Matematica e statistica ...

Messaggioda Aliseo » 19/07/2009, 12:13

Non so se è giusto inserire qui questo argomento ... ma mi stavo chiedendo: come mai poche persone scelgono i C.d.L. in scienze statistiche?

Voi cosa ne pensate? Spero di avere vostre opinioni in merito :wink:
Nessun matematico-statistico può definirsi tale, se non è anche un po’ poeta ....
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Messaggioda vict85 » 19/07/2009, 20:05

Semplicemente perché la statistica è solo un settore della matematica che ha molti altri settori interessanti... Inoltre tutto sommato secondo me non dà molta fiducia, è poco conosciuto e poi spesso non è neanche un corso di laurea di scienze mfn. Inoltre se uno vuole fare statistica matematica e non la statistica descrittiva/inferenziale del tipo istat, indagini di mercato e co... spesso scienze statistiche non è la scelta più appropriata. I corsi di statistica descrittiva ad economia, scienze politiche... non sono neanche della classe di matematica (come tipo di corsi). Quindi per certi versi molti corsi di scienze statistiche sono difficilmente considerabili veri e propri corsi di matematica.
Comunque credo sia un corso di laurea che cambia molto a seconda di dove lo fai...
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Messaggioda Aliseo » 20/07/2009, 10:22

Come mai dici che le materie statistiche non danno molta fiducia? E perché poi dici che tali materie non sono molto conosciute, visto che da ogni parte siamo bombardati da sondaggi, statistiche di ogni tipo?

Molte decisioni aziendali, analisi di mercato, analisi della diffusione delle malattie (epidemiologia), analisi dei mercati finanziari, decisioni di politica economica ect è vero si basano su strumenti matematici (che uno specialista deve sapere quando, come e perché applicarli), ma alla fine rimangono puri e semplici strumenti se i risultati che si ottengono non si sanno interpretare ... interpretazione che un puro matematico non può dare, ma uno statistico si!

La statistica matematica che poi tu dici diciamo che è un sunto della statistica inferenziale e calcolo delle probabilità, che nei C.d.L. in matematica vengono approfonditi se non da un punto di vista puramente matematico (dimostrazioni su dimostrazioni, studi asintotici, proprietà matematiche degli stimatori, ect.) e a questo punto mi chiedo: a cosa possa servire questa BELLA conoscenza matematica, se poi il mondo del lavoro richiede tutt'altro, che i C.d.L. in Statistica offrono ai propri studenti?

Mentre scrivo, mi viene da pensare che alla statistica (e quindi ai relativi laureati) non si dà la giusta importanza, del tutto poi eguale a quella dei matematici, perché la statistica è ora studiata ovunque, anche in quei corsi di laurea che a mio parere non c'entra nulla, ma messa lì solo per "tappare i buchi": come per esempio a psicologia, a scienze politiche, a medicina.

Anche perché la statistica, per quanto ramo della matematica, è del tutto diversa da quest'ultima, perché:

a) la statistica studia le metodologie per raccogliere, organizzare e analizzare dati (quantitativi e qualitativi), con lo scopo sia di descrivere le caratteristiche del fenomeno a cui i dati si riferiscono, sia di dedurre, ove possibile, le leggi generali che lo regolano

b) la matematica studia più le proprietà analitiche delle funzioni e tutto ciò che ne consegue.

Comunque, mi farebbe ancora piacere sentire le vostre opinioni in merito ... non importa se siete studenti o professori! Sarebbe bello che si aprisse un "dibattito" su questo argomento, per due motivi:

1) capire quali sono i problemi e i motivi che portano a considerare la matematica più bella e più importante della statistica;
2) aiutare i giovani ad orientare meglio le loro decisioni dopo il diploma.

Aspetto vostre opinioni! :wink:
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Messaggioda vict85 » 21/07/2009, 03:46

Aliseo ha scritto:Come mai dici che le materie statistiche non danno molta fiducia? E perché poi dici che tali materie non sono molto conosciute, visto che da ogni parte siamo bombardati da sondaggi, statistiche di ogni tipo?


Mi sono espresso male: mi riferivo al corso di scienze statistiche non alla statistica.

