Ragazzi
il resoconto della tragedia dell’11 settembre e del ruolo cruciale svolto in quella occasione dalla ‘Organizzazione Y’ non sarebbe completo se non si parlasse anche della ‘tragedia nella tragedia’, vale a dire dell’incredibile vicenda del
Flight 93, il quarto volo dirottato quel giorno. Il lettore stia pur certo che affronto questo argomento non senza angoscia, soprattutto al pensiero dei passeggeri e del personale di volo del
Boeing 757 della
United Airlines protagonista del dramma…
ore 8.01 a.m. - Il decollo del volo di linea
Flight 93 della
United Airlines dall’aeroporto di Newark alla volta di San Francisco è ritardato da una dozzina di altri velivoli presenti davanti a lui sulla pista di rullaggio. Il velivolo si staccherà da terra solo alle 8.42, vale a dire con oltre 40 minuti di ritardo. Secondo il
Boston Globe questo ritardo sarà la causa principale del fatto che, dei quattro voli dirottati, il solo
Flight 93 non porterà a termine la ‘missione’
ore 8.13 a.m. – Il volo
Flight 11 della
American Airlines è dirottato all’incirca a quest’ora. Secondo il controllo di volo il fatto si è verificato sopra la cittadina di Gardner, Massachusetts, circa 50 miglia ad ovest di Boston
ore 8.20 a.m. – Il volo di linea
Flight 77 della
American Airlines diretto a Los Angeles decolla dal
Dulles International Airport di Washington con dieci minuti di ritardo
ore 8.25 a.m. - Il controllo aereo di Boston notifica agli altri centri di controllo che il
Flight 11 è stato dirottato ma non informa il NORAD se no0n dopo parecchi minuti. La questione è controversa. Per alcuni il NORAD è stato allertato alle 8.31 a.m., per altri alle 8.40 a.m. Perché il non sia stato allertato il NORAD contemporaneamente ai centri di controllo di volo rimane ancora oggi non chiarito. In ogni caso i controllori di volo incaricati di seguire il
Flight 77 e il
Flight 93 già alle ore 8.25 erano a conoscenza della situazione di emergenza creatasi
ore 8.31 a.m. – Il tenente colonnello Dawnw Deskins, in forza al NORAD, riferirà che il controllo aereo di Boston ha notificato l’avvenuto dirottamento del
Flight 77 in questo momento, correggendo una sua precedente affermazione secondo la quale ciò è avvenuto alle ore 8.40 a.m.
ore 8.42 a.m. – L’aereo di linea
Boeing 757 Flight 93 della
United Airlines diretto a San Francisco decolla dal
Newark International Airport. A bordo vi sono il comandate Lason Dahl, 43 anni, di Littleton [Colorado], il primo ufficiale LeRoy Homer, 36 anni, di Marlton [New Jersey], 37 passeggeri e altri 5 membri di equipaggio. Al momento della partenza prevista [ore 8.01 a.m.] l’aereo si trovava regolarmente pronto al via al
Gate 17, allorché è stata data la priorità a 12 altri voli, cosicché il decollo è avvenuto solo alle ore
8.42 a.m. La
United Airlines non ha mai fornito spiegazioni al riguardo
ore 8.43 a.m. – Al NORAD perviene la segnalazione che anche il
Flight 175 è stato dirottato. Ciò significa che da questo momento i controllori che seguono i voli
Flight 77 e
Flight 93 sono informati di quanto è accaduto sui voli
Flight 11 e
Flight 175
ore 8.46 a.m. – Un velivolo identificato poi come il
Boeing 767 Flight 11 della
American Airlines si schianta contro la ‘Torre nord’ del
World Trade Center. Poco dopo che la ‘Torre nord’ è stata colpita la FAA attiva una linea telefonica diretta con i Servizi Segreti tenendoli informati degli eventi successivi. Successivamente Cheney dichiarerà in una conferenza stampa : ‘I Servizi Segreti, in base ad un precedente accordo con la FAA, hanno aperto un collegamento telefonico subito dopo che il
World Trade Center è stato…’ , fermandosi all’improvviso prima di terminare la frase. Che cosa prevedeva lo strano ‘accordo’ tra i Servizi segreti e la FAA, messo in atto pochi secondi dopo l’incidente avvenuto al
Wolrd Trade Center, sicuramente prima che qualunque notizia al riguardo potesse essere diffusa?… Secondo quanto dichiarato dal capitano Michael Jellinek del NORAD, subito dopo che il
World Thread Center è stato colpito, è stato attivato un collegamento telefonico con il
National Military Command Center [NMCC], situato all’interno del Pentagono lontano dal lato contro il quale si schianterà più tardi il [presunto]
Flight 77
ore 8.48 a.m. – Vengono trasmessi in Tv e alla radio i primi notiziari che riportano che un aereo ha colpito il
World Trade Center [13]. Altri comunicati seguono pochi minuti più tardi
Intorno alle ore 9.00 a.m. – La
United Airlines allerta tutti i propri aerei del pericolo di intrusione in cabina di pilotaggio e prescrive si prendano precauzioni per barricare le porte di accesso alle cabine. I piloti del
Flight 93 accusano ricevuta del messaggio. Tuttavia nessuno ha provveduto ad avvisarli di quanto era accaduto al
World Trade Center e del fatto che altri aerei risultavano mancanti all’appello
ore 9.03 a.m. – Un aereo di linea identificato come il
Flight 175 impatta contro la ‘Torre sud’ del
World Trade Center. Milioni di telespettatori assistono all’evento in diretta. Due F-15 decollati su allarme dalla base aerea di Otis si trovano ancora a 71 miglia di distanza, otto minuti di volo
ore 9.15 a.m. – La
American Airlines sospende il decollo dei propri aerei su tutto il territorio degli Stati Uniti. La
United Airlines adotta la stessa misura cinque minuti dopo
ore 9.16 a.m. – La FAA informa il NORAD che il
Flight 93 ‘potrebbe’ essere stato dirottato [CNN, 17 settembre 2001
http://edition.cnn.com/2001/US/09/16...ijack.warning/]. Nessun caccia è fatto decollare in conseguenza di questa informazione, né ora né più tardi. Non è chiaro quanti dei caccia mandati ad intercettare il
Flight 77 siano stati ‘dirottati’ poi sul
Flight 93. La FAA non ha rivelato come fosse venuta a sapere del dirottamento del
Flight 93. In realtà in quel momento sul
Flight 93 tutto procede normalmente, tanto che dieci minuti dopo al check i piloti risponderanno ‘tutto ok’. Altro mistero dunque. A proposito di questo la
Fox News [
Fox News, 24 settembre 2001
