Per le formule guarda qui:
http://www.matematicamente.it/forum/com ... 26179.html
Invece per il problema, adesso la cosa inizia a chiarirsi, si. Adesso si tratta di una faccenda di algebra lineare. L'equazione del nostro piano \( \displaystyle {p}:{a}{X}+{b}{Y}+{c}{Z}+{d}={0} \) la scriviamo così \( \displaystyle {p}:{\left({a},{b},{c}\right)}{\left(\matrix{{X}-{x}_{{0}}\\{Y}-{y}_{{0}}\\{Z}-{z}_{{0}}}\right)}={0} \) dove \( \displaystyle {\left({x}_{{0}},{y}_{{0}},{z}_{{0}}\right)} \) è un qualsiasi punto del piano. Vogliamo introdurre un cambiamento di coordinate \( \displaystyle {\left\lbrace{\left(\matrix{{X}\\{Y}\\{Z}}\right)}={M}{\left(\matrix{{X}'\\{Y}'\\{Z}'}\right)}+{\left(\matrix{{v}_{{x}}\\{v}_{{y}}\\{v}_{{z}}}\right)}\right.} \), con \( \displaystyle {M} \) matrice ortogonale 3x3, tale che l'equazione di \( \displaystyle {p} \) nelle nuove coordinate \( \displaystyle {\left({X}',{Y}',{Z}'\right)} \) sia la \( \displaystyle {Y}'+{d}'={0} \) di cui sopra.
Ora mi vengono in mente due strade.
[edit] quella scritta in piccolo la lascerei perdere, è un diluvio di conti inutili. [/edit]
La prima è quella "forza bruta", che però potrebbe andare bene lavorando al calcolatore.
Il cambiamento di coordinate trasforma l'equazione di \( \displaystyle {p} \) così:
\( \displaystyle {p}:{\left({a},{b},{c}\right)}{\left({M}{\left(\matrix{{X}'\\{Y}'\\{Z}'}\right)}+{\left(\matrix{{v}_{{x}}\\{v}_{{y}}\\{v}_{{z}}}\right)}-{\left(\matrix{{x}_{{0}}\\{y}_{{0}}\\{z}_{{0}}}\right)}\right)}={0} \).
ma noi vogliamo che sia fatta così:
\( \displaystyle {p}:{Y}'+{d}'={0} \)
perciò imponiamo l'uguaglianza tra le due espressioni
\( \displaystyle {\left({a},{b},{c}\right)}{\left({M}{\left(\matrix{{X}'\\{Y}'\\{Z}'}\right)}+{\left(\matrix{{v}_{{x}}\\{v}_{{y}}\\{v}_{{z}}}\right)}-{\left(\matrix{{x}_{{0}}\\{y}_{{0}}\\{z}_{{0}}}\right)}\right)}={\left({0},{1},{0}\right)}{\left(\matrix{{X}'\\{Y}'+{d}'\\{Z}'}\right)} \)
e risolviamo \( \displaystyle {M} \) e \( \displaystyle {\vec{{v}}} \), imponendo anche che \( \displaystyle {M} \) sia ortogonale.
Altrimenti si può fare così: risolviamo l'equazione di \( \displaystyle {p} \) per ottenere due suoi vettori di direzione, diciamo \( \displaystyle {\vec{{l}}},{\vec{{m}}} \), ortogonali tra loro e anche di modulo unitario. Completiamo in una base ortonormale di \( \displaystyle {\mathbb{R}}^{{3}} \), diciamo \( \displaystyle {\vec{{l}}},{\vec{{m}}},{\vec{{n}}} \), adesso imponiamo che nel nuovo sistema di riferimento questi tre vettori corrispondano a \( \displaystyle {\left({1},{0},{0}\right)},{\left({0},{0},{1}\right)},{\left({0},{1},{0}\right)} \). In questa maniera la direzione dell'asse delle \( \displaystyle {Y}' \), \( \displaystyle {\left({0},{1},{0}\right)} \), corrisponderà al vettore \( \displaystyle {\vec{{n}}} \) che è ortogonale alla direzione di \( \displaystyle {p} \). In concreto anche i conti sono facili: vogliamo che \( \displaystyle {\vec{{l}}}={M}{{\left({1},{0},{0}\right)}}^{{T}},{\vec{{m}}}={M}{{\left({0},{0},{1}\right)}}^{{T}},{\vec{{n}}}={M}{{\left({0},{1},{0}\right)}}^{{T}} \), ovvero che \( \displaystyle {M}={\left[{\vec{{l}}},{\vec{{n}}},{\vec{{m}}}\right]} \).