nello ‘spaccato’ dell’aereo rappresentato in
figura…] è situato sul ‘muso’ e fa uso di un’antenna direttiva simile a quella che consente di ricevere a casa nostra le tv satellitari, la quale però, grazie ad un servomeccanismo assai sofisticato [è questo l’autentico ‘segreto’ del
Global Hawk…] è mantenuta costantemente allineata con il satellite durante il moto dell’aereo. Proviamo ora ad ipotizzare che la nostra benemerita ‘Organizzazione Y’ per realizzare la sua impresa si sia valsa di due aerei radioguidati. Uno di questi [il primo che aveva come obiettivo la ‘Torre nord’…] diciamo che aveva una ‘certa somiglianza’, per profilo e dimensioni, con un
Boeing 767 [in
http://www.geocities.com/x11drone/index2.htm si fa l’ipotesi possa essere stato un
Drone X-11… ]. L’altro invece [quello che alla fine ha impattato contro la ‘Torre sud’ …] diciamo che si trattava di un
Boeing 767 modificato con l’aggiunta di un sistema di radioguida simile a quello di cui è dotato il
Global Hawk posto sul muso e di contromisure elettroniche, contenute in
pod esterni, il cui ruolo decisivo nella vicenda è stato [in parte…] illustrato nella precedente ‘puntata’. Certo mi rendo perfettamente conto del fatto che qualche ‘lettore scettico’ a questo punto potrebbe farmi più di una ‘imbarazzante domanda’. Ad esempio: quali ‘riscontri’, oltre a quelli già visti, puoi portare a sostegno della tua tesi così ‘fantasiosa’?…
Prima di rispondere una doverosa premessa. A supporto della ‘fantasiosa tesi’ esitono [al momento…]
riscontri in numero insufficiente. La ragione di questo è del tutto evidente. La ‘Organizzazione Y’ ha fatto le cose in modo [quasi] perfetto e solo circostanze casuali e non prevedibili hanno fatto sì che qualche indizio venisse alla luce. Tutto [o quasi…] quello che poteva costituire ‘prova’ è ovviamente stato distrutto o quanto meno si è cercato di farlo. Perchè il lettore possa rendersi conto di questo proviamo ancora una volta ad osservare il filmato che riproduce l’impatto contro la ‘Torre sud’ del
World Trade Center…
http://webfairy.911review.org/video/ghostplane2.wmv
Al momento esatto dell’impatto è del tutto visibile una fiammata che si sprigiona dal muso del
Boeing 767, particolare che si può notare anche nel fotogramma qui sotto…
Vi era una carica collocata sul muso dell’aereo che è esplosa al momento dell’impatto, magari per effetto di una spoletta accelerometrica?… Evidentemente non esistono altre ipotesi valide per cui la risposta deve essere:
sì. E a quale scopo mettere una carica esplosiva sul muso dell’aereo?… Non bastavano le decine di migliaia di litri di cherosene che aveva a bordo?… A questo punto spero che il gentile lettore mi consenta di formulare una ‘tesi’, probabilmente del tutto priva di valore, ma che vale quanto un’altra. Se l’ipotesi che l’aereo che si vede nel filmato fosse in realtà un
Boeing 767 modificato e dotato di sistema di radioguida satellitare e contromisure elettroniche è vera, è evidente che tutti i vari ‘dispositivi speciali’ dovevano essere distrutti dopo l’uso in modo che di essi non restasse la minima traccia, esattamente come è stato nel caso del dispositivo
localizer che ha guidato gli aerei nella fase finale del loro volo. Questo deve essere successo per il sistema di radioguida satellitare posto sul muso e per le contromisure elettroniche poste sotto la fusoliera. La fase di autodistruzione di queste ultime è avvenuta con ogni probabilità dopo che l’aereo è penetrato nell’edificio e per questo non è visibile nel filmato. Certo resta ancora una ‘domanda imbarazzante’ che esige una risposta adeguata: come si giustifica la ‘fantasiosa ipotesi’ con il fatto che per tutto il tempo in cui sono stati in aria le rotte del
Flight 11 e del
Flight 175 sono state tenute sotto osservazione dai radar del controllo di volo a terra?… Questa è un’ottima ragione per non perdere la prossima puntata

…
cordiali saluti
lupo grigio
An old wolf may lose his teeth, but never his nature