Non sono insegnante, quindi non so molto del mondo dell'insegnamento. Però come tutti son stato studente, e qualcosa vorrei dire:
Mah sinceramente penso che il voto di laurea un certo peso dovrebbe fornirlo, ma non dovrebbe essere determinante quanto specifici esami sottoposti ai candidati nei quali si valuta solo la qualità dell'insegnamento. Insomma, diamo all'aspirante professore una giornata con gli studenti o con degli esaminatori, che poi valuteranno la preparazione del professore a insegnare.
Di certo per quanto riguarda le scuole superiori non servono mostri in matematica e laureati con 110 e lode, anche un misero 95 può essere sufficiente. Di certo se si arriva a fare derivate ed integrali in 5 anni un qualunque matematico, preparato nella media, saprà insegnarli. E non dite poi che serve una conoscenza profonda ad esempio del calcolo integrale per insegnarlo al liceo, anzi, spesso si tocca molto superficialmente (essenzialmente per questioni di tempo).
Quindi io ritengo che la laurea dovrebbbe essere un discriminante tra due candidati che siano uguali sotto il profilo dell'insegnamento, e nulla più.
Ovviamente questo alle scuole medie (almeno l'algebra di base un matematico che è riuscito a laurearsi, anche con 90, la saprà!) e alle superiori, in cui una conoscenza media della matematica universitaria è più che sufficiente per insegnare ciò che è dovuto.
All'università ovviamente si deve prendere un altro tipo di professore, e il voto di laurea dovrebbe pesare veramente molto.
P.S
Alla mia università al 90 ci si accede con una votazione di 24/30. Non è tantissimo ma non mi pare che debba essere schifata come fate! Insomma, non è mica un 18.