http://s3.amazonaws.com/911timeline/...ews092401.html] riporterà alcuni giorni dopo : ‘… gli investigatori ritengono che in almeno uno dei voli, uno dei dirottatori si trovava in cabina di pilotaggio già prima del decollo…’ e che ‘… il voice recorder rivela che i piloti avevano riconosciuto il loro ‘ospite’ come ‘collega’ e che è consuetudine in questi casi che questi viaggi su uno dei sedili extra della cabina di pilotaggio…’. Tutto il personale di volo e tutti i passeggeri dell’aereo di fatto nei minuti seguenti riferiranno della presenza di tre dirottatori, non di quattro. Il quarto dirottatore dunque si trovava in cabina fin dal momento della partenza?… se sì quando ha agito?… forse prima delle ore 9.00 a.m., allorché il
Flight 93 è stato allertato del pericolo di intrusione nella cabina di pilotaggio ed ha confermato di aver ricevuto il messaggio?… Tutte domande cui si deve ancora fornire risposta…
ore 9.25 a.m. – I piloti del
Flight 93 rispondono al
check del controllo di volo di Cleveland augurando ‘buon giorno’
ore 9.26 a.m. – Jane Garvey, direttore della FAA: ‘… quasi subito dopo aver ottenuto l’ok dalla Casa Bianca, ho dato ordine del blocco a terra di tutti gli aerei sull’intero territorio nazionale, il che comportava la cancellazione di tutti i decolli e il rientro a terra di tutti gli aerei in volo nel minor tempo possibile. Un ordine del genere, mai emanato in precedenza dal tempo del primo volo di un aereo [1903], si applica ‘virtualmente’ ad ogni tipo di aeromobile, civile o militare o di soccorso…’ . Per i velivoli militari e ‘di soccorso’ l’ordine sarà annullato alle ore 10.31 a.m. Tuttavia ad un numero limitato di velivoli militari [la FAA non ha specificato quanti e quali…] è stato autorizzato il decollo nel corso di questo periodo di tempo. Il segretario ai trasporti Norman Mineta dichiarerà più tardi: ‘Non appena mi sono reso conto dell’entità dell’attacco, ho contattato la Casa Bianca richiedendo l’emanazione di un ordine per la messa a terra di tutti gli aerei, immediatamente e senza eccezioni…’ . In questo momento gli aerei in volo sul territorio degli Stati Uniti sono 4.456. Nei successivi 20 minuti atterrano circa 500 aerei. Un nuovo ordine di atterraggio urgente è messo alle ore 9.45 a.m. A questo punto una domanda talmente ovvia da sfiorare la banalità: come si può pretendere che l’aviazione militare possa ‘rispondere’ in modo adeguato all’emergenza tenendo i propri aerei a terra?…
All’incirca in questo momento sul
Flight 93 tre ‘dirottatori’ si alzano e si cingono bandane rosse intorno alla testa. Due di essi si introducono in cabina di pilotaggio. Il terzo impugna un microfono e, in apparenza senza curarsi del fatto di essere udito dal controllo di volo, annuncia che vi è una bomba a bordo e che faranno ritorno in aeroporto. Il preciso istante in cui questo avviene è controverso: ‘… circa 40 muniti dopo il decollo…’ [
Boston Globe, 23 novembre 2001
http://www.boston.com/news/packages/...nstruction.htm] , ‘… circa alle ore 9.28 a.m…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 208]
ore 9.27 a.m. – Tom Burnett chiama la moglie Deena: ‘… sono sullo
United Flight 93 da Newark a San Francisco. L’aereo è stato dirottato… siamo in volo [’
we are in the air’…]… uno è già stato accoltellato… c’è una bomba a bordo… chiama l’FBI…’. Deena contatta subito il numero di emergenza 911. Il momento esatto della chiamata di Tom è anch’esso controverso: ‘… Deena ha preso nota di quanto le ha riferito Tom e dell’ora della chiamata: 9.27 a.m. [Jere Longman, Among the Heroes, p. 107], ‘… lei ricorda intorno alle 9.20 a.m…’ , ‘… ore 9.20 a.m.
East Coast. Deena ritiene che il marito abbia chiamato prima che la porta della cabina fosse forzata, dal momento che la sua voce è parsa ‘tranquilla’. Risulta inoltre che Tom disponesse di una attrezzatura del tipo di quelli usati dagli operatori telefonici, così che la sua chiamata può essere passata inosservata. La versione originale della conversazione di Tom sembra sia stata in parte ‘censurata’ . Longman riporta : ‘… siamo in volo… l’aereo è stato dirottato…. uno è già stato accoltellato… uno di loro ha una pistola…. dicono che vi è una bomba a bordo… per favore chiama le autorità…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 107]. La differenza più significativa tra le due versioni riguarda ovviamente l’arma da fuoco. Sta di fatto che la chiamata di Deena al 911 è stata registrata e queste sono le sue parole : ‘… hanno appena accoltellato un passeggero e vi sono armi a bordo dell’aereo… [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 108]. Questa è la prima delle oltre 30 chiamate telefoniche provenienti dal
Flight 93 quel giorno
ore 9.28 a.m. – Sul
Flight 93 ‘si registrano i primi segnali di problemi’. I controllori di volo odono chiaramente ‘urla e tafferugli’ attraverso un microfono lasciato aperto. Si sentono anche persone che comunicano fra loro in lingua araba. Sempre trasmesso dal microfono lasciato aperto si sente distintamente
get out of here!…, accompagnato da rumori di rissa sullo sfondo. La cosa prosegue per quattro minuti durante i quali si odono più volte, insieme a frasi non in lingua inglese, espressioni come ‘bomba a bordo’, ‘state calmi’, ‘nostre richieste’ . Anche
Newsweek [
Newsweek, 22 settembre 2001
http://msnbc.msn.com/id/3067652/] riferisce così, ma sostiene che ciò è avvenuto alle ore 9.58 a.m. : ‘… le ultime parole registrate nella cabina di pilotaggio sono di un tizio, probabilmente uno dei dirottatori, che urla ‘fuori di qui!…’. Quindi rumori di colluttazione. Quindi silenzio…’
ore 9.30 a.m. – La
United Airlines comunica a tutti i suoi aerei in volo l’ordine di atterrare. La
American Airlines fa lo stesso cinque minuti dopo. A questo punto i controllori di volo sospettano [erroneamente] che il
Delta Flight 1989, anch’esso in volo sulla Pennsylvania poche miglia ad ovest del
Flight 93, sia stato dirottato in quanto non sono sicuri da quale dei due voli provengono i rumori. La lista dei ‘voli sospetti’ prende così ad allargarsi e questo aumenta la confusione al quartier generale della FAA. Ulteriori false comunicazioni fanno sì che l’incertezza su che cosa stia avvenendo a bordo del
Flight 1989 permane anche dopo che si è accertato che i rumori uditi provenivano dalla cabina di guida del
Flight 93. Il
Flight 1989 atterrerà all’aeroporto di Cleveland alle ore 10.10 a.m. In totale altri 11 voli saranno ritenuti ‘sospetti’ oltre a quelli effettivamente dirottati
ore 9.31 a.m. – Il
voice recorder del
