Messaggioda lucafg » 11/09/2008, 16:48

mi permetto di intervenire su quanto affermato da sam89.
il nuovo trend didattico favorito dai test PISA si sforza proprio di venire incontro all'esigenza di mostrare la genesi e lo sviluppo del pensiero matematico a partire da situazioni "reali". ma non pensare che ciò possa risolvere il problema dello studio della matematica nelle scuole.

la matematica è "difficile" in quanto linguaggio astratto, rigoroso, profondo, potente e raffinato, lontano dalla limitata percezione del mondo che mediamente possiede un ragazzo; a questo devi aggiungere lo scadente orizzonte culturale (familiare e sociale) in cui un giovane italiano generalmente cresce. Ti faccio un esempio: un giovane svizzero o un giovane finlandese che fin da piccoli sono stimolati dalla famiglia a leggere, a studiare e a percepire la cultura, soprattutto scientifica, come un valore, e frequentano scuole selettive in cui le materie scientifiche sono considerate fondamentali, a 16 anni avranno mediamente capacità razionali e logiche superiori a quelle di un ragazzo italiano; il quale invece viene mandato in scuole dove la vagabondaggine è giustificata e il permissivismo e il lassismo abbondano, generalmente per prendere un pezzo di carta o perché fa comodo ai genitori avere un posto dove depositarli mentre lavorano. e non sto scherzando, né sto esagerando. io ci lavoro nelle scuole! e ne ho viste più di una! e parlo di licei scientifici!

lo studio della matematica implica molta applicazione a casa, molto esercizio, molte ore sui libri. Le capacità di astrazione e razionalità che la comprensione e l'applicazione della matematica necessitano sono, a detta di molti pedagogisti ed esperti dei psicologia dello sviluppo (vedi Piaget), quasi esclusiva dell'età adulta. In giovane età in media si fa fatica. Eppure se un tale sforzo non lo si persegue in giovane età, si rischia di non sviluppare determinate capacità e competenze.

i meccanismi alla base della scuola non sono quelli didattici. questo continuo addossare colpe alla didattica è fuorviante.
il presupposto fondamentale affinché la scuola funzioni è che l'alunno studi e non poco.
diciamolo chiaro e tondo senza ipocrisie: lo studio è pesante e a nessuno o quasi piace farlo quando si è piccoli! ma il successo scolastico ovvero l'acquisizione di competenze, capacità e conoscenze è legato a quanto una studia. certamente conta anche la qualità dello studio, ma i programmi sono standard e in genere anche il più piatto dei prof. non fa altro che guidare gli alunni allo studio dei programmi che sono ben scritti sui libri. la favola dei prof. mele marce è una gran cavolata. certamente ci saranno, ma quanti sono? l'idea del prof. con la bacchetta magica è una grande boiata. in genere i prof apprezzati dagli alunni sono semplicemente quelli che gli vanno più a genio e che gli sono più simpatici. ho sperimentato vari approcci nelle aule e so bene di cosa parlo.

a scuola ci vuole disciplina e studio. poi si può parlare di tutto il resto, senza però aspettarsi miracoli.

Ci si dimentica spesso che si ha a che fare con adolescenti e non con adulti. grave errore.
personalmente ho raccolto tutte le impressioni dei ragazzi che ho potuto seguire molto da vicino, anche a casa, e con cui ho avuto un rapporto molto confidenziale (non miei alunni, sia chiaro!). ne esce fuori un quadro del tutto inattendibile e fuorviante. ma è del tutto normale che un ragazzo mediamente abbia una visione semplicistica e limitata della realtà, compresa quella scolastica. ricordo perfettamente la mia adolescenza e non mi meraviglio più di tanto.

il problema è che nella nostra scuola si da aria ai "capricci" dei ragazzi e non si pensa invece allo studio e alla disciplina! nessuno vuole reprimere nessuno, è un piacere ascoltare e parlare con gli adolescenti (altrimenti cambierei mestiere), ma semplicemente si vuole fare scuola come in tutti i paesi civili del mondo.

hai voglia a scrivere libri super aggiornati e miracolosi: se poi non li si apre non serve a niente! i paesi in cui la matematica va forte, sono quelli in cui la scuola ancora funziona e si basa sull'impegno.

