Messaggioda alvinlee88 » 04/10/2008, 23:53

Martino Andrea Matteo Mar ha scritto:Osservo solamente che per avvicinarsi ad altre culture, capirle, stabilire un confronto, è necessario avere una forte identità propria, dei solidi parametri culturali nostri.

Prima avevi soltanto detto che è necessario "conoscere la cultura del nostro paese", e sono d'accordo su questo. Ma quanto sopra riportato è diverso: qui sostieni che è necessario condividere una tale cultura, farla propria, identificarsi con "solidi parametri culturali nostri". E qui sono in totale disaccordo, io non mi identifico di certo con tali parametri.
Sento puzza di patriottismo quasi dovuto, idea che mi ha sempre disgustato.


Martino Andrea Matteo Mar ha scritto:Sarà anche per questo che non vedo l'ora che il latino venga tolto di mezzo dal liceo scientifico?

:-D sono d'accordo
Uno dei tanti motivi per cui odio l'Italia
http://www.youtube.com/watch?v=mbkQYskrf3w&hl=it
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Messaggioda Raptorista » 07/10/2008, 16:31

Ragazzi, quanti di voi hanno letto il decreto legge, prima di buttarsi in questa discussione, per vedere con i propri occhi la questione del latino?
non sto facendo un critica, anzi io ci ho provato in prima persona ma non ho trovato niente riguardo l'abolizione del latino. ho setacciato pure il sito della Camera ma non ho trovato niente.

qualcuno mi può dare un link al documento integrale in cui si propone l'abolizione del latino?
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Messaggioda Benny » 18/02/2011, 19:14

Mi sono chiesto se fosse opportuno riaprire questa discussione, fertile ma datata, e soprattutto se il mio intervento non fosse in parte off topic, ma ci tenevo a dare questo contributo. Eventualmente non ci si faccia problemi di rimozione.
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Messaggioda kinder » 19/02/2011, 18:32

è vero che la discussione che hai riesumato è datata, ma per me il tema è caldo, visto che pochi giorni fa ho iscritto mia figlia al liceo scientifico, dopo aver discusso di questo ed altri per qualche mese.

L'articolo che hai citato mi sembra troppo intriso dell'umore scuro dell'insegnante che parla, carico delle sue disillusioni. A quarant'anni è andata a sbattere contro "l'arido vero". Mi chiedo come non l'abbia colto prima...
Io invece non voglio basare le mie parole sull'amarezza della sua precarietà e dello stipendio di 1250 euro al mese. Non mi sembrano elementi connessi col latino. Hanno a che fare con la scuola italiana e sono di portata molto più generale. Sicuramente anche di ciò si è parlato qui.

Nel giro delle scuole che ho fatto prima di iscrivere mia figlia ho trovato varie situazioni, compresi corsi sperimentali in cui il latino non c'era. Mi pare di capire che con l'ultima riforma ciò non sia più consentito. Comunque, mio malgrado mia figlia studierà il latino, al liceo scientifico "Guido Castelnuovo" di Firenze.

Nei miei confronti dialettici degli ultimi mesi ho ritrovato vivo il cavallo di battaglia degli umanisti che sostengono che lo studio del latino (e ancor di più del greco antico) sviluppano la capacità di ragionare. A costoro ho sempre chiesto se ritenevano che le scienze, la matematica in particolare, fossero meno fertili da questo punto di vista. Dalla trabballanza delle loro risposte ho capito che su quel cavallo scommettono il più delle volte persone che hanno avuto rapporti difficili con la matematica, con risultati scarsi; mi è sembrato di poter cogliere dietro quella posizione la ricerca di un luogo sicuro, dove rifugiarsi quando l'ammettere di aver avuto difficoltà colla matematica fa temere di non essere considerati sufficientemente razionali. Insomma, credo sia un tranello psicologico più che un ragionamento sereno.

Io ho studiato il latino, con risultati pessimi. Mi sono quindi chiesto se la mia disaffezione verso esso non fosse un attegiamento simile a quello di cui sopra (giacché ci siamo, "vulpes alta in vinea"). Non so, forse può essere. Però sono davvero convinto che sacrificare cinque ore alla settimana per il latino, sottraendolo ad altre materie utili che non si fanno, o anche solo ad un irrobustimento delle altre che si fanno con risultati dubitabili, mi sembra uno spreco di tempo.
Aggiungo una considerazione un po' off-topic, ma imparentata con questi discorsi. Una delle materie sulle quali si dovrebbe porre più attenzione, quindi investire qualche sforzo di più, è l'italiano. Potrà sembrare strano a molti, ma lo voglio dire lo stesso. La maggior parte dei giovani che entrano in azienda si caratterizza per non saper scrivere in italiano. Meditate gente, meditate.
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Messaggioda @melia » 19/02/2011, 19:15

Pur essendo parzialmente concorde con la maggior parte di quello che hai scritto, devo correggere alcuni errori:

1. con la riforma c'è un Liceo scientifico senza latino, si chiama Liceo Scientifico opzione scienze applicate, il nome è assolutamente infelice in quanto si fanno sì molte più ore di scienze rispetto allo scientifico normale, ma queste hanno ben poco di applicato visto che il quadro orario non prevede ore di laboratorio. Il problema è che i criteri di assegnazione degli indirizzi riformati non hanno seguito i criteri logici e omogenei, ma solo quello del maggior risparmio. Per questo motivo l'indirizzo Liceo Scientifico opzione scienze applicate è stato assegnato solo a quei licei che avano in atto la sperimentazione di Scienze naturali oppure la sperimentazione Liceo Scientifico Tecnologico, quest'ultima di solito era presente solo negli istituti tecnici e alla maggior parte di essi è stata tolta.

