aleio2 ha scritto:Inizio con lo spiegarmi meglio.
Per identità intendo qualsiasi proprietà o affermazione nei riguardi dell'algebra considerata (associatività, commutatività rispetto all'operazione).
Per algebra intendo una struttura composta da un insieme ed una o più operazioni (che sia un magma, un semigruppo, un anello, un corpo).
In algebra un'algebra non è un termine univocamente determinato ma non è un sinonimo di struttura algebrica. Non l'ho mai visto usare in quella accezione e lo considero un termine fortemente sconsigliato. Una struttura in cui sono definite funzioni binarie interne (operazioni) si chiama struttura algebrica. Se ci si trova nell'algebra moderna generalmente con algebra si intende un'algebra su un campo e quindi, sintetizzando molto, un anello che è anche spazio vettoriale. In analisi e in altri settori della matematica la parola algebra compare anche in altri usi: algebra booleana, \( \displaystyle \sigma \)-algebra e algebra su insiemi. Immagino comunque che ci siano legami tra i due usi che ho segnalato ma non sono ben visibili a chi, come me, non li ha approfonditi tantissimo.
aleio2 ha scritto: Ho trovato questi enunciati, come li ho citati, nelle dispense del mio professore e vengono presentati come teoremi.
Se negli appunti del professore c'é scritto che una struttura in cui ci sono operazioni si chiama algebra allora sono preoccupato. In ogni caso, anche se mi sbagliassi e ci fossere almeno 100 persone che usano quel termine, ti sconsiglio di usarlo perché al di fuori degli studenti del tuo corso è rarissimo sentirlo e rischi di essere fortemente frainteso.
Ma esattamente che corso è?
aleio2 ha scritto:Non saprei. Hai per caso qualcosa in mente che si possa avvicinare a questi enunciati? Perchè sinceramente non riesco a capirli.
In ogni caso il non essere abeliano da parte di A non è una proprietà in senso stretto. Nel senso che non è un qualcosa espressa esclusivamente mediante quantificatori universali ma mediante particolari condizioni di esistenza. Nel senso che esistono determinati elementi di A per cui non vale la commutatività ma ne esistono altri per cui vale. Non so se mi sono spiegato bene.
Il mio esempio era un controesempio sbagliato... avevo letto male il testo. Comunque l'abelianità essendo \( \displaystyle \forall a,b \in S, ab = ba \) non ha bisogno di nessuna condizione di esistenza... Se la struttura è commutativa tutti gli elementi commutano. Altrimenti ovviamente le cose cambiano. In caso contrario se segni con \( \displaystyle \phi \) la formula \( \displaystyle a*b = b*a \) (usando notazione infissa) con \( \displaystyle a \) e \( \displaystyle b \) libere allora per certi versi ti viene chiesto di considerare come si mantiene la verità della formula.
aleio2 ha scritto:Aggiornamento: Comunque penso di essere riuscito a dimostrarli..

Personalmente non riesco a capire come si faccia a dimostrarlo senza avera una chiara idea delle definizioni. Andrebbe espressa in termini di formule logiche con particolari caratteristiche. Se vuoi te la controllo. Che definizione usi per omomorfismo esattamente?