Flight 93 registra la voce di un dirottatore che ordina ad una donna di restare seduta. La donna, presumibilmente una assistente di volo, implora ‘no!… no!… non voglio morire!…’. Quando a Patrick Welsh, marito dell’assistente di volo Debbie Welsh, riferiranno che la donna che implorava era probabilmente sua moglie, assistente di volo in prima classe, Patrick dichiarerà : ‘…conosco Debby e so bene che lei non avrebbe ceduto mai…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 207]
ore 9.34 a.m. – Tom Burnett chiama per la seconda volta la moglie Deena e dice ‘… [i dirottatori] sono in cabina di pilotaggio…’. Ha ascoltato il polso dell’uomo che è stato accoltellato [poi identificato come Mark Rothemberg, il quale occupava il sedile 5B, accanto al suo…] e ha stabilito che è morto. Deena gli accenna a quanto è successo al
World Trade Center e lui esclama ‘… mio Dio, è una missione suicida!…’. Ad un certo momento, mentre stanno parlando, lui dice che l’aereo sta cambiando rotta. Deena è in costante contatto con l’FBI e un poliziotto siede accanto a lei. Anche stavolta Deena prende nota dell’ora [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 110]
ore 9.35 a.m. – Il
Flight 93 sale di quota senza autorizzazione
ore 9.36 a.m. – Nei pressi di Cleveland il
Flight 93 compie una virata di 180 gradi, rilevata dai radar del controllo di volo, al termine della quale si dirige in direzione di Washington. Ora stimata di arrivo sulla capitale: 10.28 a.m. [Jere Longman,
Among the Heroes, p.78]
ore 9.37 a.m. – Jeremy Glick chiama dal
Flight 93 la moglie Lyz. Jeremy descrive i dirottatori come ‘mediorientali, probabilmente iraniani’. Portano bandane rosse e tre di loro si trovano in cabina di pilotaggio. Jeremy è seduto in fondo all’aereo, spinto là insieme alla maggior parte dei passeggeri. I dirottatori hanno detto di avere una bomba con loro, una scatola con una specie di nastro rosso attorno. Dice che l’aereo sta tornando indietro. I familiari di Jeremy chiamano immediatamente il 911 su di un’altra linea. La polizia dello stato di New York si inserisce nella chiamata. Jeremy apprende delle
Twin Towers. Lo stesso è per altre persone all’incirca nello stesso momento. Il telefono di Jeremy rimarrà connesso fin quasi alla fine. Secondo alcuni la telefonata di Jeremy è partita alle 9.37 a.m. [Jere Longman,
Among the Heroes, p.143]. Secondo altri ‘appena prima delle 9.30 a.m.’
ore 9.38 a.m. – Un velivolo, identificato come il
Flight 77 della
American Airlines, si disintegra contro il Pentagono. Circa 125 persone rimangono uccise o disperse
ore 9.39 a.m. – Uno dei dirottatori del
Flight 93 pronuncia un comunicato ai passeggeri che, probabilmente senza che questi lo sappia, è trasmesso per radio : ‘Salve a tutti, parla il comandante. Vi preghiamo di restare seduti. C’è una bomba a bordo. Stiamo tornando in aeroporto. Ora che lo sapete vi preghiamo di stare tranquilli…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 209]
ore 9.41 a.m. – Dal
Flight 93 Marion Bitton chiama un amico. Dice che due persone sono già state assassinate e aggiunge che l’aereo ha virato e sta tornando indietro.
Il transponder del Flight 93 cessa la trasmissione. Da questo momento in poi il controllo di traffico aereo continuerà a registrare la traccia radar ma mancherà l’informazione dell’identità e della quota dell’aereo
ore 9.42 a.m. – Dal
Flight 93 Mark Bingham chiama la madre Alice. Vi sono due versioni differenti sul contenuto della telefonata. Il
Boston Globe riporta le prime parole di Mark…
Mom, this is Mark Bingham. I want to let you know that I love you. I'm calling from the plane. We've been taken over. There are three men that say they have a bomb… [‘Mamma, sono Mark Bingham.Voglio che tu sappia che ti voglio bene. Chiamo dall’aereo. Siamo stati presi in ostaggio. Ci sono tre uomini che dicono di avere una bomba…’]
Il Pittsburg Post-Gazette [
Pittsburgh Post-Gazzette, 28 ottobre 2001
http://www.post-gazette.com/headline...ainstoryp7.asp] riporta invece anche altre parti della conversazione tra Mark e Alice…
Mark:
Mom?… This is Mark Bingham… I want to let you know that I love you. I'm on a flight from Newark to San Francisco and there are three guys who have taken over the plane and they say they have a bomb… [‘Mamma?… sono Mark Bingham... voglio che tu sappia che ti voglio bene… Sono sul volo da Newark a San Francisco e ci sono tre uomini che dicono di avere una bomba…’]
Alice:
Who are these guys?… [‘Chi sono questi tre uomini?…]
There was a pause. Hoglan heard murmurs of conversation in English. Mark's voice came back… [Vi è una pausa. Alice ode mormorii di sottofondo in inglese. Poi Mark torna a farsi sentire…’]
Mark:
You believe me, don't you?…[‘Tu mi credi, non è vero?…’]
Alice:
Yes, Mark. I believe you. But who are these guys?… [Sì Mark, ti credo. Ma chi sono questi uomini?…]
There was a pause. Alice heard background noise. The line went dead…[‘Altra pausa. Alice sente rumore in sottofondo. Poi cade la linea…’]
In entrambe le versioni della telefonata, Mark si rivolge alla mamma Alice qualificandosi come ‘Mark Bingham’… vale a dire con
nome e cognome. La cosa non sarebbe poi così singolare se non conoscessimo la telefonata che Mark ha fatto due ore prima all’amico che lo ha accompagnato correndo in aeroporto dopo che si era svegliato tardi quella mattina ed aveva rischiato di perdere l’aereo. La telefonata è stata fatta da Mark, seduto sul posto 4-D del
Boeing 757 UA-93, all’amico Matthew Hall con il cellulare alle ore 7.40 …
Hey, it's me!… thanks for driving so crazy to get me here!… i'm in first class, drinking a glass of orange juice!… [‘Hey, sono io!… grazie per essere stato così pazzo da portarmi qui!… sono in prima classe e sto bevendo un bicchiere di succo d’arancia!…]
Può essere certo che Mark fosse un tipo impressionabile e quanto accaduto lo abbia sconvolto al punto di cambiare drasticamente non solo il modo di esprimersi, ma anche il carattere. Sta di fatto però che se ‘il Mark’ che ha chiamato dal
Flight 93 fosse stato veramente ‘lui’, la mamma se ne sarebbe accorta di certo e non si sarebbe insospettita…
ore 9.44 a.m. – Secondo quanto riferito dal pilota di F-16 nome in codice
Honey, qualche istante dopo che il suo caccia si è schierato in difesa del perimetro di Washington, il comandante di squadriglia ha ricevuto un messaggio riguardante il
Flight 93 non pervenuto agli altri due piloti. A quanto pare il messaggio specificava che la difesa della Casa Bianca era per loro ‘assolutamente prioritaria’.
