Grazie al cielo la matematica non muove sempre dalla concretezza!
devo contraddirti.
Ciò che infatti non condivido appieno dello svolgimento classico della matematica sia questo interesse smisurato per l' astrazione e mostrare come ciò si possa effettuare senza poi ricongiungersi a problemi "terreni".
Non condivido in quanto ritengo che ciò elimini proprio quell aspetto della matematica che ha dell incredibile.
Ogni problema materiale e pratico infatti, può sì essere considerato in quanto tale o essere astratto a livelli sempre più alti, come fa la matematica.
Ogni livello in cui si sale, avrà le sue regole, tanto strane quanto complesse e difficilmente in queste regole noi potremo comprendere perchè queste regole si applichino.
Ma nonostante ciò, una volta che nel livello più alto si sarà raggiunto il risultato, basterà tradurlo e ritradurlo, fino ad ottenere l obiettivo pratico che ci eravamo prefissati.
Come mi piace dire a me, la matematica è l unica materia tramite la un individuo può starsene chiuso in una cella senza vedere mai il sole, e con la sua semplice ragione capire come gira il mondo.
A parte tutta questa bella pappardella che magari è anche OT, vorrei rispondere a Federico.
Nonostante non sappia in che scuola insegni ricordati che molti concetti dela fisica anche basilari possono ben spiegare concetti di analisi un pò complicati a prima vista.
Guarda la derivata: f(x)/x.
Ebbene questo non è altro che la velocità: la derivata della funzione spazio_percorso/tempo_impiegato è come fare dS/dt, che è in effetti il valore dell inclinazione in ogni punto, ed è la velocità.
Procediamo. Derivando il grafico della velocità al variare del tempo, otteniamo dv/dt, che altro non è che il grafico dell accelerazione durante il tempo.
Se in S/t c era una retta obliqua, la derivata sarà una rettà orizzontale, di velocità costante, e la sua derivata una retta orizzontale per 0, accelerazione nulla.
Avendo nel primo una parabola (V=(0,0)), nel secondo avremo una retta, e nel terzo una retta orizzontale, accelerazione costante.
Un consiglio: nel caso che tu insegna alle superiori o scuole comunque dove si insegni già il calcolo combinatorio, penso che molti professori non siano neppure in grado di capire ogni caso (permutazione, combinazione, ripetizione o no) a cosa si può ricondurre in pratica, e questo farebbe molta più chiarezza, e i casi tangibili si trovano (se me lo richiedi posso farti una lista che misi insieme tempo fa).
E così via..se me ne vengono in mente altri te lo dico..piuttosto ci servirebbe sapere dove insegni e magari quali argomenti, così possiamo ragionarci sopra uno per uno..