tentare di comprendere a fondo la matematica a 14 anni è davvero pretenzioso! forse 1 su 30 potrebbero riuscirci!

personalmente la matematica è entrata nella mia vita perché i miei genitori ci tenevano che io studiassi davvero e che andassi ben in tutte le materie. poiché studiavo e facevo tutti gli esercizi che mi assegnavano, piano piano ho iniziato a ricevere gratificazione ogni volta che riuscivo a risolvere un esercizio o un problema. certamente non avevo la pretesa di comprendere tutta la matematica! però mettevo nello studio una determinazione e uno sforzo, un sacrificio che oggi non è concepibile. e senza addossare ai prof alcuna responsabilità. per noi i prof. erano persone a cui indirizzare di nascosto maledizioni varie perché ci costringevano a studiare. spesso non ascoltavo nemmeno le loro lezioni! e penso che ancora oggi sia così! poi però a casa il libro lo aprivo....
ovviamente c'è poi un discorso di inclinazioni al ragionamento logico. difatti leggevo tantissimi libri gialli, ero appassionato di enigmistica e mi piacevano gli esperimenti scientifici. ma è normale che questo avvenga ed è per questo che le scuole dovrebbero orientare e selezionare.

nei nostri licei si si lascia capire ai ragazzi che anche se vai male in un paio di materie, vieni promosso lo stesso. le due materie sono nel 90% dei casi matematica e latino... ma guarda un po'! proprio quelle che la mia generazione percepiva come quelle più difficili e lunghe da studiare!!!!

i condoni e gli indulti non sono solo prerogativa del parlamento..... semmai in questo senso bisognerebbe giudicare ed individuare i prof mele marce, ovvero quelli che regalano i voti!!!
ma il discorso si allarga anche ai genitori e al vuoto educativo e culturale di una società completamente irresponsabile nei confronti delle nuove generazioni.

ma lasciamo stare. ho già scritto troppo...!!!!!

comunque sia ben venga un libro di matematica gratuito per tutti! sono onorato di partecipare alla sua stesura!
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Messaggioda Megan00b » 11/09/2008, 17:50

Io non ho l'esperienza di lucafg in materia perchè sono solo uno studente universitario. Però condivido almeno teoricamente buona parte di quello che ha detto e vorrei riportare questo articolo che amo molto estratto da Repubblica del 6-11-2002



