> LA MACCHINA PER I FUTURISTI_

Il Futurismo è l'unico movimento avanguardistico che nasce ufficialmente con un manifesto, pubblicato nel 1909 da Marinetti sul "Figaro". E' un'avanguardia totalmente italiana, interartistica e sovversiva nei confronti dei valori diffusi. Proprio la tendenza al rifiuto, alla contestazione verso la cultura generale lo caratterizza come avanguardia, dato che crea una corrente di pensiero che celebra la macchina, la tecnica l'industria, la velocità, l'aggressività e quindi la guerra e l'imperialismo, facendo ripartire la tradizione dal presente e abolendo il passato. In questi termini si deduce l'esplicita opposizione a Pirandello e alle altre avanguardie.
Gli autori che aderirono al futurismo furono Govoni, Palazzeschi, Corra e naturalmente Marinetti. La maggior parte di loro aderì anche al fascismo, date le affinità ideologiche.

Gli autori futuristi si diedero anche precise coordinate tecniche, riassunte dal Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912), che ribalta i canoni tradizionali. Il manifesto propugna la distruzione della sintassi, la disposizione dei sostantivi a caso, i verbi all'infinito, l'abolizione dell'aggettivo, dell'avverbio, della punteggiatura, l'uso dei sostantivi analoghi e dei simboli matematici.

Nel 1910 esce il Manifesto dei pittori futuristi, di Boccioni, Carrà, Balla, Russolo e Severini, che prospettava una visione nuova nella pittura allo stesso modo della letteratura. Il maggior esponente del futurismo nella pittura italiana fu certamente Umberto Boccioni.

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