Molto spesso arrivano da me dei ragazzi dicendo "Ah non ho capito alcuni passaggi della spiegazione del professore e quindi non riesco a fare gli esercizi".
Al che io replico:"Ma hai studiato l'argomento sul tuo libro?" E puntuale arriva sempre la stessa risposta:"Sul libro di testo non si capisce niente!"
La cosa curiosa è che se poi procedo a chiarire i dubbi utilizzando le stesse frasi e gli stessi esempi del libro tutti i dicono:"Adesso sí che ho capito..." dopodiché appena mostro loro che ho ripetuto per filo e per segno la trattazione del libro di testo rimangono un po' perplessi e stupiti e comunque ribadiscono:"Non so, nel libro non si capiva niente".
Una volta che avevo un po' di tempo a disposizione ho provato con uno di questi ragazzi a leggere le 3 paginette di spiegazione ed esempi sulla risoluzione delle disequazioni intere numeriche di secondo grado, fermandomi dopo ogni singola frase per chiedergli se l'aveva capita.
Le poche frasi non completamente chiare (alla prima lettura!) erano legate ad alcuni passaggi algebrici non immediatamente evidenti (ai suoi occhi). Tuttavia, soffermadocisi sopra un paio di minuti e svolgendo in prima persona i cacloli riportati nel libro risultavano chiare anche a lui.
Alla fine della lettura il ragazzo ha esclamato:"Ma è cosí facile!"
Morale: mi sono fatto l'idea che i libri di testo di matematica vengano utilizzati dalla stragrande maggioranza dei ragazzi come degli eserciziari (quando va bene) e che le parti di teoria vengano tenute a distanza come troppo astruse e incomprensibili non tanto perché lo siano veramente (anche alle loro menti non tanto pratiche di matematica) ma perché richiedono un'attenzione ed uno sforzo di comprensione (minimo) continuato.
Voglio dire, la maggior parte degli studenti sa utilizzare un libro di letteratura, storia, filosofia, scienze, ecc. a proprio vantaggio, per recuperare informazioni, chiarire dubbi, verificare dei dati, mentre pochissimi sanno fare altrettanto con un libro di matematica (preferiscono utilizzare gli appunti). Ciò significa che non sanno affrontare la lettura di un testo scientifico rigoroso ed estrarne le informazioni fondamentali.
Volevo chiedervi se anche voi avete avuto questa impressione e se non sarebbe utile che la scuola, tra le varie attività pomeridiane che emtte in atto, non potesse fare dei "corsi di lettura" di articoli o brani di matematica (anche estrapolati dal libro di testo), in modo da educare i giovani alla comprensione della letteratura scientifica.








