da gugo82 » 30/08/2009, 17:31
Se posso intromettermi...
In realtà sui polinomi si possono fare due diversi tipi di considerazioni, a seconda che li si consideri come fanno gli algebristi o come fanno gli analisti.
La differenza consiste in questo: per un algebrista, un polinomio non è né più né meno di una successione definitivamente nulla a valori in un anello (ad esempio \( \displaystyle \mathbb{R} \)); per un analista di norma un polinomio è un'applicazione che contiene unicamente una combinazione lineare di alcune potenze intere della variabile.
Dal punto di vista "algebrico", l'anello dei polinomi reali \( \displaystyle \mathbb{R}{\left[{X}\right]} \) è praticamente indentificato con la classe delle successioni definitivamente nulle:
\( \displaystyle {c}_{{{00}}}\:={\left\lbrace{p}={\left({p}_{{n}}\right)}\subseteq\mathbb{R}:\exists\nu\in\mathbb{N}_{{0}}:\forall{n}\ge\nu,{p}_{{n}}={0}\right\rbrace} \),
quindi si può mettere su \( \displaystyle \mathbb{R}{\left[{X}\right]} \) il prodotto scalare canonico di \( \displaystyle {c}_{{{00}}} \), ossia:
(a) \( \displaystyle {\left\langle{p},{q}\right\rangle}\:={\sum_{{{n}={0}}}^{{+\infty}}}{p}_{{n}}{q}_{{n}} \)
(ciò equivale a fare le somme dei prodotti dei coefficienti delle potenze omologhe); noto che la serie a secondo membro è, in realtà, una somma finita.
Dal punto di vista "analitico", viene naturale considerare le restrizioni dei polinomi ad intervalli limitati, tipo \( \displaystyle {\left[{a},{b}\right]} \), e quindi di solito si mette su \( \displaystyle \mathbb{R}{\left[{X}\right]} \) il prodotto scalare integrale:
(b) \( \displaystyle {\left\langle{p},{q}\right\rangle}\:={\int_{{a}}^{{b}}}{p}{\left({x}\right)}\cdot{q}{\left({x}\right)}\ \text{ d}{x} \).
Ovviamente i due approcci portano a diverse concezioni di ortogonalità e tutto il resto... E tra le due diverse opzioni non c'è alcun legame: basti pensare che \( \displaystyle {x},{{x}}^{{2}} \) sono ortogonali rispetto al prodotto scalare (a), ma non ortogonali rispetto al prodotto scalare (b) con \( \displaystyle {\left[{a},{b}\right]}={\left[{0},{1}\right]} \); analogamente i polinomi di Legendre d'ordine \( \displaystyle {0} \) e \( \displaystyle {2} \), ossia:
\( \displaystyle {p}_{{0}}{\left({x}\right)}={1},{p}_{{2}}{\left({x}\right)}=\frac{{1}}{{2}}{\left({3}{{x}}^{{2}}-{1}\right)} \)
sono ortogonali rispetto al prodotto (b) con \( \displaystyle {\left[{a},{b}\right]}={\left[-{1},{1}\right]} \) ma non ortogonali rispetto al prodotto (a).
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gugo82 il 30/08/2009, 17:38, modificato 1 volta in totale.
Non puoi aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un'arte che bisogna apprendere. (Friedrich Wilhelm Herschel)