Aliseo ha scritto:Molte decisioni aziendali, analisi di mercato, analisi della diffusione delle malattie (epidemiologia), analisi dei mercati finanziari, decisioni di politica economica ect è vero si basano su strumenti matematici (che uno specialista deve sapere quando, come e perché applicarli), ma alla fine rimangono puri e semplici strumenti se i risultati che si ottengono non si sanno interpretare ... interpretazione che un puro matematico non può dare, ma uno statistico si!


Personalmente dubito che un laureato di scienze statistiche possieda gli strumenti per interpretare i dati. Generalmente chi fa le statistiche si limita a creare una sintesi dei dati e a darli all'esperto del settore per interpretare i risultati. Inoltre è spesso un lavoro in team in cui varie persone con conoscenze diverse collaborano.

Aliseo ha scritto:La statistica matematica che poi tu dici diciamo che è un sunto della statistica inferenziale e calcolo delle probabilità, che nei C.d.L. in matematica vengono approfonditi se non da un punto di vista puramente matematico (dimostrazioni su dimostrazioni, studi asintotici, proprietà matematiche degli stimatori, ect.) e a questo punto mi chiedo: a cosa possa servire questa BELLA conoscenza matematica, se poi il mondo del lavoro richiede tutt'altro, che i C.d.L. in Statistica offrono ai propri studenti?


Mah, dipende da che tipo di aziende consideri. L'ISTAT prenderà sia matematici che scienziati statistici e non credo che lavorino nella stesso settore. Una piccola azienda di marketing molto probabilmente preferirà laureati in economia.

Aliseo ha scritto:Mentre scrivo, mi viene da pensare che alla statistica (e quindi ai relativi laureati) non si dà la giusta importanza, del tutto poi eguale a quella dei matematici, perché la statistica è ora studiata ovunque, anche in quei corsi di laurea che a mio parere non c'entra nulla, ma messa lì solo per "tappare i buchi": come per esempio a psicologia, a scienze politiche, a medicina.


Hai messo 3 lauree in cui la statistica è usata intensamente, soprattutto medicina. Statistica è un corso che gli studenti di medicina snobbano ma che è ESSENZIALE per qualsiasi medico intenzionato a occuparsi di test clinici e ricerca. Come credi che venga analizzata l'efficacia di un farmaco o di una particolare cura? Tutto quello che è ricerca medica usa la statistica per ricavare le informazioni dai test e non credo che esista un settore che usa i test di student e simili più del settore medico/biologico/farmacologico... E non è un caso se la medicina è uno dei settori dove ci sono più articoli sbagliati, i medici studiano troppa poca statistica per saperla usare come di deve e comprendere l'errore teorico dei loro test... Tra l'altro hai messo analisi della diffusione delle malattie tra gli usi della statistica e poi hai detto che è inutile in medicina... Così mi confondi... Tra l'altro la diffusione delle malattie è studiata principalmente attraverso l'analisi delle reti sociali e dei flussi.
Gli psicologi usano la statistica in modo analogo ai medico mentre gli scienziati politici, ad esclusione di quelli che si occupano di relazioni internazionali, la usano per varie cose, la maggior parte già segnalate da te: uno scienziato politico si può occupare di quasi tutte le cose di cui si può occupare un economista, oltre che potersi occupare di geografia politica (emigrazione, diffusione malattie) e politiche varie. L'uso poi in alcuni settori come le previsioni elettorali sono più che conosciute (e fatte da scienziati politici). Tra l'altro il corso di scienze statistiche di cui ho esperienza diretta avendone seguito dei corsi era sotto la facoltà di scienze politiche.


Aliseo ha scritto:Anche perché la statistica, per quanto ramo della matematica, è del tutto diversa da quest'ultima, perché:

a) la statistica studia le metodologie per raccogliere, organizzare e analizzare dati (quantitativi e qualitativi), con lo scopo sia di descrivere le caratteristiche del fenomeno a cui i dati si riferiscono, sia di dedurre, ove possibile, le leggi generali che lo regolano

b) la matematica studia più le proprietà analitiche delle funzioni e tutto ciò che ne consegue.


