Messaggioda Gatto89 » 27/09/2008, 08:27

Io sono d'accordo con Alvin, Strangolatore e con il "moderatore cattivissimo" (lol).

A me è sempre sembrato ridicolo che in un liceo scientifico si facessero il doppio di ore di latino che di scienze, e che diversi anni ci siano più ore di latino che di matematica durante la settimana.
Penso che, se non eliminarlo del tutto (cosa che a dire il vero preferirei), si dovrebbe quantomeno ridurlo ad un paio di ore settimanali e dare le ore perse a scienze e matematica.

Il quinto anno (e non penso di essere stato l'unico) ho fatta pochissima fisica perchè le ore di matematica non bastavano a finire il programma ministeriale e, avendo la prof in comune, sacrificava la materia che non c'era all'esame.

Se volevo fare nei minimi dettagli Catullo e Seneca e perdermi tutta la relatività sarei andato al classico.

Ripeto, tutto ciò mi è sempre sembrato ridicolo. Sono più che favorevole.
"La reductio ad absurdum è una delle più belle armi di un matematico. È un gambetto molto più raffinato di qualsiasi gambetto degli scacchi: un giocatore di scacchi può offrire in sacrificio un pedone o anche qualche altro pezzo, ma il matematico offre la partita."
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Messaggioda Luca.Lussardi » 27/09/2008, 08:27

Meglio più matematica e meno latino, se no fra qualche anno avremo intellettuali che parlano n lingue e fanno 1+1 con la calcolatrice del cellulare.
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Messaggioda Steven » 27/09/2008, 08:37

SnakePlinsky ha scritto:http://www.ft.com/cms/s/0/8172e580-9d2b-11db-8ec6-0000779e2340.html?nclick_check=1

Abbi pazienza, ma non è un bello spettacolo. Sia per chi fa la domanda, sia per chi risponde.
L'Economist di FT ha scritto:Even in the politest society it is less a display of erudition, more a demonstration of a misspent youth, like being able to recite too many Monty Python sketches.

Questo è il giudizio che lui ha riguardo alle persone che hanno deciso di studiare la lingua sopra la quale si è costruita quella di cui tutti noi quotidianamente ci serviamo? La lingua che per secoli è sempre stata presente in tutti gli ambienti colti, in ambito religioso, soprattutto letterario? (e non mi riferisco solo alla letteratura dei latini).
E' tutto dire.
Lo studente che pone la domanda ha scritto:In Italian schools the study of Latin is required, with priority given even over studying English

Ma che film si è visto questo ragazzo?
Il latino una priorità? Ma glielo hanno spiegato che questa materia si insegna solo in pochi tipi di scuole? Massimo 3-4, mi pare.
Ci sono tonnellate di studenti di istituti tecnici, professionali, licei scientifici tecnologici, artistici e altri che mi starò scordando, che di latino non hanno mai sentito parlare in vita loro.

Non capisco chi vogliono prendere in giro, davvero.
Forse i lettori del FT che non conoscono la scuola qui, di certo non chi l'ha frequentata.
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Messaggioda Steven » 27/09/2008, 08:47

Dimenticavo:
L'economist del FT ha scritto:In your case, the scattered victims are millions of suffering students

Oh poverini! Ma che disdetta!
Toccherà che inizi uno sciopero della fame.
Meglio ancora, mi incateno sulla sommità della cupole di San Pietro, dove adesso che ci penso, il latino è lingua ufficiale :wink:

Fioravante Patrone ha scritto:E non lo è in parte proprio perché questa lingua inutile ruba spazio.

Non vedo allora cosa ci sia di utile in un sonetto di Petrarca. O in una novella di Boccaccio.
O nell' "Ode su un'urna greca" di Keats.

E' curioso vedere che in giro ho sempre sentito definire la matematica "inutile" da persone che non la apprezzavano, e poveretti non la capivano.

Allo stesso modo, ho sperimentato che gli studenti che non vogliono il latino tra i piedi sono quelli che zoppicavano nelle versioni.

