Appunto, il consorzio nettuno esiste e molte università forniscono già le lezioni online. Per riunirle non serve neanche che si abbia qualcosa fatto dal ministero: basta un sito che riinvii ai siti delle università singole permettendo ricerche intelligenti, commenti ai vari video e cose simili. Per quanto una università interamente online senza una base (o più basi) non è possibile per le ragioni scritte sopra.
Che possa essere opportuna una maggiore coordinazione tra le varie università è vero ma trovo la proposta piuttosto inutile perché non mira a modificare un comportamento sbagliato ma semplicemente ad evidenziare una necessità che è ampiamente condivisa per quanto le azioni attuali non siano coordinate a livello ministeriale. È un po' come una petizione per aumentare il car sharing in Italia.
Senza considerare che sarebbe stato opportuno fare riferimento a progetti tipo come il consorzio nettuno,
http://www.ocwconsortium.org/ o altri (a stanford fanno qualcosa del genere).
Per quanto riguarda le lezioni in sé a dire il vero penso che il video della lezione (in classe) sia una fonte piuttosto dispersiva, soprattutto perché in classe hai la possibilità di porre domande mentre su un video non ce l'hai. Un mezzo invece molto più utile è sotto forma di podcast o meglio video o audio montati con il chiaro scopo di insegnare a distanza. Specialmente se accompagnati da materiale multimediale esplicativo durante la “lezione”. Questi materiali richiedono un certo tempo di preparazione e sono paragonabili a dispense (anche se in genere ricercano una minore formalizzazione dei contenuti). Vi sono vari esperimenti nel campo. I corsi di Stanford online che sono finiti lo scorso mese avevano lo scopo di testare questo genere di strumenti.
Comunque la petizione mi sembra un po' sintetica, che non proponga innovazioni significative (in alcuni casi anche attuate) e che non tenga conto degli attuali trend nell'educazione a distanza.
Peraltro io, in un'altra discussione, avevo espresso il mio auspicio verso corsi interuniversitari (o comunque delocalizzati) molto più radicali, sia in termini di lezioni sia in termini di esami (anche se questi ultimi non necessariamente online).