Messaggioda ViciousGoblin » 26/06/2009, 09:58

Thomas ha scritto:
ViciousGoblin ha scritto:Rimarrebbe la questione del fatto che la cardinalita' di \( \displaystyle {I}\times{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace} \) coincide con cardinalita' di \( \displaystyle {I} \), cosa che sul momento non sapevo dimostrare, ma che ho appurato essere vera (anche qui mi pare c'entri l'assioma della scelta, come pure per l'esistenza della base)


ma nemmeno delle referenze sul punto cruciale della dimostrazione? :-D


Credevo che fosse una cosa nota .... :wink:

In effetti viene spontaneo usare l'ipotesi del continuo visto che \( \displaystyle {I} \) ha cardinalita' compresa tra \( \displaystyle \mathbb{N} \) e \( \displaystyle \mathbb{R} \) e che si vede facilmente che la cardinalita' di \( \displaystyle \mathbb{R}\times{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace} \) coincide con
la cardinalita' di \( \displaystyle \mathbb{R} \).
Pero' girando un po' su internet ho trovato queste dispense http://www.mat.uniroma1.it/people/dandr ... dinali.pdf (prop. 3.4, pag. 5)
in cui si afferma esplicitamente che dato un qualunque insieme infinito \( \displaystyle {I} \) la cardinalita' di \( \displaystyle {I}\times{\left\lbrace{0},{1}\right\rbrace} \) e' la stessa della cardinalita' di \( \displaystyle {I} \) - la dimostrazione e' rinviata a un'altra dispensa
dedicata al Lemma di Zorn, per cui e' chiaro che c'entra di nuovo l'assioma della scelta. Non ho avuto tempo di gurdarla ma penso peralto che con un po' di pazienza uno se la possa anche ricavare da solo.
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Messaggioda rubik » 26/06/2009, 10:30

Thomas ha scritto:si proponevo di utilizzare l'ipotesi del continuo per dimostrare che \( \displaystyle {\left|{I}\times{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace}\right|}={\left|{I}\right|} \) (volendo basta dimostrare che \( \displaystyle {\left|{X}{x}{X}\right|}={\left|{X}\right|} \) vale per sole due cardinalità per quanto avete detto)... voi avete citato l'assioma della scelta ma la dimostrazione non l'avete mica fatta e non mi sembrava evidente :wink: ...


Hai ragione che non è evidente, però visto che abbiamo usato l'assioma della scelta per l'esistenza della base conviene usarlo anche per la cardinalità del prodotto di due insiemi infiniti visto che l'ipotesi del continuo è indecidibile in ZF.

Io ho delle dispense scritte dal prof quindi non ho riferimenti per le dimostrazioni.
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Messaggioda ViciousGoblin » 26/06/2009, 11:18

Ho dato un'occhiata a quelle dispense e la dim. del fatto che \( \displaystyle {I}\times{\left\lbrace{0},{1}\right\rbrace} \) e' equipotente a \( \displaystyle {I} \) e' un po' piu' semplice di quella del fatto che
\( \displaystyle {I}\times{I} \) e' equipotenete a \( \displaystyle {I} \).
Comunque passa per il fatto che un qualunque insieme infinito \( \displaystyle {I} \) ammette una partizione di insiemi numerabili \( \displaystyle {I}=\bigcup_{{{j}\in{J}}}{U}_{{j}} \) , \( \displaystyle {U}_{{j}} \) numerabili e tra loro disgiunti
(per dimostralo si usa il Lemma di Zorn, ovviamente \( \displaystyle {J} \) ha cardinalita' grossa, la stessa di \( \displaystyle {I} \) se \( \displaystyle {I} \) e' piu' che numerabile).
Se si sa questo allora e' facile vedere che per ogni \( \displaystyle {j} \) l'insieme \( \displaystyle {U}_{{j}}\times{\left\lbrace{0},{1}\right\rbrace} \) e' equipotenete a \( \displaystyle {U}_{{j}} \), da cui e' facile passare a tutto \( \displaystyle {I} \).
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Re: Isomorfismo di gruppi tra \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \)

Messaggioda Lorenzo Pantieri » 26/06/2009, 11:52

Lorenzo Pantieri ha scritto:Mi scuso per la domanda banale.

Visto che in questa discussione sono stati menzionati (addirittura) l'ipotesi del continuo, l'assioma di scelta e il lemma di Zorn, forse la domanda non era così banale... ;-)

Comunque continuo a capirci poco. Mi piacerebbe capire se \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \) sono isomorfi come gruppi additivi o no. Se lo sono, mi piacerebbe vedere almeno un isomorfismo. Se non lo sono, mi piacerebbe vedere una dimostrazione che usi solo i concetti di gruppo e di morfismo tra gruppi.

Magari chiedo troppo!

Certo, vedere che \( \displaystyle {Z} \) e \( \displaystyle {Z}\times{Z} \) non sono isomorfi come gruppi additivi è semplicissimo. Quasi altrettanto semplice è provare che \( \displaystyle {Q} \) e \( \displaystyle {Q}\times{Q} \) non sono isomorfi come gruppi additivi (l'idea che ho riportato nel mio secondo intervento funziona, in questo caso). Con \( \displaystyle {R} \) la cosa pare più difficile.

