Messaggioda Cheguevilla » 28/07/2009, 09:04

Da Almalaurea
Ha una diffusione simile a molte altre lauree, anche se credo che la comparazione sia difficile da fare.
Naturalmente non sono laureato in scienze statistiche, ma non credo che serva un genio a capire che i 574 laureati in scienze statistiche costituirebbero il 4% dei laureati di un corso più popolare come economia, e che un confronto è difficile sotto l'aspetto puramente numerico.
Se un corso di laurea con 574 laureati offre una capacità di assorbimento nel mondo del lavoro del 56%, io non farei i salti di gioia.
Soprattutto quando il 42% di questi laureati ha un contratto atipico.
Inoltre, è bene considerare che il 53% dei lavoratori con questo titolo utilizza in misura ridotta le competenze ottenute, mentre il 20% non le utilizza per niente (è inoltre interessante osservare la segregazione di questo dato per ateneo).
Nel 61,5% dei casi, la laurea in questione non era richiesta.
Ora, sempre da ignorante in statistica, io i dati in questione li interpreto così: metà dei laureati in statistica trova lavoro dopo un anno. Il dato è coerente con molte altre facoltà.
Di queste 290 persone, circa 140 hanno un contratto atipico. Anche qui, poche differenze con gli altri corsi di laurea.
Sempre tra le 290 persone in questione, 150 utilizza in maniera ridotta le competenze acquisite, mentre 60 persone non le utilizzano proprio. Questo significa che 150 persone hanno un lavoro che avrebbero potuto ottenere con un altro corso di laurea (presumibilmente matematica, informatica o economia), mentre le altre 60 persone hanno un lavoro che non c'entra niente con il titolo di studio.
Quindi, si può arrivare a dire che su 574 laureati, 80 ottengono un lavoro che sfrutta le competenze acquisite.
Ora, c'è ancora bisogno di chiedersi per quale motivo un corso che offre un lavoro specifico ad 80 persone ogni anno ha pochi iscritti?
Apparentemente, ci troviamo di fronte ad un profilo leggermente diverso da quello descritto da Aliseo in cui gli statistici sarebbero i custodi del destino dell'universo.
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Messaggioda vict85 » 28/07/2009, 10:11

Giovici ha scritto:Comunque dai dati diffusi da almalaurea o altri istituiti pare che statistica sia molto ricercata dal mondo del lavoro, al contrario di quello che diceva cheguevilla..


Nella maggiorparte delle ricerche di almalaurea statistica è inglobata in economia perché:
1) Spesso i corsi di scienze statistiche sono fatti dalla facoltà di economia
2) si parla comunque di statistica applicata all'economia
3) i laureati in statistica sono troppo pochi per avere dei dati confrontabili.
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Messaggioda Giovici » 28/07/2009, 18:11

Cheguevilla ha scritto:Da Almalaurea
Ha una diffusione simile a molte altre lauree, anche se credo che la comparazione sia difficile da fare.
Naturalmente non sono laureato in scienze statistiche, ma non credo che serva un genio a capire che i 574 laureati in scienze statistiche costituirebbero il 4% dei laureati di un corso più popolare come economia, e che un confronto è difficile sotto l'aspetto puramente numerico.
Se un corso di laurea con 574 laureati offre una capacità di assorbimento nel mondo del lavoro del 56%, io non farei i salti di gioia.
Soprattutto quando il 42% di questi laureati ha un contratto atipico.
Inoltre, è bene considerare che il 53% dei lavoratori con questo titolo utilizza in misura ridotta le competenze ottenute, mentre il 20% non le utilizza per niente (è inoltre interessante osservare la segregazione di questo dato per ateneo).
Nel 61,5% dei casi, la laurea in questione non era richiesta.
Ora, sempre da ignorante in statistica, io i dati in questione li interpreto così: metà dei laureati in statistica trova lavoro dopo un anno. Il dato è coerente con molte altre facoltà.
Di queste 290 persone, circa 140 hanno un contratto atipico. Anche qui, poche differenze con gli altri corsi di laurea.
Sempre tra le 290 persone in questione, 150 utilizza in maniera ridotta le competenze acquisite, mentre 60 persone non le utilizzano proprio. Questo significa che 150 persone hanno un lavoro che avrebbero potuto ottenere con un altro corso di laurea (presumibilmente matematica, informatica o economia), mentre le altre 60 persone hanno un lavoro che non c'entra niente con il titolo di studio.
Quindi, si può arrivare a dire che su 574 laureati, 80 ottengono un lavoro che sfrutta le competenze acquisite.
Ora, c'è ancora bisogno di chiedersi per quale motivo un corso che offre un lavoro specifico ad 80 persone ogni anno ha pochi iscritti?
Apparentemente, ci troviamo di fronte ad un profilo leggermente diverso da quello descritto da Aliseo in cui gli statistici sarebbero i custodi del destino dell'universo.



