E' giusto che il voto di laurea non conti niente nelle graduatorie a esaurimento?

No, dovrebbe contare molto
14
40%
No, dovrebbe avere il suo peso, ma non troppo
12
34%
No, ma solo 1 o 2 punti al massimo
2
6%
Sì, va bene così
7
20%
 
Voti totali : 35

Messaggioda franced » 12/09/2009, 16:58

WiZaRd ha scritto:
enomis ha scritto:Deve comunque finire l'epoca in cui si viene spediti ad insegnare materie la cui conoscenza è ridotta, parziale e talvolta anche pressochè nulla.


Il mio insegnante di Matematica al triennio del Liceo Scientifico è un Ingegnere civile.
Nel palazzo dove abitavo prima c'era un signore che di mestiere faceva il veterinario e per due anni insegnò Matematica presso una scuola media a cavllo tra gli anni 80 e 90.
Credo di avere detto tutto.



A ognuno il suo!!
Ci vuole più competenza (e quindi più selezione).
Francesco Daddi

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http://www.webalice.it/francesco.daddi/ ... atica.html
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Messaggioda franced » 13/06/2010, 11:12

up!!
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Messaggioda vict85 » 14/06/2010, 10:56

Pietro_Bonf ha scritto:Ritengo che il voto di laurea dovrebbe pesare fortemente nelle graduatorie.
Chi si laurea con un voto basso ha, in linea generale, compreso meno la matematica nel suo insieme,
non in una materia in particolare.
Per insegnare al livello 10 bisogna aver imparato a livello 100, altrimenti basterebbero dei buoni diplomati
a pieni voti.


Galois è stato rifiutato due volte dall'École polytechnique.

Io non penso che "voto alto=aver capito l'argomento", piuttosto "voto alto=saper dimostrare di sapere sufficientemente l'argomento". E le due cose non sono esattamente la stessa cosa anche se spesso, soprattutto per chi è abituato a lavorare in ambienti in cui eccellere è tutto, si pensa così. Inoltre il voto nell'esame non dice quanto sai adesso ma quanto sapevi allora e non tiene conto di quante volte provi quell'esame (uno che accetta tutto potrebbe anche prendere voti al di sotto delle sue capacità). Quando fai analisi II per esempio impari cose nuove anche su analisi I e magari comprendi qualcosa che allora non avevi capito. Oppure ti capita di riprendere per conto tuo argomenti di esami vecchi e di scoprire o capire cose che prima non sapevi. Quindi uno che prende 18 in analisi I e 30L in analisi II potrebbe aver capito più di analisi di uno che ha preso entrambe le volte 27. Soprattutto se in quegli esami la correlazione tra comprensione e voto è alta.
E inoltre poi indubbio che molti esami non servono a molto per l'insegnamento. Avrebbe a questo punto più senso considerare solo la media degli esami attinenti alla classe di concorso. Da una parte richiedere particolari argomenti sarebbe tra l'altro giusto (invece di richiedere particolari lauree intendo) ma non terrebbe conto però che l'esame di analisi, per esempio, non è identico tra matematica, informatica e fisica.
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Messaggioda Gatto89 » 14/06/2010, 11:39

È ovvio che ci sono delle eccezioni, ma in media \( \displaystyle \text{voto più alto}\to\text{migliore comprensione}\to\text{migliore insegnamento} \).

Chi prende un voto alto le cose le deve sapere e anche abbastanza bene, poi può capitare si scordi qualcosa ma la conoscenza rimane... tra chi prende un voto basso c'è tanta gente che ha passato l'esame per grazia divina, non ha mai capito l'argomento quindi figuriamoci se può spiegarlo come insegnante.
Io ho alcuni colleghi che hanno passato diversi esami così e sono prossimi alla laurea, alcuni dei quali probabilmente andranno anche ad insegnare, e io sono sinceramente molto dispiaciuto per i loro futuri alunni.

Ad ogni modo, migliorare il livello dei docenti (e sicuramente far pesare il voto di laurea è un modo per migliorarlo) non può fare che bene al livello medio d'istruzione italiana...

