Messaggioda Gummitch » 28/03/2008, 15:00

Admin ha scritto:Gli esperimenti per far leggere il libro di matematica sono indispensabili e necessari ma li vedo come una forzatura. Il docente devi insegnare come si usa il libro ovviamente.

Non ho capito... :oops: Se sono una forzatura come fa il docente ad insegnare ad usare il libro?

Butto lì qualche idea giusto per pensarci un po':
- dare nei compiti in classe gli stessi esercizi che nel libro costituiscono gli esempi svolti (in modo che più o meno dopo la prima o le prime volte lo studente sia tentato di andare a leggere il libro);
<edit> Ossia dare nei compiti in classe uno o due esercizi presi da lì; non intendo l'intero compito ovviamente </edit>
- lasciare usare liberamente nei compiti in classe il libro di testo (incompatibile con la precedente ma con lo stesso fine);
- usare le stesse parole del libro e specificare ogni volta "stiamo parlando di equazioni, a pagina 43 del libro" (per esempio).

Per ora non mi viene in mente altro. Però aggiungo una cosa: il libro (eventuale) su come si usa il libro di testo dovrebbe essere per come lo immagino un libretto agile di pochissime pagine (meglio ancora se poche note da poter fotocopiare, così non si tratta di un altro acquisto) da usarsi nelle prime dieci (o sei, o quattro...) ore di lezione.
Ciao,
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comprensione libro di testo

Messaggioda cifra56 » 03/06/2008, 11:05

:axe: Secondo me, oltre alla spiegazione che i ragazzi annotano negli appunti, il docente dovrebbe affrontare insieme alla classe la lettura dello stesso argomente nel libro di testo per insegnare a "decodificare" il linguaggio specifico della materia ci soprattutto nel biennio della scuola media.
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Messaggioda Another Joe » 12/06/2008, 22:01

Anch'io non avrei il diritto di postare, ma ci tengo estremamente a fornire il mio personalissimo punto di vista. :-D

Sono studente universitario e troppo spesso mi capita sul libro di testo apposito di trovarmi davanti pochi esercizi banali risolti e altri molto più complessi da risolvere senza una traccia alcuna. Sicuramente per mia incapacità mi blocco su passaggi magari banali, faccio errori stupidi di distrazione e la cosa più frustrante è che alla fine non so nemmeno se ho fatto qualcosa di matematicamente sensato e con le mie sole capacità non posso esserne sicuro.

Ma le mie difficoltà sono anche quelle di tanti altri, siamo un paese con poca cultura scientifica e il disinteresse e la frustrazione che destano i libri di matematica a mio avviso ne hanno una colpa non trascurabile. Perchè la matematica più è avanzata è più diventa un linguaggio in codice pienamente accessibile solo a pochi prescelti, i cosiddetti che hanno di più "la testa" per essa. La cosa è ingiusta e dannosa. Uno, perchè non è giusto fare selezione su chi è più portato a fare qualcosa, secondo perchè allontana gli studenti dalla disciplina e da quanto ad essa è collegato, cioè l'intero mondo della scienza.

Partiamo col dire che un testo scientifico non si deve saper leggere a priori, bisogna imparare a leggerlo. Ed essendo una cosa molto metodica, che implica comunque un forte studio e un forte accesso alla memoria, per imparare a leggere il linguaggio in codice matematico, NON si possono saltare i passaggi che ti rendono padrone della materia. La cosa sarebbe pienamente risolvibile se venisse scritto un libro dal linguaggio banale e amichevole, che si dilunga con frasi che traducono BENE dal matematico all'italiano, linguaggio cui tutti sono abituati e che riporti sequenze di esercizi anche stupidi e banali, legati a puri meccanismi mnemonici, che però aiutino a fissare i concetti, a diventarne fruitori naturalmente, passo per passo, ed ad ampliarli poi successivamente a concetti sempre più grandi e complessi. Insomma, costruire le fondamenta e poi la casa, come dovrebbe essere naturalmente. Spiegare TUTTI i passaggi, a costo di dilungarsi ed essere prolissi, ma non ci interessa questo, perchè l'importante è essere CHIARI, estremamente chiari e mettere in condizione l'alunno di affrontare gli esercizi che, comunque, devono essere tutti completamente risolti con tutti i passaggi in un testo a parte. E solo così anche chi non è portato alla materia, ma è appassionato, ne diventa padrone ed entusiasta divulgatore, contribuendo alla comunità scientifica. Perchè tanto lo sappiamo no, guardando solo le soluzioni non si impara la matematica, quindi cosa ci importa di metterle o meno, è un problema rischiare di essere chiari e precisi, di evitare frustrazione e/o perdite di soldi e tempo agli studenti?
Studiare matematica deve essere un piacere e una soddisfazione e non una condanna, come è per molti studenti che prima di essere appassionati e poi studenti devono prima arrivare al sodo in modo veloce e poi, magari, tramite queste condizioni si appassionano e approfondiscono. E se non si appassionano pazienza, non è un obbligo.

