1)
Sia \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \) un anello e si consideri \( \displaystyle {n}\in\ {N}\text{*} \) (N privato dello zero)
Si provi che \( \displaystyle {A}{n}={\left\lbrace{n}{a};{a}\in{A}\right\rbrace} \) è un sottoanello di A.
Secondo me la traccia non è completa per poter risolvere l'esercizio. Ed è necessario conoscere l'insieme A.
In quanto le primissime condizioni dei sottoanelli affermano che l'insieme del sottoanello non dev'essere vuoto e dev'essere contenuto in A, cioè l'insieme dell'anello.
Se ad esempio prendiamo \( \displaystyle {A}={\left\lbrace{0},{1},{2},{3},{4}\right\rbrace} \), allora \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \) è un anello, e se prendiamo \( \displaystyle {n}={10} \) e \( \displaystyle {a}={4}\in{A} \), allora il "sottoanello" \( \displaystyle {A}{10} \) conterrà almeno l'elemento \( \displaystyle {10}\cdot{4}={40} \), elemento che però non appartiene all'insieme \( \displaystyle {A} \). Quindi \( \displaystyle {A}{10} \) non è sottoinsieme di \( \displaystyle {A} \), nè tantomeno si può parlare quindi del sottoanello \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \)... Questo non succederebbe per \( \displaystyle {A}={Z} \).
Non è così?
Però la traccia ne parla come se la dimostrazione del fatto che quello sia o meno un sottoanello debba valere in generale e comunque, quando invece ciò cambia a seconda dell'insieme A, che però non conosciamo e quindi non possiamo esprimerci in generale come si dovrebbe.
2)
Siano \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \) un anello unitario e si considerino le operazioni \( \displaystyle \text{*} \),\( \displaystyle ° \) tali che
\( \displaystyle {a}\text{*}{b}={a}+{b}-{1}{A} \) (dove noi con 1A indichiamo l'elemento neutro di \( \displaystyle \cdot \), quindi 1)
\( \displaystyle {a}°{b}={a}+{b}-{a}{b} \)
Si provi che \( \displaystyle {\left({A},\text{*},°\right)} \) è un anello.
Anche qui stesso problema.
Devo dimostrare innanzitutto che \( \displaystyle {\left({A},\text{*}\right)} \) è un gruppo abeliano. Dimostro l'associativa, la commutativa, la presenza dell'elemento neutro, mi resta da dimostrare che ogni elemento è invertibile e che l'inverso di ogni elemento appartiene all'insieme di partenza.
L'inverso di ogni elemento \( \displaystyle {a}\in{A} \) è \( \displaystyle {2}{\left({1}{A}\right)}-{a}={2}-{a} \). Adesso, chi ci assicura che \( \displaystyle {2}-{a}\in\ {A} \)?
Anche qui, infatti, con degli esempi numerici non ci troviamo:
Posto \( \displaystyle {A}={\left\lbrace{0},{1},{2},{3},{4}\right\rbrace} \),
Preso l'elemento \( \displaystyle {4} \), l'inverso di \( \displaystyle {4} \) per \( \displaystyle \text{*} \) è \( \displaystyle {2}-{4}=-{2} \), \( \displaystyle -{2} \) però non appartiene ad \( \displaystyle {A} \), quindi \( \displaystyle {\left({A},\text{*}\right)} \) non è invertibile per ogni elemento e quindi non è gruppo. Non essendo gruppo, allora \( \displaystyle {\left({A},\text{*},°\right)} \) non è anello.
Questo ovviamente non succederebbe se A=Z, in questo caso sarebbe invertibile e si potrebbe proseguire con la dimostrazione che anche \( \displaystyle {\left({A},\text{*},°\right)} \) è anello.
E' qualcosa che io non capisco, o effettivamente nelle tracce dovrebbero precisare gli elementi dell'insieme A?
3)
Sia \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \) anello unitario e sia \( \displaystyle {a}\in\ {A} \), \( \displaystyle {a} \) diverso da \( \displaystyle {0} \), tale che \( \displaystyle {{a}}^{{2}}={0} \).
Si calcolino
\( \displaystyle {\left({1}+{a}\right)}{\left({1}-{a}\right)} \)
\( \displaystyle {\left({1}-{a}\right)}{\left({1}+{a}\right)} \)
e si interpreti il risultato così ottenuto.
Si trovino gli elementi di \( \displaystyle {Z}{9} \) soddisfacenti la condizione precedente.
Innanzitutto non capisco come possa esistere un numero diverso da zero che elevato al quadrato dia come risultato zero, e già qui è un problema. Con \( \displaystyle {Z}{9} \)i invece è diverso, in quanto la condizione precedente credo diventi che \( \displaystyle {{a}}^{{2}}={\left[{0}\right]}{9} \), e infatti esiste \( \displaystyle {\left[{3}\right]}{9} \) che soddisfa ciò, elevato al quadrato da \( \displaystyle {\left[{0}\right]}{9} \). Ma si tratta appunto di classi di equivalenza, coi numeri invece non capisco come una cosa del genere possa avere senso ...
Detto questo moltiplicando le due espressioni viene a entrambe \( \displaystyle {1}-{{a}}^{{2}}={1} \). Il risultato ottenuto lo interpreto dicendo che vale la proprietà commutativa anche per \( \displaystyle \cdot \), ma non so se posso estendere questa considerazione per dire che \( \displaystyle {\left({A},\cdot\right)} \) è semigruppo abeliano e che quindi \( \displaystyle {\left({A},+,\cdot\right)} \) è un anello unitario commutativo.
Nel senso, non ho dimostrato la commutatività rispettoa \( \displaystyle \cdot \) fra due elementi qualsiasi di \( \displaystyle {A} \), ma fra due somme algebriche specifiche
E questo mi mette in difficoltà sul poter affermare liberamente che è un semigruppo abeliano. Ovvio, potrei dimostrarlo a parte, ma io parlo dell'interpretazione richiesta dalla traccia... stando alla traccia mi devo limitare a dire che commutano quelle somme algebriche rispetto a \( \displaystyle \cdot \) o devo dire proprio che è un semigruppo abeliano? Nel caso del semigruppo abeliano, perchè?
Grazie.







