Messaggioda kekko89 » 01/10/2008, 21:19

Benny ha scritto:@kekko89
le ore di storia sarebbe meglio lasciarle dove sono. Già così è quasi impossibile fare un programma decente che copra per bene i momenti cruciali della storia moderna, cosa che di questi tempi mi sembrerebbe non soltanto utile, ma doverosa.


Sono d'accordo con te,ma sai qual'è il vero problema?La distribuzione delle ore,anche considerando,in piccolo,la parte di storia.Ma cosa interessa a me passare due anni sui longobardi,greci,romani e tutte le razze più diffuse,se poi,arrivati in quinta,si svolge la seconda guerra mondiale in meno di un mese?La storia che conta,al giorno d'oggi,è quella moderna,le guerre di questi anni,la guerra del golfo,la guerra fredda,tutto ciò che succede in Iraq-Iran-Tibet e in centinaia di altri posti. E questi argomenti non vengono minimamente presi in considerazione,perchè i prof sono sempre in ritardo con il programma.Non penso di essere l'unico a pensarla così,eppure è anni che si va avanti sempre alla stessa maniera: all'inizio della quinta io ho fatto i moti del 1820..è pazzesco.. secondo me il novecento andrebbe trattato per un anno intero,e non solo due mesi.
$e^(ipi)=-1$
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Messaggioda nox89 » 01/10/2008, 22:23

Rispondo a kekko89: il Novecento infatti dovrebbe essere l'unico argomento di storia in quinto, se per te così non è stato è per colpa del tuo professore, non del programma ministeriale :-D .
Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma so che la Quarta sarà combattuta con pietre e bastoni. (Albert Einstein)
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Messaggioda alvinlee88 » 01/10/2008, 22:47

nox89 ha scritto:Rispondo a kekko89: il Novecento infatti dovrebbe essere l'unico argomento di storia in quinto, se per te così non è stato è per colpa del tuo professore, non del programma ministeriale :-D .

Tutti le classi del mio liceo, e tutti quelli che conosco, non hanno iniziato la quinta con il Novecento, ma ben più indietro. Io sono arrivato ad accennare appena la seconda guerra mondiale, alla fine dei miei studi. E sono un perfetto ignorante in tema di storia moderna, cerco di istruirmi da solo per arrivare a un minimo livello di decenza.
E si fa presto a dire che la colpa è dei prof, e non del programma.
Se nel programma metti che i longobardi devono essere approfonditi quanto la seconda guerra mondiale, è del tutto ovvio che quasi tutti arrivino in quinta con il novecento distante ancora quasi un secolo. E' troppo comodo dire:"io il programma l'ho fatto giusto", se tale programma non tiene conto di cosa si riesca effettivamente a fare col numero di ore a disposizione.
Tali programmi, durante il liceo, mi sono sempre sembrati del tutto alieni all'effettiva condizione delle scuole superiori italiane, in un altro mondo. Si vedeva che chi li ha fatti (parlo per la mia esperienza) non aveva la minima idea della realtà di una scuola superiore.
Quindi ora non mi si venga a dire che è colpa dei professori se non si fa il Novecento.
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Messaggioda Steven » 01/10/2008, 23:45

fields ha scritto:Ascolta, potrei tranquillamente rispondere alle tue osservazioni; ma... a che pro?

Peccato. Avevo raccolto le tue metafore sperando che potesse servire a qualcosa.
fields ha scritto:potresti dedicarti a contestare l'asserzione veramente fondamentale: e' il latino del tutto inutile al liceo scientifico?

La mia risposta è no.
Il mondo latino infesta ogni piega del nostro tessuto culturale.
Nostro (come italiani) ma non solo.

Penso alla nostra lingua, figlia di quella latina e più somigliante.

Alla nostra letteratura, a volte prodotta in latino stesso (vedasi il Dante che tu stesso citasti), che in ogni caso non può essere trovata che abbondantemente contaminata da quella dei latini.

Alle opere architettoniche rimasteci.
Penso, più in generale, all'arte di quell'epoca, che operò la medesima influenza come nel caso della letteratura

Al diritto romano
Encarta ha scritto:al quale si è ispirata la maggior parte degli ordinamenti giuridici del mondo.

al Corpus iuris civilis,


A tutte le vicende storiche riguardanti l'Europa e ancor più la nostra area geografica, la cui conoscenza non permette di prescindere ciò che avvenne nell'intervallo 753 ac - 476 dc.

Alla filosofia, benché il peso sia minore rispetto al contributo greco.

Vedi, adesso uno potrebbe dirmi: ma la conoscenza della lingua latina, a che serve, anche volendo considerare tutto quello che c'è sopra?
Io dico: è un elemento che fa da comun denominatore a tutto ciò che ho esposto, è l'espressione per sintetizzare un epoca e tutte le sue implicazioni (tante, che piaccia o no).
E' un seme che, un liceo, deve gettare.
Poi, secondo le proprio inclinazioni personali, lo studente può coltivarlo per quei 5 anni, o continuare a seguirlo ad oltranza.
Il secondo caso non è il mio, come neanche il tuo.