Insomma, l'idea è questa: scrivere libri lunghi, corposi, ma che si dilunghino anche eccessivamente per spiegare come stanno le cose, che ripetano i concetti, che spieghino i passaggi, che risolvano gli esercizi. Per spingere gli studenti a trovare soddisfazione nella materia e a scoprire un'eventuale passione latente. Poi allora sì che si può parlare di dedicarsi a testi complessi, quando si sanno leggere. Le generalizzazioni matematiche avvengono solo, nella mente, dopo che si sono presi tanti esempi concreti e che in ogni distinto caso si è notato un comune andamento riassumibile ed assimilabile agli altri.

Per la mia esperienza personale, le più ore passate sui testi mi sono servite per rivedere, ri-capire, assemblare concetti e tradurre dal matematico all'italiano.
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Messaggioda BooTzenN » 18/06/2008, 15:53

zorn ha scritto:E' risaputo i libri di testo di matematica sono ancora assolutamente a misura dell'insegnante. Io lo ritengo quasi inutile usarlo per insegnare la matematica ai ragazzi delle superiori.


ciao
credo invece che ci siano dei buoni libri adatti anche agli studenti.
quando faccio ripetizioni ai ragazzi delle superiori punto molto all'uso del libro soprattutto per la parte di teoria perchè l'obiettivo è anche quello di renderli autonomi nello studio e quindi imparare a capire la teoria usando da soli il libro.
ciao
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Messaggioda giuma36 » 27/06/2008, 21:56

Credo che il problema sia proprio quello che riportano altre risposte, cioè la non continuità nello studio. A sua volta questo è collegato alla "paura" che provoca la matematica in alcuni ragazzi, spesso rafforzata dai genitori. Non vi è mai capitato in un colloquio con madri o padri che vi venga detto: "Anche io non capivo niente di matematica quando studiavo"? Cioè, traduco io, "non c'è nessuna possibilità che mio figlio possa capire questi argomenti" (figuriamoci poi capire il testo di matematica!)
A proposito del libro di testo, i miei alunni lo portano di solito, ma su questo sono "rigida": se non hanno il materiale segnalo a casa la dimenticanza e, lavorando alle medie, una nota un qualche effetto ancora lo fa...
Per il righello quest'anno ho deciso che lo "regalavo" io...con la quota della scuola legata alla partecipazione ai giochi matematici (come "premio" di partecipazione)...per un pò nell'astuccio di quasi tutti i ragazzi è comparso stabilmente questo "oggetto sconosciuto", ma non garantisco nulla per l'anno prossimo!

:cry:
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda franced » 02/07/2008, 18:25

Cozza Taddeo ha scritto:I piú diligenti hanno adirittura il righello, ma parliamo di gente che viaggia già di suo con voti attorno al 7 e viene di tanto in tanto quando non capiscono un singolo argomento (quando gli dico di fare un piano cartesiano e dall'astuccio sfoderano il loro righello devo trattenere a stento le lacrime dalla commozione...).

Sto ancora attendendo qualcuno che porti spontaneamente anche il compasso...la maggior parte non lo porta neppure se glielo chiedo piú e piú volte...



E' così importante portare il righello e il compasso?

Io dico sempre ai miei studenti che la matematica si dovrebbe fare sui fogli bianchi
(quelli per le fotocopie, tanto per intenderci), senza ailtri aiuti.