P.S. Qualcuno può spiegarmi in breve come vengono scelti attualmente i docenti?
"La reductio ad absurdum è una delle più belle armi di un matematico. È un gambetto molto più raffinato di qualsiasi gambetto degli scacchi: un giocatore di scacchi può offrire in sacrificio un pedone o anche qualche altro pezzo, ma il matematico offre la partita."
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Messaggioda mathmum » 14/06/2010, 14:52

Personalmente sono rimasta sconcertata da una richiesta di questo tipo: http://www.matematicamente.it/forum/leg ... 57735.html

Temo con orrore il momento in cui ci sarà l'inserimento nel mondo dell'insegnamento di persone con una preparazione di questo tipo (non me ne voglia l'autrice, ma come fa a studiare se non capisce neanche la terminologia di base?)

E lo dico con 20 anni di esperienza, in cui lo studio non è mai finito (forse studio più ora che quand'ero all'università hehehe) e la passione è senza dubbio aumentata, non tanto per l'insegnamento, ma soprattutto per la conoscenza.
Purtroppo a volte si trovano insegnanti di matematica che ad esempio non amano ad esempio la geometria perchè all'università non ne hanno mai fatta: non sto parlando di algebra lineare, geometria proiettiva o quant'altro, mi riferisco alla cara, vecchia geometria euclidea), e quindi la insegnano grazie a poco più dei "ricordi" del liceo.

Il risultato è che moltissimi studenti non riescono a gestire le dimostrazioni, anche le più semplici, perchè chi gliele insegna a volte è confuso e poco "nella materia".
Per non parlare delle costruzioni "riga e compasso"... sarà una roba antica per qualcuno, ma vi assicuro che se chiedete a un giovane insegnante di costruire una bisettrice di un angolo con riga non millimetrata e compasso...

Io credo che un insegnante "vero" debba continuare autonomamente nella propria auto-formazione, rendersi conto dei propri limiti, cercare di superarli e colmare le eventuali lacune nella sua formazione, indipendentemente da voti di laurea e quant'altro, tenuto conto poi del fatto che in Italia un 26 preso nella città X e all'università Y non è comparabile con lo stesso voto preso nell'università Z.
(per chi volesse dare un'occhiata alle statistiche dei voti di maturità nelle varie regioni e relative comparazioni, dare un'occhiata al rapporto miur-matmedia)

E comunque sono fermamente convinta del fatto che la matematica andrebbe insegnata solo dai matematici. (ok, sento già i fischi....)

Buon lavoro a tutti,
S.
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Messaggioda Pietro_Bonf » 15/06/2010, 08:10

vict85 ha scritto:
Pietro_Bonf ha scritto:Ritengo che il voto di laurea dovrebbe pesare fortemente nelle graduatorie.
Chi si laurea con un voto basso ha, in linea generale, compreso meno la matematica nel suo insieme,
non in una materia in particolare.
Per insegnare al livello 10 bisogna aver imparato a livello 100, altrimenti basterebbero dei buoni diplomati
a pieni voti.


Galois è stato rifiutato due volte dall'École polytechnique.

Io non penso che "voto alto=aver capito l'argomento", piuttosto "voto alto=saper dimostrare di sapere sufficientemente l'argomento". E le due cose non sono esattamente la stessa cosa anche se spesso, soprattutto per chi è abituato a lavorare in ambienti in cui eccellere è tutto, si pensa così. Inoltre il voto nell'esame non dice quanto sai adesso ma quanto sapevi allora e non tiene conto di quante volte provi quell'esame (uno che accetta tutto potrebbe anche prendere voti al di sotto delle sue capacità). Quando fai analisi II per esempio impari cose nuove anche su analisi I e magari comprendi qualcosa che allora non avevi capito. Oppure ti capita di riprendere per conto tuo argomenti di esami vecchi e di scoprire o capire cose che prima non sapevi. Quindi uno che prende 18 in analisi I e 30L in analisi II potrebbe aver capito più di analisi di uno che ha preso entrambe le volte 27. Soprattutto se in quegli esami la correlazione tra comprensione e voto è alta.
E inoltre poi indubbio che molti esami non servono a molto per l'insegnamento. Avrebbe a questo punto più senso considerare solo la media degli esami attinenti alla classe di concorso. Da una parte richiedere particolari argomenti sarebbe tra l'altro giusto (invece di richiedere particolari lauree intendo) ma non terrebbe conto però che l'esame di analisi, per esempio, non è identico tra matematica, informatica e fisica.


Riguardo a Galois riporto testualmente da wikipedia

"Leggenda vuole che considerasse gli esercizi di matematica banali e non interessanti e che quindi si rifiutasse di risolverli; esasperato dall'esaminatore che gli voleva imporre di risolvere quegli esercizi, egli gli avrebbe scagliato contro il cancellino utilizzato per pulire la lavagna. È più probabile che il giovane studente si fosse semplicemente rifiutato di giustificare affermazioni e passaggi che a suo dire erano banali."