Mah, su questo non sono molto d'accordo... Ho seguito dei corsi a scienze statistiche e la mia impressione è che uno scienziato statistico non sarebbe in grado di creare nuovi strumenti di analisi e anche se ne fosse in grado non saprebbe dimostrarne la loro correttezza. Tutto sommato il compito di un matematico specializzato in statistica è questo: creare nuovi strumenti di analisi. Oltre che la creazioni di modelli.

Aliseo ha scritto:Comunque, mi farebbe ancora piacere sentire le vostre opinioni in merito ... non importa se siete studenti o professori! Sarebbe bello che si aprisse un "dibattito" su questo argomento, per due motivi:

1) capire quali sono i problemi e i motivi che portano a considerare la matematica più bella e più importante della statistica;
2) aiutare i giovani ad orientare meglio le loro decisioni dopo il diploma.

Aspetto vostre opinioni! :wink:


Ti spiego le affermazioni del primo post.

1) Scienze statistiche non dà fiducia: Io personalmente non ho avuto una buona impressione di quel corso... comunque ritengo che una persona interessata al settore della statistica alla fine preferisca economia, scienze politiche o una materia scientifica perché dà l'impressione di offrire maggiori opportunità di lavoro. D'altra parte molto spesso i posti che può fare un laureato in statistica possono essere fatti anche da laureati nelle lauree scritte sopra (nelle quali spesso è possibile fare molteplici corsi a scelta nel settore statistico). E questo perché se un laureato in statistica conosce più la statistica d'altra parte conosce meno il settore nella quale viene applicata. Ciò che manca può essere recuperato da entrambi con non troppo sforzo...

2) Scienze statistiche è poco conosciuta: questa è semplicemente legata al fatto che è un corso di laurea che non ha una collocazione fissa nelle facoltà e che a volte è a se stante e altre è dentro scienze politiche, economia o mfn... In molte università non esiste neanche... Spesso le persone tendono a non avere informazioni molto ampie su tutta l'offerta formativa delle università e quindi le persone interessate nella statistica finiscono per studiare economia, scienze politiche, sociologia, matematica, fisica o ingegneria (a seconda del settore nella quale la vorrebbero applicare).

3) Scienze statistiche contro statistica matematica: ritengo che se uno è interessato a fare statistiche scienze statistiche sia la strada giusta ma come ho scritto sopra ritengo non permetta ad una persona interessata alla parte più teorica della statistica di avere gli strumenti per ampliare il settore. Quindi le persone che non vogliono occuparsi di compilare statistiche consiglio di andare a matematica (o di fare una delle applicazioni in modo di poter occuparsi maggiormente dell'interpretazione dei dati).
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Messaggioda Aliseo » 21/07/2009, 15:03

Allora:

1) parli per sentito dire o perché sei un laureato in scienze statistiche? :D

2) tu mi parli di scienze politiche, dove uno non è né avvocato, né economista ... in parole povere un ibrido

3) la medicina: è giusto che si rifaccia alla statistica, ma è del tutto incomprensibile e ingiustificabile che un laureato in medicina, che dovrebbe specializzarsi nella "lettura" delle malattie, faccia da solo le statistiche! Un medico deve affidarsi ad altri specializzati, cioè gli statistici!

4) non è vero che gli statistici sono soltanto degli "automi", che prendono le formule già fatte, le applicano ai dati e ottengono i risultati. Gli statistici fanno ANCHE QUESTO, ma il loro compito è anche quello di interpretare i dati, in base poi alla metodologia statistica-matematica che vi è alla base;

5) quando dici che "uno scienziato statistico non sarebbe in grado di creare nuovi strumenti di analisi e anche se ne fosse in grado non saprebbe dimostrarne la loro correttezza" hai preso un abbaglio, perché non è così. Di qua capisco che hai poca dimestichezza nel settore: ci sono puri statistici che sono stati "inventori" di nuovi strumenti di analisi e che sono stati pure in grado di darne una spiegazione;

6) l'ISTAT diciamo che "acquista" più laureati in statistica, che in matematica, visto che i primi per più di 3 anni studiano a fondo la materia, andando alla radice dei problemi e delle metodologie inferenziali e multivariate (certo la statistica descrittiva la sa fare chiunque, anche un laureato in psicologia), piuttosto che un matematico, che alla fine studia al massimo 2 materie statistiche.