Chi se ne importa se uno disegna a mano libera un cerchio un po' brutto?
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Messaggioda franced » 02/07/2008, 18:31

Admin ha scritto:Come docente e come autore di libri di testo trovo la questione sia molto intricata.
Il libro in fondo è una certezza nel rapporto docente-studente, entrambi sanno che esiste e male che vada possono fare riferimento a quello.
E' però uno strumento difficile da usare, più semplice per gli adulti che man mano hanno apprezzato dove andare a cercare le cose che nessuno può più dirti.
Lo studente cerca di evitarlo, se può è meglio che qualcuno le spieghi a voce le cose che dovrebbe imparare.
Gli esperimenti per far leggere il libro di matematica sono indispensabili e necessari ma li vedo come una forzatura. Il docente devi insegnare come si usa il libro ovviamente.


Forse sbaglierò, ma io mi sto trovando bene a fare gli appunti ai ragazzi.
I libri vengono utilizzati soprattutto per gli esercizi, è inutile girare tanto intorno alla questione.

Riscuotono maggiore successo quei libri che, prima di presentare gli esercizi, fanno degli
esempi completi di risoluzione.

Ogni docente dovrebbe scrivere il suo libro, così non ci sarebbero problemi! :-D
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda Cozza Taddeo » 03/07/2008, 07:24

franced ha scritto:Chi se ne importa se uno disegna a mano libera un cerchio un po' brutto?

Nessuno se poi lo studente su quel cerchio sbilenco è capace di ragionare e "vedere" le proprietà geometriche che gli consentono di capire la dimostrazione di un teorema o di venire a capo di un esercizio.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, lo studente ha bisogno di un disegno che sia il piú possibile chiaro e preciso come supporto ad una spiegazione o alla risoluzione di un esercizio altrimenti va incontro a notevoli svarioni. Ora, se uno è capace di fare cerchi e rette precisi senza stecca e compasso a me sta benissimo, gli faccio pure i miei complimenti visto che io disegno ancora patate e ondine a mano libera, altrimenti mi aspetto che uno studente intenzionato a migliorare le sue capacità matematiche porti gli strumenti che gli facilitino questo suo progresso (magari un giorno sarà cosí bravo che potrà farne a meno!).

Questo è quello che intendevo dire.
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Messaggioda zorn80 » 12/08/2008, 21:22

BooTzenN ha scritto:
zorn ha scritto:E' risaputo i libri di testo di matematica sono ancora assolutamente a misura dell'insegnante. Io lo ritengo quasi inutile usarlo per insegnare la matematica ai ragazzi delle superiori.


ciao
credo invece che ci siano dei buoni libri adatti anche agli studenti.
quando faccio ripetizioni ai ragazzi delle superiori punto molto all'uso del libro soprattutto per la parte di teoria perchè l'obiettivo è anche quello di renderli autonomi nello studio e quindi imparare a capire la teoria usando da soli il libro.
ciao


Beh invece molti, me compreso, lo usano quasi solo per gli esercizi (e come posta franced più sotto possibilmente con esempi risolti :D ) per non sforzarsi a inventarne da sé...

per quanto mi riguarda la teoria e semplici esempi preferisco spiegarli a modo mio. Di rado consiglio il libro agli studenti delle superiori (per gli adulti il discorso è completamente diverso infatti loro sanno abituarsi a un linguaggio diverso dal loro, i ragazzi molto meno)
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Messaggioda BooTzenN » 27/08/2008, 18:05

zorn80 ha scritto:
BooTzenN ha scritto:
zorn ha scritto:E' risaputo i libri di testo di matematica sono ancora assolutamente a misura dell'insegnante. Io lo ritengo quasi inutile usarlo per insegnare la matematica ai ragazzi delle superiori.


ciao
credo invece che ci siano dei buoni libri adatti anche agli studenti.
quando faccio ripetizioni ai ragazzi delle superiori punto molto all'uso del libro soprattutto per la parte di teoria perchè l'obiettivo è anche quello di renderli autonomi nello studio e quindi imparare a capire la teoria usando da soli il libro.
ciao


Beh invece molti, me compreso, lo usano quasi solo per gli esercizi (e come posta franced più sotto possibilmente con esempi risolti :D ) per non sforzarsi a inventarne da sé...

per quanto mi riguarda la teoria e semplici esempi preferisco spiegarli a modo mio. Di rado consiglio il libro agli studenti delle superiori (per gli adulti il discorso è completamente diverso infatti loro sanno abituarsi a un linguaggio diverso dal loro, i ragazzi molto meno)


ciao
come già detto ritengo utile non solo insegnare la matematica (o qualsiasi altra materia) ma anche un metodo per poi essere indipendenti nello studio. in poche parole insegnare ad usare correttamente i libri!! :)
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