.
Il corso ha pochi iscritti (esattamente come molti altri corsi di laurea scientifici) perchè è mediamente più difficile di altri corsi e perchè generalmente non viene pubblicizzato (specialmente se è inserito all' interno della facoltà di economia e non fa facoltà a sè).
I dati che ho io sono parecchio diversi da quelli che presenti tu. Negli indirizzi di statistica economica si fa lo stesso numero di esami di economia che fanno gli economisti. Perciò secondo me gli statistici non conoscono l'economia meno degli economisti.
Sempre per esperienza potrei dirti che mia zia è laureata in statistica, mia madre è laureata in matematica ed entrambe svolgono professioni da economisti (tra l' altro l' hai detta anche tu una cosa del genere; ma allora sei così sicuro che abbiano meno competenze economiche di un economista?)
Tra l' altro bisognerebbe capire cosa si intende per "competenze acquisite". Perchè è ovvio che l' unico lavoro da "statistico puro" è quello che può offrirti il CENSIS o l' ISTAT ma cosa mi dici del lavoro di attuario? Lo sai che le assicurazioni richiedono espressamente statistici per questo lavoro o economisti con master in statistica e ricorrono anche ad altro (laureati in economia) solamente perchè gli statistici sono troppo pochi?
Io sono sempre convinto che l' ateneo di provenienza faccia comunque una grossa differenza (per qualsiasi facoltà/corso di laurea) per quanto riguorda il placement.
Giovici
 

Messaggioda Cheguevilla » 28/07/2009, 21:37

Sulla difficoltà, c'è molta soggettività.
Un corso di laurea in informatica o in matematica non credo che sia molto più facile.
Le iscrizioni sono poche perchè la domanda è bassa. E i dati presi da Almalaurea (la stessa fonte che tu stesso hai citato) confermano ciò.
I lavori collegati ad assicurazioni, credito, analisi tecnica e simili coinvolgono naturalmente le conoscenze dello statistico e sono quei pochi settori in cui si può collocare, come ho già detto in un precedente intervento.

Lo sai che le assicurazioni richiedono espressamente statistici per questo lavoro o economisti con master in statistica e ricorrono anche ad altro (laureati in economia) solamente perchè gli statistici sono troppo pochi?
Quindi è lecito supporre che il 44% dei laureati in statistica non voglia fare quel lavoro per nessun motivo. La cosa mi sembra un po' forzata...

Sempre per esperienza potrei dirti che mia zia è laureata in statistica, mia madre è laureata in matematica ed entrambe svolgono professioni da economisti (tra l' altro l' hai detta anche tu una cosa del genere; ma allora sei così sicuro che abbiano meno competenze economiche di un economista?)
Si, ne sono più che sicuro.
Non esistono vuoti incolmabili.
Esistono economisti che fanno i programmatori, laureati in chimica che fanno i contabili, e via dicendo.
Se il corso di laurea è troppo specializzante, a meno che non si trovi lavoro nel settore specifico, ci si trova sempre a dover colmare lacune varie.
D'altra parte, un corso di laurea troppo generico ha un problema analogo.

Io sono sempre convinto che l' ateneo di provenienza faccia comunque una grossa differenza (per qualsiasi facoltà/corso di laurea) per quanto riguorda il placement.
Io invece sono convinto che la differenza non sia fatta dall'ateneo ma dal mercato del lavoro.
Posso sbagliarmi, ma credo che Messina possa offrire meno lavori qualificanti per questo tipo di corso di laurea rispetto a Padova.
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Messaggioda vict85 » 29/07/2009, 12:04

Giovici ha scritto:.
[...]
I dati che ho io sono parecchio diversi da quelli che presenti tu. Negli indirizzi di statistica economica si fa lo stesso numero di esami di economia che fanno gli economisti. Perciò secondo me gli statistici non conoscono l'economia meno degli economisti.


Considerando che gli esami sono fissati a 20 per legge (triennale) e che uno statistico ha 5-7 esami in statistica contro 1 degli economisti questo fatto mi sembra strano... Un economista non fa abbastanza esami di diritto e storia per compensare (e comunque credo che qualche esame in quei settori siano fatt anche dagli statistici).

Giovici ha scritto:.
Sempre per esperienza potrei dirti che mia zia è laureata in statistica, mia madre è laureata in matematica ed entrambe svolgono professioni da economisti (tra l' altro l' hai detta anche tu una cosa del genere; ma allora sei così sicuro che abbiano meno competenze economiche di un economista?)


O le tue zie sottoutilizzano le loro conoscenze oppure lavorano in settori di economia dove generalmente non prendono economisti... Come ho fatto notare le IMC sono sponsorizzate da una agenzia finanziaria e quella agenzia prende economisti solo se molto bravi perché i suoi dipendenti creano modelli e non appicano quelli già fatti. Ma seppur siano settori che per ora chiedono personale non sarebbero in grado di acquisire un numero di laureati pari e quelli di economia.
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Messaggioda fredmat » 07/05/2011, 02:13

Sono passati 2 anni dall'ultima risposta?
Le vostre opinioni sono cambiate?
Vorrei iscrivermi in statistica il prox anno.
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Re:

Messaggioda mrcpa » 06/01/2012, 05:57

fredmat ha scritto:Sono passati 2 anni dall'ultima risposta?
Le vostre opinioni sono cambiate?
Vorrei iscrivermi in statistica il prox anno.


vorrei accodarmi al messaggio soprastante, se è possibile .
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