Honey afferma che il contenuto del messaggio ‘…era all’incirca questo: tenete presente dove sta [il
Flight 93] e che può diventare un bersaglio’. L’altro pilota [nome in codice
Lou…] afferma che il capo squadriglia [non nominato] gli ha rivelato : ‘… penso siano stati i Servizi Segreti a passarmi questa informazione…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 222]. Sia
Lou sia
Honey negano di aver ricevuto quel giorno l’autorizzazione a sparare contro un qualsivoglia aereo. Anche tenendo in conto l’ordine ricevuti di ‘proteggere ad ogni costo la Casa Bianca’, resta il fatto evidente che neppure uno dei tre F-16 è stato mandato a ‘dare un’occhiata’ al
Flight 93 anche dopo che si è stabilito con certezza che era stato dirottato…
ore 9.45 a.m. – Tom Burnett chiama per la terza volta la moglie Deena. Lei lo informa dell’incidente del Pentagono. Tom accenna alla ‘bomba’ e dice : ‘… non penso che hanno veramente una bomba…. ci hanno solo detto di averla…’. Dice poi che i dirottatori stanno discutendo tra loro se far schiantare o no l’aereo a terra. Aggiunge poi che lui e altri [
a group of us…’] ‘hanno un piano’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 111]. Anche in questo caso la conversazione è seguita dagli uomini dell’FBI.
Ben Sliney,
National Operation Manager della FAA, ordina la ‘messa a terra’ dell’intero parco aereo nazionale. Tutti i voli in tutti gli aeroporti degli Stati Uniti sono cancellati. In questo momento 3949 aerei si trovano ancora in volo. Sliney prende questa decisione senza consultare il capo della FAA Jane Garvey, il segretario ai trasporti Norman Mineta o altri ma tutti successivamente approvano. Il
Washington Post riporta che in realtà è stato il segretario ai trasporti Mineta a contattare Monte Belger alla FAA dicendo: ‘Monte, porta giù tutti gli aerei…’, ma aggiungendo anche ‘… a discrezione dei piloti…’
ore 9.46 a.m. – Stando alla registrazione del
voice recorder del
Flight 93 in questo momento uno dei dirottatori dice ad un altro: ‘… riportami quei tipi…’. Sembra l’ordine di riportare in cabina il pilota, anche se non è chiaro se si tratta del pilota vero e proprio oppure del pilota dirottatore. Gli investigatori non sono certi se in questo momento il pilota della
United Airlines sia morto o ancora vivo [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 208]. Comunque sia la presenza di due dirottatori in cabina di pilotaggio conferma che i dirottatori sono stati quattro e non tre e che uno di essi era in cabina già prima. I passeggeri infatti parlano di tre uomini, due dei quali sono rimasti a guardia degli stessi
ore 9.47 a.m. – Sul
Flight 93 Jeremy Glick è sempre al telefono con la moglie Lyz. Dice che i passeggeri stanno mettendo ai voti l’alternativa se cercare o no di impadronirsi dell’aereo. Lyz gli risponde :’… caro, devi farlo!…’. Glick dice alla moglie che i dirottatori non dispongono di armi da fuoco ma solo di coltelli e aggiunge in tono scherzoso :’… anch’io ho con me il coltellino da campeggio…’. Questo sembra contraddire dunque le dichiarazioni precedenti che parlavano di un pistola a bordo. Il
voice recorder né ore né dopo registrerà alcuno sparo. Lyz ha l’impressione che il dirottatore che tiene con sé la bomba potrebbe essere facilmente neutralizzato [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 153-154]
ore 9.48 a.m. – A Washington comincia l’evacuazione del Campidoglio, 24 muniti dopo che la FAA ha comunicato che un aereo dirottato è diretto verso la capitale. Il senatore Tom Dashe,
leader della maggioranza al Senato, dichiarerà più tardi: ‘… alcuni poliziotti hanno fatto irruzione in aula e hanno urlato che eravamo sotto attacco. Non abbiamo potuto far altro che incamminarci di buone lena verso l’uscita…’. Nell’ipotesi che l’obiettivo assegnato al
Flight 93 fosse proprio il Campidoglio, se non vi fosse stato il ritardo di 40 minuti alla partenza del volo vi è da ritenere che molti senatori sarebbero stati uccisi
ore 9.49 a.m. – La FAA ordina l’evacuazione della torre di controllo di Pittsburgh. Pochi minuti prima il controllo aereo di Cleveland ha chiamato i colleghi di Pittsburgh dicendo loro che un aereo non identificato si stava dirigendo verso Pittsburgh e non rispondeva alle chiamate [Pittsburgh Post-Gazzette, 23 settembre 2001
http://www.post-gazette.com/neigh_ci...city0923p5.asp]. Non risulta che la FAA abbia dato spiegazione sui motivi dell’ordine di ‘evacuazione’ dato ai controllori di Pittsburgh. Ad accrescere le ‘perplessità’ per questo ‘ordine’ decisamente singolare contribuisce certamente l’allerta trasmesso due minuti prima dal controllo di Cleveland che segnalava un ‘aereo non identificato’ diretto proprio verso Pittsburgh. Che detto aereo non fosse il
Flight 93 è certo poichè a quest’ora il transponder di quest’ultimo era ancora acceso. Un bel mistero in più!…
ore 9.50 a.m. – L’assistente di volo Sandra Bradshaw chiama il marito dal
Flight 93. Parole di Sandra: ‘… hai sentito che cosa sta succedendo?… il mio volo è stato dirottato… sull’aereo ci sono tre individui armati di coltelli… in fondo all’aereo stanno riempiendo brocche d’acqua bollente… tutti stanno correndo verso la prima classe e devo andare… addio!…’.
Poco dopo l’arrivo dei caccia da Langley, altre tre F-16 provenienti da Andrews sono sul cielo di Washington. Uno è pilotato dal maggiore Billy Hutchinson. Un altro F-16 pilotato dal tenente colonnello Marc H. Sasseville [nome in codice
Lucky…] si aggrega poco dopo. Questo è il solo velivolo F-16 armato. Inoltre altri tre F-16 decolatti da Langley stanno per giungere su Washington. Per motivi del tutto sconosciuti, di tutti questi F-16 non uno è inviato incontro al
Flight 93
ore 9.53 a.m. – La NSA intercetta una telefonata di un luogotenente di bin Laden operante in Afghanistan diretta della Repubblica di Georgia. Il chiamante afferma di avere ‘importanti buone notizie’ e che un altro obiettivo sta per essere colpito. Il capo della CIA Tenet riferisce a Rumsfeld due ore dopo. La telefonata si riferiva al
Flight 93?… se sì, come poteva il tipo in Afghanistan sapere che il
Flight 93 aveva ritardato la partenza di 40 minuti, era ancora in aria e in mano ai suoi?… c’era un canale aperto tra i dirottatori e l’organizzazione all’esterno?…
In cabina di pilotaggio del
Flight 93 i dirottatori si rendono conto del tentativo di rivolta dei passeggeri. Uno di essi impugna un’ascia per l’apertura delle porte in caso di incendio con l’intenzione di usarla contro i passeggeri [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 209-210]
ore 9.54 a.m. – Tom Burnett chiama la moglie Deena per la quarta e ultima volta. In un prima versione di questa chiamata egli dice: ‘… so che andiamo a morire… tre di noi stanno cercando di fare qualcosa…’. In una successiva e più completa versione si aggiungono le parole seguenti : ‘… tocca a noi… penso dobbiamo farlo… non preoccuparti, faremo qualche cosa… ‘. Anche in questo caso Deena ha annotato l’ora: 9.54 a.m. [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 118]
ore 9.56 a.m. – A bordo dell’
Air Force One George W. Bush parla al telefono con il suo vice Cheney. Questo raccomanda al presidente che autorizzi l’abbattimento dell’aereo in mano ai dirottatori. ‘… ti dico che questo devi fare…’. Successivamente Bush dichiarerà : ‘… abbiamo discusso brevemente ma nulla di più…’. Il
Flight 93 da questo momento è ‘autorizzato’ ad essere abbattuto. Se prendere questa decisione è stato così semplice perché non è stata presa prima?… soprattutto perché non è stata presa già con il
Flight 77 prima che si schiantasse sul Pentagono?…
In questo stesso momento un non meglio identificato ‘qualcuno’ dei Servizi Segreti comunica per radio ai piloti degli F-16: ‘Dovete difendere ad ogni costo la Casa Bianca…’.