2. hai un po' esagerato con le ore di latino, quando adavamo a scuola noi allo scientifico le ore di latino erano 4 - 4 - 3 - 3 - 3, con la riforma allo scientifico è di sole 3 ore alla settimana per tutti i 5 anni, ci sono 5 ore solo al biennio del classico.

3. per l'italiano scritto non c'è proprio niente da meditare, i test OCSE Pisa lo hanno evidenziato da molto tempo e nella riforma, per cercare di sanare la situazione, è stata introdotta un'ora di italiano in più al triennio degli istituti tecnici, dove lo scarto tra le competenze dell'area scientifica e quelle dell'area umanistica sono risultate più evidenti.
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Messaggioda Steven » 19/02/2011, 20:17

Io devo dire, a distanza di tempo (principalmente con l'ottica più ampia dell'università) di non esser più tanto propenso alla difesa del latino, almeno non con i tempi in cui veniva insegnato 7-8 anni fa.

@melia ha scritto:hai un po' esagerato con le ore di latino, quando adavamo a scuola noi allo scientifico le ore di latino erano 4 - 4 - 3 - 3 - 3, con la riforma allo scientifico è di sole 3 ore alla settimana per tutti i 5 anni, ci sono 5 ore solo al biennio del classico.

In realtà quando andavo al liceo (scientifico tradizionale) io c'era un anno in cui si facevano 5 ore di latino: il secondo (in quello stesso anno le ore di matematica erano quattro).
Poi nel triennio le ore diventavano tre, e al primo anno erano quattro.
Non sapevo della limatura a 3 ore, che ci sta tutta devo dire.
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Messaggioda Fioravante Patrone » 19/02/2011, 20:34

Steven ha scritto:In realtà quando andavo al liceo (scientifico tradizionale) io c'era un anno in cui si facevano 5 ore di latino: il secondo (in quello stesso anno le ore di matematica erano quattro).
Non ti facevo così vecchio! Pure ai miei tempi, a.s. 1965/66, mi son sorbito 5 ore di latino. Per giunta, da una scadente insegnante.
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Messaggioda nato_pigro » 19/02/2011, 20:38

Anche io credo di aver cambiato idea, sostanzialmente pensavo cose del tipo: "c'è sempre stato, fa parte della nostra cultura e sarebbe un passo verso l'ignoranza toglierlo". Però va detto che le cose da studiare sono tante, le ore di lezione sono limitate e ci sono diversi argomenti che viengono lasciati fuori inevitabilmente. Quale priorità ha il latino? Nessuna, se non quella aver rappresentanto fin'ora lo status quo.
Detto ciò, sarà che asseconda una mia vena di snobbismo culturale ma non posso dirmi pentito di averlo studiato, suppure ai tempi non mi piacesse affatto.
Il principio di conservazione dell'energia per un pigro ha un altro significato.
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Messaggioda apatriarca » 19/02/2011, 21:42

Io ho studiato al liceo scientifico tecnologico (fatto in uno dei pochi licei in cui era presente a quanto pare) e non mi sono mai pentito di non aver fatto latino. Confrontandomi con gli altri studenti all'università ho invece avuto più volte modo di apprezzare le tante ore in più dedicate alle altre materie (alcune delle quali non presenti nel liceo scientifico tradizionale) e alle ore di laboratorio.
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Messaggioda seven » 20/02/2011, 00:52

Non sono daccordo a togliere il latino dallo scientifico, ma ad abolire la letteratura latina in italiano..
Molti professori universitari di cui nutro stima vengono dal classico, mi pare in generale che chi viene dal classico
non abbia meno possibilità di riuscire negli studi scientifici.. anzi.
Questo per dire che lo studio del latino e del greco non preclude altre vie, anche se a qualcuno non lascia bei ricordi.
Però sono daccordo sul fatto di spostare, soprattutto in 4° e 5°, una o due ore settimanali
dal latino alla matematica dove per mancanza di tempo si taglia sempre qualcosa.
Sono del parere poi che la matematica del liceo dovrebbe spronare gli studenti al ragionamento e non
ad acquisire automatismi, ma non mi pare sia così! quindi non le riconoscerei questa grande superiorità al latino!
E non credo che i programmi attuali vadano ampliati, perchè far lavorare di logica è quello che conta,
non far acquisire più nozioni possibili. Il liceo per me dovrebbe dare logica e cultura umanistica
e, se scientifico, anche una conoscenza di base delle scienze naturali.
Se volete nozioni, tecnicismi, conoscere il diritto, l'economia e quant'altro dovrebbero esserci gli istituti tecnici.
Ma tutto questo non deve aver a che fare con il liceo, perchè il liceo non è fatto per quello!
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