Ora, l'esperienza è basata, come noto, sulla differenza tra i cammini per due raggi luminosi propaganti rispettivamente parallelamente e perpendicolarmente al flusso d'etere. Da quanto ho compreso, allorchè i raggi raggiungono lo specchio centrale semiargentato, si comportano come sorgenti coerenti di luce, soltanto con una differenza di fase che produce sullo schermo (telescopio) una figura di diffrazione. Correggetemi se sbaglio.
Quel che non comprendo (e su cui tutti i libri fuggono abbastanza veloci) è il motivo per cui dovrei vedere le frange d'interferenza 'spostarsi' quando l'intero apparato venga ruotato di 90°. Così profanamente ragiono: ruotando l'apparato, i due raggi invertono tra loro i ruoli, ma quest'inversione non pare essere molto più di un'osservazione teorica, dal momento che essendo i due bracci dell'interferometro esattamente uguali in lunghezza i due raggi dovrebbero essere effettivamente indistinguibili. Molto semplicisticamente, nello specchio centrale i due raggi partono sfasati sia prima che dopo la rotazione, ma lo sfasamento dovrebbe essere effettivamente in entrambi i casi lo stesso (poichè tale è appunto la differenza tra i cammini in entrambi i casi), per cui l'onda che si ottiene sommando i due contributi (e che è poi rilevata dallo schermo-telescopio) dovrebbe essere identica in entrambi i casi! L'esperienza è invece basata proprio sul fatto che ogni frangia si sposta --e lo fa di una quantità doppia rispetto alla differenza tra i cammini. Dove sbaglio?
Spero di essermi sufficientemente spiegato (per quanto un errore possa essere appunto 'spiegato'..