Quindi non credo che la non ammissione fosse dovuta ad un curriculum di studi poco interessante.

Mi spiegate perchè la scuola deve essere meno selettiva di una qualsiasi altra azienda? Un curriculum con una laurea in matematica con un voto di 90 viene immediatamente cestinato.
Perchè l'insegnamento deve essere visto come la valvola di sfogo per chi non è abbastanza preparato per il mercato del lavoro?
Come potete pensare che uno studente che deve provare un qualsiasi esame 5 o 6 volte prima di prendere un 18 diventi in futuro un buon docente?
In più dovrebbe contare anche il tempo impiegato per prendere la laurea.
Siete realmente convinti che un 110 preso in 4 anni equivalga ad un 90 preso in 8 anni ?
Invito tutti a leggere il libro "Libera scienza in libero stato" di Margherita Hack.
Ultima modifica di Pietro_Bonf il 16/06/2010, 12:26, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda vict85 » 15/06/2010, 14:55

mathmum ha scritto:Personalmente sono rimasta sconcertata da una richiesta di questo tipo: http://www.matematicamente.it/forum/leg ... 57735.html

Temo con orrore il momento in cui ci sarà l'inserimento nel mondo dell'insegnamento di persone con una preparazione di questo tipo (non me ne voglia l'autrice, ma come fa a studiare se non capisce neanche la terminologia di base?)

E lo dico con 20 anni di esperienza, in cui lo studio non è mai finito (forse studio più ora che quand'ero all'università hehehe) e la passione è senza dubbio aumentata, non tanto per l'insegnamento, ma soprattutto per la conoscenza.
Purtroppo a volte si trovano insegnanti di matematica che ad esempio non amano ad esempio la geometria perchè all'università non ne hanno mai fatta: non sto parlando di algebra lineare, geometria proiettiva o quant'altro, mi riferisco alla cara, vecchia geometria euclidea), e quindi la insegnano grazie a poco più dei "ricordi" del liceo.

Il risultato è che moltissimi studenti non riescono a gestire le dimostrazioni, anche le più semplici, perchè chi gliele insegna a volte è confuso e poco "nella materia".
Per non parlare delle costruzioni "riga e compasso"... sarà una roba antica per qualcuno, ma vi assicuro che se chiedete a un giovane insegnante di costruire una bisettrice di un angolo con riga non millimetrata e compasso...

Io credo che un insegnante "vero" debba continuare autonomamente nella propria auto-formazione, rendersi conto dei propri limiti, cercare di superarli e colmare le eventuali lacune nella sua formazione, indipendentemente da voti di laurea e quant'altro, tenuto conto poi del fatto che in Italia un 26 preso nella città X e all'università Y non è comparabile con lo stesso voto preso nell'università Z.
(per chi volesse dare un'occhiata alle statistiche dei voti di maturità nelle varie regioni e relative comparazioni, dare un'occhiata al rapporto miur-matmedia)


Concordo (soprattutto per lo sconcerto sulla richiesta che più che su analisi numerica erano carenze in analisi matematica di base).

mathmum ha scritto: E comunque sono fermamente convinta del fatto che la matematica andrebbe insegnata solo dai matematici. (ok, sento già i fischi....)

Buon lavoro a tutti,
S.


Mah, quando ero studente ho incontrato buoni insegnanti di matematica con la laurea in ingegneria e pessimi con quella di matematica. Anche perché insegnare non è solo conoscere l'argomento.
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Messaggioda franced » 16/06/2010, 21:48

Credo che, senza una adeguata selezione dei docenti, la qualità dell'insegnamento tenderà a zero.
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Messaggioda mircoFN » 17/06/2010, 08:43

vict85 ha scritto:Concordo (soprattutto per lo sconcerto sulla richiesta che più che su analisi numerica erano carenze in analisi matematica di base).


per non parlare delle carenze di grammatica...
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"The strength of a chain cannot be increased by improving the strongest links" D. Broek.
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Re: E' giusto che il voto di laurea non conti nelle grad. a

Messaggioda F@bri » 19/06/2010, 10:31

Non sono un docente e non sò se conti già, ma insieme al voto di laurea secondo me dovrebbe non essere trascurato il tempo impiegato.
Es. megglio un 100 in 5 anni che un 110 e lode in 6.. o no?
F@bri
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