Nel bunker sotterraneo della Casa Bianca un militare chiede al vice presidente Cheney: ‘C’è un aereo a 80 miglia di distanza. Un caccia è in quella zona. Deve intervenire?…’. Cheney risponde prontamente ‘
Yes!…’. Un F-16 posto a difesa di Washington è inviato incontro al
Flight 93. Un differente versione [
ABC News, 11 settembre 2002
http://s3.amazonaws.com/911timeline/...ews091102.html] recita invece così: ‘I caccia più vicini [al
Flight 93] sono due di quelli impegnati in precedenza nell’esercitazione presso la
Selfridge Air National Guard Base di Detroit. ‘E’ stato loro ordinato di dirigersi verso il
Flight 93 senza alcun tipo di armamento a bordo. Evidentemente hanno ipotizzato che, nel caso non fossero riusciti a convincere il
Flight 93 ad atterrare, lo avrebbero speronato…’. Dal momento che in questo momento sopra Washington volavano non meno di una dozzina di caccia, perché sono stati mandati proprio questi?… in ogni caso Cheney alla domanda se era necessario l’ingaggio dell’aereo dirottato aveva in due occasioni risposto chiaramente ‘sì’ . Montague Winfield, in forza al centro di comando del Pentagono, dirà poi : ‘Ad un certo punto il momento di contatto [tra i caccia e il
Flight 93] è arrivato ma nulla è accaduto. Potete immaginare a questo punto il livello di tensione che vi era all’NMCC…’ . I piloti in quel momento sopra Washington che successivamente hanno rilasciato dichiarazioni, affermano unanimemente di non aver sentito del
Flight 93 o di altri aerei precipitati in Pennsylvania fino al loro ritorno alla base [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 222]. Eppure vi sono chiari elementi che indicano che dei caccia sono stati inviati incontro al
Flight 93, e tra questi le dichiarazioni del vice presidente. Forse i caccia provenivano da qualche altra base?…
ore 9.57 a.m. – Uno dei dirottatori in cabina di pilotaggio chiede se ‘è tutto ok’, riferendosi alla situazione fuori della cabina. ‘E’ battaglia…’, risponde un altro dirottatore [Jere Longman,
Among the Heroes, p.210]. L’analisi del
flight recorder porta a concludere che la ‘rivolta’ dei passeggeri ha avuto inizio nella parte anteriore dell’aereo [dove stavano seduti Bingham e Burnett…] un minuto prima rispetto alla parte posteriore [dove stava seduto Beamer…]. La ‘versione ufficiale’ ipotizza che i passeggeri del
Flight 93 abbiano forzato l’ingresso in cabina di pilotaggio facendosi scudo con vassoi portavivande e la prova è data dall’analisi digitale della registrazione del
voice recorder, nella quale si odono rumori di piatti e stoviglie alle ore 9.57 a.m.
ore 9.58 a.m. – Todd Beamer termina la sua lunga conversazione telefonica comunicando l’intenzione di ‘assalire’ il dirottatore che ha con sé la bomba. Nel sottofondo l’operatore telefonico [Beamer ha comunicato per tutto il tempo usando il proprio telefono cellulare…] ode distintamente urla femminili come ‘Dio mio!…’ e ‘Che il Cielo ci aiuti!…’. Beamer lascia cadere il cellulare ma la connessione resta in piedi. Si ode la sua ultima celebre frase: ‘… siete pronti ragazzi?… andiamo!…’ [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 204]
L’assistente di volo CeeCee Lyles riesce all’ultimo minuto a parlare al telefono con il marito: ‘… l’aereo va giù!…’. ‘… che cosa?…’, risponde lui. ‘… stanno attuando il loro proposito e forzano la porta della cabina…’. Un momento dopo : ‘… sì ce la fanno, ce la fanno!…’. Il marito di CeeCee sente un gran fragore di sottofondo e subito dopo ‘un fruscio come di un forte vento…’. Un momento dopo la comunicazione si interrompe.
Sandy Bradshaw ha ancora il tempo di dire al marito : ‘… tutti stanno correndo in prima classe… devo andare anch’io…. addio…’.
Un uomo chiama con il cellulare il 911 dalla
toilette dell’aereo gridando: ‘… siamo stati dirottati, siamo stati dirottati!…’. Quindi si è udita una sorta di esplosione e lui non ha più parlato. Un minuto dopo la linea è definitivamente caduta. Gli investigatori ritengono si tratti di Edward Felt, il solo passeggero al quale non è stata addebitata la conversazione telefonica. Felt sedeva in prima classe, così probabilmente ha chiamato dalla
toilette anteriore dell’aereo [Jere Longman,
Among the Heroes, p.193-194-196]. La persona con la quale Felt ha parlato non ha avuto il permesso di parlare con i media. La menzione dell’esplosione è stata successivamente rimossa dalla sua testimonianza. Se tutto questo è vero, perché è così importante aver negato l’esplosione a bordo del
Flight 93 dopo che per mesi è stata riportata sui giornali di tutto il mondo?…
ore 9.59 a.m. – La ‘Torre sud’ del
World Trade Center collassa
ore 10.00 a.m. – Una stazione televisiva annuncia che si osserva del fuoco nell’edificio del Dipartimento di Stato. La notizia è ripetuta alle ore 10.20 a.m. e poi alle ore 10.33 a.m., aggiungendo che l’incendio è stato causato da un’autobomba. Il vice segretario di stato Richard Armitage vede questo alla televisione, corre fuori dall’edificio, non vede nulla e chiama i colleghi informandoli che la notizia è falsa.
