Messaggioda enomis » 06/07/2008, 18:48

franced ha scritto:
enomis ha scritto:...
Fonti ministeriali parlano però di un prossimo accorpamento di classi di concorso. Ho paura quindi che l'attuale organizzazione subirà delle modifiche
...


Spero di no.
Non capisco poi il perché di un possibile accorpamento: e le graduatorie che fine faranno?


La motivazione è la semplificazione amministrativa. Oggi un docente potrebbe essere DOP (ossia senza sede di titolarità) nella A047 pur essendoci posti disponibili su A048.
Inoltre la mobilità dei docenti è enormemente complicata, data che, ad esempio, se sei un docente di A047 in un tecnico e aspiri ad insegnare nel triennio di un liceo, devi presentare domanda di passaggio di cattedra, per ottenere il quale occorre calcolare certi coefficienti (i passaggi di cattedra infatti non possono assorbire la disponibilità totale).

Questi sono i pro.

I contro ovviamente sono costituiti dalla differenza dei titoli di accesso alle classi di concorso e dalla gestione della fase transitoria (accorpare le graduatorie ? concedere la nuova abilitazione anche a chi oggi può accedere ad una sola delle classi di concorso accorpate ? ).

Ma viste le esperienze del passato posso dire che al Ministero non si pone certo problemi nel mandare un laureato in economia, abilitato nella A048, ad insegnare matematica nel biennio del liceo scientifico.
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Messaggioda franced » 07/07/2008, 12:36

Secondo me è meglio lasciare stare tutto com'è ora.

Per quanto riguarda i titoli di accesso credo che andrebbero privilegiate
sempre le lauree in matematica e fisica.
Francesco Daddi

Visita il mio sito:

http://www.webalice.it/francesco.daddi/ ... atica.html
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Messaggioda kekko89 » 14/07/2008, 17:29

per esempio a scuola,liceo scientifico mia c'erano due professori laureati in ingegneria che insegnavano matematica e fisica al triennio. Anche questo,secondo me è sbagliato in primo luogo per gli studenti che c'e ne rimettono,anche se certo il mio discorso è oggettivo e dovremmo considerare da persona a persona.
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Messaggioda enomis » 16/07/2008, 14:28

kekko89 ha scritto:per esempio a scuola,liceo scientifico mia c'erano due professori laureati in ingegneria che insegnavano matematica e fisica al triennio. Anche questo,secondo me è sbagliato in primo luogo per gli studenti che c'e ne rimettono,anche se certo il mio discorso è oggettivo e dovremmo considerare da persona a persona.


Appena laureato ritenevo questo una grande ingiustizia. Lavorando nella scuola ho comunque conosciuto degli ingegneri molto capaci e seri nello svolgere la professione di insegnante di matematica, ragion per cui ho sfumato questa mia posizione.

Purtroppo però esistono molti ingegneri che fanno un ragionamento altamente offensivo nei confronti di chi possiede la laurea in matematica o in fisica.
Te lo spiego con un aneddoto personale, emblematico di un modo di pensare che però ho ritrovato in altre occasioni e che mi capita spesso di reperire negli interventi di molti ingegneri nei forum di internet.
Una volta mi capitò di sentire un ingegnere che, basandosi sul fatto che per laurearsi in matematica bisognava sostenere 15 annualità, mentre in ingegneria ne occorrevano una trentina, si lamentava del fatto che le due lauree pesassero allo stesso modo per l'accesso alle graduatorie di insegnamento comuni.

Il discorso che fanno molti ingegneri è il seguente:


considerato che gli ESAMI del BIENNIO DI MATEMATICA (V.O) sono: Analisi 1, Analisi 2, Fisica 1, Fisica 2, Geometria 1, Geometria 2, Algebra, Meccanica Razionale e che gli ingegneri nel loro biennio hanno sostenuto tutti questi esami, eccezion fatta per Algebra e Geometria 2, traggono le seguenti conclusioni:

- laurearsi in ingegneria è oggettivamente più difficile, perché occorre sostenere il doppio degli esami;
- un laureato in ingegneria possiede quasi tutte le competenze che ha uno studente di matematica che ha sostenuto gli esami del primo biennio;
- la preparazione in campo fisico di un ingegnere è superiore a quella di un matematico:
- considerato che gli argomenti oggetto di studio nel secondo biennio del corso di laurea in matematica sono specialistici e non trovano spazio quindi nella scuola superiore, non avrebbe senso attuare un canale preferenziale per i laureati in matematica per l’accesso alla A049.

Io considero un siffatto atteggiamento, oltre che offensivo e poco rispettoso nei nostri confronti, anche sintomatico di una scarsa apertura nei confronti della cultura matematica.

In particolare faccio sempre osservare che:

- misurare la difficoltà di un corso di laurea sulla base del numero degli esami previsti per conseguire il titolo è semplicemente ridicolo;
- il fatto che un esame abbia lo stesso nome non significa che i contenuti siano gli stessi e soprattutto che sia identica l’impostazione del corso;
- la formazione fisica del matematico varia molto dal piano di studi seguito. Affermare che essa si conclude sempre con l’esame di Fisica 2 è falso. Io ho sostenuto esami di Relatività, argomento che raramente compare nel curriculum di un ingegnere;
- è importante che il docente, al di là dei contenuti specifici oggetto di insegnamento nella scuola superiore, abbia interesse per la cultura matematica. Il rischio è che gli ingegneri che sostengono la tesi di cui sopra si ostinino a vedere nella matematica esclusivamente uno strumento per affrontare lo studio delle altre discipline tecnico-scientifiche.

In conclusione, non sono per precludere a priori l’accesso degli ingegneri alla A049. Tuttavia occorrerebbe che il percorso abilitante ponga il docente nelle condizioni di comprendere la necessità culturale dello studio di certi argomenti.

Purtroppo ci sono ingegneri che non concepiscono l’importanza didattica e culturale di affrontare ad esempio lo studio della logica matematica, della teoria degli insiemi e di questioni legate alla crisi dei fondamenti.
Altri invece, pur non avendo affrontato queste questioni all’università, se ne sono appassionati grazie ad uno studio e ad un interesse autonomo (la frequentazione di questo forum da parte di molti ingegneri o studenti in ingegneria ne è un esempio).
Occorrerebbe pertanto un sistema di formazione dei docenti che garantisca che chi insegna matematica acquisisca questa consapevolezza. Con questi presupposti l'accesso degli ingegneri all'insegnamento di Matematica e Fisica nei licei non sarebbe più oggetto di polemiche.
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