Qualcuno mi spiega il motivo per il quale nel fare pivoting io debba cercare il massimo per colonna?
Mi spiego, il pivoting lo introduciamo affinché si possano fattorizzare LU tutte le matrici non singolari, e quindi allargare il campo di applicabilità di questo tipo di fattorizzazione.
Ma, a rigor di logica, per lo scopo per il quale questo viene fatto, non ho necessità di fare scambi con la riga che ha l'elemento massimo sulla colonna, ma bensì mi potrei accontentare di scambiare la riga corrente con una qualsiasi che abbia l'elemento diagonale non nullo, ovvero non fare scambi se già l'elemento diagonale è non nullo. è vero che dal punto di vista della complessità asintotica la ricerca del massimo non peggiora le prestazioni della fattorizzazione, ma comunque introduco un buon numero di operazioni (di ordine quadratico rispetto al rango della matrice) per trovare tutti i pivot.
Qualcuno mi suggerì, ma senza entrare nel dettaglio, che la ricerca del massimo aiuta nel condizionamento del problema, ma da solo non riesco a capirlo (credo c'entri qualcosa sulla norma della matrice PA rispetto alla matrice A di partenza).
Questa è quindi la mia domanda: di preciso, quanto migliora la cosa scegliendo il massimo?
E poi, per estensione: ottengo ulteriori benefici (sempre dal punto di vista del condizionamento, a quanto credo) se anziché pivoting parziale faccio pivoting totale (cioè cercando il massimo non solo per colonna, ma anche per riga)?
Grazie in anticipo!!