7) riguardo alle analisi di mercato, è vero un'impresa può assumere un laureato in economia, ma chi effettua la vera analisi di mercato? chi effettua la segmentazione del mercato, cercando di capire quali siano le vere relazioni esistenti tra i clienti e le caratteristiche del mercato? Al massimo un laureato in economia, in base ai dati ottenuti e interpretati dagli statistici, effettueranno le giuste azioni, per raggiungere il loro obiettivo aziendale ;) ma di certo un laureato in economia non potrà mai effettuare una Cluster Analysis, una segmentazione dei mercato o un’Analisi delle corrispondenze, perché non ha le competenze e le conoscenze per farlo (come giusto che sia)!

8) poi ci sono anche laureati in statistica, che insegnano matematica e a livelli piuttosto alti! ;)

9) la statistica è anche demografia, teoria dei campioni, per esempio e sono materie da non sottovalutare!

Quello che vorrei dire, insomma, è che la Statistica, è vero, è un ramo della matematica, ma è anche al tempo stesso una specializzazione della matematica e nel corso del tempo la statistica ha preso una strada totalmente diversa rispetto a quella della matematica, scoprendo "nuovi mondi" e nuove metodologie. La statistica è un "mondo" parallelo a quello della matematica, ma totalmente indipendente da quest'ultimo. La cosa più importante è RICONOSCERE che nell'ambito di ciascuna materia, ognuno segue la specializzazione, che più gli si addice e bisogna riconoscere la sua professionalità e competenza.

Tutti sono dottori, ma se io voglio tirarmi un dente, non vado dal cardiologo. Se voglio risolvere un problema di geometria, non vado dallo statistico. Se voglio divorziare, non vado da un amministrativista. :D Un laureato in statistica, al pari di un laureato in matematica, ha una profonda e ampia conoscenza da non sottovalutare e, quindi, al pari del secondo, deve essere rispettato!

Comunque, nulla di personale né mi sto infervorando. Anzi mi fa piacere poter dialogare su questo argomento con te e mi farebbe piacere farlo anche altri (moderatori, junior member, professori, studenti, …) !

Aspetto ancora vostre opinioni in merito ... per un sereno e proficuo confronto!
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Messaggioda nox89 » 22/07/2009, 15:03