Elisabeth Wainio comunica al telefono con la nonna : ‘… nonna, abbiamo sfondato la porta della cabina… devo andare… addio…’. La comunicazione si interrompe subito dopo. La nonna di Elisabeth affermerà poi che la chiamata è durata circa dieci minuti, durante i quali Elisabeth le è sembrata come in
trance, quasi rassegnata alla morte, con un respiro anormale. Ad un certo punto ha detto anche che ‘sentiva di lasciare il proprio corpo’
Bill Wright sta volando su di un piccolo aereo [un
Piper monorotore…] allorché i controllori di volo gli chiedono di guardarsi intorno. Bill scorge il
Flight 93 tre miglia lontano ed è abbastanza vicino per distinguere i colori della
United Airlines. Il controllo di volo gli chiede la quota a cui vola l’aereo, quindi gli ordina di allontanarsi al più presto. Bill osserva l’aereo andare su è giù tre o quattro volte prima di allontanarsi dall’area. Ha poi ipotizzato che ciò era dovuto alla violenta colluttazione in corso in quel momento tra i dirottatori e i passeggeri. Certo che di tutti i ‘misteri’ dell’11 settembre, la comparsa sulla scena di Bill e del suo ‘piccolo aereo’ è un ‘mistero tra i misteri’. Cosa ci faceva Bill in aria dopo l’ordine generale ‘aerei a terra’ emanato dalla FAA?... da quando in qua il controllo di traffico aereo si serve di ‘piloti della domenica’ per il controllo del cielo?… e poi perché invece al posto di Bill non si è mandato un F-16?…
Circa 10 minuti dopo che il primo F-16 proveniente dalla
Andrews Air Force Base ha raggiunto Washington, ne arrivano altri due, i primi provenienti di quella base armati di missili. Alle ore 10.00 a.m. sono dunque almeno cinque gli F-16 dotati di missili in volo sopra Washington. Ciò non ostante alle 10.32 Cheney comunicherà a Bush che l’
Air Force One non può atterrare a Washington per ragioni di sicurezza e ci vorrà ancora un’ora e mezza prima di trovare dei caccia per scortare l’aereo del presidente. In definitiva quindi Gorge W. Bush potrà rientrare nuovamente in possesso dei suoi effettivi poteri solo dopo mezzogiorno, vale a dire dopo che tutto si è concluso.
ore 10.00-10.06 a.m. – In questo decisivo lasso di tempo non si registrano più chiamate telefoniche dal
Flight 93. La cosa è confermata dai tabulati di traffico cellulare nella zona, che registrano una drastica riduzione di chiamate proprio a partire dalle ore 10.00. Anche dal telefono di Todd Breamer, che pure era rimasto connesso dopo il suo ‘alla carica!…’ [‘… siete pronti ragazzi?… andiamo!…’] solo silenzio. Evidentemente in coda all’aereo tutto di colpo è tornato tranquillo [Jere Longman,
Among the Heroes, p.218]. Unica eccezione è Richard Makely, in ascolto tramite il telefono di Jeremy Glick lasciato aperto quando questi si è unito ai passeggeri lanciati all’attacco dei dirottatori. Un giornalista riporta sommariamente quanto Makely ha ‘sentito’ : ‘Ultimi due minuti. Silenzio totale interrotto da un urlo. Poi lungo silenzio totale interrotto da alcune urla. Alla fine un suono metallico. Poi più nulla…’ . La seconda pausa di silenzio dura dai 60 ai 90 secondi [Jere Longman,
Among the Heroes, p.219]. Dalle ore 10.00 a.m. in poi il
voice recorder registra solo sibilo di vento [Jere Longman,
Among the Herpes, p. 270-271]. ‘Il solo rumore registrato in cabina dal
voice recorder è stato il rumore del vento, il che suggerisce che nella fusoliera dell’aereo si era aperta una falla…’ [Mirror, 13 settembre 2002
http://www.mirror.co.uk/news/allnews...siteid=5014 3]. Si è creata una falla che ha depressurizzato la cabina di pilotaggio?… Nell’ipotesi che i passeggeri fossero siano riusciti ad impadronirsi dell’aereo vi è da dire che almeno un passeggero, Don Greene, era un pilota professionale e un altro, Andrew Garcia, un ex-controllore di volo. Qualcosa dunque si sarebbe potuto fare. In ogni caso sull’assoluto silenzio, interrotto solo dal sibilo del vento, è difficile fare una ipotesi che non sia l’improvvisa ‘scomparsa’ di tutte le persone che erano a bordo del
Flight 93, passeggeri, personale di volo e dirottatori. In altre parole: che diavolo è successo sul
Flight 93 dalle ore 10.00 a.m. in poi?…
ore 10.01 a.m. – La FAA ordina il decollo su allarme degli F-16 della base aerea di Toledo [Ohio]. In questa base di norma non vi sono caccia pronti al decollo su allarme e ciò non ostante 16 muniti dopo gli F-16 sono in aria con l’armamento al completo. Un
response time veramente eccezionale… peccato che a quell’ora il
Flight 93 si è schiantato già da 10 minuti… Il NORAD ha successivamente chiarito di non aver ordinato il decollo dei caccia dalla base più vicina all’aereo dirottato perché ‘è uso’ da parte sua far ricorso alle basi che appartengono alla
NPRAD Defensive Network [sette in tutto il territorio degli Stati Uniti…]. Tenuto però conto che l’ordine di decollo poteva gia essere dato un’ora prima, c’è da presumere che se si fosse fatto ciò gli F-16 di Toledo avrebbero avuto tutto il tempo di intercettare il
Flight 93
ore 10.03 a.m. – Secondo il governo degli Stati Uniti il
Flight 93 si è schiantato alle ore 10.03 a.m.Il
voice recorder opera di norma registrazioni della durata di 30 minuti, il che significa che al termine di una registrazione si cambia il nastro e ne inizia una ‘nuova’. La registrazione che il governo ha permesso di divulgare inizia alle ore 9.31 a.m. e dura 31 minuti [Jere Longman,
Among the Heroes, p. 206-207]. Essa pertanto termina
un minuto prima del
crash time ‘ufficiale’. Uno specifico studio condotto dalla
US Army ha tuttavia accertato che l’impatto è avvenuto alle ore 10.06:05 . La discrepanza non trascurabile, al punto che la
Philadelphia Daily News [Philadelphia Daily News, 16 settembre 2002
http://www.philly.com/mld/dailynews/4084323.htm] ha scritto su questo punto un articolo intitolato T
hree Minute Discrepancy in Tape, nel quale si afferma che se l’ora dell’impatto indicata dalla
US Army [10:06:05…] è vera, allora significa che il governo non vuole fornire spiegazioni su quanto è accaduto nei tre minuti successivi alle ore 10.03 a.m. Ai dubbi sollevati dal
Philadelphia Daily News possiamo tranquillamente aggiungere la domanda seguente: se la conclusione dello ‘studio’ della
US Army è corretta, che fine hanno fatto gli ultimi quattro minuti di registrazione del
voice recorder?…
Prima delle ore 10.06 a.m. – La CBS riporta che due F-16 sono in coda al
Flight 93. Pochi giorni dopo un controllore di volo del New Hampshire, ignorando l’ordine di silenzio stampa, riferirà che ‘un F-16 ha raggiunto il
Flight 93, ha compiuto una virata e gli si è messo in cosa…’ e ha aggiunto ‘… il pilota dell’F-16 deve aver visto tutto…’
Nella piccola cittadina di Boswell, situata circa 10 miglia a nord e leggermente a ovest del punto di impatto del
Flight 93, Rodney Peterson e Brandon Leventry notano un
jet passeggeri che vola a 2.000 piedi di altezza. La presenza di un aereo di quelle dimensioni che vola a quota così bassa in quell’area è del tutto alquanto insolito. L’aereo prosegue in direzione sud in lenta discesa. Cinque muniti dopo i due apprendono dal notiziario che l’aereo si è schiantato. Altri testimoni descriveranno poi l’aereo in volo su rotta est-sud-est, lento e traballante [Jere Longman,
Among the Heroes, p.205-206]. Notare il fatto che Peterson e Brandon, affermando che l’aereo è precipitato ‘cinque minuti dopo’, di fatto supportano la tesi che l’impatto è avvenuto in realtà alle ore 10.06 a.m. L’ondeggiamento delle ali potrebbe significare che i dirottatori erano impegnati a respingere l’assalto dei passeggeri o che questi fossero alla guida dell’aereo. In ogni caso il dettaglio essenziale è che Peterson, Brandon e altri abitanti di Bosweel hanno affermato concordemente che l’aereo procedeva ‘in lenta discesa’ , e questo è poco compatibile con altri elementi che esaminiamo più tardi.
