mariodic ha scritto:.............
In questo mio breve intervento mi limito a dire solo che per un'uomo di scienza, un'ateismo rigidamente chiuso, è una palla al piede che lo ostacola precludendogli decisive opportunità ed aperture massimamente nel campo della meccanica quantistica.
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A parte l'uso allegro dell'apostrofo, ma, di grazia, potresti argomentare un po' su tali 'palle ai piedi', 'massimamente' in 'meccanica quantistica'?
Vorresti forse dire che per essere un buon fisico è necessario che uno sia un po' metafisico? (o 'metà-fisico'
)
Da questo punto di vista un ottimo esempio lo trovi in Zichichi, anche se nel suo caso la definizione 'metà-fisico' è già un'enorme concessione!
Secondo me, un uomo di scienza dovrebbe distinguere, ovviamente entro i limiti delle sue possibilità ma quanto più può, quello che vorrebbe che fosse da quello che, talvolta a dispetto delle sue previsioni o aspettative, effettivamente succede. Per questo lo scienziato dovrebbe stare alla larga dai dogmi, almeno quando esercita la sua professione. Quando poi è 'solo' un essere umano di fronte al mistero della vita e della morte inserito in una società fatta di educazione, indottrinamento e consuetudini, allora sono fatti suoi e questo non lo qualifica come scienziato.