Ciao Aliseo sono uno studente di scienze statistiche della Sapienza che ha da poco finito il primo anno. A mio parere i motivi per cui tale corso è poco frequentato sono principalmente due:1) tale corso è poco pubblicizzato ed io stesso ho scoperto della sua esistenza poco prima di iscrivermi a fisica (ho deciso all'ultimo secondo di fare scienze statistiche) e sono poche le università in cui tale corso è attivo, 2)come le discipline scientifiche è considerato un corso difficilissimo ed i giovani di oggi preferiscono stare alla larga! Detto ciò ti dico un pò quale è la situazione: dal punto lavorativo gli sbocchi sono molto buoni, i laureati in scienze statistiche riescono a trovare lavoro abbastanza facilmente e presto. Una ottima cosa è che i corsi sono poco affollati, dopo le prime 2 settimane difficilmente si superano i 30-40 studenti in aula, è quindi fiacile seguire ed i professori spesso conoscono perfino gli studenti per nome. Dal punto di vista didattico ti posso dire che si studia abbastanza bene analisi matematica e si aquisiscono le nozioni necessarie per i corso successivi, (piccolo suggerimento: se hai una passione per la matematica in sè per sè non venire a statistica, vai a matematica). Fin da subito dovrai scegliere se indirizzarti verso l'ambito demografico(socio-economico), quello gestionale(gestionale), quello finanziario-economico, o quello assicurativo ed attuariale. Il primo anno gli esami sono quasi tutti uguali(informatica, analisi1, geometria, statistica descrittiva)ed altri 2 che cambiano a seconda dell'indirizzo. Sul settore demografico e gestionale purtroppo so dirti poco, gli statistici gestionali comunque sono molto richiesti. Comunque i 2 sottoindirizzi di gestionale sono tecniche decisionali e gestione aziendale. Riguardo economia e finanza questa si divide fin dal secondo semestre del primo anno in 2 sottoindirizzi: finanza e assicurazioni ed economia e finanza. gli statistici in questi due settori sono anche essi molto richiesti, quelli in demografia meno, da quanto mi hanno detto.
Posso dirti che tutti i corsi hanno in comune gli esami di statistica descrittiva, inferenza statistica e statistica multivariata, la preparazione statistica è quindi buona per tutti. L'indirizzo gestionale ha parecchio esami di informatica ed hanno una preparazione rivolta soprattutto all'economia delle imprese. I laureati in economia e finanza studiano parecchio l'economia nel suo complesso, l'econometria, l'analisi economica, i mercati finanziari ed in generale i meccanismi dell'economia finanziaria e monetaria nazionale e mondiale.Vi sono buone possibilità di trovare lavoro in banca e sei un esperto in economia preferito spesso ai laureati in economia e commercio per via delle tue maggiori conoscenze matematiche e statistiche. Quelli in finanza ed assicurazione trovano lavoro soprattutto in agenzie assicurative e studiano diritto dell'assicurazione e parecchio anche loro di finanza. Comunque queste sono solo le lauree triennali poi ci sono le magistrali, ti consiglio di fare un giro sul sito della sapienza o dell'università dove pensi di iscriverti, spero di esserti stato di aiuto, se vuoi domanda purealtre informazioni!
Un saluto.
Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma so che la Quarta sarà combattuta con pietre e bastoni. (Albert Einstein)
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Messaggioda Aliseo » 22/07/2009, 15:45

Ciao nox89, mi fa piacere che tu abbia risposto e abbia poi supportato quanto ho detto fino ad ora! Mi fa piacere conoscere altre persone che abbiano la mia stessa passione (mi sono laureato in scienze statistiche ed economiche ;))! E poiché ritengo, come te, che sia un corso di laurea difficile, ma molto molto bello è giusto dargli lo stesso spazio e lo stesso rispetto degli altri corsi di laurea!!!!!

Quello che ti posso dire è non scoraggiarti di fronte alle difficoltà di alcune tue future materie! ;) In bocca al lupo!

Aspetto ancora votre opinioni in merito a questo argomento (non esistono soltanto i post di matematica e fisica ;)): non siate "timidi" :D ... esprimete le vostre opinioni, chiunque voi siate (moderatori, junior member, professori di matematica, studenti di liceo, ...) ok?
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Messaggioda apatriarca » 22/07/2009, 17:11

Aliseo ha scritto:1) capire quali sono i problemi e i motivi che portano a considerare la matematica più bella e più importante della statistica;
2) aiutare i giovani ad orientare meglio le loro decisioni dopo il diploma.

Personalmente non conosco direttamente il corso di laurea in scienze statistiche. Rispondo comunque a queste due questioni.
1) Considerando che la risposta più comune che ho ricevuto dopo aver detto di far matematica è stata “odiavo la matematica quando ero al liceo”, mi viene difficile pensare che la matematica sia normalmente considerata bella. Ammetto comunque che tra i vari settori della matematica la statistica è tra le più bistrattate e incomprese, ma credo sia più che altro dovuto al fatto che spesso viene usata male. “Poche” persone sono realmente in grado di comprendere le statistiche, ma vengono comunque diffuse su giornali e televisioni senza grossi commenti o elaborazioni.

Discorso un po' diverso vale per coloro che fanno matematica. A molti matematici la statistica non piace. E devo ammettere di essere tra questi. Riporto quindi le mie ragioni. Quello che mi piace della matematica è principalmente la sua capacità di esprimere e trattare concetti complicati con grande semplicità. Sono tra quei matematici a cui non piace fare calcoli e che in effetti non sono neanche molto bravi a farli, ma riescono a seguire intricati procedimenti astratti senza troppi problemi. Tutto questo non l'ho visto in statistica, ma forse l'ho solo studiata poco.