Ma d'altra parte, tutte le implicazioni della matematica, sono così visibili al liceo?
Non è anche quello un seme necessario che in questo caso qualsiasi scuola deve offrire? Certo.
E come per il latino, c'è chi vedrà questo seme nascere e ne capirà l'utilità, e chi lo lascia là e, finiti quei 5 anni, si dedica ad altro.
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Messaggioda fields » 02/10/2008, 09:43

Bene, Steven, grazie per aver fornito le tue ragioni; le rispetto e le trovo oneste :) Effettivamente tu trovi che il latino abbia una sua funzione e una sua utilita' intrinseca.

Almeno non ti nascondi dietro posizioni insostenibili del tipo: "lo scopo dello scientifico e' insegnare il latino; non sarebbe coerente, dunque, se il latino venisse rimosso". E' evidente infatti che non sta scritto da nessuna parte che gli scopi di una scuola non possano essere ridefiniti, o persino che una scuola ritenuta non efficace non possa essere spazzata via all'istante.
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Messaggioda Martino Andrea Matteo Mar » 04/10/2008, 17:43

L'abolizione del latino nel liceo scientifico è un errore clamoroso, proprio per le motivazioni che adduce il ministro o i suoi collabortori: fare spazio allo studio delle lingue moderne, magari anche quelle non europee. Qualche anno fa si parlava di sostituire gli studi classici con materie più attuali, come la psicologia, l'economia, la sociologia, oggi si pretende di avvicinarsi al "diverso" come il mondo arabo o quello cinese. Il criterio è sempre lo stesso: inseguire la "corrente" a rischio di essere travolti in un grande naufragio. L'Italia ha pochi vanti. Uno è stato il Rinascimento che è riuscita ad esportare in tutto l'Occidente; l'altro, e più recente, è stata la buona qualità dei nostri licei. Per un curioso masochismo, ciò che va bene dev'essere "riformato" con danno per tutti. Osservo solamente che per avvicinarsi ad altre culture, capirle, stabilire un confronto, è necessario avere una forte identità propria, dei solidi parametri culturali nostri. E questi ci vengono dallo studio del latino, della sua lingua e letteratura, dallo studio della storia e della filosofia, da quello delle letterature occidentali. A proposito di confronto con culture diverse, infine, ricordo che chi ci ha fatto conoscere la Cina, il suo mondo e la sua cultura, sono stati i Gesuiti tra il 6 e il 700, come testimoniano le loro "lettere" inviate in Europa ai potenti del tempo. Ebbene, i Gesuiti avevano una loro identità culturale fortissima, e solo così potevano confrontarsi in modo intelligente e produttivo con il "diverso": non fossero stati osteggiati in Europa, probabilmente avrebbero cristianizzato gran parte di quello sconfinato impero!
Non c'è bisogno di riformare nulla, c'è solo bisogno di perfezionare la nostra scuola, migliorarla, renderla più motivante con investimenti generosi e mirati. Al liceo si va per imparare un "metodo" di approccio ai problemi, e in questo gli studi classici sono fondamentali quanto la matematica.

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Messaggioda alvinlee88 » 04/10/2008, 20:45

Martino Andrea Matteo Mar ha scritto: i Gesuiti... non fossero stati osteggiati in Europa, probabilmente avrebbero cristianizzato gran parte di quello sconfinato impero!

E questo per te sarebbe un vanto?
A prescindere dal fatto che io non sono religioso, trovo che "cristianizzare" sia un termine pericolosamente vicino a "colonizzare", se non peggio.
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Messaggioda Martino Andrea Matteo Mar » 04/10/2008, 22:50

No, non ho detto questo. Il vanto è l'esportazione della cultura rinascimentale e il discreto funzionamento dei nostri licei. Quanto ai Gesuiti, intendevo solo dire che sono riusciti a capire la cultura cinese e a trasmettere il messaggio, perché avevano una forte identità propria. Insomma, che non ha alcun senso studiare le culture "diverse" se non si conosce bene la propria. E' un semplice discorso di parametri culturali, non ideologico-religioso.

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Messaggioda alvinlee88 » 04/10/2008, 23:06

Martino Andrea Matteo Mar ha scritto: Insomma, che non ha alcun senso studiare le culture "diverse" se non si conosce bene la propria.


Su questo sono d'accordo, e l'avevi già detto nel tuo scorso post, ma poi hai detto questo
Martino Andrea Matteo Mar ha scritto:Non fossero stati osteggiati in Europa (NDRriferito ai gesuiti), probabilmente avrebbero cristianizzato gran parte di quello sconfinato impero!

che vuol dire ben altro, per me.
Io ci ho letto un senso di "occasione mancata", un dispiacere per la mancata cristianizzazione di quei territori, ben enfatizzata dal punto esclamativo. Per questo prima ho risposto in quel modo.
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Messaggioda Fioravante Patrone » 04/10/2008, 23:14

Martino Andrea Matteo Mar ha scritto:No, non ho detto questo.
??? Tu hai detto questo, c'è il tuo post lì...

E anch'io ci "leggo" quello che ci legge alvinlee88. Anche perché il senso era ben evidente.

Oltretutto, ben si lega con questo:
"Osservo solamente che per avvicinarsi ad altre culture, capirle, stabilire un confronto, è necessario avere una forte identità propria, dei solidi parametri culturali nostri."

Non capisco perché. Io sono nato, cresciuto, dentro una Paese, con parametri culturali tipici di questo Paese. Ma non vedo perché mi dovei identificare con questi parametri. Non ho questa idea "militare", da scontro fra potenze culturali.

Sarà anche per questo che non vedo l'ora che il latino venga tolto di mezzo dal liceo scientifico?
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