L’esperimento di Millikan

Attorno al 1906 Millikan aveva iniziato i propri tentativi di misurare la carica dell’elettrone. In un primo tempo egli si limitò a seguire il metodo di H. A. Wilson, ma ben presto introdusse un miglioramento decisivo (anche se ci sono alcuni dubbi, perché in un manoscritto pubblicato dopo la morte dell’autore Harvey Fletcher (1884. 1981), lui stesso si dichiara ideatore di questa vittoriosa scoperta). Anziché goccioline d’acqua che condensavano da un’atmosfera umida, impiegò goccioline d’olio minerale (olio per orologi di più elevata qualità), spruzzate nella sua apparecchiatura con un atomizzatore, questo ridusse l’evaporazione dalla superficie delle goccioline, mantenendo costante la loro massa durante il corso dell’esperimento. Ma il fatto più importante è che Millikan aveva scoperto di poter così osservare una singola gocciolina anziché una nube, seguendone il moto quando si spostava più volte verso l’alt o verso il basso a seconda della goccia, si poteva ricavare la carica elettrica dalla velocità proprio come aveva fatto Wilson
Le goccioline d’olio catturano gli elettroni emessi dalle molecole dell’aria quando queste ultime sono colpite dai raggi X. La velocità di caduta delle goccioline caricate elettricamente varia a seconda della carica fornita alle piastre metalliche: dalla misura della velocità. Millikan calcolò la carica posseduta da un elettrone.