2) Normalmente non amo le lauree ibride. Spesso si finisce per fare tante cose, ma male. Ho avuto un'esperienza simile con la mia prima laurea. Sono quindi convinto che sia meglio cercare di iscriversi in un corso di laurea solido e ben consolidato. Detto questo credo che la laurea in scienze statistiche abbia delle potenzialità. A matematica non si fa molta statistica e comunque non si applica, e c'è quindi probabilmente bisogno di un qualche corso di laurea che copra queste lacune. In alcune università è però abbastanza nuovo come corso di laurea e consiglierei quindi, per chi fosse interessato, ad indirizzarsi verso corsi più radicati. I primi studenti dei corsi nuovi fanno spesso da “cavie” con programmi e cambi di piano continui ricevendo di fatto una preparazione peggiore di quella che si riceve in corsi più consolidati.
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Messaggioda Aliseo » 22/07/2009, 17:59

Risulta interessante quello che hai detto @apatriarca e ti ringrazio per aver risposto! ;)

apatriarca ha scritto: ... che tra i vari settori della matematica la statistica è tra le più bistrattate e incomprese, ma credo sia più che altro dovuto al fatto che spesso viene usata male. “Poche” persone sono realmente in grado di comprendere le statistiche, ma vengono comunque diffuse su giornali e televisioni senza grossi commenti o elaborazioni.


è vero, la statistica purtroppo è considerata come il fratellastro, la cenerentola della situazione ... è utile in qualunque occasione, in ogni circostanza, ma il suo ruolo non viene mai riconosciuto! Come statistico devo dire che mi dispiace che tale materia (e tutto ciò che le ruota attorno in prima linea) sia considerata di 2° razza, di 2° specie! Lo statistico è una vera e propria professione, altamente qualificante e con una profonda cultura! Una cultura , ritengo, più flessibile rispetto a quella del matematico.

apatriarca ha scritto:Discorso un po' diverso vale per coloro che fanno matematica. A molti matematici la statistica non piace. E devo ammettere di essere tra questi. Riporto quindi le mie ragioni. Quello che mi piace della matematica è principalmente la sua capacità di esprimere e trattare concetti complicati con grande semplicità. Sono tra quei matematici a cui non piace fare calcoli e che in effetti non sono neanche molto bravi a farli, ma riescono a seguire intricati procedimenti astratti senza troppi problemi ...


Come statistico, come un qualsiasi altro laureato in statistica, amo la matematica, perché ritengo che la Statistica non può fare a meno di essa. Però devo dire anche che lo statistico non si addentra nella "profondità" dell'analisi delle funzioni, cioé non analizza il comportamento delle funzioni nell'intorno di un punto - conoscenza questa molto bella, lo riconosco, ma "ai fini lavorativi", mi chiedo, a cosa può servire? Comunque, la statistica non è soltanto fare calcoli vorrei precisare :), è anche quello, ma è soprattutto lo studio di un particolare fenomeno, capire quali sono le reali caratteristiche di esso e individuare quei strumenti statistici (funzioni, rapporti, ect.) che meglio possono descrivere in maniera molto semplice il fenomeno e, attraverso essi, scopripre relazioni che a prima vista non si pensava nemmeno che esistessero!

apatriarca ha scritto: Normalmente non amo le lauree ibride. Spesso si finisce per fare tante cose, ma male ... Detto questo credo che la laurea in scienze statistiche abbia delle potenzialità. A matematica non si fa molta statistica e comunque non si applica, e c'è quindi probabilmente bisogno di un qualche corso di laurea che copra queste lacune. In alcune università è però abbastanza nuovo come corso di laurea e consiglierei quindi, per chi fosse interessato, ad indirizzarsi verso corsi più radicati. I primi studenti dei corsi nuovi fanno spesso da “cavie” con programmi e cambi di piano continui ricevendo di fatto una preparazione peggiore di quella che si riceve in corsi più consolidati.


Non ho capito una cosa qui: i matematici pensano che un C.d.L. in statistica sia un corso ibrido? o Ti riferisci ai corsi ibridi che ho definito prima, quali scienze politiche, scienze della formazione, ect?

