E' noto che ogni tanto qualcuno decide arbitrariamente che si tratta di un teorema e cerca di dimostrarlo, cadendo inevitabilmente in errori di logica dimostrativa. Esempi se ne trovano anche sui libri testo di matematica per le superiori.
Tuttavia su un libro di testo ho trovato una dimostrazione della sola esistenza di rette parallele perchè, data una retta e un punto esterno, sarebbe assurdo che una retta passante per quel punto esterno risulti perpendicolare sia alla retta data che alla retta "presunta" incidente alla retta data e passante per quel punto, e questo in base all'unicità della perpendicolare passante per un punto esterno (dico "presunta" incidente perchè la retta è parallela alla retta data ma per assurdo si presume che la incontri in un punto molto lontano).
Dopodichè si enuncia il 5° postulato di Euclide dicendo semplicemente che in base ad esso
"La retta passante per un punto e parallela a una retta data è unica."
Solo che in questo enunciato è inclusa implicitamente anche l'esistenza di almeno una retta parallela, quindi risulta un po' sibillino.
Si può dimostrare un teorema sull'esistenza di rette parallele per assurdo? Infatti tale dimostrazione consiste nel negare la tesi, ma si può avanzare una tesi di parallelismo fra rette prima di aver deciso se accolgo o meno il V postulato di Euclide, cioè prima di aver chiarito se opero in ambito di geometria euclidea o di geometrie non euclidee?