"I miei ragazzi insidiati dal demone della Facilità

MARCO LODOLI

Cosa sta accadendo nelle menti degli italiani, come mai ho l'impressione che lo stordimento, se non addirittura una leggera forma di demenza, stiano soffiando come scirocco in troppi cervelli, giovani e meno giovani? Quali sono le cause, se ce ne sono, di questo torpore?
Avevo raccontato, un mese fa su "Repubblica", la mia crescente ansia di fronte al silenzio dei miei studenti che sembrano non saper più ragionare. In tanti hanno risposto, mi sono arrivate molte lettere, anche dai ragazzi delle scuole. Capisco che è difficile indicare un unico responsabile, un sicuro colpevole, ma una piccola idea del perché accada tutto questo io me la sono fatta e ve la propongo.
A mio avviso da troppo tempo viviamo sotto l'influsso di una divinità tanto ammaliante quanto crudele, un uccelletto che canta soave, ma che ha un becco così sottile e feroce da mangiarci il cervello. La Facilità è la dea che divora i nostri pensieri, e di conseguenza l'intera nostra vita. La Facilità non va certo confusa con la Semplicità che, come ben sintetizzava il grande scultore Brancusi, "è una complessità risolta". La Semplicità è l'obiettivo finale di ogni nostro sforzo: noi dovremmo sempre impegnarci affinché pensieri e gesti siano semplici, e dunque armoniosi e giusti. La Semplicità è il miele prodotto dal lavoro complicato dell'alveare, è il vino squisito che dietro di sé ha la fatica della vigna. La Faciltà, invece, è una truffa che rischia di impoverire tragicamente i nostri giorni. A farne le spese sono soprattutto i ragazzi più poveri e sprovveduti, ma anche noi adulti furbi e smaliziati stiamo concedendo vasti territori a questa acquerugiola che somiglia a un concime ed è un veleno.
La nostra cultura ormai scansa ogni sentore di fatica, ogni peso, ogni difficoltà: abbiamo esaltato il trash e il pulp, bastavano un rutto e una rasoiata per raccogliere attenzione e gloria; abbiamo accettato che le televisioni venissero invase da gente che imbarcava applausi senza essere capace a fare nulla; abbiamo accolto con entusiasmo ogni sbraitante analfabeta, ogni ridicolo chiacchierone, ogni comico da quattro soldi, ogni patetica "bonazza". Così un poco ogni giorno il piano si è inclinato verso il basso e noi ci siamo rotolati sopra velocemente, allegramente, fino a non capire più nulla, fino all'infelicità. Tutto è stato facile, e tutto continua a voler essere ancora più facile. Impara l'inglese giocando, laureati in due anni senza sforzo, diventa anche tu ridendo e scherzando un uomo ricco e famoso.
Spesso i miei alunni, ragazzi di quindici o sedici anni, mi dicono: "Io voglio fare i soldi in fretta per comprarmi tante cose", e io rispondo che non c'è niente di male a voler diventare ricchi, ma che bisognerà pure guadagnarseli in qualche modo questi soldi, se non si ha alle spalle una famiglia facoltosa: bisognerà studiare, imparare un buon mestiere, darsi da fare. A questo punto loro mi guardano stupiti, quasi addolorati, come se avessi detto la cosa più bizzarra del mondo. Non considerano affatto inevitabile il rapporto tra denaro e fatica, credono che il benessere possa arrivare da solo, come arriva la pioggia o la domenica. Sembra che nessuno mai li abbia avvertiti delle difficoltà dell'esistenza. Sembra che ignorino completamente quanto la vita è dura, che tutto costa fatica, e che per ottenere un risultato anche minimo bisogna impegnarsi a fondo. E per quanto io mi prodighi per spiegare loro che anche per estrarre il succo dall'arancia bisogna spremerla forte, mi pare di non riuscire a convincerli. Il mondo intero afferma il contrario, in televisione e sui manifesti pubblicitari tutti ridono felici e abbronzati e nessuno è mai sudato.
Così si diventa idioti. E' un processo inesorabile, matematico, terribile, ed è un processo che coinvolge anche gli adulti, sia chiaro. La Facilità promette mari e monti, e il livello mentale si abbassa ogni giorno di più, fino al balbettio e all'impotenza. "Le cose non sono difficili a farsi, ma noi, mettere noi nello stato di farle, questo sì è difficile", scriveva ancora Brancusi. Mettere noi stessi nello stato di poter affrontare la vita meglio che si può, di fare un mestiere per bene, di costruire un tavolo o di scrivere un articolo senza compiere gravi errori, questo è proprio difficile, ed è necessario prepararsi per anni, prepararsi sempre. E se addirittura volessimo avanzare di un palmo nella conoscenza di noi stessi e del mondo, trasformarci in esseri appena appena migliori, più consapevoli e sereni, dovremmo ricordarci la fatica e la pena che ogni metamorfosi pretende, come insegnano i miti classici, le vite degli uomini grandi, le parole e le posizioni dei monaci orientali. Ma la Facilità ormai ha dissolto tante capacità intellettuali e manuali, e si parla a vanvera perché così abbiamo sentito fare ogni sera, si pensa e si vive a casaccio perché così fanno tutti.
Ben presto per i lavori più complessi dovremo affidarci alla gente venuta da fuori, da lontano, alle persone che hanno conosciuto la sofferenza e hanno coltivato una volontà di riscatto. Loro sanno che la Facilità è un imbroglio, lo hanno imparato sulla loro pelle. Noi continueremo a sperare di diventare calciatori e vallette, miliardari e attrici, indossatori e stilisti, e diventeremo solo dei mentecatti."
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Messaggioda Sam89 » 11/09/2008, 19:04

