Personalmente sono rimasta sconcertata da una richiesta di questo tipo:
http://www.matematicamente.it/forum/leg ... 57735.html
Temo con orrore il momento in cui ci sarà l'inserimento nel mondo dell'insegnamento di persone con una preparazione di questo tipo (non me ne voglia l'autrice, ma come fa a studiare se non capisce neanche la terminologia di base?)
E lo dico con 20 anni di esperienza, in cui lo studio non è mai finito (forse studio più ora che quand'ero all'università hehehe) e la passione è senza dubbio aumentata, non tanto per l'insegnamento, ma soprattutto per la conoscenza.
Purtroppo a volte si trovano insegnanti di matematica che ad esempio non amano ad esempio la geometria perchè all'università non ne hanno mai fatta: non sto parlando di algebra lineare, geometria proiettiva o quant'altro, mi riferisco alla cara, vecchia geometria euclidea), e quindi la insegnano grazie a poco più dei "ricordi" del liceo.
Il risultato è che moltissimi studenti non riescono a gestire le dimostrazioni, anche le più semplici, perchè chi gliele insegna a volte è confuso e poco "nella materia".
Per non parlare delle costruzioni "riga e compasso"... sarà una roba antica per qualcuno, ma vi assicuro che se chiedete a un giovane insegnante di costruire una bisettrice di un angolo con riga non millimetrata e compasso...
Io credo che un insegnante "vero" debba continuare autonomamente nella propria auto-formazione, rendersi conto dei propri limiti, cercare di superarli e colmare le eventuali lacune nella sua formazione, indipendentemente da voti di laurea e quant'altro, tenuto conto poi del fatto che in Italia un 26 preso nella città X e all'università Y non è comparabile con lo stesso voto preso nell'università Z.
(per chi volesse dare un'occhiata alle statistiche dei voti di maturità nelle varie regioni e relative comparazioni, dare un'occhiata al rapporto miur-matmedia)
E comunque sono fermamente convinta del fatto che la matematica andrebbe insegnata solo dai matematici. (ok, sento già i fischi....)
Buon lavoro a tutti,
S.