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A. I. - INTELLIGENZA ARTIFICIALE, il film: scheda cinematografica_
Titolo Film |
A. I. - INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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| Anno |
2001 |
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| Data di uscita |
5/10/2001 |
| Titolo originale |
A.I. - ARTIFICIAL INTELLIGENCE |
| Altri titoli |
A.I.
A.I. ARTIFICIAL INTELLIGENCE
A.I.: ARTIFICIAL INTELLIGENCE
ARTIFICIAL INTELLIGENCE: A.I. |
| Durata |
146 |
| Origine |
USA |
| Colore |
C |
| Genere |
DRAMMATICO
FANTASCIENZA
FANTASY |
| Tratto da |
RACCONTO "SUPERTOYS LAST ALL SUMMER LONG"
DI BRIAN ALDISS E SOGGETTO PER IL CINEMA DI IAN WATSON |
| Produzione |
DREAM WORKS, AMBLIN ENTERT., STANLEY KUBRICK
PROD., WARNER BROS |
| Distribuzione |
WARNER BROS., DVD, WARNER HOME VIDEO ( 2002). |
| Regia |
STEVEN SPIELBERG |
| Attori |
HALEY JOEL OSMENT DAVID
JUDE LAW GIGOLO JOE
FRANCES O'CONNOR MONICA SWINTON
SAM ROBARDS HENRY SWINTON
JAKE THOMAS MARTIN SWINTON
BRENDAN GLEESON LORD JOHNSON-
JOHNSON
WILLIAM HURT PROFESSOR HOBBY/VISIONARIO
CHRIS ROCK ROBOT COMICO |
| Soggetto |
BRIAN ALDISS
IAN WATSON |
| Sceneggiatura |
STEVEN SPIELBERG |
| Fotografia |
JANUSZ KAMINSKI |
| Musiche |
PAUL BARKER
MAX BRODY
DEBORAH COON
AL JOURGENSEN
JOHN WILLIAMS |
| Montaggio |
MICHAEL KAHN |
| Scenografia |
RICK CARTER |
| Effetti |
ANATOMORPHEX
JIM CHARMATZ INDUSTRIAL LIGHT & MAGIC
MICHAEL LANTIERI PACIFIC DATA IMAGES STAN
WINSTON STUDIO |
| Costumi |
BOB RINGWOOD |
| Trama |
TRAMA BREVE Il robot David - un androide
fanciullo costruito da una società elettronica ed in grado di provare sentimenti
- viene temporaneamente affidato ad una coppia di coniugi il cui figlio,
affetto da una malattia incurabile, è stato ibernato fino alla scoperta
di una cura. Dopo i primi tempi in casa, circondato dall'affetto familiare,
David comincia a farsi domande sulla sua vera origine e decide di capire
chi è veramente. Per questo, parte alla ricerca delle sue radici accompagnato
dal suo orsacchiotto e da un altro robot, Gigolò Joe. TRAMA LUNGA In un
periodo nel futuro in cui le risorse naturali sono limitate e i progressi
della tecnologia velocissimi, gli esseri umani dispongono di robot programmati
per soddisfare qualsiasi loro bisogno. Lavoro, tempo libero, cura della
casa, compagnia, c'è un robot per ogni necessità: tranne l'amore. I robot
sono considerati elettrodomestici sofisticati, si pensa non possano provare
sentimenti. I limiti imposti alla procreazione hanno spinto però l'industria
della robotica a cercare di superare l'ultima frontiera. La Cybertronic
Manifacturing ha creato David, un robot bambino, il primo programmato per
amare che viene adottato in prova da Henry, impiegato della stessa ditta,
e da sua moglie Monica. Il figlio naturale della coppia, malato terminale,
é ibernato in attesa che la scienza scopra la cura per salvarlo. David vuole
diventare loro figlio, fa di tutto per essere amato, ma ogni volta qualche
circostanza arriva ad impedirlo. Respinto dagli umani e dalle macchine,
David non può fare altro che andare via, e intraprendere un lungo cammino.
