Busseni Marco 5^B

 

Obiettivi dell’esperienza : Calcolare il rapporto q/m e vedere che tale rapporto rimane costante al variare dell’intensità di corrente e al variare della tensione anodica.

 

Materiale occorrente : -   Apparecchiatura per la determinazione del rapporto q/m per un  elettrone

-         3 generatori di corrente

-         1 volmetro ( 0,75% di errore )

-         1 amperometro ( 1,5% di errore )

-         1 squadra ( sensibilità 1 mm )

-          dei cavi elettrici

 

Tempo impiegato : circa 1 ora

 

 

Procedimento : Collegare opportunamente tutti i cavi, il volmetro in parallelo e l’amperometro in serie. Un generatore fornisce corrente alle bobine di Helmholtz (1°), un altro all’anodo che emette gli elettroni (2°) e il terzo alle 2 piastrine parallele se si vuole vedere come si comportano gli elettroni in presenza di un campo elettrico (vengono deflessi e percorrono una traiettoria parabolica per tutto il tratto in cui sono sottoposti al campo elettrico) o provare altri esperimenti. Azionando il secondo generatore, ed opportunamente oscurata la stanza, si nota un fascio verticale colorato (sono gli elettroni emessi dall’anodo a forma conica che sbattono contro le molecole d’idrogeno); attivando anche il primo si nota che il fascio d’elettroni viene deviato secondo una traiettoria circolare, aumentando l’intensità il diametro di tale traiettoria diminuisce (girando la sfera s’osserva che gli elettroni percorrono una traiettoria elicoidale). L’esperienza consiste, in questa fase (V = cost.), nell’annotare il valore dell’intensità di corrente in un dato istante e il rispettivo valore del diametro (che deve essere riportato sull’apparecchiatura tramite due pezzetti di plastica movibili su una guida, quando la luce è ancora spenta, poi, a luce accesa, questo valore riportato, viene misurato tramite una squadre); con questi dati usando la formula  possiamo ricavare il rapporto q/m e vedere come varia. Nella seconda fase si tiene costante l’intensità di corrente e si annota la grandezza del diametro al variare della tensione.

 

Conclusioni : Con un po’ d’approssimazione si può dire che il rapporto q/m è costante sia al variare dell’intensità che al variare della tensione. L’errore s’aggira tra il 6% e l’11% circa e il valore medio ottenuto è di : (2,36*10^11 ± 2,37*10^10) C/Kg per la prima fase, per la seconda il valore medio è: (1,70*10^11 ± 1,13*10^10) C/Kg.

 

Osservazioni : Nella prima parte dell’esperienza il rapporto q/m è notevolmente diverso dal reale valore del rapporto (1,76 C/Kg), questo è dovuto al fatto che le misure non sono state prese in modo accurato e cioè non si è fatta coincidere l’immagine reale del fascio d’elettroni con l’immagine riflessa dallo specchio retrostante alla sfera (sulla sbarra posta simmetricamente alla guida rispetto alla sfera).