Fatemi sapere! ok? ;)
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Messaggioda vict85 » 22/07/2009, 18:52

nox89 ha scritto:Ciao Aliseo sono uno studente di scienze statistiche della Sapienza che ha da poco finito il primo anno. A mio parere i motivi per cui tale corso è poco frequentato sono principalmente due:1) tale corso è poco pubblicizzato ed io stesso ho scoperto della sua esistenza poco prima di iscrivermi a fisica (ho deciso all'ultimo secondo di fare scienze statistiche) e sono poche le università in cui tale corso è attivo, 2)come le discipline scientifiche è considerato un corso difficilissimo ed i giovani di oggi preferiscono stare alla larga!


:roll: è alla fine quello che dicevo io... tranne sul fatto che è difficile: scienze statistiche alla Sapienza probabilmente è così ma alle volte è dentro le facoltà di scienze politiche, giurisprudenza e soprattutto economia... In questi casi viene considerata molto meno difficile.

Comunque io ho due lauree (quasi) una in studi internazionali e l'altra in matematica. Quando ero a scienze politiche ho dato degli esami con gli studenti di scienze statistiche e non mi erano sembrati particolarmente svegli ma certo erano al primo anno (io ero al terzo e uno studente del primo anno, agli occhi di uno più grande, sembra ancora un bambino per certe cose) di un corso relativamente nuovo e che era comunque sotto la facoltà di scienze politiche. Alla Sapienza le cose saranno certamente diverse.

Il mio scopo prima era principalmente di dire ciò che ha scritto nox89 cioè che scienze statistiche è poco conosciuta. Inoltre nelle università in cui è nuova potrebbero esserci delle persone che non si fidano. Tra l'altro ritengo che molte persone vedano la statistica solo attraverso le mal-interpretate statistiche che compaiono sui giornali (i giornalisti dovrebbero fare un corso di statistica... almeno la finirebbero di scrivere cavolate) e quindi vedono chi fa le statistiche come persone che non hanno nulla di meglio da fare di fare statistiche inutili. Personalmente trovo che una statistica che confermi ciò che tutti possono comprendere con poco sforzo sia assolutamente inutile (ed è per questo che gli esempi che usano i demografi per spiegare l'utilità della loro materia mi hanno sempre fatto ridere). Nel settore delle scienze politiche in cui mi sono laureato la statistica non è utilizzata quasi per nulla e questo perché i dati ricavabili sono pochi e per ora, anche con tutti gli sforzi degli americani, non si sono ricavate statistiche utili.

Vorrei aprire una breve parentesi in favore degli scienziati politici e non solo perché sono laureato nel settore. Le scienze politiche vengono spesso considerate facile e vengono incolpate di essere una via di mezzo tra giurisprudenza ed economia (facoltà più "nobili") ma rimane comunque una tra le facoltà, dopo ingegneria ed economia con il più alto grado di occupati, molto al di sopra di facoltà più nobili come lettere, filosofia o storia (e a torino ci sono un migliaia di iscritti l'anno). Sulla facilità direi che ce ne sono più facili (come scienze delle comunicazioni) e comunque io ho una media più alta ora a matematica di quella che avevo a scienze politiche. Riguardo alla via di mezzo direi che è una idea storica derivata dal fatto che è nata come un distaccamento da giurisprudenza con lo scopo di potenziare la parte economica. Personalmente trovo giurisprudenza sopravvalutata, cioè è perfetta se vuoi fare avvocato, giudice... ecc... ma per quasi tutti gli altri mestieri che un laureato in legge può fare un laureato in scienze politiche è più qualificato (conoscendo più economia e lingue). Giurisprudenza ha quasi tutti corsi in legge più qualche esame di economia (supersemplificati persino rispetto agli standard di scienze politiche) e forse uno in statistica (che qui forse è abbastanza inutile). Rispetto ad economia le scienze politiche aggiungono tanto ma perdono anche molto. Io credo che se fai scienze politiche per fare un lavoro da economista allora sbagli facoltà.
Sempre più inoltre le scienze politiche posseggono un loro posto distinto dalla altre due sorelle maggiori. Un laureato in scienze politiche è una persona che analizza questioni sociali e politiche attraverso una analisi multidisciplinare (oltre a legge, economia e statistica si studiano storia, sociologia, scienze politiche, antropologia, lingue e linguistica...). In nessuno di questi settori dà una analisi equivalente alla laurea in quel settore ovviamente ma cerca di fornire una mentalità aperta a varie prospettive... Certo per la maggior parte delle cose ne sa meno di una persona specializzata del settore ma in alcuni campi non è richiesta una conoscenza specifica ma di saper saltare da un settore ad un altro. Riguardo alle statistiche comunque deve saperle più leggerle che farle e spesso utilizza statistiche fatte da altri per dare una qualche prova di quello che dicono.