Ciao,
L.
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Re: Isomorfismo di gruppi tra \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \)

Messaggioda mistake89 » 26/06/2009, 12:38

Lorenzo Pantieri ha scritto:
Certo, vedere che \( \displaystyle {Z} \) e \( \displaystyle {Z}\times{Z} \) non sono isomorfi come gruppi additivi è semplicissimo. Quasi altrettanto semplice è provare che \( \displaystyle {Q} \) e \( \displaystyle {Q}\times{Q} \) non sono isomorfi come gruppi additivi
L.


Quest'anno ho dato algebra1, dovrei essere in grado con quello che so di dimostrare che \( \displaystyle {Z} \) e \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \) non sono isomorfi come gruppi additivi? Perchè sto incontrando delle difficoltà! (magari è legato al fatto che da febbraio non faccio più algebra :P )
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Re: Isomorfismo di gruppi tra \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \)

Messaggioda Martino » 26/06/2009, 13:12

Lorenzo Pantieri ha scritto:Mi piacerebbe capire se \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \) sono isomorfi come gruppi additivi o no. Se lo sono, mi piacerebbe vedere almeno un isomorfismo. Se non lo sono, mi piacerebbe vedere una dimostrazione che usi solo i concetti di gruppo e di morfismo tra gruppi.
Non credo sia possibile trovare una dimostrazione prettamente algebrica perché la definizione di \( \displaystyle \mathbb{R} \) non è "algebrica" (si usano le classi contigue e via dicendo). Fare la dimostrazione per \( \displaystyle \mathbb{Z} \) e per \( \displaystyle \mathbb{Q} \) è agevole proprio perché \( \displaystyle \mathbb{Z} \) e \( \displaystyle \mathbb{Q} \) sono definiti in modo algebrico.
mistake89 ha scritto:dovrei essere in grado con quello che so di dimostrare che e non sono isomorfi come gruppi additivi? Perchè sto incontrando delle difficoltà!
Poniti queste domande: \( \displaystyle \mathbb{Z} \) è ciclico? \( \displaystyle \mathbb{Z}\times\mathbb{Z} \) è ciclico?
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Messaggioda mistake89 » 26/06/2009, 13:45

\( \displaystyle {Z} \) è ciclico infatti possiamo considerarlo generato da \( \displaystyle \lt{1}\gt \)
mentre se su \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \) consideriamo l'insieme generato da \( \displaystyle \lt{\left({1},{1}\right)}\gt \) questo è \( \displaystyle {\left\lbrace{a}{\left({1},{1}\right)}{\mid}{a}\in{Z}\right\rbrace} \) che ovviamente è diverso da \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \) e per questo motivo non possono essere isomorfi?
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Messaggioda Lorenzo Pantieri » 26/06/2009, 14:08

mistake89 ha scritto:\( \displaystyle {Z} \) è ciclico infatti possiamo considerarlo generato da \( \displaystyle \lt{1}\gt \)
mentre se su \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \) consideriamo l'insieme generato da \( \displaystyle \lt{\left({1},{1}\right)}\gt \) questo è \( \displaystyle {\left\lbrace{a}{\left({1},{1}\right)}{\mid}{a}\in{Z}\right\rbrace} \) che ovviamente è diverso da \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \) e per questo motivo non possono essere isomorfi?

Non proprio. per provare chge \( \displaystyle {Z}\times{Z} \) non è ciclico devi far vedere che non può essere generato da alcun elemento (non solo da \( \displaystyle {\left({1},{1}\right)} \). Non è difficile. Considera il sottogruppo ciclico generato da una coppia qualsiasi di interi. Contiene \( \displaystyle {\left({0},{1}\right)} \)? Contiene anche \( \displaystyle {\left({1},{0}\right)} \)?

Ciao,
L.
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Messaggioda mistake89 » 26/06/2009, 14:51

sì hai ragione... lo dovrei fare considerando la generica coppia \( \displaystyle {\left({a},{b}\right)} \); se li considero entrambi non nulli (altrimenti le uniche coppie che si possono ottenere sono \( \displaystyle {\left({0},{0}\right)} \) nel caso \( \displaystyle {a}={b}={0} \) oppure \( \displaystyle {\left({a},{0}\right)} \) se \( \displaystyle {b}={0} \) e viceversa) non v'è più alcuna possibilità di ottenere la coppia \( \displaystyle {\left({a},{0}\right)} \) e quindi in ogni caso qualsiasi sia la scelta di \( \displaystyle {a} \) e \( \displaystyle {b} \); \( \displaystyle \lt{a},{b}\gt \) è sempre diverso da \( \displaystyle {Z}{x}{Z} \)

mi sto avvicinando?
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Re: Isomorfismo di gruppi tra \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \)

Messaggioda ViciousGoblin » 26/06/2009, 15:58

Lorenzo Pantieri ha scritto:
Lorenzo Pantieri ha scritto:Mi scuso per la domanda banale.