Così come la letteratura è "perdita di tempo" per chi non riusciva a mandare giù un romanzo o non sapeva districarsi in un analisi del testo.

L'uva è acerba o è troppo alta?
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Messaggioda Camillo » 27/09/2008, 09:00

Non mi scandalizzo se allo Scientifico tolgono il Latino, ma con cosa verrebbe sostituito ? Questo è importante da sapere per dare una valutazione globale su questo cambiamento.

Mi scandalizzerei invece se togliessero Filosofia, allora non sarebbe più un Liceo.
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Messaggioda Andrearufus » 27/09/2008, 09:23

La mia opinione..bhè..se tolgono latino e dovessi ricominciare lo scientifico senza latino? Sarei proprio contento..non mi è mai piaciuto..e sinceramente non ne vedo questa grande utilità..dicono che il ragionamente matematico e di traduzione del latino sia affine: per me è una grande cavolata..Non che andassi male per carità, a volte prendevo + a latino che a matematica..però credo che se un ragazzo sceglie lo scientifico al posto del classico un motivo ci sia..avendo fatto il PNI senza aver mai fatto informatica ma una bella dose di latino, la cosa è un po' mi indigna..fresco di test di ammissione universitaria mi sento in dovere di dire che se invece del latino avessi fatto un po' di economia sarebbe stato molto meglio..c'erano quesito che vertevano su tale materia che io, ahimè, ho dovuto studiare per conto mio un po' alla buona questa estate..rendendomi anche conto che alla fine la preferivo al latino (lingua per altro morta)..secondo me si lo si dovrebbe togliere..magari mettendo un'altra lingua tipo francese o tedesco..oppure economia o sociologia..non dico di abolirlo del tutto però..lo si potrebbe fare un po' nelle ore di italiano..magari facendo nelle ore di italiano italiano-latino..tutto assieme..poi non so..magari è una cosa stupida..
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Messaggioda Fioravante Patrone » 27/09/2008, 09:42

Steven ha scritto:
Fioravante Patrone ha scritto:E non lo è in parte proprio perché questa lingua inutile ruba spazio.

Non vedo allora cosa ci sia di utile in un sonetto di Petrarca. O in una novella di Boccaccio.
O nell' "Ode su un'urna greca" di Keats.

E' curioso vedere che in giro ho sempre sentito definire la matematica "inutile" da persone che non la apprezzavano, e poveretti non la capivano.

Allo stesso modo, ho sperimentato che gli studenti che non vogliono il latino tra i piedi sono quelli che zoppicavano nelle versioni.

Così come la letteratura è "perdita di tempo" per chi non riusciva a mandare giù un romanzo o non sapeva districarsi in un analisi del testo.

L'uva è acerba o è troppo alta?

Nel mio caso no, l'uva è abbastanza bassa e matura al punto giusto (infatti ieri ero a vendemmiare, e dove non arrivavo ho messo la scala :P ).
Anche perché ho avuto la fortuna di avere uno straordinario prof di italiano e latino negli ultimi due anni di liceo.

Penso che sia doveroso lasciare spazio all'espressione artistica. Ma per questo si può tranquillamente fare a meno del latino. Non confondiamo la specializzazione con la formazione di carattere generale.


Un piccolo commento a Camillo, riguardo a filosofia. Non solo sono d'accordo con lui, ma forse qualcuno si ricorderà che io ho sostenuto con forza l'idea, qui su questo forum, che tutti debbano avere una formazione liceale. Perché la cultura è un diritto universale.

Altro commento a Cozza Taddeo. Non so se si riferiva direttamente a me, ma ci tengo a dire che io non penso di sostituire cultura con utile. Vedo che vi è una drammatica mancanza di cultura, in aree fondamentali, essenziali per poter avere una visione del mondo a livello di decenza.
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Messaggioda Martino » 27/09/2008, 09:57

Fioravante Patrone ha scritto:questa lingua inutile ruba spazio.

Andrearufus ha scritto:..se tolgono latino e dovessi ricominciare lo scientifico senza latino? Sarei proprio contento..

