da DanyL » 07/09/2011, 15:00
Mi piace rispondere a questo tipo di domande, perchè me le sono poste anche io tante volte.
Il lavoro dell'insegnante, con tutti i suoi lati positivi e negativi, è un lavoro e di questi tempi non si butta via niente.
Io quando ho avuto l'opportunità di farlo ho pensato prima di tutto alla sistemazione economica, alla fine di tanti anni di espedienti precari nel mondo della ricerca e dell'università.
Poi a qualunque tipo di lavoro ci si abitua col tempo, e la relazione con gli alunni diventa più facile a forza di provarci: la varietà di persone che si incontrano è tale che non si può pretendere di ottenere gli stessi risultati con tutti, ma il rispetto c'è sempre.
In ogni caso la scuola offre una varietà di stimoli in cui si può trovare la propria motivazione: l'innovazione, l'aggiornamento, la sperimentazione sono sempre possibili e possono dare soddisfazioni non troppo inferiori a quelle della ricerca scientifica. Dalla mia breve esperienza nell'università, ho trovato gruppi di ricerca più ripetitivi del consiglio di classe con cui lavoro adesso.
Forse in qualunque lavoro l'attitudine o la passione aiutano, ma secondo me aiuta di più sapersi adattare alle situazioni.