lisdap ha scritto:Si è questo il punto. Se il corpo è sottoposto ad una forza conservativa e ad una non conservativa, allora io so che l'energia meccanica non si conserva e la sua variazione è pari al lavoro delle forze non conservative. Ma se il punto è sottoposto a sole forze non conservative, visto che non esiste la funzione energia potenziale, non esisterà neanche l'energia meccanica. Quindi in questo caso chiedermi se per una forza non conservativa si conservi o meno l'energia meccanica non ha alcun senso, non esistendo appunto l'energia potenziale e quindi l'energia meccanica. Sei d'accordo con quello che ho scritto?
Allora, come fa notare speculor, se nel caso di forze non conservative prendi come energia meccanica la sola energia cinetica (essendo l'energia potenziale definita a meno di una costante) il tutto ha perfettamente senso.
Ad ogni modo tieni presente che si tratta solo della definizione di energia meccanica.
Cio' che e' importante fisicamente e' che l'energia (totale, se vuoi) di un sistema isolato si conservi (cioe' sia sempre lo stesso numero). Ri-vediamo l'argomento standard: nel caso ci siano in giro solo forze conservative, poiche' queste sono il gradiente di un potenziale e poiche' la variazione del potenziale e' il lavoro compiuto dalla forza (conservativa) allora hai che la somma di energia potenziale e energia cinetica si conserva, e puoi senz'altro identificare quest'ultima (diciamo l'energia meccanica) con l'energia totale. Se la forza non e' conservativa l'unica parte di questo argomento che "si rompe" e' quella relativa alla domanda "a quanto ammonta il lavoro compiuto dalla forza non conservativa?": allora puoi considerare solo l'energia cinetica come energia meccanica (vedi post di speculor), e aggiungi "questa pero' varia dell'ammontare del lavoro compiuto dalla forza esterna". Di nuovo hai il principio di conservazione dell'energia, se vuoi espresso sotto forma del Primo Principio della Termodinamica generalizzato. O almeno cosi' mi piace vederlo






