arrigo ha scritto:Spero solo che questi miei scritti siano serviti almeno per illustrare come parte della ricerca, la più moderna e scientifica che conosca, sta procedendo.
Non mi pare.
Al punto 1) riferisci che «le neuroscienze mostrano che, quando un cervello di Homo Sapiens sta avendo esperienze mistico/religiose, si attiva una "certa parte" del cervello». Come ti ha fatto notare GIBI, non è una grande notizia. Infatti: «si tratta di una parte ben specifica [...], tipica della nostra specie, analoga all'area del linguaggio. I bonopo non ce l'hanno (entrambe ...). Se non hai l'area del linguaggio non parli. Se non hai l'area del senso religioso, non hai il senso religioso». La notizia è quindi che l'homo sapiens è fisiologicamente diverso dai bonopo...
Ma al punto 2) vai oltre: «chiamo quella certa parte sede del "senso religioso"». Questo non lo fa la neuroscienza, lo fai tu. Tra l'altro, non definisci "senso religioso" e poi lamenti che i tuoi interlocutori non hanno capito la differenza tra "senso religioso" e religione.
Forse non sarebbe male definire "senso religioso", tanto più che lo consideri addirittura un "invariante" e un "assoluto" mentre, da quello che dici, la neuroscienza ha solo parlato di "
esperienze mistico/religiose".
arrigo ha scritto:Io esprimo delle ipotesi scientifiche, perchè verificabili sperimentalmente. Tutto qui.
A me sembra che estrapoli e che le tue "ipotesi scientifiche" si basano solo su definizioni che non dai, quindi non verificabili. Non solo: se non si definisce quello di cui si sta parlando, qualsiasi discussione è impossibile (e preferisci "ritirarti dalla discussione").
Se definisci "senso religioso", ad esempio, come "ricerca di un principio ispiratore dell'etica" (e andremmo molto vicini a confucianesimo, taoismo e buddismo), ce l'ho pure io!
Se lo definisci invece come "credenza nell'esistenza di uno o più esseri trascendenti", allora confucianesimo, taoismo e buddismo sono out. E sono ancora più out se lo definisci "credenza in essere trascendente che ti impone regole di condotta e ti castiga con pene eterne se non obbedisci".
arrigo ha scritto:ps. ah, dimenticavo, io sono stato in Cina due volte, molte volte in India, Nepal ecc. Il mio hobby, se così si può dire, sono proprio le ... religioni. Inoltre, una delle mie migliori amiche è una cinese che ha vissuto di persona l'indottrinamento culturale di Mao ... Credo di sapere bene quello che dico ...

Ripetuto che Mao non c'entra proprio nulla in quello che dico, e che mi viene da un grande storico delle religioni, alla richiesta di documentare quanto affermi rispondi "conosco una cinese"? Arrigo, sii buono, riesci ad immaginare una rivista scientifica che accetterebbe un tuo articolo così documentato?
arrigo ha scritto:siamo troppo distanti culturalmente, metodologicamente ecc
Quanto a me:
a) ho imparato dalla filosofia (e anche un po' dalla matematica) che condizione necessaria di qualsiasi discussione sensata è la definizione non ambigua di ciò di cui si parla;
b) ho imparato dall'epistemologia che la ricerca scientifica si porta avanti elaborando modelli che possano avere un valore predittivo, senza la pretesa di individuare leggi "oggettive" (lasciate al tacchino di Russell);
c) ho imparato dalla storia, dall'antropologia e dall'economia che non esistono solo le scienze matematiche fisiche e naturali, ma anche le scienze umane, che pongono problemi metodologici più ardui, perché «Il fisico studia gli atomi, ma egli non è un atomo. Il microbiologo studia i microbi, ma egli non è un microbo. L’economista, non diversamente dal sociologo, studia la società della quale fa parte: egli non è estraneo all’oggetto del suo studio nel senso particolare in cui si può affermare che lo sia il cultore di scienze naturali» (Paolo Sylos Labini,
Saggio sulle classi sociali, Laterza, 1974, p. 3).
d) cerco sempre di documentare quello che dico.
Qual è il tuo punto di vista culturale, metodologico ecc.?