Dopo questa "breve" parentesi torniamo all'argomento generale... La statistica è una sorella minore per un motivo molto semplice è solo la parte applicata di una materia molto più vasta. Inoltre, se si esclude il calcolo delle probabilità, non possiede molte applicazioni interne alla matematica. Quindi il suo studio non interessa a nessuno (tra i matematici) che non sia già interessato alla materia. Se si è interessati alla matematica che ci sta dietro, come ha detto nox89 non ha senso fare scienze statistiche e data la impostazione economico-sociale delle scienze statistiche la stessa cosa vale se si è interessati ad applicazioni come l'analisi dei testi e le traduzioni che poco o nulla guadagnano dalla conoscenza di demografia, economia e altre "applicazioni". Poi i matematici puri la detestano per il semplice motivo che è il settore più applicato della matematica, con dimostrazioni spesso "brutte" e non particolarmente interessanti.
Sopravvaluti comunque la statistica come usi e sottovaluti moltissima della matematica. Per certi versi cose come la trasmissione della malattie usa la statistica insieme ad altri strumenti (per certi versi più potenti) perché se la statistica sa sintetizzare i dati gli altri strumenti sanno prendere i risultati di statistica e trasformarli per ricavare risultati più utili. Uno statistico, sappi, che di matematica ne sa pochissimo, se diamo un valore di 10 alla conoscenza di un laureato specialistico di matematica un laureato di statistica non arriverà all'1, un fisico arriverà a 6-7 e un ingegnere a 4-5 (e questo anche considerando la statistica come matematica). Tutto questo ha il prezzo di lasciare indietro una marea di conoscenze negli altri rami. D'altra parte uno scienziato politico ha una cultura più vasta e flessibile di un laureato in statistica ma non sa fare le statistiche altrettanto bene. Ognuno ha il suo posto... Personalmente trovo che tu non possa capire cosa un matematico trovi nella matematica esattamente come un matematico puro non può capire come si possa amare la statistica (credo che sia più bistrattata della fisica). E per favore non confondere l'analisi matematica dei primi anni con la Matematica... un qualsiasi matematico la considererebbe matematica elementare.

P.S: Del 10 che ho messo per un laureato magistrale in matematica io, che sto per finire la triennale, ne saprò 3 o forse anche meno quindi non offenderti se dico che un laureato in statistica non arriva all'1.

P.S2: Nessuno dei due corsi che hai segnato sono corsi ibridi... Sono a rigore corsi interdisciplinari di lunga tradizione. Si riferiva a corsi più nuovi che erano miscuglio di più cose messe un po' a caso perché potrebbero avere un senso (nel suo caso un insieme tra ingegneria e scienze dalla comunicazione). Scienze politiche era così all'inizio ma ora dopo un centinaio di anni è un corso costruito abbastanza bene. Non credo che scienze statistiche sia un corso ibrido, ha senza dubbio un senso a se stante. Probabilmente si riferiva al fatto che i corsi di nuova formazione in statistica sono un corso sperimentale (ovviamente alla sapienza non è così).

P.S3: Alcuni corsi sono, per motivi storici, considerati inferiori indipendentemente dalla realtà dei fatti. Pensa anche solo a ingegneria informatica rispetto alle ingegnerie storiche. Quindi è normale che la statistica, essendosi sviluppata recentemente rispetto al resto della matematica (e spesso in maniera meno rigorosa) sia meno rispettata di settori più storici come l'analisi e la geometria. Condivide questo fato con l'informatica e l'analisi numerica.
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