Aiutato da Teddy, il suo super giocattolo, David incontra Gigolo Joe e con
lui comincia un giro per il mondo. Eccoli nel luogo dove si celebra il rito
per la distruzione dei robot. Insieme scappano e cercano di raggiungere
Rouge City, dove c'é qualcuno in grado di dare indicazioni per trovare la
Fata Turchina. Ecco l'informazione: la Fata si trova alla fine del mondo,
a Manhattan. Joe dice a David che la sua mamma non può amarlo, e David scappa.
Poi insieme vanno dal prof. Hobby, che aveva progettato David, e vedono
i bambini fatti in serie. David atterrito si getta dal grattacielo, scende
sott'acqua: qui si ritrova nel regno di Pinocchio e vede la Fata Turchina.
Da quel momento David comincia a pregare. Passano duemila anni, prima che
il piccolo possa riprendere coraggio. Allora torna dalla mamma e le dice
"Ti ho ritrovata". E' di nuovo oggi. |
| Critica |
"Ma come osa Spielberg, gran regista, ma
pur sempre uomo di commercio, competere con il sommo Stanley Kubrick che
per primo tentò di filmare il racconto di Brian Aldiss? Da parte nostra,
grazie per aver osato. In non pochi momenti del film, Steven ha fatto il
salto qualitativo. La parte centrale, in un'arena da basso impero, non ha
niente da invidiare ai fatidici 'notturni' di 'Arancia Meccanica'". (Giorgio
Carbone, 'Libero', 6 settembre 2001) "Favola un po' sadica per
bambini, immaginazione di fantafuturo, variazione di Pinocchio. Tratto da
un racconto di Brian Aldiss, con una prima parte molto bella, commovente
e divertente (per il resto non tanto), con un bravissimo protagonista bambino".
(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 5 ottobre 2001) "Favola filosofica,
film dell'orrore, cyber-rivisitazione di Pinocchio, profezia amara e grandiosa
circa il divenire-macchine del genere umano e molto altro ancora. Il tanto
atteso 'A.I. - Intelligenza Artificiale', è una 'summa' in cui Spielberg
ripercorre tutto il suo cinema e apre cento nuove porte, ma senza trovare
la forza di guardare cosa c'è dietro". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero',
5 ottobre 2001) "Diviso in tre atti 'A.I. - Intelligenza Artificiale'
è un film bello e struggente, eccessivamente lungo, disomogeneo, reso più
imperfetto dal lungo finale ma ricco di folgorazioni, di sequenze straordinarie
e di personaggi commoventi. Che si stampano nella memoria per come, in essi,
convivono patetismo e fragilità, generosità e coraggio: David per primo,
naturalmente, interpretato da quel precocissimo mostro di bravura che si
chiama Haley Joel Osment, ma anche il robot-amante Jude Law, capace quanto
il suo piccolo compagno di disavventure, di farci dubitare che i 'meccanica'
siano molto più umani degli 'orga'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6
ottobre 2001) "Emozionante come 'E.T.' (ma a un livello più sofisticato),
sospeso e terminale come '2001', spettacolare e intimo come 'Incontri ravvicinati',
scheggiato come 'Blade Runner' e 'Arancia Meccanica', nel cuore di un tema
cruciale percepito dall'odierna sensibilità (fanta)scientifica. Picaresco
al massimo livello, visivamente appagante, nel finale diventa un film afflitto
da eccesso di senso (l'incontro tra Pinocchio e la mamma). Pareri discordi,
ma se parlerà ancora tra cento anni". (Silvio Danese, 'Il giorno', 5 ottobre
2001) |
| Note |
PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 58^ MOSTRA
DEL CINEMA DI VENEZIA (2001). NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI TEDDY
E' DI JACK ANGEL. IL PROGETTO ORIGINALE DEL FILM ERA DI STANLEY KUBRICK
CHE, ACQUISTATI I DIRITTI DELLA STORIA, AVEVA INIZIATO A SCRIVERE LA SCENEGGIATURA
PENSANDO DI PRODURRE IL FILM E DI LASCIARE LA REGIA A STEVEN SPIELBERG,
MA IL PROGETTO NON VIDE MAI LA LUCE. DOPO LA MORTE DI KUBRICK, SUA MOGLIE
CHRISTIANE E JAN HARLAN, FEDELE COLLABORATORE DI KUBRICK, HANNO DECISO DI
REALIZZARE IL FILM INSIEME A STEVEN SPIELBERG. |
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