> A.I. - INTELLIGENZA ARTIFICIALE_

Il termine Artificial Intelligence (A.I.) fu coniato nel 1956. I fondatori della A.I. si ponevano come obiettivo quello di far svolgere alle macchine compiti diversi dalla pura e semplice computazione. Cose come il riconoscimento della voce, la comprensione del linguaggio naturale, l'identificazione degli oggetti, il ragionamento deduttivo. Fu così adottata la seguente definizione:

Intelligenza Artificiale è una disciplina che studia la possibilità di ottenere dalle macchine prestazioni che, se compiute da un essere umano, sarebbero definite intelligenti.

Un'altra definizione comunemente accettata è la seguente: l'Intelligenza Artificiale è quella disciplina appartenente all'informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che permettono di progettare sistemi digitali (hardware) e sistemi di programmi (software) capaci di fornire all'elaboratore elettronico delle prestazioni che sembrerebbero essere umani.

 

> GLI SCOPI DELL'A.I.

I fondatori dell'A.I. profetizzavano che macchine di uso generale come i computer avrebbero scoperto teoremi matematici, composto musica, vinto il campionato mondiale di scacchi.

In generale, vi sono due motivi che spingono a ricercare in questo campo:

- uno è di rendere i calcolatori più utili;
- un altro è di comprendere i principi che rendono possibile l'intelligenza.

Scrive Federico Faggin: "Le applicazioni di macchine autonome e intelligenti saranno innumerevoli. Sarà possibile creare fabbriche automatiche flessibili, macchine agricole per l'agricoltura automatica, robot casalinghi, macchine autoguidanti di altissime prestazioni e sicurezza che apriranno la strada a nuove possibilità di veicoli terrestri, aerei, navali e misti, e così via.

Mi aspetto anche che le nuove conoscenze richieste per fare robot intelligenti ci metteranno finalmente in grado di fare progresso nella comprensione delle nostre facoltà superiori come la creatività, l'intuizione e la consapevolezza, aprendo un nuovo capitolo della storia umana.

Il grande problema è come ottenere potenzialità tanto elevate da una macchina. Si studia così il pensiero da un lato, la macchina e il linguaggio che usa dall'altro.

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