Camillo ha scritto:Non mi scandalizzo se allo Scientifico tolgono il Latino


Ragazzi io proprio non vi capisco... secondo me il liceo scientifico senza latino è completamente denaturato.
Il latino dà una base per porsi le domande sulla lingua italiana e su tutte le lingue (appunto) neolatine, inoltre semplicemente incuriosisce e porta ad interessarsi di questioni di lingua. Spesso ho capito una parola straniera perché ne conoscevo l'origine latina. Ma questo è niente: dove la mettete l'etimologia? Lo sapevate che "considerare" vuol dire "guardare le stelle"? Ve ne fregate completamente di tutto questo?
Se l'italiano è preso un po' sottogamba perché "tanto è italiano" almeno col latino si è costretti ad impegnarsi senza dare nulla per scontato. Inoltre lo studio di una lingua che seppur morta ha generato la nostra aiuta ad avere più rispetto verso la stessa nostra lingua, che manca almeno in Italia: quante volte la gente sbaglia gli accenti o gli apostrofi? Quante volte si vede scritto "perchè" al posto di "perché" o "qual'è" al posto di "qual è"? E a mio avviso l'istinto di dire "ma chi se ne frega degli accenti" è lo stesso che porta per esempio a dire "se scrivo 'ke' invece di 'che' si capisce lo stesso", ed è alimentato da un menefreghismo verso le origini.
A me il latino sembra assolutamente fondamentale. Le lingue delle origini stanno alle lingue dei giorni nostri come la matematica sta alle altre scienze. A questo punto se tolgono il latino dagli scientifici ci sarebbe forse da scandalizzarsi se togliessero anche la matematica? In fondo non è difficile sentir dire che è pura astrazione e non serve alle altre scienze. Secondo me prima di dire che il latino non serve dovreste pensarci ancora un po'.
Sono vegano.
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Messaggioda Fioravante Patrone » 27/09/2008, 10:01

Adesso devo andare a finire la vendemmia, ma una beve risposta a Martino la devo dare.

Hai letto l'elenco parziale che ho fatto di cosa manca o è trattato in modo insufficiente al liceo?
Mi sembra che tu dia troppa importanza allo "status quo ante" (va bene così?). Mentre per me ha già fatto tanti e tali disastri che prima sparisce meglio è.
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Messaggioda bryce » 27/09/2008, 10:11

Il Latino... per me è stato abbastanza duro a suo tempo, poi ho cominciato a capirne le motivazioni: l'allenamento per il cervello, fondamentale per la ricerca scientifica. E' un allenamento diverso da quello "matematico": più artistico, meno logico ma tartassante per le conoscenze necessarie a capirlo. Dopo aver imparato un poco di latino non rimane il "rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa, ..." ma piuttosto la struttura cerebrale costruita attorno a questa lingua. A mio parere questa struttura da una certa apertura mentale a tutte le tematiche scientifiche e della conoscenza umana. Cose che altri percorsi formativi non daranno mai.

In sé, questa "rimozione del Latino" non mi scandalizzerebbe troppo, ma mi sconvolge sapere che ben altre materie corrono il rischio di essere tolte dai programmi scolastici: parlo dell'"Educazione tecnica". Questa materia, insegnata alle medie, è stata ed è fondamentale per la conoscenza "pratica" delle cose, del mondo, della materialità e, secondo me, è conoscenza base del lavoro stesso, dei materiali. Sarebbe terribile che nessuno sapesse nulla di compensato, traforo, viti, fili elettrici e lampadine. Poi si finirebbe che usiamo adeguatamente mezzi complicato ed evoluti (cellulari e computer), ma non sappiano niente sulla corrente elettrica, disegno 2D e 3D.

Che dire? Prima "Educazione tecnica", poi "Latino", ... poveri ragazzi e povera Italia negli anni futuri! Ancora un poco e, data la banalità, si toglierà anche qualche materia alle elementari o anche all'asilo, creando delle "deficienze culturali" non da poco nelle generazioni future.

Speriamo in bene per questa povera Italia.

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