Visto che in questa discussione sono stati menzionati (addirittura) l'ipotesi del continuo, l'assioma di scelta e il lemma di Zorn, forse la domanda non era così banale... ;-)

Comunque continuo a capirci poco. Mi piacerebbe capire se \( \displaystyle {R} \) e \( \displaystyle {R}\times{R} \) sono isomorfi come gruppi additivi o no. Se lo sono, mi piacerebbe vedere almeno un isomorfismo. Se non lo sono, mi piacerebbe vedere una dimostrazione che usi solo i concetti di gruppo e di morfismo tra gruppi.

Magari chiedo troppo!

Certo, vedere che \( \displaystyle {Z} \) e \( \displaystyle {Z}\times{Z} \) non sono isomorfi come gruppi additivi è semplicissimo. Quasi altrettanto semplice è provare che \( \displaystyle {Q} \) e \( \displaystyle {Q}\times{Q} \) non sono isomorfi come gruppi additivi (l'idea che ho riportato nel mio secondo intervento funziona, in questo caso). Con \( \displaystyle {R} \) la cosa pare più difficile.

Ciao,
L.


Concordo che la domanda non era banale.

Quando scrivi che con \( \displaystyle \mathbb{R} \) la cosa pare piu' difficile mi viene da rispondere che non c'e' da stupirsi - dato che e' falso. :D

Puo' essere che io abbia sbagliato, ma un isomorfismo, mi pareva di averlo esibito e casomai toccherebbe a a te l'onere della confutazione.

Comunque ti riporto i passi della mia argomentazione in modo che forse puoi individuare i punti che non ti convincono

1) Esiste una base per \( \displaystyle \mathbb{R} \) come spazio vettoriale su \( \displaystyle \mathbb{Q} \) (per questo serve l'assioma della scelta).
Cio' significa che esiste un insieme \( \displaystyle {\left(\phi_{{i}}\right)}_{{{i}\in{I}}} \) tale che ogni numero reale \( \displaystyle {x} \) si scrive in maniera unica
come \( \displaystyle {x}=\sum_{{{i}\in{I}}}{q}_{{i}}\phi_{{i}} \) per \( \displaystyle {q}_{{i}}\in\mathbb{Q} \) e \( \displaystyle {q}_{{i}}={0} \) tranne un numero finito di indici.

2) L'insieme \( \displaystyle {I} \) e' infinito (altrimenti \( \displaystyle \mathbb{R} \) sarebbe numerabile); si puo' vedere che \( \displaystyle {I} \) e' piu' che numerabile
ma questo mi pare che non serva.

3) Per una proprieta' nota degli insiemi infiniti \( \displaystyle {I} \) e' equipotente a \( \displaystyle {\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace}\times{I} \). Dunque esiste una
bigezione \( \displaystyle {h}:{I}\to{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace}\times{I} \)

4) Se poniamo \( \displaystyle \Phi_{{{1},{i}}}\:={\left(\phi_{{i}},{0}\right)} \) e \( \displaystyle \Phi_{{{2},{i}}}\:={\left({0},\phi_{{i}}\right)} \) allora \( \displaystyle {\left(\Phi_{{{j},{i}}}\right)}_{{{j}\in{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace},{i}\in{I}}} \) e'
una base per \( \displaystyle \mathbb{R}\times\mathbb{R} \): dato \( \displaystyle {\left({x},{y}\right)} \) si ha \( \displaystyle {x}=\sum_{{{i}\in{I}}}{q}_{{{1},{i}}}\phi_{{i}} \) e \( \displaystyle {y}=\sum_{{{i}\in{I}}}{q}_{{{2},{i}}}\phi_{{i}} \)
per opportuni \( \displaystyle {q}_{{{j},{i}}} \), \( \displaystyle {j}\in{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace} \), \( \displaystyle {i}\in{I} \), nulli eccetto un numero finito di indici; allora
\( \displaystyle {\left({x},{y}\right)}=\sum_{{{j}\in{\left\lbrace{1},{2}\right\rbrace},{i}\in{I}}}{q}_{{{j},{i}}}\Phi_{{{j},{i}}} \)

5) Costruiamo un isomorfismo tra \( \displaystyle \mathbb{R} \) e \( \displaystyle \mathbb{R}\times\mathbb{R} \) (come spazi vettoriali su \( \displaystyle \mathbb{Q} \)) mandando ogni \( \displaystyle \phi_{{i}} \)
in \( \displaystyle \Phi_{{{h}{\left({i}\right)}}} \): sara' allora
\( \displaystyle {L}{\left(\sum_{{{i}\in{I}}}{q}_{{i}}\phi_{{i}}\right)}\:=\sum_{{{i}\in{I}}}{q}_{{i}}\Phi_{{{h}{\left({i}\right)}}} \)
Dato che \( \displaystyle {h} \) e' una bigezione \( \displaystyle {L} \) e' un isomorfismo - permettimi di non scrivere la dim. di questo punto,
che e' abbastanza standard.
In particolare \( \displaystyle {L} \) e' un isomorfismo tra i gruppi additivi.
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