E' giusto che il voto di laurea non conti niente nelle graduatorie a esaurimento?

No, dovrebbe contare molto
14
40%
No, dovrebbe avere il suo peso, ma non troppo
12
34%
No, ma solo 1 o 2 punti al massimo
2
6%
Sì, va bene così
7
20%
 
Voti totali : 35

Messaggioda Zkeggia » 19/06/2010, 10:59

Non sono insegnante, quindi non so molto del mondo dell'insegnamento. Però come tutti son stato studente, e qualcosa vorrei dire:

Mah sinceramente penso che il voto di laurea un certo peso dovrebbe fornirlo, ma non dovrebbe essere determinante quanto specifici esami sottoposti ai candidati nei quali si valuta solo la qualità dell'insegnamento. Insomma, diamo all'aspirante professore una giornata con gli studenti o con degli esaminatori, che poi valuteranno la preparazione del professore a insegnare.

Di certo per quanto riguarda le scuole superiori non servono mostri in matematica e laureati con 110 e lode, anche un misero 95 può essere sufficiente. Di certo se si arriva a fare derivate ed integrali in 5 anni un qualunque matematico, preparato nella media, saprà insegnarli. E non dite poi che serve una conoscenza profonda ad esempio del calcolo integrale per insegnarlo al liceo, anzi, spesso si tocca molto superficialmente (essenzialmente per questioni di tempo).

Quindi io ritengo che la laurea dovrebbbe essere un discriminante tra due candidati che siano uguali sotto il profilo dell'insegnamento, e nulla più.

Ovviamente questo alle scuole medie (almeno l'algebra di base un matematico che è riuscito a laurearsi, anche con 90, la saprà!) e alle superiori, in cui una conoscenza media della matematica universitaria è più che sufficiente per insegnare ciò che è dovuto.

All'università ovviamente si deve prendere un altro tipo di professore, e il voto di laurea dovrebbe pesare veramente molto.

P.S
Alla mia università al 90 ci si accede con una votazione di 24/30. Non è tantissimo ma non mi pare che debba essere schifata come fate! Insomma, non è mica un 18.
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Messaggioda blackbishop13 » 19/06/2010, 11:40

non sono così d'accordo Zkeggia.
anch'io sono uno studente, e non credo che chiunque si laurei in matematica abbia capito abbastanza bene le cose da poterle trasmettere ad altri:
parlo per esperienza personale, vedo i miei compagni di corso, e mi rendo perfettamente conto che chi prende 30 in un esame ha davvero capito tutto benissimo, è in grado di spiegarlo, diampliare i concetti, di fare esempi pertinenti e di sviluppare la teoria in maniera indipendente: molti di quelli che si accontentao del 18-20 o poco di più invece hanno una conoscenza puramente mnemonica, scarsa confidenza con gli esercizi, e non sanno nulla se non l'hanno studiato.

Secondo me dovrebbero essere i migliori ad insegnare, soprattutto in matematica.
Nelle scienze si cerca di dire in un modo che sia capito da tutti, qualcosa che nessuno sapeva. Nella poesia, è esattamente l’opposto. P. Dirac

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Messaggioda Zkeggia » 19/06/2010, 11:47

Secondo me tieni in troppa stima chi prende 30 all'esame. Magari avrà anche capito a fondo la materia (non ne sono sicuro), ma che sappia spiegarla è tutto un altro paio di maniche. In poche parole non vedo questo connubio tra sapere e saper spiegare. Anzi molti professori che ho avuto sapevano molto bene (a Pisa come sai, spessissimo i professori sono normalisti) ma non hanno trasmesso assolutamente niente, anzi ci sono almeno un paio di esami in cui, nonostante abbiamo avuto professori dalla media del 30, non si sono capiti al volo. Questo anche perché spesso i professori che hanno veramente brillato nel campo universitario hanno "troppa stima" dell'intelligenza degli studenti, e danno per scontate davvero troppe cose.

Ma questo è un altro discorso. Io tra uno con la media del trenta che non sa spiegare in maniera chiara (e ne ho avuti) e uno con la media del 25 che però ha davvero tanta passione per l'insegnamento e sa spiegare almeno a livello di scuola superiore, metterei la mano sul fuoco per avere quello da 25. Poi ormai in questa discussione mi sembra che ci siamo ridotti a sparare numeri: 30 sì, 20 no, 24 insomma...
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Messaggioda blackbishop13 » 19/06/2010, 11:58

mettiamola così, io sono convinto che per spiegare una cosa, devi conoscerla.
questo mi pare innegabile.

ma io credo anche che per spiegare bene una cosa, devi saperla benissimo.
e proseguendo in questo climax, per essere un ottimo insegnante, devi aver capito le cose alla perfezione.
poi magari non tutti quelli che capiscono sanno insegnare, questo è certo.
condizione necessaria ma non sufficiente, ma assolutamente necessaria.

non è questione di normalisti o meno, io penso ai miei compagni di corso, siano normalisti o normali.
inoltre poi secondo me uno che arriva con la media del 24 è anche perchè si accontenta molto, magari per laurearsi in fretta, perchè non tutti si possono permettere gli studi (ci mancherebbe, ognuno ha le sue esigenze, non iniziamo neanche il discorso) ma secondo me la media alla fine rispecchia abbastanza il valore di uno studente: magari non sul singolo esame, ma sulla lunga distanza sì. e allora spazio a chi si impegna, a chi un 19 lo rifiuta perchè sa di poter fare meglio, si riprepara, salta le vacanze e prende 30, a chi ama la sua materia e ci tiene alla scuola, e può quindi trasmettere tutte queste cose.
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Messaggioda Zkeggia » 19/06/2010, 12:23

Mi pare allora non ci sia molto da discutere, noi partiamo da convinzioni troppo diverse: secondo te per spiegare benissimo le cose bisogna saperle alla perfezione.

