Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda Cozza Taddeo » 04/10/2007, 11:48

Mi intrufolo impropriamente in questa sezione anche se non sono un docente uffciale, ma solo un "ripetitore" nei ritagli di tempo.

Molto spesso arrivano da me dei ragazzi dicendo "Ah non ho capito alcuni passaggi della spiegazione del professore e quindi non riesco a fare gli esercizi".
Al che io replico:"Ma hai studiato l'argomento sul tuo libro?" E puntuale arriva sempre la stessa risposta:"Sul libro di testo non si capisce niente!"
La cosa curiosa è che se poi procedo a chiarire i dubbi utilizzando le stesse frasi e gli stessi esempi del libro tutti i dicono:"Adesso sí che ho capito..." dopodiché appena mostro loro che ho ripetuto per filo e per segno la trattazione del libro di testo rimangono un po' perplessi e stupiti e comunque ribadiscono:"Non so, nel libro non si capiva niente".

Una volta che avevo un po' di tempo a disposizione ho provato con uno di questi ragazzi a leggere le 3 paginette di spiegazione ed esempi sulla risoluzione delle disequazioni intere numeriche di secondo grado, fermandomi dopo ogni singola frase per chiedergli se l'aveva capita.
Le poche frasi non completamente chiare (alla prima lettura!) erano legate ad alcuni passaggi algebrici non immediatamente evidenti (ai suoi occhi). Tuttavia, soffermadocisi sopra un paio di minuti e svolgendo in prima persona i cacloli riportati nel libro risultavano chiare anche a lui.
Alla fine della lettura il ragazzo ha esclamato:"Ma è cosí facile!" :roll: :roll: :roll:

Morale: mi sono fatto l'idea che i libri di testo di matematica vengano utilizzati dalla stragrande maggioranza dei ragazzi come degli eserciziari (quando va bene) e che le parti di teoria vengano tenute a distanza come troppo astruse e incomprensibili non tanto perché lo siano veramente (anche alle loro menti non tanto pratiche di matematica) ma perché richiedono un'attenzione ed uno sforzo di comprensione (minimo) continuato.

Voglio dire, la maggior parte degli studenti sa utilizzare un libro di letteratura, storia, filosofia, scienze, ecc. a proprio vantaggio, per recuperare informazioni, chiarire dubbi, verificare dei dati, mentre pochissimi sanno fare altrettanto con un libro di matematica (preferiscono utilizzare gli appunti). Ciò significa che non sanno affrontare la lettura di un testo scientifico rigoroso ed estrarne le informazioni fondamentali.

Volevo chiedervi se anche voi avete avuto questa impressione e se non sarebbe utile che la scuola, tra le varie attività pomeridiane che emtte in atto, non potesse fare dei "corsi di lettura" di articoli o brani di matematica (anche estrapolati dal libro di testo), in modo da educare i giovani alla comprensione della letteratura scientifica.
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda Rowena » 04/10/2007, 13:12

Cozza Taddeo ha scritto:Volevo chiedervi se anche voi avete avuto questa impressione e se non sarebbe utile che la scuola, tra le varie attività pomeridiane che emtte in atto, non potesse fare dei "corsi di lettura" di articoli o brani di matematica (anche estrapolati dal libro di testo), in modo da educare i giovani alla comprensione della letteratura scientifica.



Non è una cattiva idea. Molti di noi il doposcuola devono farlo comunque, magari si potrebbe approfittarne per fare un'indagine su quanti hanno questo problema e iniziare a proporre la lettura/comprensione del libro.
Porca miseria, mi trovo con una terza che NON porta il libro a scuola perchè la loro insegnante precedente lo usava per i compiti a casa,e quindi loro non dovevano anticiparseli a scuola... ma santo cielo, sopra ci sono gli esempi, le formule...ma la teoria ti piove dal cielo? Gliel'ho detto, ragazzi PORTATE IL LIBRO, specie QUANDO SPIEGO!!!
Se ho elementi, vi faccio sapere.
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Messaggioda ntn » 04/10/2007, 15:25

anche questa risposta è abusiva in auanto non sono insegnate,
tuttavia argomentando da quanto mi riferiscono i miei tre figli distribuiti tra la 5° elementare ed il 3° scientifico,credo che un motivo dell' "incomprensione" dei testi possa essere individuato nella mancanza della pratica dell' esposizione orale durante l' interrogazione. Se si è abituati a dover esporre a voce cosa è una radice quadrata e con che metodo posso ricercare i valori e non solo a calcolarla applicando l' algoritmo, forse sarà piu naturale accettare la spiegazione verbalizzata offerta dal testo per il prossimo argomento. In proposito ricordo che E. Castelnuovo nel libro didattica della matematica, citava i vantaggi di far svolgere degli elaborati tipo temi d' italiano con argomenti di aritmetica o geometria.

Poi va bene c' è sicuramente l' aspetto sfida, a cui la mat. si presta "vediamo se riesco a fare l' esercizio perchè sono bravo lo stesso e non ho troppo bisogno del libretto d' istruzione", succede che per i primi tempi magari funziona, ho segito le spiegazioni in classe e con gli esempi fatti dalla proff è tutto OK, dopo quando la trama s' infittisce è troppo tardi non ho il contatto con il testo, ne tantomeno sono abituato a leggerlo.

Comunque non è questione da poco complimenti a quelle/i che che riescono in quest' intento con i loro alunni.
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Messaggioda Cozza Taddeo » 04/10/2007, 15:37

ntn ha scritto: tuttavia argomentando da quanto mi riferiscono i miei tre figli distribuiti tra la 5° elementare ed il 3° scientifico,credo che un motivo dell' "incomprensione" dei testi possa essere individuato nella mancanza della pratica dell' esposizione orale durante l' interrogazione.