Su quello che dite non posso far altro che essere d'accordo. È vero che ci sono molti prof che non meritano nulla (e ne ho subiti parecchi) ma purtroppo sono molti di più gli studenti che non si applicano nemmeno leggermente.
Il problema dei prof e della scuola penso sia anche molto influenzato dalla politica mentre l'Idolo della Facilità è molto più grave perchè è un grave problema sociale e di grandi dimensioni. Cmq non voglio sviare l'oggetto della discussione e perciò vi lascio discutere del vostro (da me molto apprezzato) progetto.
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Messaggioda lucafg » 11/09/2008, 22:29

grazie per l'articolo Megan! L'ho messo subito sul mio sito www.distorsioni.net

ho già iniziato a lavorare sul libro. sto scrivendo l'indice di un ipotetico terzo volume e sto pensando alle applicazioni software che possono essere associate ad ogni capitolo o paragrafo.
ho iniziato dal terzo volume perché il sottoscritto insegna nel triennio e ha più dimestichezza con gli argomenti che si studiano negli ultimi tre anni del liceo.

intanto attendo il forum apposito dove si "costruirà" il libro.
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Messaggioda Megan00b » 12/09/2008, 00:08

C'è qualcuno che brucia le tappe....:D Bello, mi auguro che l'entusiasmo iniziale resti in tutti noi che vi apprestiamo a colalborare e che serva da stimolo reciproco.
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Messaggioda Cozza Taddeo » 12/09/2008, 10:26

[PICCOLO OT]
Vedetevi il film Idiocracy (il titolo è in inglese ma è stato doppiato in italiano): è la cinetraduzione grottesco-demenziale dell'articolo di Lodoli (con cui concordo in pieno ovviamente).
[FINE PICCOLO OT]
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Re: Manuale di matematica per le superiori da scrivere

Messaggioda gelaci » 22/12/2008, 18:19

Admin ha scritto:Volevo avviare la stesura di un manuale di matematica per le secondarie di II grado, magari per tutti e 5 gli anni, quindi 5 volumi.
Il libro dovrebbe essere scritto a più mani, molte mani, 15-20 autori e poi ognuno che vuol dare una mano.
Il libro dovrebbe essere usato gratuitamente in formato elettronico. Un libro con licenza commons creative.
L'obiettivo è quello di arrivare ad adottarlo effettivamente nelle classi. Per raggiungere l'obiettivo Matematicamente.it si propone come editore, con l'impegno di diffondere e distribuire il libro gratuitamente in formato elettronico.
Ogni docente o studente poi deciderà se e quali parti stampare a proprie spese, o a scuola; magari si riuscirà a fare delle convenzioni con copisterie nelle principali città, dove ognuno può stampare le parti che crede.
Al momento occorre una buona base di autori che vogliano buttarsi in questa impresa.
Poi creiamo un canovaccio sulla distribuzione dei contenuti, sulla struttura di ogni singolo volume-capitolo-paragrafo, sulla divisione dei compiti.
Un accordo-contratto tra editore, autori e chiunque si proponga come collaboratore per migliorare il libro.
Altri dettagli li darò più avanti a chi vorrà collaborare.
Per discutere del progetto si può rispondere a questo messaggio sul forum.
Chi è già convinto di voler partecipare può contattarmi direttamente via mail
antoniobernardo@matematicamente.it
Nella mail inviate un vostro breve curriculum ed eventualmente qualche idea su come vorreste contribuire e su come dovrebbe essere il libro.


Mi sembra una buonissima idea!!!

Mi piacerebbe collaborare (se mi riteneste adatta), ma non sono sicura di riuscire a garantire il contributo necessario. (Quest'anno devo superare l'anno di prova e ho anche 3 bambini piccoli...)

Sono un'insegnante di matematica, classe di concorso A047. Quest'anno insegno nel biennio di un liceo scientifico e in quello di un istituto professionale per il turismo. Altri anni ho lavorato in licei o in istituti industriali o professionali per il turismo o il commercio, dai primi agli ultimi anni di corso.

Complimenti per l'iniziativa!
gelaci
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Messaggioda Admin » 22/12/2008, 19:59

Mandami una mail come richiesto
Nella mail metti le informazioni che hai dato qui.
"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori" F. De Andrè
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