Secondo me dipende dalle cose. Come già detto in ambito di scuole superiori non serve sapere ogni aspetto dell'insieme alla perfezione, ma saperlo in maniera abbastanza buona è più che sufficiente per saperlo spiegare, quindi bisogna giudicare molto la capacità del candidato a far capire e trasmettere pasione, anche per il fatto che alle superiori non si richiede chissà quale profondità di conoscenza di una materia.

Che la prima qualità di un insegnante deve essere sapere ciò che insegna non lo metto in dubbio. Però, che per spiegare bene una materia alle superiori, si debba conoscerne alla perfezione, da università, ogni minimo aspetto, mi pare eccessivo. Preferirei di gran lunga una persona che all'università andava non troppo bene (per esempio un laureato con una media sul 25) ma che abbia passione per l'insegnamento, che una persona che sa benissimo le cose ma non è molto ferrata nel saperle spiegare.

Poi certo, tra due persone che hanno molta passione per l'insegnamento sceglierei quella con la media più alta.

Ma tra profondità di studio e qualità di insegnamento, propenderei per quest'ultima.

TUTTO questo in ambito di scuole superiori e medie. Come già detto, l'università è tutto un altro paio di maniche, anche perché all'università ci vanno gli studenti interessati alla materia, quindi il professore deve essere preparato ad ogni domanda e approfondimento richiesto.

Per quanto riguarda le elementari, le tabelline le sa anche uno che è uscito dalle superiori, non serve di certo un laureato a pieni voti per spiegarle! Piuttosto a queste scuole ci vuole molto più lato umano che didattico.

Insomma c'è una scala da rispettare. Si parte dalle elementari in cui per spiegare bene non serve avere conoscenze mostruose ma tanta voglia di insegnare (soprattutto quando hai in classe i bambini urlanti, li si che devi avere tanta pazienza!), poi le medie in cui il livello è poco superiore a quello delle elementari, le superiori dove è richiesta una conoscenza buona anche se non eccellente, e un'ottima volontà di insegnare, all'università dove sono richieste entrambe le cose: ottima conoscenza e almeno un po' di abilità nel far capire (cosa che aimè, manca a molti professori che ho conosciuto!)

Poi siccome vedo che sono un po' ripetitivo in questi post, non intervengo più finché non ho qualcosa di nuovo da dire!
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Messaggioda franced » 19/06/2010, 21:53

blackbishop13 ha scritto:mettiamola così, io sono convinto che per spiegare una cosa, devi conoscerla.
questo mi pare innegabile.

ma io credo anche che per spiegare bene una cosa, devi saperla benissimo.
e proseguendo in questo climax, per essere un ottimo insegnante, devi aver capito le cose alla perfezione.
poi magari non tutti quelli che capiscono sanno insegnare, questo è certo.
condizione necessaria ma non sufficiente, ma assolutamente necessaria.
...


Concordo al 100%.
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Messaggioda Pietro_Bonf » 30/06/2010, 12:21

Zkeggia ha scritto:
P.S
Alla mia università al 90 ci si accede con una votazione di 24/30. Non è tantissimo ma non mi pare che debba essere schifata come fate! Insomma, non è mica un 18.


In una qualsiasi azienda una laurea con 90 viene cestinata, perchè la scuola deve essere vista come sfogo per chi non si laurea bene?
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Messaggioda franced » 02/07/2010, 17:36

Vorrei far presente che nella scuola ci sono tantissimi insegnanti con un curriculum di studi più che dignitoso.

Dall'altra parte ci sono tante aziende che assumono gente con voti bassi di laurea..
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Messaggioda Pietro_Bonf » 04/07/2010, 17:37

franced ha scritto:Vorrei far presente che nella scuola ci sono tantissimi insegnanti con un curriculum di studi più che dignitoso.

Dall'altra parte ci sono tante aziende che assumono gente con voti bassi di laurea..


Non dubito che nella scuola italiana ci siano degli ottimi professionisti con curricula di tutto rispetto.
Se poi una azienda assume un matematico laureato con novanta ti posso dire solo una cosa, peggio per lei.
La base del mio ragionamento è che la selezione dovrebbe essere la più alta possibile in tutti i settori, pubblico e privato.

Comunque mi rendo conto che dico sempre le stesse cose, quindi preferisco non intervenire più su questa discussione.
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Messaggioda franced » 14/07/2010, 15:39

Pietro_Bonf ha scritto:
franced ha scritto:Vorrei far presente che nella scuola ci sono tantissimi insegnanti con un curriculum di studi più che dignitoso.

Dall'altra parte ci sono tante aziende che assumono gente con voti bassi di laurea..


Non dubito che nella scuola italiana ci siano degli ottimi professionisti con curricula di tutto rispetto.
Se poi una azienda assume un matematico laureato con novanta ti posso dire solo una cosa, peggio per lei.
La base del mio ragionamento è che la selezione dovrebbe essere la più alta possibile in tutti i settori, pubblico e privato.

Comunque mi rendo conto che dico sempre le stesse cose, quindi preferisco non intervenire più su questa discussione.



Non so se una azienda è messa male se assume uno che ha preso novanta;
d'altra parte in un'azienda magari svolgerà delle attività completamente estranee alla sua formazione,
quindi o 90 o 110 non fa molta differenza...

Credo invece che un tizio uscito con 90 possa fare i danni peggiori nella scuola: quando insegni
devi sapere bene le cose.
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