Messaggioda dissonance » 04/09/2009, 12:58

Esatto (però cerca di dirlo un po' meglio). Lo strumento "pratico" da usare è la risoluzione di opportuni sistemi di equazioni lineari. Se te ne ricordi fai come dice angus: le colonne della matrice di cambiamento di base sono le coordinate dei vettori della base di partenza rispetto alla base di arrivo.

Personalmente mi scordo sempre l'ordine corretto delle basi, quindi preferisco scrivere una matrice vergine (come la \( \displaystyle {M}={\left[\matrix{{m}_{{{1}&{1}}}&{m}_{{{1}&{2}}}\\{m}_{{{2}&{1}}}&{m}_{{{2}&{2}}}}\right]} \) di prima) e determinarne i coefficienti come sopra. Questione di gusti, spero di non averti confuso le idee.
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