Numerosi altri testimoni osservano il
Flight 93 prima dell’impatto…
- Terry Butler, Stoystown, vede un aereo uscire dalle nubi e scendere lentamente verso terra. ‘Si muoveva in una maniera che non potete crederci. Ad un certo punto ha fatto una specie di ‘giro della morte’ verso destra, dopo di che è scomparso oltre un torrente. Pochi secondi dopo ho udito lo schianto…’
- Ernie Stuhl, scheriffo di Shanksville : ‘Conosco due persone, non voglio fare nomi, che hanno visto un missile. Tutti e due abitano qui vicino, circa duecento yard. Uno ha prestato servizio in Vietnam ed ha già visto cose del genere. Secondo quello che ho sentito l’F-16 era vicino, molto vicino…’
- Laura Temyer, Hooversville : ‘Non ho visto l’aereo ma ho sentito I motori. Quindi ho sentito un grosso boato seguito dagli echi prodotti dalle colline circostanti. Ho udito poi distintamente ancora rumore di motori di aereo, poi altri due boati e dopo più nulla…’. La Temeyr ha poi insistentemente dichiarato che alcuni agenti della polizia di stato le hanno detto in privato che l’aereo è stato abbattuto e che la violenta decompressione spiega il fatto che i rottami sono stati proiettati a grande distanza
- Charles Sturz, abitante a mezzo miglio dal luogo dell’impatto, ha visto l’aereo allontanarsi in direzione sud-est con i motori accesi. Non ha visto fumo. ‘Faceva un baccano tremendo e sembrava volesse girare sotto sopra…’
- Michael Merringer, abitante a due miglia dal luogo dell’impatto: ‘Ho udito due volte fragore di motori, quindi un grande boato…’
- Tim Lensbouer, in quel momento a 300 yard la luogo dell’impatto : ‘L’ho sentito per 10 o 15 secondi e faceva rumore come se dovesse sputare l’anima…’
- Rob Kimmel, diverse miglia lontano dal luogo dell’impatto, ha visto l’aereo che volava in modo irregolare, sbandando fortemente a destra. Era a circa a 200 piedi dal suolo quando ha oltrepassato la cresta di una collina a sud-est. ‘Ho visto solo la parte sopra dell’aereo, non la parte sotto…’ [Jere Longman,
Among the Heroes p. 210-211]
- Eric Peterson, Lambertsville, ha visto un aereo che procedeva a quota insolitamente bassa. Sembrava andare su e giù e quindi è scomparso dietro una fila di alberi
- Bob Blair, Stoystown, ha visto l’aereo scendere a spirale prima dello schianto e quindi sparire dietro una fila di alberi
- Un testimone anonimo afferma di aver udito due forti boati prima che l’aereo virasse a 90 gradi verso il basso
- Un altro testimone anonimo ha visto l’aereo sopra la sua testa. Faceva un rumore acuto, assordante. Quindi ha compiuto una brusca virata in basso a novanta gradi ed è precipitato
- Tom Fritz, circa un quarto di miglio lontano dal luogo dell’impatto, ha sentito un suono ‘che sembrava riempire il cielo’. ‘E’ precipitato come una pietra e non ho potuto vedere i colori…’
- Terry Butler, poche miglia a nord di Lambertsville: ‘E’ sceso giù dalle nubi… ha poi cercato di risalire ma è sbandato a destra ed è precipitato…’
- Lee Purbaugh, lontano 300 yard: ‘C’era un frastuono assordante e quello era proprio sopra la mia testa… circa 50 piedi… l’ho visto scendere verso terra con un fragore assordante… poi una grande esplosione… nessuno può essere sopravvissuto… ‘
- Linda Shepley ha udito un forte boato e visto l’aereo tutto piegato sulla destra. L’aereo andava a destra e a sinistra e volava a bassa quota [circa 2500 piedi…] allorché all’improvviso ha virato in basso e a destra ed è precipitato. Linda afferma di aver seguito l’aereo a vista senza ostacoli durante i due ultimi minuti
- Kelly Leverknight, frazione Stony Creel Township di Shanksville, : ‘… c’era del fumo e all’improvviso è andato giù. Ho potuto vedere la pancia dell’aereo mentre volava verso est facendo gran rumore…’
- Tim Thornsberg, al lavoro in una miniera dei dintorni, : ‘Volava basso e traballante sopra gli alberi. A un certo momento è sbandato e ha puntato il muso verso il basso ed è scomparso dietro gli alberi…’
Quali elementi si possono trarre dall’insieme di queste testimonianze?… Qualcuno afferma che l’aereo volava ad un paio di migliaia di piedi, altri talmente vicino alla loro testa che quasi hanno dovuto abbassarsi. Poi virate, imbardate, strani rumori, colpi di qui e di là… La sola cosa che tutte questi racconti hanno in comune è il forte rumore prodotto dall’aereo, il botto finale e il fatto che nessuno ha visto effettivamente l’aereo schiantarsi al suolo. Una serie di testimonianze insomma molto ‘acustiche’ e assai poco ‘visive’….