Considerazione interessante, non ci avevo pensato.

ntn ha scritto:In proposito ricordo che E. Castelnuovo nel libro didattica della matematica, citava i vantaggi di far svolgere degli elaborati tipo temi d' italiano con argomenti di aritmetica o geometria.

Al biennio del liceo scientifico nel compito di matematica avevamo sempre uno o due problemi di geometria euclidea che andavano svolti proprio come un tema di italiano (erano il mio spauracchio ma sono stati davvero utili). Pare che ora sia una pratica caduta un po' in disuso.
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda Cozza Taddeo » 04/10/2007, 15:42

Rowena ha scritto:Porca miseria, mi trovo con una terza che NON porta il libro a scuola perchè la loro insegnante precedente lo usava per i compiti a casa,e quindi loro non dovevano anticiparseli a scuola... ma santo cielo, sopra ci sono gli esempi, le formule...ma la teoria ti piove dal cielo? Gliel'ho detto, ragazzi PORTATE IL LIBRO, specie QUANDO SPIEGO!!!

Figurati che da me arriva gente senza neppure il foglio o la penna per scrivere...

I migliori portano libro e appunti...

I piú diligenti hanno adirittura il righello, ma parliamo di gente che viaggia già di suo con voti attorno al 7 e viene di tanto in tanto quando non capiscono un singolo argomento (quando gli dico di fare un piano cartesiano e dall'astuccio sfoderano il loro righello devo trattenere a stento le lacrime dalla commozione...).

Sto ancora attendendo qualcuno che porti spontaneamente anche il compasso...la maggior parte non lo porta neppure se glielo chiedo piú e piú volte...
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda ntn » 04/10/2007, 16:00

Sto ancora attendendo qualcuno che porti spontaneamente anche il compasso...la maggior parte non lo porta neppure se glielo chiedo piú e piú volte...[/quote]

Prova a fare come gli spacciatori: le prime volte portaglieli Tu, po' darsi che subentri dipendenza e poi non sappiano pù fare a meno di compassi e libri.

cordialità
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Messaggioda milady » 04/10/2007, 16:11

ehm..m'intrufolo anche io!!!!!!!!!!
concordo con ntn, però molto spesso i ragazzi decidono di studiare matematica il giorno
prima dell'interrogazione o del compito e chiaramente si fanno prendere dal panico!!!
Quando non c'è questo rischio, perchè perdere tempo a: 1)leggere-2)capire-3)fare gli esercizi?!
Così si passa direttamente alla terza fase!!
I libri di testo, almeno quelli che sfoglio io quando do ripetizioni, sono semplici, ricchi di esempi svolti e comunque non più ostici dei libri delle altre materie! e qui mi riallaccio e condivido pienamente il pensiero di Cozza Taddeo:
Cozza Taddeo ha scritto:le parti di teoria vengano tenute a distanza come troppo astruse e incomprensibili non tanto perché lo siano veramente ma perché richiedono un'attenzione ed uno sforzo di comprensione (minimo) continuato

Insomma la maggior parte di loro non ritiene ammissibile dover studiare una materia giorno-per-giorno per non accumulare lacune!!
ben vengano i "corsi di lettura" perchè, tra quelli che percepiscono il concetto, sento spesso dire "ho capito ma non lo so spiegare a parole mie!!".......anche se secondo me, resta sempre una questione di pigrizia!
Alle elementari la maestra ci diceva di spiegare le cose come se l'interlocutore le ascoltasse per la prima volta e quindi c'invitava a esercitarci a casa(davanti allo specchio!) per raggiungere l'obiettivo!!
..........
I never made promises lightly
And there have been some that I've broken
But I swear in the days still left
We'll walk in the fields of gold

...........
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Re: Studio dei libri di testo di matematica

Messaggioda Camillo » 04/10/2007, 18:17

Cozza Taddeo ha scritto:
Rowena ha scritto:Porca miseria, mi trovo con una terza che NON porta il libro a scuola perchè la loro insegnante precedente lo usava per i compiti a casa,e quindi loro non dovevano anticiparseli a scuola... ma santo cielo, sopra ci sono gli esempi, le formule...ma la teoria ti piove dal cielo? Gliel'ho detto, ragazzi PORTATE IL LIBRO, specie QUANDO SPIEGO!!!

Figurati che da me arriva gente senza neppure il foglio o la penna per scrivere...

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Sto ancora attendendo qualcuno che porti spontaneamente anche il compasso...la maggior parte non lo porta neppure se glielo chiedo piú e piú volte...


* Deve essere una costante : anch'io spesso fornisco penna e carta ( quest'ultima cosa mi secca )
*Non ho mai osato chiederlo ( il compasso )
* Il righello : uno solo lo aveva sempre, peccato che fosse quello più capra in matematica , come lui stesso si definiva .
Non ho sparso lacrime di commozione quindi. :D
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Messaggioda zorn » 04/10/2007, 19:20

E' risaputo i libri di testo di matematica sono ancora assolutamente a misura dell'insegnante. Io lo ritengo quasi inutile usarlo per insegnare la matematica ai ragazzi delle superiori.
Nulla importa veramente.

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Messaggioda zorn » 04/10/2007, 19:22

Per quanto riguarda l'insegnare a leggere un testo scientifico sono pienamente d'accordo direi è necessario farlo al più presto.
Nulla importa veramente.

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