Successivamente sono stati rinvenuti rottami del
Flight 93 nel raggio di alcune miglia dal punto di presunto impatto. Una parte di motore del peso di mezza tonnellata è stata trovata più di un miglio lontano. Rottami più piccoli si sono trovati a due, tre, quattro… e persino otto miglia lontano. Gli abitanti dei dintorni di Shanksville hanno rinvenuto ‘abiti, libri, giornali, e anche ‘qualcosa ‘ che aveva l’apparenza di membra umane….’. Alcuni hanno riempito intere valige di reperti che poi hanno consegnato alle autorità investigative. Altri hanno recuperato rottami che galleggiavano sull’ Indian Lake, distante sei miglia dal luogo di impatto. Una casalinga di Indian Lake Marina ha descritto una pioggia di detriti simili a confetti che cadeva nel lago nei minuti successivi all’esplosione…’
ore 10.06 a.m. - Il
Flight 93 impatta contro il terreno poco a nord del
Somerset County Airport, circa 80 miglia a sud-est di Pittsburgh, 124 miglia ad ovest di Washington DC
In alto la veduta aerea del luogo dove è precipitato il Flight 93. In basso la nube di fumo prodotta dall’impatto fotografata a due miglia di distanza. Nella foto in alto si nota la strada di campagna che delimita una zona di boscaglia. E’ immediato osservare che il cratere prodotto dall’impatto del Boeing 757 si trova a nord della strada, mentre la zona dell’incendio si trova a sud della strada…
Prima e dopo le ore 10.06 a.m. – ‘Almeno una dozzina di persone affermano di aver visto un secondo aereo che volava rasente agli alberi negli stessi minuti in cui l’aereo della
United Airlines è precipitato. Essi lo descrivono come un piccolo aereo con i motori in coda e privo di insegne visibili…’
-Lee Purbaugh : ‘Non l’ho osservato attentamente, ma posso dire che era bianco e che ha sorvolato in cerchio l’area almeno due volte prima di sparire all’orizzonte…’
- Susan McElwain sta viaggiando nei dintorni e meno di un minuto prima dello schianto del
Flight 93 vede un piccolo
jet con i motori in coda e senza insegne sorvolare il suo veicolo nei pressi di un incrocio e sparire subito dopo dietro una collina dopo aver sfiorato il filare di alberi che costeggia un ruscello. Susan racconterà più tardi : ‘Non potevo immaginare che questo aereo potesse volare così basso, quasi sul tetto del mio caravan. Era di colore bianco e senza insegne, certamente militare a giudicare dall’aspetto. Aveva due motori in coda, una specie di spoiler in coda e due pieghe all’insù all’estremità delle ali. Non sono riuscita a trovarne uno identico in internet. L’FBI è arrivata e mi ha detto che non vi era alcun aereo nei dintorni… io però l’ho visto, era lì da prima che quello precipitasse e volava non più di 40 piedi sopra la mia testa. Non credono alla mia storia… nessuno qui vuol crederci…’ [
Mirror, 13 settembre 2002
http://www.mirror.co.uk/news/allnews...siteid=5014 3]
- Dennis Decker: ‘Come ho guardato in alto [dopo aver sentito lo schianto del
Flight 93…] ho scorto un
jet di medie dimensioni che volava basso e veloce. Mi è sembrato descrivesse un cerchio. Poi ha virato ed è scomparso. Doveva volare assai vicino quando il 757 è andato giù. Se fosse stato dell’FBI avrei saputo chi guidava questo aereo…’
- Jim Brandt scorge anch’egli un piccolo aereo senza insegne volare in cerchio uno e due minuti sul luogo e poi andarsene
- Tom Spinelli : ‘Ho visto un aereo bianco. Volava in cerchio sulla zona come se volesse trovare qualcosa. L’ho visto prima e dopo l’impatto…’ [
Mirror, 13 settembre 2002]
La presenza di questo ‘piccolo aereo’ in quel luogo in coincidenza dello schianto del
Flight 93 è da ritenersi accertata dal momento che troppi testimoni lo hanno visto e le loro versioni concordano. Che cosa ci faceva anche questo aereo in aria dopo l’ordine tassativo ‘tutti a terra’ emanato dalla FAA alle ore 9.26?… L’FBI più tardi affermerà che si trattava di un
businnes jet Fairchild Falcon 20 che volava tra i 5.000 piedi e i 37.000 piedi inviato sul posto per stabilire le coordinate esatte del punto di caduta da segnalare poi alle squadre si soccorso. Che questa ‘spiegazione’ sia nulla più che un maldestro espediente da parte dell’FBI per nascondere la verità presumo sia chiaro a chiunque. Prendere alla lettera questa ‘spiegazione’ significherebbe che l’aereo è stato inviato quando il
Flight 93 era ancora in aria per rilevarne il punto esatto di caduta, vale a dire
si sapeva già da prima che sarebbe caduto in quella zona. Ci sono poi altri ‘particolari che stonano’, come si può leggere nei commenti all’immagine di sotto…
Falcon 20 della Coast Guard. Si tratta di un velivolo multiimpiego in dotazione oltre che alla guardia costiera anche alla protezione civile. Se davvero l’aereo ‘bianco’ avvistato da Susan McElwain e da altri testimoni fosse stato uno simile a questo avrebbe dovuto portare insegne ben visibili. Poi vi è un altro dettaglio ‘che non quadra’ in quanto detto dall’Fbi: il Falcon 20 non è costruito dalla Fairchild, bensì dalla Dassault…
Sempre l’FBI comunicherà che un C-130 militare da trasporto volava nel momento dell’incidente a 24.000 piedi di quota e alla distanza di 17 miglia. Se la cosa può interessare si tratta del
Golfer 06, lo stesso aereo comparso misteriosamente e inaspettatamente sulla scena nell’ultimo atto dell’attacco al Pentagono. Quando si dice la coincidenza, non è vero?… Chiaramente non è possibile fare a meno di concludere a questo punto è che dopo l’ordine o ‘tutti gli aerei a terra’ della FAA, lungo la rotta finale del
Flight 93 si sia svolta una vera e propria ‘sarabanda aerea’ con esibizione dei tipi più svariati di aeromobili… Solo gli F-16 della difesa aerea degli Stati Uniti non si sono fatti vedere!…
ore 10.08 a.m. – Bush è informato dello schianto del
Flight 93. Ricordando l’ordine dato a Cheney in precedenza domanda: ‘E’ precipitato o è stato abbattuto?…’. Solo alcune ore dopo gli faranno sapere che è precipitato
Agenti armati si dispongono tutto intorno alla Casa Bianca
ore 10.13 a.m. – A Wasghington inizia l’evacuazione degli edifici federali. L’edificio delle Nazioni Unite è evacuato per primo, poi gli altri
ore 10.28 a.m.. La ‘Torre nord’ del
World Trade Center collassa
ore 10.31 a.m. – La FAA sospende il divieto di volo per aerei militari e di soccorso
ore 1.27 p.m – A Washington è dichiarato lo stato di emergenza
ore 2:00 p.m. – L’F-15 pilotato dal maggiore Daniel Nash fà ritorno alla base dopo l’infruttuoso inseguimento del
Flight 175 e il pattugliamento del cielo di New York. Non appena fuori dall’aereo Nash dice : ‘… mi è stato comunicato che un F-16 ha abbattuto il quarto aereo di linea sul cielo della Pennsylvania. Si tratta di una informazione non corretta…’ E come fa Nash a sapere questo?…
Questi i fatti nudi e crudi del ‘quarto atto’ della tragedia consumatasi l’11 settembre. Naturalmente anche stavolta faremo tante tante considerazioni per cui… non perdetevi le prossime puntate!…
cordiali saluti
lupo grigio
An old wolf may lose his teeth, but never his nature